strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio: Vampire Hunter D – Bloodlust (2000)

Uno degli aspetti più divertenti,per quel che mi riguarda, del fare Paura & Delirio, è la possibilità di scoprire film che non ho mai visto, e dipoterne discutere con una controparte intelligente e informata come Lucia Patrizi – che di solito questi film li ha visti almeno un paio di volte, e li conosce bene. Ma questa volta abbiamo capovolto la situazione – e Lucia ha accettato di dare un’occhiata a un film che non aveva mai visto, e che a me da qualche tempo capita di riguardare una volta l’anno. Il risultato è stato – per quel che mi riguarda – uno degli episodi più divertenti di questo primo anno di attività del podcast.

E così, per il quarantanovesimo episodio di Paura & Delirio, diamo un’occhiata al nostro primo cartone animato, con il film di Yoshiaki Kawajiri Vampire Hunter D: Bloodlust, uscito nel 2000 e basato sulla fortunata serie di omonimi romanzi (o light novels, se preferite) di Hideyuki Kikuchi.

Un film splendido e intelligente, che ci offrirà l’occasione per parlare anche del film del 1985 tratto da un altro romanzo della serie, e poi di zombie e mutanti, di worldbuilding e scrittura, di vampiri romantici ma non romanticizzati, di Twilight e di Sergio Leone, di Ken il Guerriero e di Clive Barker, di sesso e tentacoli.
Il tutto, ovviamente, facendo S P O I L E R.

E prima di tutto, la Posta del Cuore di Paura & Delirio.


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Cose a venire: The Devourer Below

Arkham Horror è un gioco da tavolo di orrore lovecraftiano che esiste, in una forma o nell’altra, da oltre vent’anni. È anche una serie di libri, che riprendono temi e luoghi lovecraftiani.
Ed è con mio grande piacere che vi mostro la copertina, rivelata di fresco, disegnata da John Coulthart per la raccolta The Devourer Below, curata da Charlotte Llewelyn-Wells, che uscirà a luglio.

Il volume di trecento e sessanta pagine include anche il mio racconto All my friends are monsters.

E potrei anche essere tentato di dire che si tratta di una delle storie migliori che io abbia mai scritto, ma cos’altro potreste aspettarvi dall’autore, giusto?


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Visioni di Harlan

È uscito un nuovo libro di Harlan Ellison.
E voi qui dovreste dirmi, Dave, sono tre anni che Harlan ha tirato le cuoia, ed all’Inferno stanno ancora piangendo per come li sta tormentando, mentre in Paradiso si danno gran pacche sulle spalle, perché per il momento nessuno si è accorto di come hanno contraffatto i documenti, e prima che Harlan gli faccia causa e trascini il culo di tutti i cherubini ed i serafini in tribunale e li sprema fino all’osso, avranno il tempo per adeguarsi ai suoi standard di qualità.
E quindi come ha fatto, Harlan Ellison a far uscire un nuovo libro, impegnato com’è in questo momento?
Devi aver preso un abbaglio, sai, non sei più giovane, certe cose capitano.
Questo dovreste dirmi.

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Women in Horror Month: The Making of a Monster

Donne e orrori, gioie e dolori – o qualcosa del genere.
Sono in ritardo, questa settimana, col post dedicato a qualcosa di interessante da leggere, che sia horror e che sia scritto da una donna. Ma non è mai troppo tardi, giusto?

In realtà credo di aver già parlato in passato di The Making of a Monster, romanzo vampirico scritto da Gail Petersen, front-woman delle Catholic Girls – una band che ascoltavo ai tempi del liceo.

Ambientato a Los Angeles e nell’ambiente del rock’n’roll che l’autrice conosce molto bene, il romanzo è una interessante esplorazione del vampiro come rock star, ma anni luce dalla versione un po’ fasulla di Anne Rice. La Kate della Petersen non è Lestat, e la sua strana miscela di orrore per se stessa e senso dell’avventura fa sì che il romanzo, originariamente pubblicato negli anni ’90, sia invecchiato decisamente bene – nonostante i cambiamenti nel mondo della musica, dell’intrattenimento, e nelle nostre vite quotidiane.

Probabilmente è discutibile l’idea di usare l’aggettico realistico per una storia di mostri che succhiano il sangue al prossimo, eppure è l’aggettivo più adatto – c’è un senso di verità, nel romanzo di Gail Petersen, che manca altrove. E sì, sarebbe bello vedere un film, fedelmente basato su questa storia.

Oggi per lo più dimenticato se non dgli appassionati di narrativa vampirica – e mai molto noto nel nostro paese, The Making of a Monster è un buon pro-memoria per chi si fosse scordato che le donne hanno sempre scritto horror – e hanno sempre fatto rock’n’roll.

Ed è un peccato che Gail Petersen, dopo questa uscita, abbia smesso di scrivere, e sia tornata alla sua chitarra elettrica. Sarebbe stato bello avere altro, di suo, da leggere.


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Women in Horror Month: tre saggi

Si era detto, è il mese dedicato alle donne nella storia dell’orrore, e allora parliamo di qualche buon libro sull’argomento. Abbiamo cominciato con una bella raccolta di racconti, spostiamoci altrove per parlare di tre saggi. Trovo sempre sconfortante il fatto che tanti appassionati di genere non leggano saggistica dedicata al genere, a parte magari qualche discutibile manuale di scrittura.
Vediamo allora di ovviare a questa mancanza.

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