strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Rasatura all’antica: qualche idea per Natale

Voi non ci crederete, ma il post più letto in assoluto su questo blog, da sempre, non riguarda né libri, né film, né giochi di ruolo. Fantascienza, fantasy, horror, vecchi pulp.
Non riguarda la scrittura, non riguarda ciò che io scrivo. Non riguarda nemmeno la scienza, o l’ambiente.
Il post più letto in assoluto da sempre su questo blog è La barba all’antica, che è uscito nell’agosto del 2012, e da allora ha fatto quasi 17.000 visite.
E non solo.
Mi capitano persone che, avendo letto quel post, mi contattano in privato, via mail o via MP su Facebook, per farsi consigliare un buon rasoio, o un sapone da barba.
Non che io sia poi questo grande esperto, ma in cinque anni ho fatto un po’ di esperimenti.

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Ma allora, visto che siamo sotto le feste, perché non tornare a rivisitare quel vecchio post, e a suggerire qualche rasoio, per coloro che fossero in cerca di un regalo di Natale diverso dal solito?
Vediamo… Continua a leggere


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Meglio della Televisione – seconda edizione

Mi riciclo qui un articolo pubblicato altrove quasi due anni or sono, aggiornandolo e ampliandolo, perché qui non si butta via nulla, ed è abbastanza in linea con i discorsi fatti negli ultimi tempi. E sì, questo sarà un post lungo.

Li chiamano MOOC – Massive Open Online Course.
Si tratta di corsi di livello universitario o para-universitario, offerti da una quantità di istituzioni accademiche e distribuiti attraverso piattaforme prevalentemente gratuite.
I MOOC sono uno strumento potente.
Sono, finalmente, il ventunesimo secolo: io sono qui, seduto nel bel mezzo del nulla, con una connessione alla rete che pare uscita da WarGames, il film – eppure riesco a partecipare ad una lezione in una università da qualche parte del mondo, interagendo con centinaia di altri studenti.

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E pensare che per seguire due ore di lezione, ai tempi del dottorato, in uno degli atenei più quotati d’Italia, nel lontano 2013, dovevo farmi 1200 chilometri in treno, e passare una notte al collegio universitario.
L’idea di mettere le lezioni online per gli studenti fuori sede non era ammissibile.
Probabilmente lo è ancora.
Perché lo studio deve essere sacrificio.
O qualcosa del genere. Continua a leggere


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Camminare: il mio scaffale minimo

Come dicevo, ho messo assieme un po’ di libri sul camminare, nel corso degli anni – sono sempre stato un camminatore, e solo negli ultimi anni ho perso il giro.
Ora che sto ricominciando, oltretutto con un piano integrato, ho ripreso in mano un po’ dei miei vecchi libri.
Così, tanto per vedere se c’è qualche buona idea.

E comunque, ci sono un sacco – ma davvero un sacco – di risorse online per chi volesse scoprire i benefici del camminare.
Un po’ le sto raccogliendo qui:

Io ormai faccio un Pinboard per ciascuno dei miei (troppi) interessi.
E ora, parliamo di libri… Continua a leggere


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Tiro al piccione

Ci chiamiamo strategie evolutive, e allora parliamo di evoluzione strategica… vi hanno mai parlato della Buona Scuola?

Ora, il casino, se mi passate il termine, scoppiò nel 2013, quando si scoprì che come parte delle “attività didattiche” per gli alunni della scuola elementare di West Rise a Eastbourne, Gran Bretagna… come parte delle attività didattiche, dicevamo, ai ragazzini di 11 anni erano state affidate delle doppiette cariche, e il preside li aveva portati a sparare – tiro al piattello, per la precisione.

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La cosa venne messa in piedi con l’appoggio di una organizzazione che fornì istruttori competenti abituati a lavorare coi minori, e inserita in una serie di iniziative mirate a far conoscere ai ragazzi – in assoluta sicurezza – le attività della vita in campagna.

Si levarono voci infuriate – i più volevano la testa del preside Mike Fairclough in cima a una picca per aver esposto i ragazzini ad una pratica pericolosa e incivile.
Ma questo, spiegò Fairclough, era ciò che faceva della sua scuola – una scuola statale in un’area disagiata – una scuola di successo. Continua a leggere


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Non è sempre caviale: Chippers

Era un po’ che non parlavo di cucina, è ora di rimettere in funzione la serie Non è sempre caviale.
Ma non temete, c’entra anche Dickens, che ci crediate o meno.

Sarà il fatto che abbiamo rimesso in funzione la friggitrice, sarà che – come ha osservato qualcuno nelle settimane passate – sono simpaticamente plebeo, ma in questa fine estate/inizio autunno 2015, il principale piatto della cucina da strada britannica compare frequentemente sulla mia tavola.
Stiamo parlando di fish & chips, naturalmente.

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E se è vero che il pescado frito arriva nelle isole britanniche dalla penisola iberica,portato dai profughi ebrei nel sedicesimo secolo, è anche vero che solo la rivoluzioneindustriale, con lo sviluppo della grande pesca a strascico nel mare del nord fa di fish & chips il pasto di base della working class britannica.
Un piatto steampunk, direbbe qualcuno.
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L’hamburger di Hemingway

Estate, tempo di grigliate.
E di cibo disordinato.
Non è sempre caviale, e questo lo sappiamo, e può capitare, spulciando siti improbabili, di trovare ricette improbabili.
Possibile che The Paris Review abbia davvero pubblicato la ricetta dell’hamburger più gradito a Ernest Hemingway?
Possibile.

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Ed è quasi una impresa di archeologia gastronomica, metterlo assieme.
Però suona… interessante. Continua a leggere