strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ritorno ai fondamentali

Questo post è una specie di piano bar del fantastico, e nasce da una osservazione che mi è stata fatta durante il weekend, e che faceva più o meno

sì, OK, facile sfottere chi conosce solo Conan e il Signore degli Anelli, citando titoli in inglese – cosa dovrebbe leggere secondo te, in italiano, uno che non voglia sentirsi dare dell’ignorante quando parla a vanvera del fantastico?

E la prima risposta è naturalmente “il più possibile”, ma ammettiamolo, sarebbe barare.
Uno dei seri problemi, per un lettore che si avvicini in questo momento alla letteratura di genere è non la povertà degli scaffali, quanto l’assenza di una memoria storica. Io sono stato fortunato (e con me quelli della mia generazione): andando in libreria trovavamo una certa quantità di novità, è vero, ma anche i classici, il più recente Premio Hugo e una ristampa di storie apparse su Astounding o Weird Tales negli anni ’30. E avevamo delle ricche introduzioni, per cui si leggeva un romanzo e se ne scoprivano altri sette. Era un mondo perfetto? No – io cominciai a leggere in inglese per spendere di meno e per poter leggere cose che in italiano non si trovavano, ma c’era una grande varietà, ed era possibile vedere lo sviluppo del genere dalle sue origini al presente, lì, sullo scaffale.
Possiamo farlo ancora oggi?
Certo, possiamo battere le bancarelle per cercare quegli artefatti di un’epoca più civile, ma se volessimo qualcosa che non sia stampato su carta ingiallita e fragile? Magari delle traduzioni aggiornate? Magari un po’ di apparato critico moderno che ci faccia venire delle idee?

Una risposta me la suggerisce la seconda risposta che ho dato al mio interlocutore…

Beh, stanno per ristampare tutto Lankhmar, no?

Perché difficilmente qualcuno che abbia letto le storie di Fafhrd e del Gray Mouser se ne uscirà con la storia che la sword & sorcery è il genere letterario popolato di uomini muscolosi. E la nuova edizione Mondadori, da quello che ho visto nelle anteprime, è meravigliosa.
E tra parentesi è Fa’ferd, non Fatfard.
Ma torniamo al problema di partenza – cosa leggiamo?

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Uomini muscolosi con la spada

Da qualche giorno stiamo ridendo scompostamente, qui nel Blocco C della blogsfera, per via di un video che sta circolando, in cui la persona che ha deciso di spiegarci cosa sia la sword & sorcery la descrive esattamente così…

storie con per protagonisti uomini muscolosi con la spada

Non esistono solo spade ed asce…

E ora voi lo sapete – a me piace la sword & sorcery, ne ho letta a vagonate e ne ho anche scritta. In effetti le prime cose che provai a scrivere, sulla Olivetti di famiglia, tanto tempo fa, furono delle storie che potrei descrivere come pessima, quasi illeggibile sword & sorcery.
Per questo motivo, per questa lunga frequentazione del genere, sono vagamente protettivo nei confronti della sword & sorcery, e mi si spezza il cuore a vederla ridotta a storie di trogloditi scritte da trogloditi per un pubblico di trogloditi.

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Sword & Planet: una lista di lettura

La colpa è del mio amico Emanuele,col quale si parlava di Marte, ieri sera – per motivi lunghi a spiegarsi – e così siamo finiti a chiacchierare di planetary romance e di sword & planet. È agli atti il fatto che si tratta di sottogeneri della narrativa fantascientifica o fantastica che mi piacciono molto.
Ho letto una montagna di libri, e ne ho anche scritto uno – sì, qui è dove mi faccio un po’ di autopromozione e ricordo il mio vecchio Eroi dei Due Mondi, vistomai che ne vendiamo qualche copia.

E naturalmente, quasi dieci anni or sono (perché questo è un blog che ha una storia) avevo fatto un pezzo a richiesta sul Planetary Romance, che è se non esattamente la stessa cosa, certo un genere che condivide il 97% del proprio DNA con lo Sword & Planet. Ma perché non farne una nuova, di lista – guardando più da vicino al sottogenere?

Nel momento stesso in cui usiamo una definizione come sword & planet, stiamo sottolineando una contiguità tematica con la sword & sorcery, con una più forte componente “fantascientifica”.
Le virgolette sono d’obbligo perché lo sword & planet non è esattamente hard SF – gli autori di S&P sono normalmente sbrigativi e impressionisti quando si tratta della scienza del loro universo. Con delle eccezioni, certo, ma in linea di massima, chi legge un romanzo marziano di Edgar Rice Burroughs non è in cerca di dettagli sulla geomorfologia della Valles Marineris.

