strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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15 minuti (di vergogna)

Come non condividere?

By now we thought that there would be
Jetpacks and flying cars
Robots to do the cleaning up for us
And help with the shopping.
We’d all be famous for bit
That’s what Andy Warhol said, 
Thought we’d all get our coloured head
Well the truth would rock him  
He may be surprised
To wake up and find
That we have weaponised Humiliation  

In the future, everyone
Everyone will have
Their 15 minutes 15 minutes of shame
15 minutes where they 
Are unforgivable.  

Pick up your pitchfork and your torch
We’ll go hunt the monster down
But keep an eye out for uneven ground 
We’ll turn on you if you stumble.
Don’t need perspective or a heart
Leave humility at home
Welcome to the glasshouse, hope you brought your stones
Are you ready to rumble?  

I am scared to write
Anything that might
Upset my own tribe
But never mind, cos  

In the future, everyone
Everyone will have
Their 15 minutes 
15 minutes of shame
15 minutes where they 
Are unforgivable
Irredeemable
Inexcusable scum
Fit only to be strung up 
In the village square
I will see you there  

I am scared to say
Anything that may
Be taken the wrong way
But fuck it, baby  

In the future, everyone (eccetera)


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News Zero

Ieri in un commento Melocipede ha osservato che l’attacco di Cannonball dei Supertramp gli pare poco adatto a un programma di divulgazione scientifica.
E dire che a me pareva perfetto.
O quello, o questa versione  di Overkill dei Men at Work…

Ma al di là delle mie scelte – o mancate scelte – quell’osservazione mi ha fatto venire in mente una cosa che ho appena scoperto, ed è diventata una specie di piccola ossessione in questa settimana.
Una cosa che comincia nel 1954.
Il 4 Ottobre del 1954. Continua a leggere


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Un pezzo su Kate Bush

il_340x270.1262356096_ju3aPer chi fosse interessato a leggere ciò che io scrivo quando non scrivo storie o scrivo su questo blog o su quell’altro, o altrove… Per chi fosse interessato, si diceva, la rivista online HVSR ha appena pubblicato un mio pezzo su un disco uscito nel 1978, e che è particolarmente vicino al mio cuore, ovunque esso sia.

Buttateci un occhio, se vi và.


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Godetevi ogni panino

Da qualche parte bisogna cominciare, e quindi cominciamo da qui: la notte del 31 dicembre 2017, durante la trasmissione RAI che doveva salutare l’anno nuovo, Patty Pravo ha augurato a tutti gli italiani un felice 1918.

Ma non è della notte del 31, che voglio parlare, ma della notte del 30.
Io la notte del 30 avrei dovuto incidere la prima prova del podcast di strategie evolutive, ma avendo un pessimo mal di gola e una voce sottoterra, ho lasciato perdere, mi sono fattop un brodino, e ho guardato due programmi televisivi.
Uno era il primo episodio della quarta stagione di Black Mirror, e l’altro un documentario sull’incisione di The Wind, l’album di Warren Zevon uscito il 26 agosto del 2003.

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Ed è di uno solo di questi due programmi televisivi che vorrei scrivere, adesso. Perché come forse avrete notato, il taglio vagamente ottimista del primo episodio della quarta di Darrk Mirror ha sollevato parecchie lamentele fra coloro che amano la serie britannica soprattutto per il suo mainagioia. Continua a leggere