strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio Book Club: The Final Girls Support Group (2021)

Episodio speciale del Book Club di Paura & Delirio in occasione del compleanno di Lucia Patrizi, ed una buona scusa per parlare di The Final Girls Support Group, romanzo inedito in Italia dell’americano Grady Hendrix che rivisita in chiave meta-narrativa (come dicono quelli bravi) i classici dello slasher movie domandandosi cosa nbe sia delle final girls dopo che sono partiti i titoli di coda.

Un thriller, un mistery, uno slasher sugli slasher, che ci fornirà lo spunto per parlare di final girls ed exploitation, di diversi tipi e sapori dello slasher, del significato sociale e politico dei filmacci, del perché l’audiolibro è meglio, di donne e horror e di Conan contro i nerdz.
E molto altro.

Nota: questo post contiene link commerciali verso Amazon. Sapete come succede…


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Paura & Delirio Book Club: Fischia e verrò da te, ragazzo mio (1904)

Difficile trovare un buon folk horror per il club del libro di Paura & Delirio – ma si può sempre contare su M.R. James, uno dei padri della moderna ghost story e uno dei numi tutelari del folk horror. “Fischia e verrò da te, ragazzo mio” è un racconto breve e crudele pubblicato nel 1904, e che la BBC ha adattato due volte per la TV, prima nel 1968 – come parte di una serie di documentari – e poi nel 2010.

Adattamenti, riscritture, trasformazioni… ci sarà molto di cui parlare.

E per chi fosse interessato, qui i link essenziali
Whistle and I’ll Come to You
(BBC 1968)
(BBC 2010)
Fischia e verrò da te (audio in italiano)
Testo completo in inglese

E come sempre, in apertura la Posta del Cuore.
E un grazie a tutti coloro che si sono abbonati al nostro podcast su Ko-Fi.


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Selky, Sirene e Mostri Marini

L’antologia Water: Selkies, Sirens & Sea Monsters, curata da Rhonda Parrish, esce domani, accompagnata da eccellenti recesioni da parte di chi ha avuto modo di leggerla in anticipo.
Il volume include la mia storia The man who speared octopodes, su un tizio che ha una specie di ossessione per i polpi.
Se vi và, datele un’occhiata.


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L’altro libro: The Devil in Nanking

Ho accennato al fatto che le circostanze mi obbligano ad aggiungere un terzo titolo ai due libri sui quali volevo trascorrere le vacanze.
E allora cominciamo con le circostanze.

Il 27 di Luglio se ne è andata Mo Hayder, scrittrice inglese variamente schedata come autrice di polizieschi, o di thriller, o di horror. Aveva 59 anni. Poco prima di Natale dell’anno passato le era stata diagnosticata una forma di malattia del motoneurone – una malattia che danneggia irreparabilmente il sistema nervoso che presiede i nostri movimenti, inclusa la respirazione. La malattia ha avuto, nel caso di Mo Hayder, un decorso rapidissimo.

Abbandonata la scuola a 15 anni dopo essere stata arrestata per rissa, Beatrice Claire Dunkel aveva fatto una varietà di lavori – secondo alcune fonti che lei non confermò mai, lavorò anche come ballerina nello show di Benny Hill; di sicuro fu barista e guardia giurata, attrice e cineasta (diresse un film di animazione), e poi si trasferì in Giappone dove lavorò come insegnante d’inglese e come hostess in un locale notturno.

Nel 2000 pubblicò il suo primo romanzo, Birdman, che viaggiava sulla linea sottile che separa il thriller dall’horror. Primo della serie dedicata all’ispettore Jack Caffery, ebbe un notevole successo, e lanciò la carriera della donna che ora si firmava con lo pseudonimo di Mo Hayder.

“Non per i deboli di cuore”, dicevano una volta per descrivere i libri come quelli che scriveva la Hayder, che ammetteva un fascino per l’oscurità, per il male che alberga nel cuore degli uomini.

I miei libri di Mo Hayder sono rimasti a Torino, quando me ne sono andato, parte di una quantità di cose prestate e mai restituite.
Perché erano e sono storie brutali e crudeli, ma erano e sono anche il genere di libri che consigliamo ai nostri amici, prestiamo, regaliamo, vogliamo che circolino. Anche se poi, dopo aver circolato, non tornano indietro.

Ma poi le circostanze ti spingono a rileggerne almeno uno, un ultimo saluto, prima di lasciare andare il passato.