Parliamo quindi di narrativa avventurosa, con una ambientazione genericamente “extraterrestre”, ed un mix di tecnologie capace di affiancare pistole a raggi e spade quali strumenti privilegiati di interazione sociale. Le storie spesso (per non dire normalmente) ruotano attorno ad un terrestre in qualche modo catapultato (più o meno volontariamente) in un mondo alieno.

E allora, cosa leggiamo?

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Una volta eliminato l’impossibile…

Sherlock Holmes non si occupa del sovrannaturale e dell’occulto. Lo dice chiaramente, in più di una occasione, al vagamente disorientato dottor Watson.
Ma non occuparsene non significa, ovviamente, escluderne la presenza.
E se il sovrannaturale si manifesta, e non può essere ridotto ad una spiegazione razionale, allora Sherlock Holmes deve avvalersi della consulenza di chi, a differenza di lui, di queste cose si occupa.

Sherlock Holmes & The Occult Detectives è una colossale collezione in due volumi di storie, distribuite lungo tutta la carriera del detective di Baker Street, in cui Holmes deve unire le proprie forze a quelle di un collega più ferrato di lui in questioni esoteriche.
Carnaki.
Hesselius.
Van Helsing.
E molti, molti altri.

I due volumi sono disponibili separatamente tramite Amazon, in cartaceo ed in ebook. Dentro al primo c’è anche una mia storia, The Case of the Manchester Mummies, che segna il debutto di Miss Valerie Trelawney, specialista in misteri sovrannaturali.

Chissà, forse vi interessa…


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(Non) Dieci Libri – sei anni prima

Questo è un post strano. Ho fatto quattro chiacchiere con un’amica, parlando di romanzi gotici. È tristemente noto che quando si parla di romanzo gotico, esistono tre schieramenti, tre squadre, tre tre scuole – come nie film di kung fu…

  • ci sono quelli che stanno con Horace “Otranto” Walpole
  • ci sono i fedelissimi di “Monk” Lewis
  • ci sono quelli che restano fedeli a William “Vathek” Beckford

Io sono notoriamente #TeamVathek, e mi era venuta a questo punto l’idea di fare un post, in questa serie, per parlare del romanzo di Beckford, che ci starebbe benissimo.

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(Non) Dieci Libri # 12 – Kim Newman

Oggi parliamo di un libro che avete letto tutti, e se non lo avete letto, dovreste leggerlo. E parliamo anche di uno degli autori che sento più vicini al mio modo di intendere la narrativa in generale, ed in particolare la narrativa orrifica.

Nel 1993, scorendo gli scaffali della libreria Delitto & Castigo di Torino, inciampai su un libro di un autore che conoscevo già, ed apprezzavo molto … come critico cinematografico. Provai a prenderlo e leggendolo in tram, sulla strada verso casa, saltai la mia fermata. Non esistono test più efficaci per valutare quanto un libro ci coinvolga. Il libro era Anno Dracula, e l’autore era Kim Newman.

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Dieci Libri #9 – Michael Moorcock

E ovviamente dovevamo arrivarci, a Moorcock, prima di raggiungere il decimo volume di questa serie. Dopotutto Moorcock aleggia su questa serie da tempo, con le sue influenze su Mary Gentle e Colin Greenland, e Brian Talbot. Il vero problema, naturalmente, è decidere quale libro selezionare. Perché francamente Elric – che è l’unico titolo che il 90% dei lettori di fantasy sembrano conoscere di Mike Moorcock – non è che mi abbia cambiato la vita.

Ma se non Elric, allora cosa? Il ciclo di Corum? O Jerry Cornelius?
O magari Gloriana?
Ecco, Gloriana, or the Unfulfilled Queen sarebbe già una scelta migliore, ed in effetti è stato a lungo in forse. Ma in effetti, c’è un libro che, per me, è più importante di questi.

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Dieci Libri #5 – Mary Gentle

E così siamo arrivati alla metà ipotetica di questa serie, e le cose cominciano a farsi complicate – non perché io abbia una carenza di titoli da inserie, anzi, ma perché i confini cominciano a farsi sempre più sfumati. Devo escludere la saggistica? Posso inserire un libro di cucina?

Ma quelli sono problemi che affronteremo quando verrà il momento. Ora abbiamo a portata di mano un bel volumone spesso e impegnativo, White Crow, di Mary Gentle. Ma è un po’ più complicato di così…

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