strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un’estate col Protettorato

Sanda Greeve si sveglia in un bagno nutritivo, con una gamba in meno, e dei ricordi fratturati dell’esplosione della nave spaziale della quale era al comando, durante quella che passerà alla storia come la Battaglia di Dralee, un piccolo scontro locale fra Ada Prime, che controlla un wormhole, e un pianeta marginale dellos tesso sistema, che invece non ha alcun controllo. E la situazione di Sanda si complica molto rapidamente: è a bordo di una nave nemica, controllata da una intelligenza artificiale, e sono passati duecento e trent’anni dalla Battaglia di Dralee. E Ada Prime, il pianeta che Sanda doveva difendere … il suo pianeta, sul quale si trovava la sua famiglia, sul quale vivevano milioni di persone, è stato ridotto ad un campo di asteroidi.
Ma è molto più complicato di così, perché questo è solo il primo capitolo.

Ambientato in un universo in cui il potere viene mantenuto da una elite che controlla la tecnologia dei wormhole che collegano diversi sistemi solari colonizzati dall’umanità, Velocity Weapon, primo volume (a suo tempo candidato al premio Dick) della serie del Protettorato, di Megan E. O’Keefe, è un eccellente esempio di quella che è stata definita da chi è sempre in cerca di nuove categorie merceologiche “la Nuova Space Opera”, che si distingue dalla Vecchia Space Opera perché … beh, perché è stata scritta nel ventunesimo secolo e non nel ventesimo, dimostrando interessi e preoccupazioni diversi da quelli che poteva avere, per dire, Jack Williamson nel 1938, ed una diversa attenzione verso la scienza e la tecnologia.
Incredibile, eh?

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Paura & Delirio Book Club: A stir of echoes/Io sono Helen Driscoll

Per il secondo episodio della nostra rubrica dedidcata ai libri ed alla lettura, abbiamo scelto il romanzo del 1958 A Stir of Echoes, di Richard Matheson, pubblicato in Italia come Io Sono Helen Driscoll, e portato sullo schermo nel 1999 come Stir of Echoes/Echi mortali con Kevin Bacon.

Una storia che trapianta il gotico nei sobborghi dell’America contemporanea, e che nel confronto fra romanzo del ’58 e film del ’99 mostra con drammatica chiarezza i cambiamenti nella cultura e nella società americane in quarant’anni.
E passando per il romanzo di Matheson avremo anche occasione di parlare di altre pellicole e di influenze letterarie, di Stephen King e di American Psycho, di Urania e Karel Thole, di John Lithgow e Lino Banfi, di mogli frustrate e di proud boys, di Ileana Douglas e di suo nonno Melvyn Douglas.

E per chiudere una doppia Top Five di adattamenti dei lavori di Richard Matheson, e il ritorno de Los Titolistas.
Perché noi valiamo.


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La logistica di Cartagine

(questo post è anche disponibile, gratuitamente, sulla mia pagina Patreon)

Rats and Gargoyles di Mary Gentle (Il tramonto degli dei in Italia, perché noi valiamo), è uno dei miei romanzi preferiti di sempre, e Mary Gentle è sempre stata nella lista di autori dai quali spero, un giorno, di imparare qualcosa.
Ciò che trovo particolarmente attraente, nel lavoro della Gentle, è l’idea che il lettore debba fare il proprio lavoro: ragionare, collegare i punti, riempire gli spazi vuoti. Questo è parte di ciò che rende la Gentle tanto “difficile” ma anche, io credo, tanto gratificante per coloro che hanno la voglia di affrontarne la lettura.

Nei giorni passati ho ricevuto in regalo una copia di Cartomancy, il volume che riunisce tutta la narrativa breve dell’autrice (escludendo le storie della serie di White Crow, che si trovano in un volume aparte). Si tratta di una delle molte raccolte di racconti che mi sono arrivate per il mio compleanno – e ho pensato… perché non fare un pezzo su ciascun racconto?
E perché non cominciare proprio con le storie in Cartomancy? ( e se interessa lo trovate qui)

Proviamo.

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E per il tuo compleanno, cosa ti hanno regalato?

Dei libri.
Cos’altro vuoi che mi regalino per il mio compleanno. E paradossalmente, più passano gli anni, e più libri mi regalano, e meno tempo mi rimane per leggerli.
Perché invecchiare è questo: avere meno tempo per leggere.

Però ho un’amica che mi dice che si può avere una buona idea di una persona, sulla base dei libri che le regalano, per Natale o per il compleanno.
E allora perché non provare a vedere che aspetto ha il mio profilo personale di quest’anno?
Così, come ringraziamento per chi mi ha pensato…

Eccoli qui – un paio sono doppi ma sono comunque graditi perché sono dei regali, un paio li avevo già letti in italiano ora li leggo in originale o viceversa, un paio credo di essermeli persi per strada (e chiedo scusa a chi me li ha regalati).

