strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Se non lo vedo non ci credo

Poi dicono, scrivi fantascienza.
Ho conosciuto online una persona che non crede all’evoluzione.
Non che tutti i ragionamenti di Darwin e di tutti gli altri non suonino convincenti, eh… però il fatto è che lui l’evoluzione coi suoi occhi non l’ha mai vista.
Niente è mai evoluto davanti a lui, mentre stava lì ad aspettare.
E certo, lui si rende conto che i meccanismi della selezione naturale son così lunghi che nessuno potrà mai essere testimone dell’evoluzione in atto. Sì, quello l’ha capito.
Ma ciò non toglie che lui l’evoluzione non l’abbia mai vista, e quindi tante grazie, bel modell, grande idea, ma lui non ci crede.
Lui crede che il mondo sia stato creato così com’è da Dio.

Tree-of-Life

È una consapevolezza estremamente dolorosa, per chi si occupa di scienza e per di più dovrebbe/potrebbe occuparsi di comunicazione della scienza, rendersi conto che no, i fatti non pesano.
Le prove sperimentali, gli argomenti documentati, l’esperienza accumulata di generazioni di ricercatori non contano nulla.
Se non vogliono cambiare idea, non la cambieranno. Continua a leggere


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Aspettatevi l’inaspettato

E allora vediamo di smentirci subito.

Nel mio ultimo post accennavo allo stato di spossatezza quasi lovecraftiana nel quale la faccenda della meravigliosa vittoria del fantastico mi ha gettato nelle ultime settimane.
Detto in soldoni è difficile cercare di scrivere narrativa fantastica quando tutti ti dicono che ciò che scrivi è popolarissimo e palesemente non è così. Ma il vero problema è quello di non riuscire a comunicare – perché per una persona che scrive per vivere, non riuscire a comunicare è parecchio negativo.

Quindi proviamo ad affrontare il probolema da un’altra angolazione.
Andrò a ruota libera, per cui aspettatevi l’inaspettato.
E anche su questo ci ritorneremo.

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Nella risposta a un commento, pochi minuti fa, ho scritto

Sulla vittoria del fantastico, potrei commentare che vista la meravigliosa quantità di meravigliose meraviglie disponibili al pubblico, cosa sto a scrivere, fatevi un giro in libreria e procuratevi l’ultimo libro di Christopher Stasheff, o anche soltanto l’ultimo romanzo di Michael Moorcock, o anche semplicemente l’edizione economica di “Little, Big” di John Crowley.
Ma sarebbe inutile sarcasmo, e come mi è stato fatto notare altrove, dopotutto, “hanno poi tanto importanza i libri quando ci sono i gadget, i videogiochi e le serie TV?”

Poi, una volta premuto invia, mi sono reso conto che questa è la risposta sbagliata, o per lo meno fornisce l’impressione sbagliata.
Per cui, mettiamola in questo modo… Continua a leggere


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Il problema del post paraculo

99cent_zps931fd058Allora, la mia promozione è avviata da due giorni.
Secondo quelli bravi, oggi sarebbe il momento di fare il famoso post paraculo per convincervi a condividere ulteriormente la notizia e a comprare – o far comprare – più libri.

C’è però il piccolo problema, che io come si faccia un post paraculo non ne ho idea. Ho guardato in giro, e ho provato ribrezzo.
Cosa dovrei fare?
Blandirvi con foto ammiccanti di donne seminude?
Promettervi che, se raggiungiamo un certo target, metterò gratis tutti i miei ebook in inglese, per tutto agosto?
Invitarvi a toccare lo schermo per ricevere energie positive?
Fare un post furbetto sui Pokemon Go o su Suicide Squad?

Che poi, io in effetti quei due post ce li ho anche pronti.
Ma temo non siano furbetti. Continua a leggere


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Godzilla contro Tarzan

La cosa parte dall’incontro di ieri del Club Villa Diodati – e dalle chiacchiere fatte con amici e colleghi.
Si parlava di fantastico, di libri, di storie.

E il mio amico Massimo Soumaré ha raccontato – con un certo senso di orrore – come parlando di fantastico giapponese, gli sia capitato di incontrare una vasta fetta del pubblico che non ha idea di chi sia Godzilla.

Godzilla-1954

E diciamo Godzilla per dire un sacco di quell’immaginario nipponico che per le persone della nostra generazione era la cultura di base.

