strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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AMARNA, la Figlia dei Faraoni e Cthulhu in salsa pulp

the-future-of-HRQuelli in gamba, di tanto in tanto, sul loro blog, fanno un post in cui illustrano i progetti futuri e le prossime uscite. Questi post funzionano perché servono a mettere sull’avviso i fan, e perchè ci obbligano a portare a termine i progetti che abbiamo promesso di mettere in cantiere.
È un po’ un modo per obbligare noi stessi a scrivere, e a mantenere le tabelle di marcia.
Ora, a mio parere premiarmi con un pezzetto di cioccolato funziona altrettanto bene,  se non meglio, ma al momento ho finito il cioccolato, quindi credo vi racconterò cosa ho in preparazione e come si svilupperà.
Visto mai che interessi a qualcuno. Continua a leggere

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O lo idolatri o lo detesti: the Red Shoes

E poi naturalmente c’è Scarpette Rosse.
Ti sei guardato A Matter of Life and Death e Black Narcissus, per cui The Red Shoes ti tocca.
E Scarpette Rosse sono due ore e un quarto.
Powell & Pressburger, 1948. Un film all’anno, ricordate?

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Ora, l’universo si divide in due grandi categorie – quelli che The Red Shoes lo adorano (come Brian de Palma e Martin Scorsese, o Kate Bush), e quelli che lo odiano (come ad esempio Arthur Rank, che lo aveva finanziato e che lasciò la sala dopo quindici minuti alla prima). Sì, è vero, ci sono anche quelli che non lo hanno mai visto, ma di certe persone noi preferiamo non parlare. O ci facciamo sopra dei musical…

Oh, yeah, let’s get one thing straight. See, I never heard about “The Red Shoes,” I never saw “The Red Shoes,” I didn’t give a fuck about “The Red Shoes.”
(Dante & Kirkwood, A Chorus Line)

Con buona pace di Val in A Chorus Line, il film viene considerato da molti il capolavoro definitivo di Powell & Pressburger, e pare che anche la leggenda metropolitana riguardo al fatto che una visione in giovane età avviò centinaia di ragazzine alle scuole di danza forse non è poi così una leggenda. Continua a leggere


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20.000 uomini di Cornovaglia e un gatto scomunicato

christmas-ghost-stories-200x300Esiste qualcosa di più natalizio dello scrivere di fantasmi?
In effetti sì – darsi alla crapula, che era l’attività dominante nel periodo natalizio, specie presso i paesi anglosassoni, prima che Dickens e la Coca Cola tramutassero quella che era stata l’occasione ghiotta per mangiare a crepapelle, sbevazzare e scopare in giro, in una festa decisamente più tranquillae “per famiglie”.
E forse, di tutte le tradizionali incontinenze natalizie dei britanni e dei loro cugini, la storia di spettri rimane l’ultima testimonianza – l’irruzione dell’irrazionale e dello spaventoso nel quotidiano più domestico e “buonista”.

Leggere, scrivere e tradurre di spettri offre anche l’occasione per scoprire personaggi curiosi. Come ad esempio Robert Stephen Hawker, pastore anglicano, poeta, scrittore, studioso di antichità ed eccentrico.
Il tipo di personaggio che ci piace, qui su strategie evolutive. Continua a leggere


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La scala per il paradiso di Powell & Pressburger

In piena Seconda Guerra Mondiale, Peter e June si conoscono e si innamorano. È questione di pochi minuti.
C’è solo un piccolo problema: Peter è a bordo di un bombardiere in fiamme, senza paracadute. June è una ausiliaria americana, a terra in una stazione radio.
Lui le chiede di spedire un telegramma alla sua famiglia, e le dice di non aver paura, poi si butta di sotto – meglio morire così che non arrostito nella carcassa del suo Lancaster.

MOV_aff8ae14_bE questo è uno dei più grandi film di tutti i tempi, e un fantasy colossale che molti appassionati di fantasy faticherebbero probabilmente a riconoscere come tale.
Lo hanno fatto Powell & Pressburger nel 1946, e si intitola A Matter of Life and Death.

Ora, nei giorni passati i miei vicini di cella Alessandro Girola e Germano Hell Greco hanno parlato della fruizione veloce che sta caratterizzando i media in questo periodo: intere serie bruciate in pochi giorni, film attesi con tanta anticipazione, dissezionati e discussi per mesi prima della loro uscita, mari di lacrime versati sulle infanzie rovinate dai remake tanto strombazzati, e poi, una settimana dopo non ne rimane memoria.

