strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Pochi, maledetti e subito – una manciata di ebook dell’ultima ora

Si era detto che avremmo messo giù una seconda lista di libri da regalare per Natale – ebook da poco prezzo, che costano meno di un biglietto d’auguri e potrebbero essere più graditi… perché un bel biglietto d’auguri si può sempre riciclare come segnalibro, ma non servono segnalibri per gli ebook. E gli ebook arrivano subito, per cui anche se avete scordato di fare il regalo, ed è la notte di Natale…

E quindi ecco una lista dell’ultimo momento, di ebook da pochi soldi che potrebbero piacere ai nostri amici.
E sì, sono tutti in inglese – perché parto dal presupposto che voi conosciate già bene quali autori e quali titoli in ebook sono disponibili in italiano là fuori, e meglio di me.
Perciò, ecco la lista.
Uniche regole – buoni libri che costino meno di un biglietto d’auguri. Diciamo un paio di euro al massimo.

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Perché così era nei tempi antichi: Phantasmagoria

L’uscita del terzo numero di Phantasmagoria, Special Edition è stata una piacevole sorpresa con lal quale celebrare Halloween e le due settimane di isolamento imposte dall’attuale stato delle cose. Perché se dobbiamo restare chiusi in casa mentre fuori dalle nostre finestre la campagna è silenziosa, desolata e angosciante, tanto vale farlo con qualcosa di buono da leggere.

E poiché non ve ne ho mai parlato prima, ve ne parlo adesso – perché siamoq ui anche per segnalare buoni libri da leggere. E riviste.

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Sconti pandemici

Che Jeff Bezos sappia qualcosa che noi non sappiamo?
Per la seconda volta il paese si trova sull’orlo del lockdown, e per la seconda volta Amazon mi offre una buona selezione diottimi romanzi a 99 centesimi a botta.
Una coincidenza, certamente.
Vero?

Ma non stiamo a costruire ipotesi di complotto, e diamo un’occhiata – è probabile che li abbiate già letti (anche perché sono esattamente gli stessi di sei mesi fa), ma nel caso, ecco qui un paio di titoli che potrebbero tenervi compagnia nel lungo inverno che ci aspetta…

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Il ritorno di Milo Morai

Vediamo di ricapitolare.
Come certamente ricorderete, la guerra atomica scoppiata nel 1980 ha cancellato la civiltà come noi la conosciamo. Nel caos che ne è seguito, mentre epidemie e catastrofi naturali mettevano in ginocchio i pochi sopravvissuti, la Grecia a conquistato l’America.
Oggi, a seicento anni di distanza, bande di hippie cannibali mutanti vagano per ciò che un tempo erano gli Stati Uniti, mentre nelle loro cittadelle, sinistri e ambigui tecno-stregoni conducono i loro oscuri e perversi giochi di potere. Sulle praterie del Mare d’Erba, tribù di nomadi condividono il territorio con mandrie di cavalli carnivori e branchi di tigri dai denti a sciabola. Enclave di immigrati armeni popolano la regione degli Appalachi.
La vita è dura, breve, violenta, e prevalentemente esentasse.
Ma ora, per cambiare tutto questo, e in conformità con le antiche profezie, Milo Morai è tornato dai suoi viaggi…

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In Australia

Aurealis è una delle principali riviste australiane di fantascienza. Il numero 131 della rivista è appena uscito, e contiene – insieme a molte altre meraviglie – un mio racconto, intitolato A piece of the action. Una storia di viaggi nel tempo.

Per chi fosse interessato, Aurealis #131 è disponibile su Smashwords, in una quantità di formati elettronici diversi – persino in txt – in modo da soddisfare tutte le vostre esigenze e tipologie di e-reader.
Datele un’occhiata.


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Una malattia da curare il prima possibile

Segnalo con molto piacere l’uscita di una nuova Storia Fuoriserie del mio conterraneo Fabrizio Borgio, che vive qui fra le colline dell’Astigianistan, e da sempre osserva con un occhio spietato gli orrori di questi luoghi.

La Festa di Leva è un piccolo, crudele gotico rurale, che va a ricollegarsi a molti dei discorsi che spesso io e Fabrizio abbiamo fatto in passato, davanti ad una pizza o a un piatto di farinata. È un esempio, quasi un campione da laboratorio di quell’atmosfera mentale che fa delle nostre campagne un luogo in cui l’orrore reale supera senza particolari sforzi quello dell’immaginazione.
Un’atmosfera culturale che vede nella gioventù una sorta di incidente di passaggio, una malattia da curare il prima possibile, per poi consegnare il resto della propria esistenza ad un conformismo vecchio di un secolo, o forse di più – una “normalità” che è capace di annientare l’anima delle persone.

Il racconto di Fabrizio è disponibile online per il prezzo di un caffé.
Si legge rapidamente, e resta a lungo nella nostra memoria – specie se siamo così fortunati da vivere in campagna.


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Nuages

All that Weird Jazz sta vendendo discretamente, e l’editore ha chiesto agli autori coinvolti di dargli una piccola spinta, in maniera da provare ad arrivare nella Top 100 di Amazon. Una cosa di classe, senza strillare e senza rendersi ridicoli.
E io avevo detto che avremmo riparlato della mia storia nell’antologia – Django in Paris.

E allora facciamolo, un piccolo dietro le quinte…

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Fra quattro pareti

Gli effetti di questo lungo periodo di reclusione si stanno facendo sentire – non sono mai stato una persona particolarmente attiva; più che altro mi è sempre piaciuto camminare. Non correre, ma semplicemente macinare chilometri a piedi. Un buon modo, il più semplice ed il più economico, per cercare di rallentare il lento ma inesorabile decadimento fisico.
Nei mesi passati non è stato facile.
Maltempo, problemi alle gambe dovuti alla circolazione, cattiva salute, troppe cose da fare…
Ecco, quella delle troppe cose da fare è una scusa – come il maltempo, o il fatto di vivere in un posto in cui non c’è nulla. Il trucco è trovare mezz’ora, coprirsi bene, e uscire.

Ora uscire non è più un’opzione – posso camminare in circolo nel cortile, il che è molto zen, ma fare kinhin, la meditazione zen che si fa camminando, non è lo stesso di andarsi a fare una bella passeggiata sull’argine del Belbo.

E così, dopo che un mese di inattività forzata mi ha ridotto a uno straccio, col fiato corto e gli attacchi di panico, ho deciso di fare qualcosa a riguardo.

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