Si può avere una buona idea su di me da queste copertine?
Chissà…


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Il principe dal mantello scarlatto

Mi capita di compiere gli anni, di tanto in tanto, ed è un’occasione per sperperare in libri una parte dei miei miseri risparmi (incredibile che io riesca ancora a mettere da parte qualcosa per le letture, di questi tempi). Di solito durante l’ultimo weekend di maggio posto una lista delle mie prede – libri acquistati, libri regalati da amici.
Ma qui ed ora, mi prendo un post per segnalare uno dei regali più graditi di questo cinquantaquattresimo compleanno (Cinquantaquattro? Possibile? Ci deve essere un errore…)

Come diceva quel tale, “arrivati alla mia età non si legge più, si rilegge”, ed infatti questo volumone che siede ora sul mio scaffale è un “doppio” – ho già letto tutti e sei i romanzi che contiene, in un passato lontano ed ormai ammantato dalle nebbie del mito.
Ma questo naturalmente sigifica che possiamo parlarne con cognizione di causa.

Ennesima proposta della collana I Draghi Mondadori, Il ciclo del Principe Corum è un bel volumone cartonato di quasi ottocento pagine, e raccoglie sotto alla sua copertina i sei romanzi che Michael Moorcock dedicò, negli anni ’70, ad una nuova incarnazione del Campione Eterno – Corum Jhaelen Irsei, che i lettori di Elric hanno già incontrato in compagnia dell’Albino ne La Torre che Svaniva ed in altre storie (ed il cui nome è un anagramma la risoluzione del quale viene lasciata agli studenti come compito a casa)

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Paura & Delirio Book Club: Il Giro di Vite

Primo episodio del secondo anno di attività di Paura & Delirio, e primo episodio del Book Club: molti nostri ascoltatori ci hanno chiesto di parlare (anche) di libri, pur restando nei confini dei nostri generi di elezione, e sempre con un occhio al cinema.
E noi esaudiamo (quasi) sempre le richieste dei nostri ascoltatori.

Ed ecco quindi il nostro primo esperimento di questo nuovo formato: un libro, Il Giro di Vite di Henry James (mica robetta), e la sua influenza sul genere letterario della ghost story e sul cinema, a cominciare dal fondamentale adattamento, The Innocents (in Italiano Suspense, perché… los titolistas), del 1961. Con spoiler, ipotesi, idee, opinioni non richieste, Deborah Kerr e Peter Wyngarde, Truman Capote e Benjamin Britten, e in chiusura due top five, una di libri ed una di film, in qualche modo legate al tema di questa puntata.

Sintonizzatevi sulla prossima puntata di Paura & Delirio per conoscere il titolo del prossimo libro, del quale chiacchiereremo fra un mese (per darvi il tempo, se avete voglia, di leggerlo anche voi).
E fateci sapere se questo nuovo format occasionale vi piace, non vi piace, vi è indifferente perché voi il podcast non lo ascoltate… voi diteci.


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Cose a venire: The Devourer Below

Arkham Horror è un gioco da tavolo di orrore lovecraftiano che esiste, in una forma o nell’altra, da oltre vent’anni. È anche una serie di libri, che riprendono temi e luoghi lovecraftiani.
Ed è con mio grande piacere che vi mostro la copertina, rivelata di fresco, disegnata da John Coulthart per la raccolta The Devourer Below, curata da Charlotte Llewelyn-Wells, che uscirà a luglio.

Il volume di trecento e sessanta pagine include anche il mio racconto All my friends are monsters.

E potrei anche essere tentato di dire che si tratta di una delle storie migliori che io abbia mai scritto, ma cos’altro potreste aspettarvi dall’autore, giusto?


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Un nuovo podcast – Di Incipit Si Muore

Dicono che nel 2021 se non hai un podcast non sei nessuno – o un canale Youtube, o dei video in cui fai la danza del ventre su TikTok. Uno degli effetti collaterali dell’anno di pandemia è stato che anche gli italiani hanno scoperto i podcast.
E chi sono io per parlare? Paura & Delirio si appresta afesteggiare il suo primo anno di attività, e fra poche ore andrà online il nostro quarantaseiesimo episodio standard (perché poi ci sono anche gli speciali e gli episodi esclusivi).

Ma mentre aspettiamo Paura & Delirio, vi segnalo un altro podcast, che è al suo primo episodio, e poiché il padrone di casa, Germano Hell Greco di Book & Negative, voleva partire subito sparandosi in un piede, inq uesto primo episodio ci sono anch’io.

Hell fa l’editor, oltre a scrivere, e quindi il suo podcast si occupa di incipit, e perciò di incipit parleremo, chiacchierando di come comincia La Regina d’Africa, di C.S. Forester (e sì, questo è un post che contiene link commerciali – sapete come succede)