strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio Book Club: Il Giro di Vite

Primo episodio del secondo anno di attività di Paura & Delirio, e primo episodio del Book Club: molti nostri ascoltatori ci hanno chiesto di parlare (anche) di libri, pur restando nei confini dei nostri generi di elezione, e sempre con un occhio al cinema.
E noi esaudiamo (quasi) sempre le richieste dei nostri ascoltatori.

Ed ecco quindi il nostro primo esperimento di questo nuovo formato: un libro, Il Giro di Vite di Henry James (mica robetta), e la sua influenza sul genere letterario della ghost story e sul cinema, a cominciare dal fondamentale adattamento, The Innocents (in Italiano Suspense, perché… los titolistas), del 1961. Con spoiler, ipotesi, idee, opinioni non richieste, Deborah Kerr e Peter Wyngarde, Truman Capote e Benjamin Britten, e in chiusura due top five, una di libri ed una di film, in qualche modo legate al tema di questa puntata.

Sintonizzatevi sulla prossima puntata di Paura & Delirio per conoscere il titolo del prossimo libro, del quale chiacchiereremo fra un mese (per darvi il tempo, se avete voglia, di leggerlo anche voi).
E fateci sapere se questo nuovo format occasionale vi piace, non vi piace, vi è indifferente perché voi il podcast non lo ascoltate… voi diteci.


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Un fantasma in un teatro vuoto

Ho appena assistito ad uno spettacolo che mi ha … mah, forse la parola esatta è turbato. Una di quelle cose strane che solo nel ventunesimo secolo, e solo nel 2021, possono accadere, e che da una parte solleticano il vecchio appassionato di fantascienza che è in me, e dall’altra mi suscitano un certo disagio, un senso di come la vita moderna, nelle parole di Quino, sia sempre più moderna e sempre meno vita.

Tutto nasce dal fatto che la settimana passata era il trentesimo anniversario dell’uscita di Goodbye My Loneliness, il primo album degli Zard. L’album uscì il 27 di Marzo del 1991, e rimase per 45 settimane in classifica, e rappresenta una pietra miliare nella storia della musica giapponese.
Ma qui è necessario fare un passo indietro.

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Un po’ di jazz per i più giovani

Un post fuori programma, per segnalare una iniziativa meritevole e divertente.
In poche parole: un gruppo di musicisti e youtuber (o youtuber musicisti o qualcosa del genere) hanno messo insieme una collezione di musica per bambini, in arrangiamenti jazz atipici – strani ritmi, triplette, cambi di chiave, modulazione ritmica.
Roba complicata e divertente, fatta apposta per affascinare i più piccoli e rendere l’ascolto divertente anche a noi vecchi.

L’album si intitola Tuplets for Toddlers ed è disponibile su Bandcamp e su tutti i principali servizi streaming.

Avendo cominciato ad ascoltare jazz sul serio con Dave Brubeck, questo disco mi ha divertito moltissimo, e credo possa essere un buon modo per invogliare i più giovani a interessarsi ad un genere musicale diverso dal solito.

E tutti gli incassi del progetto vanno a Save the Children UK, per cui sapete che state anche facendo un’opera buona.
Dategli un’occhiata (o un orecchio).


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Annie Ross (1930-2020)

Uno dei grandi piaceri dell’aver cominciato ad ascoltare jazz fu, da qualche parte alla fine degli anni ’80, scoprire Lambert, Hendricks & Ross.
Vengo a sapere solo ora che ieri se ne è andata Annie Ross, l’ultima sopravvissuta del trio, che aveva portato avanti anche una brillante carriera come solita – ed occasionalmente come attrice.

Se ne va una voce che mi ha accompagnato per due terzi della mia vita.


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Nuages

All that Weird Jazz sta vendendo discretamente, e l’editore ha chiesto agli autori coinvolti di dargli una piccola spinta, in maniera da provare ad arrivare nella Top 100 di Amazon. Una cosa di classe, senza strillare e senza rendersi ridicoli.
E io avevo detto che avremmo riparlato della mia storia nell’antologia – Django in Paris.

E allora facciamolo, un piccolo dietro le quinte…

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The Earphones Diaries: il Ritorno

Sono lieto di annunciare che The Earphones Diaries, le mie recensioni quotidiane non corrisposte e per lo più indesiderate dei dischi che sto ascoltando, è tornato online dopo una pausa di due settimane a causa di qualcuno che ha segnalato il mio account Instagram.
Potete trovare The Earphones Diaries qui o in basso nella parte inferiore della barra laterale, o sul mio profilo Facebook.
È musica
Forse musica che non vi piace, forse musica che non conoscete, forse musica che vi piacerebbe provare ad ascoltare.