strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Hobby: perché bisogna pure mangiare…

Si era parlato di parlare di hobby, ma si è finiti a parlare (o a cominciare a parlare) di tempo e di denaro. Perché in fondo è quello che ci dicono dei nostri hobby, no?
Che sono uno spreco di tempo e di denaro.
Se lo fate per lavoro vi pagano, se lo fate per hobby siete voi a pagare.
Me è molto più complicato di così, e anche queste regole possono essere piegate e adattate. Perciò, cominciamo con un post su un hobby.

La premessa: l’idea, come ho spiegato in un post precedente, l’ho rubata (adattandola entro i limiti del possibile) a Scarlett Thomas, che ha scritto un libro in cui la protagonista decide di scrivere una serie di articoli dopo aver provato dipersona una serie di hobby. Ma poi forse non lo fa.
L’idea mi pareva ottima, ma giocando sul fatto che

Il ragazzo ha troppi interessi

Come dicevano i miei insegnanti, io di hobby in curriculum ne ho parecchi, alcuni che ho abbandonato, altri che pratico ancora. Per cui comincerò a scrivere di quelli.
Così, tanto per evitare il solito

Ecco, parla sempre solo di se stesso

Per cui si diceva, parliamo di un hobby. Continua a leggere


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La gig economy

Ieri ho citato la gig economy.
E cosa #@%%§ sarebbe la gig economy?

Secondo il Cambridge dictionary

un modo di lavorare che si basa su persone che hanno un lavoro temporaneo o fanno lavori separati, ciascuno pagato separatamente, piuttosto che lavorare per un datore di lavoro

Qui da noi gli hanno sempre dato nomi diversi: contratti a termine, CoCoCo, consulenze, vivere di espedienti1… non è il posto fisso, e quindi è qualcosa di brutto, vagamente osceno, probabilmente illegale, certo non un lavoro vero, e se foste persone serie un lavoro vero a quest’ora ve lo sareste trovati.
Ma il fatto è che anche il famnoso posto in banca oggi come oggi viene coperto con orari ridotti.

Più in generale, nel grande vasto mondo là fuori, la gig economy è la realtà per centinaia di migliaia di freelance.
Io sono uno di questi e, se da una parte vi posso garantire che è grande, dall’altra un lavoro tradizionale non mi farebbe necessariamente schifo.
È un po’ come quella scena de I Magnifici Sette, che non sto a tradurvi perché dovreste saperla a memoria

Chris Adams: You think it’s worth it?
Chico: Don’t you?
Chris Adams: It’s only a matter of knowing how to shoot a gun. Nothing big about that.
Chico: Hey. How can you talk like this? Your gun has got you everything you have. Isn’t that true? Hmm? Well, isn’t that true?
Vin: Yeah, sure. Everything. After awhile you can call bartenders and faro dealers by their first name – maybe two hundred of ‘em! Rented rooms you live in – five hundred! Meals you eat in hash houses – a thousand! Home – none! Wife – none! Kids… none! Prospects – zero. Suppose I left anything out?
Chris Adams: Yeah. Places you’re tied down to – none. People with a hold on you – none. Men you step aside for – none.
Lee: Insults swallowed – none. Enemies – none.
Chris Adams: No enemies?
Lee: Alive.
Chico: Well. This is the kind of arithmetic I like.
Chris Adams: Yeah. So did I at your age.

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Molto probabile che il nostro futuro, lavorativamente parlando vada in quella direzione – operatori indipendenti che vendono le proprie competenze su una varietà di mercati.
Può essere splendido, o può essere terribile.
Ma è il futuro, e noi stiamo vedendo attorno a noi le conseguenze del non aver voluto guardarlo, il futuro – non aver neanche voluto immaginare che ci fosse.
Perciò, diamo un’occhiata al futuro… Continua a leggere


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Hobby: Come Trovare il Tempo (prima parte)

Si era detto di parlare di hobby, giusto?
Ma la questione era subito emersa – dove trovare il tempo?

E non è una domanda da poco, e non è un argomento marginale, perché il tempo È NECESSARIO trovarlo.
È una questione di sopravvivenza.
La gig economy da una parte1, e l’elevatissima connettività dall’altra rischiano seriamente di consumare le nostre ore di veglia.
Scrivere per pagare i conti (facciamo un caso autobiografico) significa per lo meno otto ore alla tastiera, tutti i giorni. Ike Asimov diceva che lui per non avere distrazioni abbassava le tapparelle e si convinceva che fuori infuriasse la tempesta – e in effetti, è quello che faccio io.
Il rischio serio è quello di alzarsi alla mattina, sedersi al computer, alzarsi dal computer e andare a dormire – e nel mezzo consumare qualcosa di orribile chiamandolo “pranzo” o “cena”, ma semnpre davanti al video.
Poi per distrarsi… Netflix. O Amazon Video.
O qualunque altro servizio online di streaming.

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Ci sono due segnali, due campanelli d’allarme che ci avvisano che stiamo perdendo il controllo

  • Mangiamo alla scrivania
  • Non sappiamo più con precisione che giorno sia, perché in fondo non ha importanza.

Tocca correre ai ripari.
Perciò proviamo a fare un post su come trovare il tempo. Continua a leggere


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Repubblica delle Banane su Book & Negative

banana1Per chi fosse interessato a leggere ciò che scrivo, oggi c’è un mio guest post sul blog del mio amico Germano Hell Greco, Book & Negative.

Parliamo di mercato di nicchia, di imprenditoria d’assalto e di una cosa che non avrebbe dovuto funzionare, e invece funzionò benissimo, finché nn ci misero mano quellic he sapevano come farla funzionare.

Strana storia, quella di Banana Republic


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Vecchi selvatici

Where are my boys?
They are in deepest water
Where are they now?
They are over the hill and far away
But they are broken men who lie low
Waiting for miracles

Ieri ho seguito la prima lezione di un corso online gestito dal Trinity College di Dublino, e intitolato Strategies for Successful Ageing.
Ovvero come invecchiare bene.

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Perché, non scherziamo, la boa dei cinquanta l’ho doppiata a Maggio, e poco importa che io ne dimostri di meno – o così mi dicono – o che me ne senta addosso grossomodo la metà.
Non sono gli anni, sono i chilometri, e quelli sono impossibili da ignorare. Continua a leggere


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Rasatura all’antica: qualche idea per Natale

Voi non ci crederete, ma il post più letto in assoluto su questo blog, da sempre, non riguarda né libri, né film, né giochi di ruolo. Fantascienza, fantasy, horror, vecchi pulp.
Non riguarda la scrittura, non riguarda ciò che io scrivo. Non riguarda nemmeno la scienza, o l’ambiente.
Il post più letto in assoluto da sempre su questo blog è La barba all’antica, che è uscito nell’agosto del 2012, e da allora ha fatto quasi 17.000 visite.
E non solo.
Mi capitano persone che, avendo letto quel post, mi contattano in privato, via mail o via MP su Facebook, per farsi consigliare un buon rasoio, o un sapone da barba.
Non che io sia poi questo grande esperto, ma in cinque anni ho fatto un po’ di esperimenti.

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Ma allora, visto che siamo sotto le feste, perché non tornare a rivisitare quel vecchio post, e a suggerire qualche rasoio, per coloro che fossero in cerca di un regalo di Natale diverso dal solito?
Vediamo… Continua a leggere