strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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I guardiani del canone

Avete mai l’impressione che manchi qualcosa? Come quando c’è una parola che proprio non vi viene, ce l’avete sulla punta della lingua ma no, niente, e vi viene il dubbio che siano i primi sintomi dell’Alzheimer? Per me è statocosì nelle ultime settimane, dopo aver letto alcune interessanti discussioni su scrittura, pubblicazione, marketing, e alcune ipotesi abbastanza discutibili sul rapporto tra qualità della scrittura, narrativa di genere e intento autorale. C’era qualcoisa che mancava, in tutta la discussione, ma cosa?
L’illuminazione è venuta nelle prime ore di questo 15 Febbraio 2019, e così ho pensato di mettere giù io qualche idea. Non posso garantire che questo sarà un post coerente – il discorso è piuttostocomplicato.
Posso garantirvi però che sarà lungo. Consideratevi avvisati.

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L’Incubo di Hill House

La colpa è naturalmente della mia amica Lucia, con la quale condivido una sorta di venerazione per Shirley Jackson, per il romanzo The Haunting of Hill House, e per il film del 1963 diretto da Robert Wise. È stata Lucia che la notte passata mi ha indirizzato sulla pagina di Amazon dell’edizione italiana del romanzo, per farmi vedere le recensionoi a una stella lasciate da alcuni lettori. Cose del tipo…

Un libro dimenticato da tutti per ovvi motivi, torna in auge a causa della campagna pubblicitaria per la serie. Mi sono avvicinato a questo librucolo dopo aver letto miriadi di recensioni positive, dopo aver letto che fosse il libro cardine del genere.
Un’opera brutta, con una storia insulsa, condita con personaggi senza carattere, privi di carisma, forzati, che non hanno nessun motivo di rimanere in quella casa, ma lo fanno fino alla stupida fine.
Dalla prima pagina si spera che accada qualcosa, che appaia uno spirito, ma niente, Hill House è piuttosto un posto di villeggiatura per la famiglia. Sconsigliato. Leggete altro.

Recensione Amazon

Vogliamo parlarne? Parliamone…
Vi avviso, sarà una cosa lunga e non eccessivamente piacevole.

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La leggenda del Calice Nero

La settimana passata ho recuperato uno dei miei libri di emergenza, ed ho trascorso un po’ di notti a leggermi The Chalice, di Phil Rickman, un thriller sovrannaturale ambientato a Glastonbury e nella campagna circostante.

Sono un fan di Rickman da quando lessi, durante il servizio militare, The Man in the Moss, che voglio rileggere prossimamente perché son passati venticinque anni e voglio vedere come ha retto. Oggi il lavoro di Rickman viene spesso schedato come folk horror o rural horror, e può anche starci – l’autore, che ha un passato nel campo della musica, conosce molto bene il foilklore e la storia minuta di quei settori di territorio, fra Inghilterra, Scozia er Galles, in cui va ad ambientare le proprie storie.

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Il Kickstarter di Dreamforge

Faccio un po’ di pubblicità a un progetto che mi sta a cuore – la rivista Dreamforge è sulla rampa di lancio e sta raccogliendo fondi mediante un Kickstarter per entrare a pieno regime.
Sulla pagina dedicata al Kickstarter trovate tutte le informazioni relative al progetto.

Una nuova rivista di fantascienza e fantasy, che oltretutto si annuncia come orientata soprattutto alla narrativa ottimistica, è una buona, un’ottima notizia: c’è sempre spazio per nuove storie (una cinquantina all’anno per lo meno, a detta degli editor), e c’ sempre spazio per qualcosa che non siano distopie e storie di sociopatici (con tutta la simpatia per le distopie e i sociopatici).

Come si può vedere dalla pagina del Kickstarter, la rivista ha una grafica eccellente, come è eccellente il line-up degli autori coinvolti – a cominciare dall’accoppiata Steven Brust & Skyler White.

A rendere un po’ meno eccellente Dreamforge ci sarà la mia storia Sapiens, che è stata acqiuistata per il secondo numero della rivista. Ma non lasciate che questo vi freni – il Kickstarter è davvero un buon affare, e ci sono un sacco di cose interessanti, fra gli extra.
Buttateci un occhio.


