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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una mente adatta a cose migliori

Ci sono in tutto ventisei volumi in quarto, di carta buona, ottima qualità della rilegatura, scritti fitti, a mano, parzialmente in codice.
Diari, ecco cosa sono, scritti tra il 1806 ed il 1840. Ventisei volumi. Quattro milioni di parole, delle quali quasi seicentomila in codice, una miscela di algebra e lettere greche, simboli zodiacali e punteggiatura assortita.
Un mistero. Qualcosa di cui non si parla volentieri.

Negli anni ’30 due amici, John Lister e Arthur Burrell, ci si mettono per gioco e riescono a decriptare il codice, a leggere i paragrafi in codice. I contenuti li sorprendono, ma solo fino a un certo punto. Circolavano delle voci, dopotutto…
Burrell sarebbe dell’idea di bruciarli, quei diari, tutti e ventisei, subito. Lister decide invece di nasconderli – dietro i pannelli di legno di una parete nella casa di famiglia, ad Halifax nello Yorshire.
Riemergono qualche decennio dopo, durante dei lavori di ristrutturazione.
Ventisei volumi.
I diari di Anne Lister. O, come la chiamavano le brave persone di Halifax, ma solo dietro le sue spalle, Gentleman Jack.

… Sono felice tra i miei libri. Non sono felice senza di loro. Follie come pensare a Miss Hobart e alla sua strana negligenza mi vengono in mente, e simili bazzecole mi inquietano. Sono così indegne di una mente adatta a cose migliori …

Diari di Anne Lister, Aprile 1819

Questo è un post col doppiofondo, e se la prima parte è certamente una porzione sostanziosa di Storia Fatta coi Cialtroni, la seconda parte… beh, ci arriveremo.

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Nudo

Hiroo Onoda non voleva fare il militare, o per lo meno così dicono. Ma era nato nel 1922 e quindi arrivato a diciott’anni, nel 1940, venne arruolato nella fanteria dell’Esercito Imperiale Giapponese. Venne addestrato nel Futamata Bunkoo per compiere azioni di guerriglia, e nel 1944 venne sbarcato a Lubang, nelle Filippine. Non fece granché guerriglia, perché i suoi superiori non glielo permisero – era considerata un’attività disonorevole. Poi, il 28 febbraio 1945 gli americani sbarcarono a Lubang, e il tenente Onoda e tre commilitoni riuscirono ad evitare la cattura, si addentrarono nelle foreste che coprivano gran parte dell’isola, e si diedero alla macchia, svolgendo attività di guerriglia contro gli yankee.

Nell’Ottobre del ’45 Onoda e i suoi tre compagni trovarono nel fitto della foresta un volantino che diceva “La guerra è finita il 15 di Agosto! Venite fuori dalle montagne!”
Un ingenuo espediente degli americani, ovviamente.
Onoda e i suoi uomini proseguirono la loro attività di guerriglia.

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La strana faccenda del vampirismo psichico

Dion Fortune si chiamava in realtà Violet Mary Firth, ed era nata in Galles nel 1890, da una famiglia della media borghesia. Pubblicò due volumi di poesia mentre studiava prima agraria e poi psicologia e psicanalisi all’università di Londra. Particolarmente preparata nella gestione del pollame (sì, suona strano), a ventitré anni entrò come insegnante d’appoggio in una scuola di orticoltura per ragazze con problemi psichiatrici.

Durante la prima guerra mondiale mise in piedi un’azienda che commercializzava prodotti derivati dal latte di soia. Nel frattempo aveva cominciato a interessarsi all’esoterismo ed in particolare al fenomeno delle memorie di esistenze precedenti. Poi entrò in contatto mediatico con i Maestri Ascesi (come è normale che succeda), fu per un certo periodo membro della Golden Dawn e del movimento Teosofico, ma rimase sempre, per il resto della sua esistenza, fermamente cristiana e comunque informata, nelle proprie teorie esoteriche, dalla pratica della psicanalisi. Nel corso di una breve carriera – morì a 56 anni – scrisse romanzi e trattati sull’occulto, studiò a fondo – fra le altre cose – il mito di Atlantide e le leggende arturiane, mise in piedi una rete di medium e mistici con lo scopo di contrastare l’avanzata del Nazismo, e in generale si configurò come una delle più importanti figure della cultura esoterica del ventesimo secolo.
Ottimo lavoro, Violet.

E sì, questa potrebbe essere la Storia fatta coi Cialtroni. Ma anche no.

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La Sibilla di Faubourg Saint-Germain

Marie-Anne Adélaide Lenormand nasce ad Alençon il 27 di Maggio 1772, figlia di un tappezziere e commerciante di tessuti. La famiglia la parcheggia immediatamente in una scuola gestita da religiose, dove la piccola Marie-Anne si dimostra fin da subito intelligente, precoce, e ricca d’immaginazione. Studia con successo le lingue straniere, la pittura e la musica, le lettere, ma alla fine decide di dedicarsi alla divinazione: già a sette anni, si fa notare per la sua capacità di prevedere il futuro delle sue compagne di scuola. Le suore sono per lo meno perplesse.

Noi, naturalmente, no, perché questa è La Storia Fatta coi Cialtroni, ed abbiamo ormai imparato che un convento francese è il posto ideale in cui una giovane donna possano sviluppare le capacità e l’atteggiamento mentale per diventare un’avventuriera.
E Mademoiselle Lenormand è una ulteriore conferma.

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