strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


14 commenti

La Leggenda dell’Operaio Meraviglioso

Fermatemi se questa l’avete già sentita…

Nella fabbrica dove lavorava mio padre (o mio zio, o mio cugino), c’era un vecchio operaio che con la terza media mandava avanti un intero reparto, e gli ingegneri gli davano del lei e lo rispettavano perché ne sapeva più di loro.

L’avete mai sentita, questa o qualche sua variante?
Infermiere che ne sapevano più dei medici.
Tecnici di laboratorio molto più preparati di direttori di dipartimento.
Ammaestratori di moffette infinitamente più preparati di chiunque altro in questo continente o in quello accanto, perché loro avevano fatto la scuola della vita ed avevano, tipo, ma un disastro di esperienze personali, roba che levati…

Factory-Worker

È una storia estremamente classista e offensiva, se ci pensate – ed è meravigliosamente classista e bipartisan: da una parte descrive chi ha una ipotetica cultura superiore come sostanzialmente un fallito e un bluff, e dall’altra ci presenta un poveraccio, un rude meccanico, uno che che si esprime a grugniti e trascina le nocche sul pavimento quando cammina, che però lavora bene. Così bene, in effetti, che quelli che ne dovrebbero sapere lo rispettano.
Chi racconta storie del genere andrebbe fucilato alla schiena come nemico del popolo.

E a me questa storia, questa Leggenda dell’Operaio Meraviglioso ha un po’ scardinato le palle, se mi passate il francesismo.
Non perché sia falsa, ma perché viene utilizzata a sproposito per delegittimare quelli che hanno buttato il loro tempo a studiare e per sostenere che la laurea non conta poi tanto.
Immagino abbiate sentito anche questa.

Quindi, cominciamo col levarci dai piedi l’Operaio Meraviglioso, e poi facciamo un po’ di chiarezza1. Continua a leggere


19 commenti

Debiti, verginità e tatuaggi

Parliamo di donne per un attimo, vi va?
Questo è un pork chop express (so che questi post hanno un sacco di fan là fuori).
OK, la cosa comincia così.
Ieri sento un’amica, che è assolutamente furiosa.
Insolito, trattandosi si una persona molto rilassata.
Normalmente ci si sente via chat e ci si scambia segnalazioni – un video su Youtube, un’offerta speciale su Amazon.
In questo caso la mia amica mi segnala un blog che si intitola The Transformed Woman.
Che suona come il classico repository di storie sconce a sfondo magico/fantasy.
Ma non lo è.
È molto peggio, ed è per questo che la mia amica, normalmente molto equilibrata e rilassata al limite del chissenefrega è assolutamente fuori controllo.
Per cui vado a dare un’occhiata1.
E trovo questo… Continua a leggere


10 commenti

Filtri e Tasse

Sin-títuloL’Unione Europea sta per cambiare la legge sul copyright.
Ve lo hanno detto?
La nuova regolamentazione andrà in vigore fra due anni, nel 2020 – e i vecchi giocatori di Cyberpunk potrebbero provare un brivido crudele. Perché la nuova regolamentazione è decisamente una serie di brutte notizie.
Sono suonati un po’ di campanelli d’allarme, e poiché non mi è parso di sentirne nei nostri boschi (ma probabilmente sono io che sono distratto), ho pensato di farci un breve (spero) post.
Così, perché per ora c’è ancora tempo per protestare, e magari cambiare le cose.
Protestare per cosa? Cambiare cosa?
Due punti della nuova legge dovrebbero preoccuparci: si chiamano upload filter e link tax. Continua a leggere


11 commenti

Ila affogato dalle Ninfe

Questo che vedete qui sotto è un dipinto di John William Waterhouse. Si tratta di Hylas and the Nymphs, del 1896. È una delle opere più popolari di uno fra i più popolari dei pittori Pre Raffaelliti.

maxresdefault

Nei giorni passati, la pinacoteca di Manchester ha “temporaneamente” rimosso il dipinto dalla propria galleria

“Come gesto per stimolare il dialogo sulla rappresentazione della donna in posizione sottomessa”

E allora dialoghiamo. Continua a leggere


28 commenti

Mettersi in proprio

E non è che stessi scherzando, eh, sulla faccenda del leggersi un po’ di libri su come vviare una startup.

51qxnQ0xbDL._SX322_BO1,204,203,200_E a questo punto devo consigliare assolutamente (ammesso che io non lo abbia già fatto, ma comunque, perché no?) The 100 $ Startup, di Chris Guillebeau.
Un libro che, a partire da una serie di interviste con persone che si sono reinventate un lavoro partendo da zero – o da sotto zero – descrive una serie di strategie per avviare una attività alternativa con un capitale iniziale minimo, ed utiolizzando la rete, i social network e i servizi di pagamento online.

OK, appena smettete di ridere andiamo avanti. Continua a leggere


16 commenti

Un bel falò per riunire tutta la comunità

Succedono cose strane.
Questo non è il post che avrei voluto fare.
Da una parte, sto leggendo… perché non importa qiuanto impegnati o disperati possiamo essere, dobbiamo sempre riuscire a trovare il tempo per leggere…
Da una parte, dicevo, sto leggendo Melinda Camber Porter in conversation with Joyce Carol Oates, e dall’altra… Continua a leggere


21 commenti

3 e 50, che sarebbero 5 ma però…

Informati, vai a fare la raccolta dell’uva.

Me lo ripetono da diciotto mesi.
Me lo hanno detto anche sabato sera, mentre sedevo su una panchina sulla Via Maestra di Nizza Monferrato, a bere una gazzosa da un euro.
Ti danno tre euro e mezzo all’ora, mi hanno detto.
Sarebbero cinque, in effetti, ma il tipo che ti porta col pulmino nel posto dove devi lavorare se ne tiene uno e mezzo perché… boh, lui guida il pulmino, presumo.
Si chiama caporalato.
È vivo e sta bene e vi saluta tutti.

Informati, vai a fare la raccolta dell’uva.

Con le migliori intenzioni, naturalmente, ma da queste parti questa è l’unica proposta, anche se hai una laurea e un dottorato – tre euro e mezzo all’ora, per dieci ore ma pagate otto, a fare il bracciante.
Mezz’ora di pausa, mezzo litro di acqua da bere per la giornata. Continua a leggere