strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Annie Ross (1930-2020)

Uno dei grandi piaceri dell’aver cominciato ad ascoltare jazz fu, da qualche parte alla fine degli anni ’80, scoprire Lambert, Hendricks & Ross.
Vengo a sapere solo ora che ieri se ne è andata Annie Ross, l’ultima sopravvissuta del trio, che aveva portato avanti anche una brillante carriera come solita – ed occasionalmente come attrice.

Se ne va una voce che mi ha accompagnato per due terzi della mia vita.


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Nuages

All that Weird Jazz sta vendendo discretamente, e l’editore ha chiesto agli autori coinvolti di dargli una piccola spinta, in maniera da provare ad arrivare nella Top 100 di Amazon. Una cosa di classe, senza strillare e senza rendersi ridicoli.
E io avevo detto che avremmo riparlato della mia storia nell’antologia – Django in Paris.

E allora facciamolo, un piccolo dietro le quinte…

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The Earphones Diaries: il Ritorno

Sono lieto di annunciare che The Earphones Diaries, le mie recensioni quotidiane non corrisposte e per lo più indesiderate dei dischi che sto ascoltando, è tornato online dopo una pausa di due settimane a causa di qualcuno che ha segnalato il mio account Instagram.
Potete trovare The Earphones Diaries qui o in basso nella parte inferiore della barra laterale, o sul mio profilo Facebook.
È musica
Forse musica che non vi piace, forse musica che non conoscete, forse musica che vi piacerebbe provare ad ascoltare.


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Un modo inaspettato per trascorrere il Ferragosto

Mi è capitata una cosa strana: per la seconda volta in circa sei settimane, il mio profilo Instagram è stato senalato da uno o più utenti per contenuti non appropriati, ed è quindi stato sospeso fino a che non si sarà chiarita la questione. Posso visualizzare i miei vecchi post e quelli degli altri, ma non posso postare nulla di nuovo, commentare o mettere dei like.

Questo significa che da tre giorni non posso aggiornare gli Earphone Diaries, che a quanto pare hanno offeso o turbato qualcuno al punto da spingerlo a segnalarmi.

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Senza un blog: the Earphone Diaries

Avevo bisogno di staccare – trovare qualcosa da fare che potesse servire come distrazione, per ricaricare le batterie.
E così ho creato The Earphones Diaries.

The Earphone Diaries sarà – finché dura – una serie di post brevi sulla musica che sto ascoltando.
Un post al giorno, un disco al giorno. Senza limiti di genere, senza un filo logico che non sia quello che in questo momento è nelle mie cuffie.
Ancora una volta si procede senza mappa.
E senza un blog.

Questo è un progetto da guerriglia, che potrebbe avere un clamoroso successo o morire miseramente.
Ma se vivrà, vivrà sui social – i post di The Earphones Diaries usciranno ogni giorno sul mio profilo Facebook, sulla mia pagina Instagram e sul mio Pinterest, sul mio canale Twitter.
Meno lavoro, più divertimento.

Si parte stasera dopo cena col primo disco, e vediamo cosa succede.



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Nudo

Hiroo Onoda non voleva fare il militare, o per lo meno così dicono. Ma era nato nel 1922 e quindi arrivato a diciott’anni, nel 1940, venne arruolato nella fanteria dell’Esercito Imperiale Giapponese. Venne addestrato nel Futamata Bunkoo per compiere azioni di guerriglia, e nel 1944 venne sbarcato a Lubang, nelle Filippine. Non fece granché guerriglia, perché i suoi superiori non glielo permisero – era considerata un’attività disonorevole. Poi, il 28 febbraio 1945 gli americani sbarcarono a Lubang, e il tenente Onoda e tre commilitoni riuscirono ad evitare la cattura, si addentrarono nelle foreste che coprivano gran parte dell’isola, e si diedero alla macchia, svolgendo attività di guerriglia contro gli yankee.

Nell’Ottobre del ’45 Onoda e i suoi tre compagni trovarono nel fitto della foresta un volantino che diceva “La guerra è finita il 15 di Agosto! Venite fuori dalle montagne!”
Un ingenuo espediente degli americani, ovviamente.
Onoda e i suoi uomini proseguirono la loro attività di guerriglia.

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André Previn, 1929-2019

Credo che Shelly Manne and his Friends – modern jazz performances of songs from My Fair Lady sia stato il secondo o terzo disco di musica jazz che mi capitò di acquistare (i primi due, Concert by the Sea di Erroll Garner, e Time Out del Dave Brubeck Quartet). Ce l’ho ancora qui sullo scaffale, in tutta la gloria del vinile. E rimasi abbastanza sorpreso nello scoprire che il pianista della band era André Previn, che io avevo conosciuto come direttore d’orchestra su alcune incisioni di Haydn forse sei mesi prima. Era lo stesso André Previn? Era lo stesso.

André Previn, compositore e pianista jazz e classico, autore di colonne sonore e direttore d’orchestra, se ne è andato all’età di 89 anni. Noi vogliamo ricordarlo così…