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Riletture

Un post un po’ a casaccio per l’Epifania, in parte legato al book club, in parte per stimolare la discussione, in parte perché parlare di libri è sempre divertente e l’idea che per conoscere una persona bisogna guardare sul suo scaffale dei libri è sempre valida.

Iop parlo spesso di ciò che leggo su queste pagine. Non di tutto ciò che leggo, non di ciò che leggo e non mi piace. E nelle ultime ore sono stato coinvolto in una interessante chiacchierata sul rileggere.

Però ci sono libri che si rileggono, e io ho una mia piccola lista, che non vedo perché non postare qui per il giorno dell’Epifania i libri che ho riletto più spesso, e che conto di rileggere.

E sì, questa è la mia lista, ed è possibile che la vostra lista non sia identica, e questo non significa che siete individui turpi, o che io sia un criminale. Il bello è che là fuyori ci sono un sacco di libri, e noi possiamo leggere e rileggere quello che ci pare.

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Asteria su Prime Reading

Mi ha scritto Amazon.it.
Proprio mentre mi appresto a far uscire il quarto episodio in inglese delle Avventure di Asteria, il primo volume in italiano è stato selezionato, mi informano, per una cosa che si chiama Prime Reading…

Prime Reading è un programma di lettura che promuove gli autori e i loro libri ai clienti Amazon più fedeli. Gli utenti di Amazon Prime possono prendere in prestito un numero illimitato di libri da una selezione aggiornata periodicamente, senza costi aggiuntivi oltre all’iscrizione ad Amazon Prime.


Il che è bene, visto che significa la possibilità di raggiungere più lettori con il primo volume di una serie.
Mi è parso perciò opportuno accettare l’invito.
Il secondo volume di Asteria è naturalmente già disponibile, ed i due restanti usciranno tra qui e Natale – e si spera che i nuovi lettori che avranno avuto modo di scoprire le mie storie con questo nuovo strumento, abboiano voglia di leggersi anche le storie successive.

Sempre per Natale (o al limite per l’Epifania) spero di riuscire a far uscire anche un volume cartaceo che raccolga tutte e quattro le storie della mia amazzone, con qualche extra.
E poi vedremo cosa sarà della serie.
Il quarto racconto, attualmente in fase di revisione, potrebbe anche essere il punto di avvio per una serie spin-off.
Ma per quello, naturalmente, c’è ancora tempo.


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Dave Duncan, 1933-2018

30279Novembre comincia malissimo.
Ho appena saputo cheil 29 di Ottobre se ne è andato Dave Duncan, certamente uno dei miei autori preferiti.
Aveva ottantacinque anni.
Canadese, era stato un geologo del petrolio ed era quindi “un collega” – iniziò a pubblicare nel 1986, all’età di 53 anni. Due settimane prima era stato lasciato a casa per via della contrazione del mercato petrolifero, e perciò si inventò un altro mestiere.
Nei trentadue anni successivi pubblicò una sessantina di volumi, prevalentemente fantasy, con qualche sporadica incursione nella fantascienza.

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Sword & sorcery in esclusiva

Le Storie della Frontiera (che, ammettiamolo, è un titolo abbastanza moscio) sono una serie di brevi racconti sword & sorcery ambientati lungo un falso confine fra una specie di India di epoca Mughal e un qualcosa che potrebbe essere la Cina durante la dominazione mongola.
E si tratta di una esclusiva del mio canale Patreon.

E dopo La Diavolessa coi Capelli Bianchi, che andò online ai primi di Luglio, ora è la volta di L’Ultima Casa della Valle, che sarebbe poi la storia scritta in diretta l’altra sera, editata da Germano Hell Greco e poi cancellata da un furbastro che ci ha lasciato il suo commento a riguardo, Schifo.

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Ora lo schifo, se davvero di schifo si tratta (e chi sono io per deciderlo? Io sono solo l’autore), se lo sciropperanno in esclusiva i miei supporter.
Perché è bello, essere miei supporter su Patreon. Continua a leggere