strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Non solo con l’ascia

C’è una lettera di Robert E. Howard, da qualche parte, in cui l’autore delle storie di Conan spiega (probabilmente a Lovecraft, ma non sono sicuro, è passato un sacco di tempo), che scrivere le storie di Conan non è particolarmente difficile.
Non è che Conan sia uno che stia a ragionare sulle possibili soluzioni alternative, osserva Howard. La violenza è la sua principale soluzione per la maggior parte dei problemi che si trova ad affrontare.

E in fondo il motivo per cui Howard è un grande autore è che pur con un personaggio tanto semplicistico nel suo approccio al problem solving, Howard riesce a scrivere delle storie meravigliose.
Ed è in racconti come La Torre dell’Elefante che questa capacità di Howard appare evidente, ma la si ritrova in tutte le sue storie migliori – le descrizioni dei luoghi e le atmosfere, l’idea di un passato profondo, di una stregoneria malevola e incomprensibile, afferrano il lettore e lo trascinano nella storia.

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Poi sì, certo, OK, I live, I burn with life, I love, I slay, and am content, ma diciamo che se leggete le storie di Conan solo perché poi arriva lui e spacca tutto, beh, diciamo che probabilmente siete un po’ minimamente eccezionali. Continua a leggere


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A volte ritornano

Ritorni.
Il passato sembra ben deciso a venirmi a prendere in queste notti calde e appiciccaticce. E non è necessariamente un male.

The Ministry of thunder smallUn paio di notti or sono, visto che da dieci giorni non riuscivo a scrivere un parsagrafo decente, ho messo mano alla tastiera senza sapere esattamente dove stavo andando.
L’idea è di prendere a calci il muro finché il muro non crolla, come diceva Sam Shepard.
Così ho scritto per circa quattro ore, e ne sono uscite poco più di tremila parole di The Ministry of Lightning, il secondo romanzo dedicato a Felice Sabatini, il seguito diretto di The Ministry of Thunder.
Sono venute fuori abbastanza facilmente – la trama è delineata da due anni e  cominciare con un dialogo fra Sabatini ed Helena stato semplice, e divertente. Continua a leggere


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Un post obbligato

Ci sono post obbligati.
Ieri se ne sono andati George A. Romero e Martin Landau e la Beeb ha annunciato che il tredicesimo dottore avrà degli organi sessuali interni anziché esterni.
Ieri i nerd hanno avuto una giornata campale, un misto di battute sugli zombie e sul ritorno di Romero dalla tomba, di lacrime per l’uomo che fu Bela Lugosi in Ed Wood, e deliri psicosessuali sulla natura dei Signori del Tempo e dove andremo a finire, signora mia, ma anche evviva evviva finalmente era ora.

Io di certe cose preferirei non parlare, però no.
Parliamone. Continua a leggere


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Letture estive – parte prima

Questo post segnala il ritorno del Piano Bar del Fantastico.
S. Mira mi ha chiesto una lista di titoli per chi i classici li ha già letti, “includendo la fantascienza”.

E potremmo anche provarci.
Solo che non ho proprio idea di cosa consigliare.
Perché non è che io sia particolarmente aggiornato con le nuove uscite sul mercato italiano.
E allora, cosa vi consiglio?
E se poi ve lo consiglio e non lo trovate?
E se ve lo consiglio in inglese e voi in inglese non leggete?
E d’altra parte cose interessanti in inglese ne segnalo con una certa frequenza.

È un bel problema.
Proviamoci… Continua a leggere


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Una Ragazza Corrotta da Internet e la Razionalità

Allora, diciamo che siete un esperto in intelligenza artificiale che nel tempo libero blogga riguardo alla filosofia e alla matematica della razionalità.
Una cosina easy.
E diciamo che avete voglia di spiegare ai ragazzi delle superiori cos’è la razionalità, come funziona il sistema scientifico, come costruiamo le nostre convinzioni e come prendiamo le nostre decisioni, e come, conoscendo questi meccanismi, possiamo migliorare il nostro rapporto con la realtà.
Come fate?

Eliezer Yudkowsky, che è un esperto in intelligenze artificiali che blogga sulla razionalità, nel momento in cui si è trovato a voler spiegare la razionalità ai ragazzi, ha scritto una light novel su una ragazzina moderatamente depravata, che si ritrova a ricoprire suo malgrado il ruolo di colei che sconfiggerà l’Impero del Male.
Facile, no? Continua a leggere


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Un topo con la lingua blu

Si era detto un topo con la lingua blu.
Che poi non sarebbe proprio un topo, trattandosi di un “vole”, in inglese, ovvero una arvicola.
Ma sulla copertina del libro, vedete, c’era un topo con la lingua blu, e una magnum puntata alla testa.
E io, lo ammetto, sono uno che a volte i libri li compra per la copertina.
Resta a mio parere un buon modo per scoprire autori nuovi e interessanti, fatemi causa.

Native Tongue è stato il primo romanzo di Carl Hiaasen che io abbia letto.
Acquisto d’impulso, per via della copertina, da Murder One, a Londra.
In quella stessa occasione, ne sono assolutamente certo, acquistai anche The Monkey’s Raincoat e Stalking the Angel, di Robert Crais.
E se Crais mi impressionò molto di più, con la sua miscela di umorismo, hard boiled chandleriano e filosofia zen, per cui negli anni successivi continuai a leggerlo con regolarità, Hiaasen riuscì a farmi ridere in modo sgangherato (cosa estremamente imbarazzante, in metropolitana), dimostrando che era possibile scrivere una storia apparentemente assurda alla Douglas Adams, e che tuttavia non era assurda affatto, riuscendo a mantenere un buon intrigo poliziesco e al contempo a fare della critica sociale e della satira tagliente.
Non una lettura regolare, ma un autore che occasionalmente, specie d’estate, mi piace tornare a frequentare. Continua a leggere


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Sul ponte delle ombre

{39FBE9E3-26CD-4EAF-BC05-FC7D4F5A2A24}Img400Ci risiamo.
Ero assolutamente certo di aver recensito Lyrec di Gregory Frost, letto tanti anni fa, all’alba di questo blog.
E invece no.
Eppure io me lo ricordo quell’articolo.

OK, proviamo a fare un rapido riassunto: Lyrec e Borregad sono viaggiatori che si spostano da un universo all’altro, adattandosi di volta in volta alla nuova realtà. I due sono sulle tracce di Miradomon, che ha distrutto il loro mondo e ora sta bruciando una pista di realtà traumatizzate, correndo attraverso il multiverso.
Lyrec e Borregad cercano giustizia, forse vendetta. Lyrec cerca anche la sua amata, che Miradomon ha rapito, forse consumato.
E ora eccoli qui, alla fine della corsa – in un universo in cui Lyrec è un giovane aitante, in cui Borregad è un infastidito gatto che parla, e Miradomon è … dio.

Narrazione ingannevolmente semplice di una storia terribilmente complicata, Lyrec, romanzo del 19841, è la storia di un uomo che vuole vendicarsi di dio perché gli ha rapito la fidanzata.51ji172kNvL
Ma è molto meglio di così.
È anche il primo romanzo di Gregory Frost, un autore che ho riscoperto di recente leggendo Shadowbridge, romanzo del 2008. Che sarebbe poi il libro di cui volevo parlare.
E dico riscoperto perché è stata una cosa a tre stadi, del tipo
… ah, ma che bravo questo autore, ma che ha scritto d’altro …?
… ah, ma aspetta, è uno di quelli del collettivo di Liavek …!
… ah, ma è quello di Lyrec! Continua a leggere