strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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AMARNA, la Figlia dei Faraoni e Cthulhu in salsa pulp

the-future-of-HRQuelli in gamba, di tanto in tanto, sul loro blog, fanno un post in cui illustrano i progetti futuri e le prossime uscite. Questi post funzionano perché servono a mettere sull’avviso i fan, e perchè ci obbligano a portare a termine i progetti che abbiamo promesso di mettere in cantiere.
È un po’ un modo per obbligare noi stessi a scrivere, e a mantenere le tabelle di marcia.
Ora, a mio parere premiarmi con un pezzetto di cioccolato funziona altrettanto bene,  se non meglio, ma al momento ho finito il cioccolato, quindi credo vi racconterò cosa ho in preparazione e come si svilupperà.
Visto mai che interessi a qualcuno. Continua a leggere


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Harley

Allora, sono certamente io che sono strano.
Questo è probabilmente un dato di fatto.
Avevo detto che avrei fatto un post su Harley Quinn, e ora eccolo qui…

Il punto è che c’è un sacco di traffico e un sacco di rumore, in rete, per Suicide Squad, e in particolare per il personaggio di Harley Quinn, interpretato dalla bravissima Margot Robbie.

will-poison-ivy-harley-quinn-be-romantically-involved-in-margot-robbie-s-new-movie-mar-982386

E, ecco, a me lascia un po’ così, questa cosa di Harley Quinn alla quale si inneggia come female badass. Continua a leggere


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Quattro Colori

sueIo non sono un gran lettore di fumetti.
Da ragazzo ne leggevo molti di più.
Poi, leggere fumetti è diventato un passatempo costoso.

Però come tutti coloro che appartengono alla mia generazione, di fumetti ne ho letti una quantità.

Italiani, americani, franco-belgi, giapponesi.
In bianco e nero e a colori.
Supereroi, western, horror, fantascienza, avventura…
Ed avevo un amico – che se n’è andato da qualche anno – che sosteneva che i fumetti sarebbero presto diventati il nucleo dell’immaginario popolare.
Avrebbero popolato il nostro subconscio, colonizzato i nostri sogni, rimodellato le Dreamlands di H.P. Lovecraft, alterandone l’estetica, e le leggi naturali. Continua a leggere


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Cospirazione ed ironia

51SthasoR8LEra un po’ che non leggevo fumetti.
Poi ho visto la copertina del volume unico di Mystery Society, di Steve Niles e Fiona Staples, e mi ha incuriosito.
Le recensioni sono molto buone.
Occulto, cospirazioni, e un taglio umoristico?
Perché no?
In edizione digitale ha un prezzo decisamente abbordabile, oltretutto.

L’idea di partenza è ottima – Nick Hammond e Anastacia Collins sono i proprietari di una libreria specializzata in libri usati.
Poi fanno i soldi – come, non è troppo chiaro… forse vincono la lotteria.
E coi soldi fondano la Mystery Society, per indagare misteri antichi e moderni. Continua a leggere


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Dopo la Contaminazione – Axa

AXA 94Interessarsi di narrativa d’immaginazione al di là del qui & ora che pare essere il principale interesse dellamaggioranza dei fan significa talvolta scoprire capolavori dimenticati, e spesso soltanto inciampare su strane cose.

Nel 1978 il Sun – il famigerato tabloid britannico – decise che era ora di mettere un po’ di pepe nella propria pagina dei fumetti – e commissionò una striscia quotidiana a Romero, disegnatore spagnolo famoso per aver creato i fumetti di Modesty Baise.
le matite di Romero sarebbero state al servizio delle sceneggiature Donne Avenell, leggendario autore di decine di strisce dei quotidiani.
Il Sun aveva le idee abbastanza chiare, su cosa voleva.
E così Romero e Avenell crearono Axa. Continua a leggere


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Un vicolo cieco creativo

Action_Comics_1È agli atti la mia opinione riguardo alla fanfiction – un buon esercizio di scrittura, che di solito cessa di avere una qualche utilità pratica attorno ai quattordici anni.
Dopo i quattordici anni è un vicolo cieco creativo.

Ora, mi viene segnalato un post nel quale viene presentata la seguente tesi

“La fan fiction è un modo in cui la cultura ripara i danni causati in un sistema in cui i miti contemporanei appartengono ad aziende invece che al popolo” (“Fan fiction is a way of the culture repairing the damage done in a system where contemporary myths are owned by corporations instead of by the folk.”)

Il post – che è breve, e trovate qui – è di una “persona che non sopporta le beghe idiote di copyright hollywoodiane su chi possiede cosa del costume di Superman“.

Ecco, è la cosa di Superman, che mi ricorda un dettaglio interessante.
Interessante abbastanza da farci un pork chop express.
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