E io che sono qui che mi riguardo A Matter of Life and Death mi domando se abbia senso parlarne. E poi mi dico che sì, non si può non parlarne, perché forse ci sono persone che non l’hanno visto.
Che vita orribile devono avere. È nostro dovere aiutarli. Continua a leggere


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Mondi per giocare

Vediamo…

. Un universo solcato da velieri, a metà strada fra Spelljammer e Il Pianeta del Tesoro
. Una space opera classica che cita Asimov, Zelazny, Herbert e Gene Wolfe
. Un dramma carcerario ambientato in un mondo in cui nel 1951 la Russia a usato le atomiche
. Un western sovrannaturale “immaginato da Wes Craven, non da Clint Eastwood”
. Un’avventura hi-tech fra i coloni della nuova frontiera sottomarina
. Un noir ambientato nell’antica Roma
. Una space opera sovrannaturale in cui i coloni su un lontano pianeta devono vederselòa col mondo degli spiriti
. Una corsa contro il tempo per scongiurare l’estinzione di una civiltà
. Un mondo appena nato nel quale giovani dei si danno battaglia
. Un complicato gioco diplomatico fra umani e popolo fatato per fermare una crisi ambientale
. La lotta politica in una quasi-Bisanzio, nella quale il potere è in mano ai cantastorie
. Un’invasione aliena in un mondo medievale
. Una compagnia di mercenari pagata per chiudere le faccende rimaste in sospeso alla fine di ogni favola
. Un planetary romance con una certa voglia di He-Man…
. Un mondo in cui il corpo dei Becchini tiene sotto controllo le orde degli zombie
. Un noir ambientato in una Los Angeles nella quale la magia funziona
. Pionieri nel mondo dei sogni, fra Lewis Carrol, Roger Zelazny e Ursula LeGuin
. Una scuola per giovani psionici
. L’Unione Sovietica ha colonizzato Marte facendone un’utopia socialista
. Amore e avventura in una Belle Epoque fatta di aerei e aeronavi
. 1850: i velieri delle Grandi Potenze europee si sfidano nella corsa ai pianeti del sistema solare
. Eroi dei videogiochi difendono il loro mondo virtuale dall’avanzata dell’entropia
. Una cospirazione di psionici contro un’invasione aliena strisciante
. Orrore rurale nella Bible Belt americana
. Un esercito di gatti protegge gli esseri umani dal sovrannaturale
. I Tre Moschettieri nello spazio come Buck Rogers
. Il ciclo arturiano come lotta fra famiglie mafiose
. Un reality show sulla cucina con concorrenti da ogni angolo della galassia, a Douglas Adams alla regia.
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Basato su una storia vera (o tre)

miskatonic whale run coverÈ appena uscito, e immagino a qualcuno possa interessare The Miskatonic Whale Run, una storia breve a tema tangenzialmente lovecraftiano e ambientata nella famosa università di Arkham, Mass., e ora disponibile su Amazon per la vertiginosa cifra di 99 cent.

Un horror scritto sotto la nefasta influenze di troppe visioni dell’Animal House di John Landis, The Miskatonic Whale Run è basato su una storia vera.
Anzi, su tre. Continua a leggere


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Un film impossibile: The Saragossa Manuscript, 1965

Succedono cose strane, molto strane.
Coincidenze su coincidenze, storie dentro altre storie.
Mi hanno detto, ad esempio, che un film sul quale sono stati spesi milioni in effetti speciali sarà sempre meglio di uno schifoso film in bianco e nero vecchio di cinquant’anni.
images (6)Quei film che si vedono nei cineforum, e che non interessano nessuno, e che sono (all together now) una cagata pazzesca.
E mi hanno detto, non più tardi di ieri, che ci sono film che guardano solo in cinque.
E quelli, mi hanno detto, non sono normali. Quelli normali guardano i film che guardano tutti. Tipo, non so, Transformers, o i cinepanettoni.
E tutto questo, vedete, è particolarmente on topic, come si suol dire, perché io in queste ultime tre notti mi sono guardato un film che probabilmente abbiamo visto solo in cinque.
Un film polacco.
Del 1965.
In bianco e nero.
Che dura tre ore.
Non è per quello che l’ho guardato, ovviamente.
Non per la durata, non per il bianco e nero, non per la provenienza o l’età.
Anche se, modificato anche solo uno di quei fattori, il film stesso non sarebbe esistito.
L’ho guardato perché è un film meraviglioso, nel vero senso della parola.
E se è vero che lo abbiamo visto in cinque, gli altri quattro sono Luis Bunuel, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Jerry Garcia, quello dei Grateful Dead.
Sono in buona compagnia.
Perché io nelle ultime tre notti mi sono riguardato The Saragossa Manuscript, la versione integrale. Sì, in polacco, sottotitolata. Roba da cineforum.

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Per cui, se volete, potete anche chiudere qui.
Ci sono un sacco di ottimi post, là fuori, sui film che guardano le persone normali.
Quelli con milioni di colori e milioni di dollari in effetti speciali.
Andate a leggervi quelli, che da qui in avanti, le persone normali si potrebbero trovare a disagio… e questo sarà un post lungo. Continua a leggere