strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La radio, i podcast e Hilda Matheson

È agli atti la mia malsana passione per la radio, e per quella che in inglese si chiama talk radio in particolare – la radio parlata, con le interviste o anche solo con una persona che parla diciò che le pare.
Ho anche accennato in passato a come io consideri il mio blog come una specie di stazione radio, dove io mi siedo al microfono alla notte e parlodi ciò che mi pare – e in effetti i recenti esperimenti di podcast fatti su Karavansara col KaravanCast si riducono proprio a quello: io seduto davanti a un microfono, nel cuore della notte, che parlo di quel che mi pare.

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Ma oggi non voglio parlare di me, ma di Hilda Matheson.
Perché Hilda… eh, Hilda.
Vedrete.
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Cambiare formato per inseguire il pubblico?

Tempo schifoso – ieri, durante l’ora d’aria, qui nel Blocco C della Blogsfera, mentre ci alitavamo sulle mani per scaldarle e lamentavamo il fatto che il caffé qui fa schifo, ci siamo trovati a parlare della morte dei blog, e di media alternativi come podcast e, soprattutto, vlog.
Che sarebbero poi i video blog.
I canali youtube, insomma.

Sì, certo, c’è la notizia che una grande casa editrice nazionale ha pubblicato il libro di un vlogger che ha fieramente affermato io non leggo libri nel presentare il proprio libro – ma quello è OK: nel momento in cui un editore pubblica un libro di un personaggio con un grosso seguito, il libro è l’ultimo dettaglio, ciò che l’editore vuole è comprarsi il pubblico pre-fidellizzato del personaggio pubblico.
È sempre successo.

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Al contempo, in sala TV, qui nel Blocco C, invece delle solite repliche di Biblioteca di Studio Uno ci hanno passato i video di alcuni popolari blogger che hanno più o meno recentemente aperto i propri canale youtube – e si tratta di video imbarazzanti.
E badate, non tanto per i contenuti, quanto per la forma. Continua a leggere


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Sulla vostra radio

OK, ragazzi, il post di oggi di strategie evolutive ve lo andate a leggere da un’altra parte.

E per la precisione su Penguins Love to Rock, webzine musicale per la quale ho messo impiedi un improbabile guest post – una playlist con dieci canzoni a tema fantascientifico.
Più vaie mie farneticazioni.

È la prima volta che mi capita di fare un guest post, e l’esperienza è stata divertentissima.
E non mancate di fare un giro su Penguins… c’è roba molto interessante.

E già che ci siamo, mettiamo su un po’ di musica…

Questa farà certamente parte della colonna sonora quando faranno un film sulla mia vita.


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Tutti da Buddies’

Gli appassionati di letteratura di genere sono una strana comunità.
È un peccato che i mondani si fermino alla classificazione superficiale, spaventati dall’ignoto.
Trekkie.
Fanatico di Conan il Barbaro.
Browncoat.
Lettore di polizieschi.
Appassionato d’avventura.
Assiduo del Western.

Certe passioni sono troppo complicate per potersi limitare ad un singolo elemento.
Conosco pochi appassionati d’avventura che non abbiano una passione parallela per la storia o l’archeologia.
E i fan della fantascienza di solito hanno una buona dimestichezza con la scienza, quella vera.
Ci sono troppe connessioni, troppi interessi, troppa curiosità, per poter schedare chiunque – salvo i casi patologici e pericolosamente monomaniacali – con una sola, semplice etichetta.

I fanatici di spionaggio e hard-boiled, invece, hanno spesso dei gusti musicali interessanti.
E bevono cose stranissime.
Ed è stato bazzicando (attraverso una molteplicità di strumenti, ma soprattutto Pidgin, di questi tempi) un po’ di gente che ricorda ancora cose come T.H.E Cat, o Hawaii 5-0, o i romanzi di Yellowthread Road Street o Modesty Blaise, persone capaci di dibattere per ore sulla statura di Sean Connery e George Lazemby, che mi sono ritrovato a visitare il Buddies Lounge.
Non-luogo telematico quantomai retrofuturibile, e consigliatissimo.
E qui mi troverete d’ora in poi una volta la settimana, sorseggiando qualcosa dis ciocco ed analcoolico con un ombrellino di carta.

