strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


15 commenti

Un progetto a lungo termine

Per quanto il lavoro ortodosso, curricolare e regolarmente retribuito non manchi, dopo il tramonto continuo ad essere libero di leggere e scrivere ciò che mi pare.
Almeno quello, no?

E così, mentre altri progetti si assestano o si delineano (si è visto nei commenti di alcuni ost, nei giorni passati), mi dispongo a prendere appunti e informazioni per un progetto che avvierò – credo – questo inverno, complici il freddo e l’oscurità.

Mi piacerebbe, ma mi piacerebbe davvero, mettere giù un po’ di storie ambientate qui nell’Astigianistan, nel Monferrato in particolare, fra le brume del Belbo e del Tanaro.
Delle tradizionali storie di spettri, che ruotino attorno ad un investigatore psichico, un cacciatore di fantasmi.

L’idea mi è venuta sfogliando Picture Yourself Capturing Ghosts on Film, un manuale di fotografia ectoplasmica pubblicato dalla seriosissima Course Technology e impostato come un corso professionale.
L’autore, l’evidentemente oriundo Christopher Balzano ha fondato una società per le ricerche psichiche in Massachussets, e il libro si legge con un certo piacere.
E dà delle idee.

Gli appunti stanno crescendo.
Così come la lista di libri da leggere o rileggere per documentare questo progetto.
Per dare spessore alle storie.
Per evitare di reinventare la ruota.
Un po’ di folklore locale, quindi, più qualche lunga passeggiata fra le colline, e un po’ di storie di spettri fondamentali.
A cominciare dalle storie di Carnacki, usando la bella edizione elettronica della ManyBooks.

Certo, mettere giù delle storie sovrannaturali in quello che è il territorio di Danilo Arona è un bel rischio, oltre ad una dimostrazione di sfrontatezza spaventosa.
Ma io miro molto più in basso.
Mi piacerebbe fare del buon intrattenimento, senza troppi vezzi letterari.
Del sano medio livello.
Avventura, brividi, magari una punta di ironia.
I riferimenti sono i soliti – H.P. Lovecraft e il suo circolo, il già più volte menzionato Carnacki e tutti i suoi discendenti, TravisMcGee, Nostra Signora delle Tenebre di Fritz Leiber (sì, magari!)
Uno dei punti fermi è tenersi il più lontano possibile da Dylan Dog… e non sarà facile, visto che non ne ho mai letto neanche un numero (no, ok… magari una mezza dozzina, e non mi son piaciuti).
L’altro pilastro è cercare di dare un taglio (fanta)scientifico all’intera faccenda.
Ho già un abbozzo di protagonista, un paio di idee per delle storie, qualche nota di colore locale.
Non ho troppa fretta – ci sono progetti pagati che hanno la precedenza – ma un pezzetto alla volta spero di riuscire a mettere insieme qualcosa di dignitoso.

E poi cosa ne farò?
Un volume autoprodotto su Simplicissimus o un qualche Print on Demand?
Vedremo.
Per ora, facciamoci una cultura su come si fotografano gli spettri… con una semplice Point-and-Click.
Bizzarro.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo


7 commenti

Auto e Trattori

Io li adoro, gli automobilisti del Monferrato.

Non è il fatto che abbiano una predilezione per automobili dalle dimensioni deplorevolmente compensatorie.
Non è il fatto che guidino ai 110 all’ora su stradicciole di campagna.
Non è il fatto che guidino normalmente a cavallo della linea di mezzeria, come tante macchinine Polystil.
Non è il fatto che per loro Distanza di Sicurezza significhi la sicurezza di infilarsi nel bagagliaio dell’auto che li precede qualora il guidatore dovesse decidere di toccare i freni, e perciò ti si piazzino in coda a tre spanne, facendoti i fari perchè vai maledettamente troppo piano per i loro gusti.
Non è il fatto di considerare la precedenza una cosa per i deboli.
Non è il fatto che i loro fari siano sempre e comunque bloccati sulla posizione abbaglianti.

No, di fatto, per suscitare la mia adorazione, basta il modo in cui parcheggiano.


8 commenti

L’Estetica dell’Etere

Wow.

Finita la preparazione della presentazione Impress per la conferenza di mercoledì (Accademia Albertina di Torino, Via Accademia Albertina numero 6, a Torino, si comincia alle 17.00), la seconda delle cinque programmate per i mercoledì di Marzo, e dal misterioso titolo di L’Estetica dell’Etere.

140 slide da presentare in meno di 90 minuti.
Un file da 40 mega e rotti.
Inclusi circa dieci minuti di filmati (e speriamo che la tecnologia non ci abbandoni).

Sarà da ridere.
Le prossime due notti si passano col timer del forno…
E magari si tagliano una decina di slide.
(Tra l’altro, confermo che Garr Reynolds aveva ragione – ci vuole un’ora per ogni minuto di presentazione, se si vuole fare un buon lavoro)

Ho comunque preferito eliminare l’ovvio (tagliare la slide con Babbage è stato un breve istante di trionfo… ma resistere alla tentazione di rimettercela è una tortura) e dedicarmi soprattutto agli aspetti visivi –  dopotutto sono ospite dell’Accademia di Belle Arti – e sulla natura culturale del revival vittoriano/retrofuturista/steampunk.

L’idea è quella di stimolare l’interesse dei ragazzi dell’accademia per il genere e le sue potenzialità – oltre a dimostrare come una frazione in fondo marginale del bacino del “fantastico” stia lentamente debordando nel mainstream, spesso attraverso canali insospetatti.

Incidentalmente – concentrandomi sul vittorianesimo, mi avanzano circa 100 slide sul revival dell’hard-boiled/pulp/dieselpunk…
Se qualcuno è interessato a una conferenza…