strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Corsi e ricorsi

Mi capita spesso, su questo blog, di considerare come, avendo avuto la ventura di nascere nella seconda metà degli anni ‘60, io abbia avuto la fortuna di essere esposto a una quantità di stimoli che successivamente passarono di moda.
0000247221Io appartengo (certo non per merito, ma per mero accidente) alla generazione di quelli che volevano diventare astronauti, e gli astronauti li vedevano in televisione tutti i giorni e quindi sapevano che era possibile diventare astronauti, per l’orrore e la disperazione dei nostri genitori che sognavano per noi un lavoro vero.
Un posto in banca oppure alle poste. Magari in ferrovia.
Oppure il Sacro Graal della mia generazione: l’INPS!
Per i nostri genitori l’INPS era infinitamente più reale dello Skylab.

Io ritengo perciò di essere stato abbastanza fortunato.
Il segnale che la fortuna era finita arrivò con l’università, ma solo dopo. Continua a leggere


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Hobby: Flauti, frullatori e macchine per scrivere

Allora, questa è una cosa che andrà un po’ a zigzag e finirà col toccare un sacco di cose diverse, ma bene o male parte da quello che io e Fabrizio Borgio abbiamo fatto sabato, e di cui parleremo più estesamente in un altro post.
Ma da qualche parte bisogna partire, e quindi partiamo da qui – sabato io e Fabrizio ci siamo seduti ad un tavolo con due macchine per scrivere meccaniche, e abbiamo scritto due racconti di 11 pagine ciascuno.
Un esercizio divertente e istruttivo, al quale ha fatto seguito una bella chiacchierata con il pubblico.

E fra le cose che son venute fuori c’è statal’idea di imparare a riparare le macchine per scrivere. Che sarebbe un hobby interessante, potrebbe diventare un lavoro alternativo, ed è il genere di cosa che mi fa venire voglia di saperne di più.
Avevamo detto che si sarebbe parlato di hobby, giusto? Continua a leggere


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Tarocchi & Scrittura

piemontese-fool-modianoAbbiamo ritrovato due dei mazzi di tarocchi della collezione di nostro padre – incluso un bel mazzo, usatissimo, di Tarocchi Piemontesi. Quelli coi quali si giocava a tarocchi al bar.
Tutti gli altri? Scomparsi.
Come ho spiegato in un post qualche tempo fa, mio padre collezionava tarocchi da gioco, e considerava una specie di bestemmia i tarocchi da divinazione.
La diferenza fra i due tipi sta nel fatto che il tarocco da gioco, o tarocco tradizionale, ha “figurati” solo i trionfi (le 22 carte uniche, dal Matto al Mondo) e le cosiddette “carte di corte” per ciascun seme: fante, cavallo, regina e re. Il tarocco da divinazione ha tutte le carte illustrate, e l’illustrazione svolge una specifica funzione nell’impiego “esoterico”.
Abbiamo accennato come almeno una parte dei mazzi da divinazione ora in circolazione traccino la propria origine nei tarocchi Smith/Waite.

Ma non parliamo della collezione di mio padre – parliamo del mio hobby. Continua a leggere


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Hobby: perché bisogna pure mangiare…

Si era parlato di parlare di hobby, ma si è finiti a parlare (o a cominciare a parlare) di tempo e di denaro. Perché in fondo è quello che ci dicono dei nostri hobby, no?
Che sono uno spreco di tempo e di denaro.
Se lo fate per lavoro vi pagano, se lo fate per hobby siete voi a pagare.
Me è molto più complicato di così, e anche queste regole possono essere piegate e adattate. Perciò, cominciamo con un post su un hobby.

La premessa: l’idea, come ho spiegato in un post precedente, l’ho rubata (adattandola entro i limiti del possibile) a Scarlett Thomas, che ha scritto un libro in cui la protagonista decide di scrivere una serie di articoli dopo aver provato dipersona una serie di hobby. Ma poi forse non lo fa.
L’idea mi pareva ottima, ma giocando sul fatto che

Il ragazzo ha troppi interessi

Come dicevano i miei insegnanti, io di hobby in curriculum ne ho parecchi, alcuni che ho abbandonato, altri che pratico ancora. Per cui comincerò a scrivere di quelli.
Così, tanto per evitare il solito

Ecco, parla sempre solo di se stesso

Per cui si diceva, parliamo di un hobby. Continua a leggere


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Hobby: Come Trovare il Tempo (prima parte)

Si era detto di parlare di hobby, giusto?
Ma la questione era subito emersa – dove trovare il tempo?

E non è una domanda da poco, e non è un argomento marginale, perché il tempo È NECESSARIO trovarlo.
È una questione di sopravvivenza.
La gig economy da una parte1, e l’elevatissima connettività dall’altra rischiano seriamente di consumare le nostre ore di veglia.
Scrivere per pagare i conti (facciamo un caso autobiografico) significa per lo meno otto ore alla tastiera, tutti i giorni. Ike Asimov diceva che lui per non avere distrazioni abbassava le tapparelle e si convinceva che fuori infuriasse la tempesta – e in effetti, è quello che faccio io.
Il rischio serio è quello di alzarsi alla mattina, sedersi al computer, alzarsi dal computer e andare a dormire – e nel mezzo consumare qualcosa di orribile chiamandolo “pranzo” o “cena”, ma semnpre davanti al video.
Poi per distrarsi… Netflix. O Amazon Video.
O qualunque altro servizio online di streaming.

Screenshot from 2018-04-16 18-22-14

Ci sono due segnali, due campanelli d’allarme che ci avvisano che stiamo perdendo il controllo

  • Mangiamo alla scrivania
  • Non sappiamo più con precisione che giorno sia, perché in fondo non ha importanza.

Tocca correre ai ripari.
Perciò proviamo a fare un post su come trovare il tempo. Continua a leggere


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Hobby

Si era detto fare più post per arginare l’avanzata delle tenebre, poi come al solito le cose hanno preso una piega diversa. Vediamo di metterci in pari.
Hobby.
Voi ce l’avete un hobby? O tre?
74b61c034e9d8767fc607094155e7c1eL’idea è venuta fuori la notte passata, mentre finivo di leggere Il Nostro Tragico Universo, di Scarlett Thomas.
Attorno a pagina 300-e-rotti l’autrice (per mezzo della protagonista) si lancia in una lunga tirata – una delle tante lunghe tirate nel libro – sull’importanza degli hobby contrapposti e in effetti come alternativa al self help.
Cosa che mi è parsa interessante.
Con la faccenda dell’importanza degli hobby ci avevo già avuto a che fare l’anno passato, quando avevo seguito un MOOC su come affrontare la vecchiaia in maniera sana – avere un hobby tiene lontana la demenza, che non è cosa da poco. Aiuta anche a superare i traumi che la vecchiaia ci infligge, primo fra tutti la perdita delle persone care, e la solitudine.
Quindi sì, è bello avere un hobby.
Ci mantiene sani di mente. Continua a leggere