Ospitato sui server di PodOmatic, Buddies Lounge è una trasmissione settimanale di un’ora di spy music, space age jazz, exotica, lounge, tiki, swing e tutti quei generi musicali che io tendo ad associare con gli anni fra il ’58 ed il ’63 (ma in realtà ha una storia molto più lunga).
Si scarica un file mp3 e via – gli utenmti iPod hanno un sacco di altre opzioni, mi dicono, ma quelli sono problemi loro.

Un’ora di musica senza pause pubblicitarie, con un DJ non intrusivo, che al limite presenta qualche novità (c’è un mondo di riedizioni, remaster, ristampe, là fuori) facendoci sentire un pezzo.
Buona per la notte, mentre fuori imperversa il primo grande temporale estivo della stagione.
Buddies’ ha anche un blog, sul quale vengono pubblicate le playlist per ciascuna trasmissione.

Batte MTV a mani basse ogni giorno della settimana.
E nel frattempo chiacchieriamo di omicidi, spie internazionali e truffe colossali.

Ci sono modi peggiori di passare la serata.

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Difendiamoci dal Demenziale Terrestre

Serie televisive di una stupidità colossale.
Talk show ridicoli in cui teste parlanti discutono dei meriti relativi delle serie televisive di cui sopra.
Partite di calcio in tutte le salse.
Talk show sulle partite di calcio.
Servizi di approfondimento su calciatori e relative fidanzate.
Musica pessima.
I soliti dannati documentari coi leoni del Serengheti.
Templari antartici dell’Opus Dei contro vampiri Maya venuti dallo spazio.
Politici infoiati e giornalisti incazzati.

Ed ora, con l’aggiunta del decoder, quattordici diversi tipi di effetto neve (ma questo naturalmente è un problema mio).

Tocca trovare una soluzione.

Ho già segnalato in passato  Miro, Big Think, e TED.
Fonti eccellenti per una TV alternativa.

Oggi segnalo invece WebSerials.com, sito web e canale di YouTube, fonte di sano escapismo fantascientifico fatto con due lire (ma proprio due lire) ed una sana dose di chutzpah.

L’offerta al momento include The Black Dawn, serial drammatico e intelligente a metà strada fra 28 Giorni Dopo e I Sopravvissuti; il sobrio Project X, un X Files meno pulitino e conformista; e naturalmente il demenziale/catastrofico/pulp/testosteronico Cataclysmo, forse il più massiccio dispiegamento di faccia tosta e post-ironia mai visto in rete.

Ogni episodio dura dai quattro agli otto minuti.
I soldi sono pochissimi, gli effetti speciali di qualità molto variabile, la recitazione di livello altrettanto variabile.
Ma l’intelligenza è salva – anche nel demenziale.

E per titillarvi, vi beccate appunto il primo episodio di Cataclysmo II
Colossale!

 

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Strane Cose

Classic Stranger Things Desktop by strangerthingstv.Riprendo dal blog di David Brin la segnalazione di un nuovo canale televisivo on-line dedicato al fantastico.

StrangerThings.TV offre al momento episodi autoconclusivi di circa trenta minuti, scaricabili via internet o visionabili in formato streaming.

Pur trattandosi di una iniziativa che campa sulle donazioni del pubblico, e gestita da un gruppo ristretto di persone, il poco che ho visto finora è dignitoso – e supera parecchio materiale fornitoci quotidianamente dalle nostre TV tradizionali.
Non mancano i tocchi di classe: la serie si avvale ad esempio delle musiche della violoncellista d’avanguardia Zoe Keating per le colonne sonore.