strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Nella casa del vecchio Vezzanius

C’è una mia nuova storia là fuori, per chi la volesse leggere.
In the House of Vezzanius è un breve racconto appena uscito sul numero fi Luglio di Swords & Sorcery Magazine, e lo si può legere (insieme agli altri racconti della rivista) sul loro sito web.

Spero abbiate voglia di dargli un’occhiata, e poi magari di farmi sapere cosa ve ne pare.


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Jane Austen contro l’Uomo Lupo

Lessi Northanger Abbey, (in italiano L’Abbazia di Northanger, edizione Theoria del 1982), la quasi-parodia del gotico scritta da Jane Austen, nell’inverno del 1985, e qualche mese dopo lo portai come romanzo a scelta all’esame di maturità, per la lingua inglese. L’esaminatore, apertamente ostile e bonariamente soprannominato il Vecchio Cinghiale dai suoi colleghi, mi rise in faccia, e mi disse che il romanzo della Austen era carta straccia.

La Austen era stata una donnetta triste e inutile, mi berciò in faccia, i cui romanzi non interessavano a nessuno da almeno un secolo, e lei e la sua opera erano destinate ad essere dimenticate, meritatamente.

Dieci anni dopo, l’uscita di Ragione e Sentimento, di Ang Lee, con Emma Thompson, Kate Winslet, Hugh Grant e Alan Rickman, segnalò che il pronostico del Vecchio Cinghiale non era poi stato così centrato. L’anno dopo uscì Emma, con Gwyneth Paltrow. E il resto, come si suol dire, è storia.
All’alba del ventunesimo secolo, Jane Austen era diventata un’autrice di bestseller, con tanto di fan in cosplay.

Ed io avrei voluto davvero mandare una cartolina al Vecchio Cinghiale, con tanti saluti da parte mia e di Jane ma, nelle immortali parole di Harlan Ellison, l’imbecille si era ormai sottratto alla mia giusta collera, morendo.

Ma questo post ha molto poco a che fare col Vecchio Cinghiale, e molto di più con Paul Féval, prolificissimo autore francese d’appendice – che di gotico, e di parodie del gotico, se ne intendeva quanto la Austen, se non di più.

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Libri per le vacanze

Si avvicina il mese di Agosto e sarà un Agosto anomalo, con l’ombra lunga del COVID19 a farci compagnia e l’incertezza generalizzata del futuro a turbare i nostri sonni.
Stiamo forse cominciando a capire perché, per i cinesi, “che tu possa vivere in tempi interessanti” era una maledizione. Ma abbiamo anche sempre di più la necessità di staccare e distrarci, e cercare un po’ di bellezza.
Qui su strategie evolutive ci occupiamo di solito di libri, quindi sarà attraverso i libri che cercheremo di distrarci.

O, detto in maniera diversa, mi è stato chiesto di suggerire qualche titolo da mettere in borsa verso la spiaggia, o da leggere sul balcone o in soggiorno se restiamo a casa per sicurezza, risparmio, o altri motivi.
“Libri in italiano, se possibile”.
Certo che è possibile.

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Ritorno ai fondamentali

Questo post è una specie di piano bar del fantastico, e nasce da una osservazione che mi è stata fatta durante il weekend, e che faceva più o meno

sì, OK, facile sfottere chi conosce solo Conan e il Signore degli Anelli, citando titoli in inglese – cosa dovrebbe leggere secondo te, in italiano, uno che non voglia sentirsi dare dell’ignorante quando parla a vanvera del fantastico?

E la prima risposta è naturalmente “il più possibile”, ma ammettiamolo, sarebbe barare.
Uno dei seri problemi, per un lettore che si avvicini in questo momento alla letteratura di genere è non la povertà degli scaffali, quanto l’assenza di una memoria storica. Io sono stato fortunato (e con me quelli della mia generazione): andando in libreria trovavamo una certa quantità di novità, è vero, ma anche i classici, il più recente Premio Hugo e una ristampa di storie apparse su Astounding o Weird Tales negli anni ’30. E avevamo delle ricche introduzioni, per cui si leggeva un romanzo e se ne scoprivano altri sette. Era un mondo perfetto? No – io cominciai a leggere in inglese per spendere di meno e per poter leggere cose che in italiano non si trovavano, ma c’era una grande varietà, ed era possibile vedere lo sviluppo del genere dalle sue origini al presente, lì, sullo scaffale.
Possiamo farlo ancora oggi?
Certo, possiamo battere le bancarelle per cercare quegli artefatti di un’epoca più civile, ma se volessimo qualcosa che non sia stampato su carta ingiallita e fragile? Magari delle traduzioni aggiornate? Magari un po’ di apparato critico moderno che ci faccia venire delle idee?

Una risposta me la suggerisce la seconda risposta che ho dato al mio interlocutore…

Beh, stanno per ristampare tutto Lankhmar, no?