E così, quando la notizia è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, ho fatto un giro da Amazon, mentre il padrone era fuori sede, e mi sono ordinato una copia in ebook di The Devil in Nanking, del 2004, e che una volta si intitolava Tokyo – da molti considerato il miglior libro di Mo Hayder, ed il primo che io avessi letto, tanti anni fa.
Storia crudele, costruita su due piani temporali attorno ad uno degli eventi più spaventosi della storia del ventesimo secolo. Perché a Mo Hayder piaceva guardare questi eventi, studiarli, esplorarli, e poi tornare per raccontaci ciò che aveva scoperto.

Dal suo ultimo viaggio, Mo Hayder, che era bellissima e gentile e divertente, e amava scrutare nelle tenebre, non tornerà. Ci restano i suoi libri, che sono colossali, ma non abbastanza per colmare il vuoto.

Avevo detto che ve ne avrei parlato.
Ecco fatto.


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Due libri per Agosto

Quest’anno non farò il solito post coi libri per le vacanze.
Non ne ho voglia.
Leggete quello che vi pare.
O leggete quello che vi consigliano tutti quelli che fanno un post sui consigli di lettura per le vacanze.
Insomma, fate voi.

Io ho in programma di leggere due libri.
Poi, certo, con un po’ di fortuna avrò tempo e modo di leggerne di più, ma ci sono due libri che ho comprato con l’intenzione specifica di caricarli sull’ereader e poi leggermeli durante le vacanze, seduto sulla mia scomodissima sedia sotto al ciliegio, con vista sull’orto.
E poiché non vi faccio il post coi consigli di lettura, vi racconto invece cosa leggo.
Per cui siete anche liberi di interrompere qui.

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Un’estate col Protettorato

Sanda Greeve si sveglia in un bagno nutritivo, con una gamba in meno, e dei ricordi fratturati dell’esplosione della nave spaziale della quale era al comando, durante quella che passerà alla storia come la Battaglia di Dralee, un piccolo scontro locale fra Ada Prime, che controlla un wormhole, e un pianeta marginale dellos tesso sistema, che invece non ha alcun controllo. E la situazione di Sanda si complica molto rapidamente: è a bordo di una nave nemica, controllata da una intelligenza artificiale, e sono passati duecento e trent’anni dalla Battaglia di Dralee. E Ada Prime, il pianeta che Sanda doveva difendere … il suo pianeta, sul quale si trovava la sua famiglia, sul quale vivevano milioni di persone, è stato ridotto ad un campo di asteroidi.
Ma è molto più complicato di così, perché questo è solo il primo capitolo.

Ambientato in un universo in cui il potere viene mantenuto da una elite che controlla la tecnologia dei wormhole che collegano diversi sistemi solari colonizzati dall’umanità, Velocity Weapon, primo volume (a suo tempo candidato al premio Dick) della serie del Protettorato, di Megan E. O’Keefe, è un eccellente esempio di quella che è stata definita da chi è sempre in cerca di nuove categorie merceologiche “la Nuova Space Opera”, che si distingue dalla Vecchia Space Opera perché … beh, perché è stata scritta nel ventunesimo secolo e non nel ventesimo, dimostrando interessi e preoccupazioni diversi da quelli che poteva avere, per dire, Jack Williamson nel 1938, ed una diversa attenzione verso la scienza e la tecnologia.
Incredibile, eh?

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Paura & Delirio Book Club: A stir of echoes/Io sono Helen Driscoll

Per il secondo episodio della nostra rubrica dedidcata ai libri ed alla lettura, abbiamo scelto il romanzo del 1958 A Stir of Echoes, di Richard Matheson, pubblicato in Italia come Io Sono Helen Driscoll, e portato sullo schermo nel 1999 come Stir of Echoes/Echi mortali con Kevin Bacon.

Una storia che trapianta il gotico nei sobborghi dell’America contemporanea, e che nel confronto fra romanzo del ’58 e film del ’99 mostra con drammatica chiarezza i cambiamenti nella cultura e nella società americane in quarant’anni.
E passando per il romanzo di Matheson avremo anche occasione di parlare di altre pellicole e di influenze letterarie, di Stephen King e di American Psycho, di Urania e Karel Thole, di John Lithgow e Lino Banfi, di mogli frustrate e di proud boys, di Ileana Douglas e di suo nonno Melvyn Douglas.

E per chiudere una doppia Top Five di adattamenti dei lavori di Richard Matheson, e il ritorno de Los Titolistas.
Perché noi valiamo.