strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Senza Storia

Immagino abbiate sentito dell’abolizione della Storia come argomento del tema di maturità.
La motivazione è, a quanto pare, la scarsa popolarità dell’argomento fra gli studenti

“Nei dieci esami di Stato dal 2008 al 2017 ben otto volte il tema storico è stato praticamente ignorato.Facendo una media complessiva, solamente il 3% dei maturandi ci si è cimentato.”

E allora lo si taglia.

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Ma non ci si deve strappare i capelli, ci dicono – i ragazzi che lo vorranno, potranno ancora affrontare temi storici nel tema libero.
Evviva.
Ma per intanto, segnaliamo ai ragazzi che lo studio della storia è sostanzialmente inutile. Tanto non te lo chiedono all’esame, gusto? Continua a leggere


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Internet e il Copyright

E così domani il Parlamento Europeo discuterà la nuova normativa sul copyright, quella sui filtri per l’upload di contenuti e la tassa sulla condivisione dei link.

Ne abbiamo parlato qui a suo tempo.

Ci ho fatto anche un paio di incontri pubblici, per discuterne.
Il silenzio è stato assordante.
Cosa succederà domani?
Soprattutto cosa succederà dopodomani?

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E ancora più importante: perché nessuno ne ha parlato?
E perché, alla fine, non ve ne frega assolutamente niente?

Ah, sì, certo, la sacra tradizione del caffé espresso è molto più importante, vero?


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Le belle tradizioni di una volta

starbucks-mocha-frappuccino-1Voi ci siete andati da Starbucks?
Io sì.
A Parigi.
Era il luglio del 2007, ed io e mio fratello avevamo trascorso un venerdì e un sabato alla JapanExpo. Alla domenica, mio fratello si mise in coda davanti all’Olympia per il concerto di Miyavi, ed io mi smarrii a Parigi.
Domenica di Luglio a Parigi – il deserto.
Un caldo soffocante, nulla di aperto se non una libreria dove acquistai, come al solito, un libro di Michael Moorcock1 e, di fronte alla libreria, Starbucks, che aveva l’aria condizionata e il frappé alla vaniglia.
Moorcock, aria condizionata e frappé alla vaniglia – tre condizioni sufficienti per sopravvivere a un pomeriggio torrido in una città sconosciuta.

Ma non è di Starbucks, che voglio parlare, ma della tradizione.
Perché, ne sono sicuro, vi sarà capitato di sentire quelli che si sono indignati perché il caffé di Starbucks non rispetta la tradizione italiana dell’espresso, fa schifo, e costa troppo2. Continua a leggere


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La Leggenda dell’Operaio Meraviglioso

Fermatemi se questa l’avete già sentita…

Nella fabbrica dove lavorava mio padre (o mio zio, o mio cugino), c’era un vecchio operaio che con la terza media mandava avanti un intero reparto, e gli ingegneri gli davano del lei e lo rispettavano perché ne sapeva più di loro.

L’avete mai sentita, questa o qualche sua variante?
Infermiere che ne sapevano più dei medici.
Tecnici di laboratorio molto più preparati di direttori di dipartimento.
Ammaestratori di moffette infinitamente più preparati di chiunque altro in questo continente o in quello accanto, perché loro avevano fatto la scuola della vita ed avevano, tipo, ma un disastro di esperienze personali, roba che levati…

Factory-Worker

È una storia estremamente classista e offensiva, se ci pensate – ed è meravigliosamente classista e bipartisan: da una parte descrive chi ha una ipotetica cultura superiore come sostanzialmente un fallito e un bluff, e dall’altra ci presenta un poveraccio, un rude meccanico, uno che che si esprime a grugniti e trascina le nocche sul pavimento quando cammina, che però lavora bene. Così bene, in effetti, che quelli che ne dovrebbero sapere lo rispettano.
Chi racconta storie del genere andrebbe fucilato alla schiena come nemico del popolo.

E a me questa storia, questa Leggenda dell’Operaio Meraviglioso ha un po’ scardinato le palle, se mi passate il francesismo.
Non perché sia falsa, ma perché viene utilizzata a sproposito per delegittimare quelli che hanno buttato il loro tempo a studiare e per sostenere che la laurea non conta poi tanto.
Immagino abbiate sentito anche questa.

Quindi, cominciamo col levarci dai piedi l’Operaio Meraviglioso, e poi facciamo un po’ di chiarezza1. Continua a leggere


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Debiti, verginità e tatuaggi

Parliamo di donne per un attimo, vi va?
Questo è un pork chop express (so che questi post hanno un sacco di fan là fuori).
OK, la cosa comincia così.
Ieri sento un’amica, che è assolutamente furiosa.
Insolito, trattandosi si una persona molto rilassata.
Normalmente ci si sente via chat e ci si scambia segnalazioni – un video su Youtube, un’offerta speciale su Amazon.
In questo caso la mia amica mi segnala un blog che si intitola The Transformed Woman.
Che suona come il classico repository di storie sconce a sfondo magico/fantasy.
Ma non lo è.
È molto peggio, ed è per questo che la mia amica, normalmente molto equilibrata e rilassata al limite del chissenefrega è assolutamente fuori controllo.
Per cui vado a dare un’occhiata1.
E trovo questo… Continua a leggere


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Filtri e Tasse

Sin-títuloL’Unione Europea sta per cambiare la legge sul copyright.
Ve lo hanno detto?
La nuova regolamentazione andrà in vigore fra due anni, nel 2020 – e i vecchi giocatori di Cyberpunk potrebbero provare un brivido crudele. Perché la nuova regolamentazione è decisamente una serie di brutte notizie.
Sono suonati un po’ di campanelli d’allarme, e poiché non mi è parso di sentirne nei nostri boschi (ma probabilmente sono io che sono distratto), ho pensato di farci un breve (spero) post.
Così, perché per ora c’è ancora tempo per protestare, e magari cambiare le cose.
Protestare per cosa? Cambiare cosa?
Due punti della nuova legge dovrebbero preoccuparci: si chiamano upload filter e link tax. Continua a leggere


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Ila affogato dalle Ninfe

Questo che vedete qui sotto è un dipinto di John William Waterhouse. Si tratta di Hylas and the Nymphs, del 1896. È una delle opere più popolari di uno fra i più popolari dei pittori Pre Raffaelliti.

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Nei giorni passati, la pinacoteca di Manchester ha “temporaneamente” rimosso il dipinto dalla propria galleria

“Come gesto per stimolare il dialogo sulla rappresentazione della donna in posizione sottomessa”

E allora dialoghiamo. Continua a leggere