La cosa mi ha colpito perché io ieri mi sono imbattuto – online – in alcune persone che lamentavano a gran voce la mancanza di immaginazione di Hollywood…

che ora si mette a fare i remake dei cartoni animati della Disney

Il tutto, a causa di questo trailer… Continua a leggere


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Il fantasy è finito (fatevene una ragione)

Una tendenza generalizzata della blogsfera nazionale negli ultimi mesi – diciamo nell’ultimo annetto o giù di lì – è data dal fiorire di #massimiesperti che con estrema prosopopea parlano a vanvera di argomenti che non conoscono, salvo poi dare dei ritardati a coloro che fanno notare che no, non è proprio così.

La spiegazione che ci siamo dati, qui nel Blocco C, è che i lettori non sono (più?) in cerca di informazioni, ma di conferme – e leggere quindi blogger molto più ignoranti di loro è in fondo rassicurante. Gli piace, li fa sentire vincenti.

Esempio segnalatomi ieri da un compagno di prigionia – un articolo sulla storia del fantasy che comincia con Conan e finisce con Game of Thrones, e che porta avanti la tesi secondo la quale l’assenza di idee nuove ha fatto del fantasy un genere moribondo, in attesa di grandi idee innovative che lo rivitalizzino.
No, davvero.

E io so che ora voi questo post lo vorreste leggere, e quindi vi passo anche il link.
Quando avrete finito di ridere, tornate qui, se avete voglia.
Fatto?
OK. Continua a leggere


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Il nuovo film di Indiana Jones

93773aaf6ba7310f922d4e4319375f87Si parlava, qui nel Blocco C della Blogsfera, durante l’ora d’aria, del nuovo film di Indiana Jones.
Pare che sia confermata la presenza di Harrison Ford nel ruolo di Indiana Jones, e che si prospetti Steven Spielberg alla regia.
E i fan nazionali paiono già convinti che si tratterà di una porcheria.

Ed è possibile, badate bene – ma lo sapremo solo se e quando il film arriverà nelle sale… diciamo nel 2017?
Però i fan hanno già deciso.
E questo è stupido, naturalmente.

Per cui si discuteva di questo, noi del Blocco C, mentre gli altri blogger facevano pesi e giocavano a basket, e io mi sono detto, non sarebbe difficile fare un buon film, date le premesse, e se solo Spielberg si decidesse a chiamarmi… Continua a leggere


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Siete tutti solo invidiosi

“Sei un disonesto.”
“E tu sei solo invidioso!”

La parte che mi ha sempre agghiacciato – e ancora mi agghiaccia – in questo scambio, che è abbastanza tipico, e immagino vi sia capitato di inciamparci su… la parte agghiacciante, dicevo, è che chi taccia di invidia i propri critici, probabilmente ci crede1.

Nel senso che è a tal punto indifferente alla propria disonestà, che arriva a credere che davvero chi quella disonestà la denuncia, lo faccia perché invidioso, perché incapace di essere altrettanto disonesto.

Oh, scusate, non disonesto.
Furbo.

Figlio mio, fatti furbo.

… è apparentemente il secondo più popolare insegnamento dato dai padri ai propri figli.
Il primo, pare, è

Figlio mio, tu fatti i c*zzi tuoi e fregatene.

Che sarebbe poi il motivo per cui non è bello denunciare i disonesti.
Oh, scusate, i furbi.
Per cui se lo fate, vi diranno che siete carichi di livore.
Perché quando i furbi si fanno beccare, è colpa vostra.


  1. sorvoliamo su quelli che rispondono “sei solo invidioso” quando si critica il loro lavoro. “Sei solo invidioso” ha rimpiazzato “NOn capisci la mia arte” come risposta standard ai critici. Sarà colpa di internet. 


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Una nuvola che assomiglia a un drago

Lo sentite anche voi, questo strano nervosismo che sembra animare la blogsfera, e i social media, negli ultimi giorni, nelle ultime settimane?
Come se si stessero definendo degli schieramenti, tracciando linee nella sabbia, stringendo alleanze, come se ci si stesse preparando a un qualche genere di cambiamento nel tono del confronto?

Io la sento da un po’, quest’aria frizzante.
È come una strana vibrazione, che ha percorso questo settore della reta, durante il mese di settembre, crescendo in intensità.
Lo percepite, voi?
Da dove arriva?

O è solo un’illusione?
Perché a volte, come disse quel tale, si vede una nuvola che assomiglia a un drago…

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Ma anche così, mi domando chi si bagnerà, e chi sarà all’asciutto, quando da quella nuvola comincerà a cadere la pioggia.
Ci attendono tempi interessanti.