Perché difficilmente qualcuno che abbia letto le storie di Fafhrd e del Gray Mouser se ne uscirà con la storia che la sword & sorcery è il genere letterario popolato di uomini muscolosi. E la nuova edizione Mondadori, da quello che ho visto nelle anteprime, è meravigliosa.
E tra parentesi è Fa’ferd, non Fatfard.
Ma torniamo al problema di partenza – cosa leggiamo?

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Uomini muscolosi con la spada

Da qualche giorno stiamo ridendo scompostamente, qui nel Blocco C della blogsfera, per via di un video che sta circolando, in cui la persona che ha deciso di spiegarci cosa sia la sword & sorcery la descrive esattamente così…

storie con per protagonisti uomini muscolosi con la spada

Non esistono solo spade ed asce…

E ora voi lo sapete – a me piace la sword & sorcery, ne ho letta a vagonate e ne ho anche scritta. In effetti le prime cose che provai a scrivere, sulla Olivetti di famiglia, tanto tempo fa, furono delle storie che potrei descrivere come pessima, quasi illeggibile sword & sorcery.
Per questo motivo, per questa lunga frequentazione del genere, sono vagamente protettivo nei confronti della sword & sorcery, e mi si spezza il cuore a vederla ridotta a storie di trogloditi scritte da trogloditi per un pubblico di trogloditi.

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Sword & Planet: una lista di lettura

La colpa è del mio amico Emanuele,col quale si parlava di Marte, ieri sera – per motivi lunghi a spiegarsi – e così siamo finiti a chiacchierare di planetary romance e di sword & planet. È agli atti il fatto che si tratta di sottogeneri della narrativa fantascientifica o fantastica che mi piacciono molto.
Ho letto una montagna di libri, e ne ho anche scritto uno – sì, qui è dove mi faccio un po’ di autopromozione e ricordo il mio vecchio Eroi dei Due Mondi, vistomai che ne vendiamo qualche copia.

E naturalmente, quasi dieci anni or sono (perché questo è un blog che ha una storia) avevo fatto un pezzo a richiesta sul Planetary Romance, che è se non esattamente la stessa cosa, certo un genere che condivide il 97% del proprio DNA con lo Sword & Planet. Ma perché non farne una nuova, di lista – guardando più da vicino al sottogenere?

Nel momento stesso in cui usiamo una definizione come sword & planet, stiamo sottolineando una contiguità tematica con la sword & sorcery, con una più forte componente “fantascientifica”.
Le virgolette sono d’obbligo perché lo sword & planet non è esattamente hard SF – gli autori di S&P sono normalmente sbrigativi e impressionisti quando si tratta della scienza del loro universo. Con delle eccezioni, certo, ma in linea di massima, chi legge un romanzo marziano di Edgar Rice Burroughs non è in cerca di dettagli sulla geomorfologia della Valles Marineris.

Parliamo quindi di narrativa avventurosa, con una ambientazione genericamente “extraterrestre”, ed un mix di tecnologie capace di affiancare pistole a raggi e spade quali strumenti privilegiati di interazione sociale. Le storie spesso (per non dire normalmente) ruotano attorno ad un terrestre in qualche modo catapultato (più o meno volontariamente) in un mondo alieno.

E allora, cosa leggiamo?

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Una volta eliminato l’impossibile…

Sherlock Holmes non si occupa del sovrannaturale e dell’occulto. Lo dice chiaramente, in più di una occasione, al vagamente disorientato dottor Watson.
Ma non occuparsene non significa, ovviamente, escluderne la presenza.
E se il sovrannaturale si manifesta, e non può essere ridotto ad una spiegazione razionale, allora Sherlock Holmes deve avvalersi della consulenza di chi, a differenza di lui, di queste cose si occupa.

Sherlock Holmes & The Occult Detectives è una colossale collezione in due volumi di storie, distribuite lungo tutta la carriera del detective di Baker Street, in cui Holmes deve unire le proprie forze a quelle di un collega più ferrato di lui in questioni esoteriche.
Carnaki.
Hesselius.
Van Helsing.
E molti, molti altri.

I due volumi sono disponibili separatamente tramite Amazon, in cartaceo ed in ebook. Dentro al primo c’è anche una mia storia, The Case of the Manchester Mummies, che segna il debutto di Miss Valerie Trelawney, specialista in misteri sovrannaturali.

Chissà, forse vi interessa…


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(Non) Dieci Libri – sei anni prima

Questo è un post strano. Ho fatto quattro chiacchiere con un’amica, parlando di romanzi gotici. È tristemente noto che quando si parla di romanzo gotico, esistono tre schieramenti, tre squadre, tre tre scuole – come nie film di kung fu…

  • ci sono quelli che stanno con Horace “Otranto” Walpole
  • ci sono i fedelissimi di “Monk” Lewis
  • ci sono quelli che restano fedeli a William “Vathek” Beckford

Io sono notoriamente #TeamVathek, e mi era venuta a questo punto l’idea di fare un post, in questa serie, per parlare del romanzo di Beckford, che ci starebbe benissimo.

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