strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


4 commenti

Non c’era nulla di sbagliato nel piano

Questo non è il post che avrei voluto scrivere – avevo voglia di raccontarvi di quella volta che per un soffio non diventai un esperto di calcestruzzo refrigerato, ma quella magari ce la teniamo per un’altra puntata.
Oggi vorrei cominciare parlando di musica, per poi finire naturalmente in un posto molto diverso, e magari ci scappa anche il calcestruzzo…

E sì, questo dipende (anche) dal fatto che The Earphones Diaries è partito ormai da 36 ore e non se lo sta filando nessuno, ma non importa perché è molto divertente andare a scavare nella mia vecchia collezione di vinili e CD e tirar fuori cose che non ascoltavo da vent’anni almeno.

Musica, si diceva…

Continua a leggere


1 Commento

L’uomo dietro la maschera

Volevo fare un post diverso, ma poi mi sono perso nella biografia di Armando Giuseppe Catalano, e ho deciso di cambiare il taglio di ciò che avrei voluto raccontarvi. Ve lo racconterò ugualmente, ma partendo da Armando, perché… beh, capirete perché.

Armando Joseph (o Giuseppe) Catalano nacque a New York nel 1924, figlio di Attilio e Clara Catalano, che erano emigrati dalla Sicilia. Un giovane brillante, molto forte in matematica, Armando si pagò il liceo lavorando al chiosco delle bibite fuori dal liceo medesimo, e successivamente entrò in accademia militare, dove di dimostrò (anche) un eccellente giocatore di football e un abile scacchista. Gli altri suoi hobby includevano l’astronomia, la scherma, la musica classica e i pesci tropicali.

E questa non è la storia fatta coi cialtroni anche se, come vedrete, potrebbe esserlo…

Continua a leggere


9 commenti

Al Salone, tutti

OK, a dire il vero io non volevo fare un post sul Salone del Libro di Torino fino a dopo esserci stato. Magari con qualche foto, e un po’ di chiacchiere sugli amici che ci ho incontrato, sui libri che ho visto, sulla baraonda, sul fatto che vendono una bottiglietta di minerale a sedici euro ma io me la son portata da casa… cose così.

Poi però è successa questa cosa, che a quanto pare c’è un editore fascista.
Non che sia una particolare novità – in effetti fin dal primo anno al salone c’era di tutto, compresa una vasta e sinistrissima rappresentanza di editori di estrema destra.
Ricordo che, forse durante il secondo salone, o il terzo, trovai in uno stand desolato e solitario un libriccino con una storia di Howard di cui non avevo mai sentito parlare. Lo comprai, e scoprii con un misto di risate isteriche e di brividi che si trattava di un’opera giovanile di Two Guns Bob, una decina di pagine, accompagnate però da una cinquantina di pagine di deliri che descrivevano il quindicenne Howard come un profeta della razza e la sua storiella (ahimé, molto mediocre) come un monito sulla minaccia costituita dalle razze inferiori.

C’erano, quindi, fin dal giorno uno, ma erano sotto traccia.
Era palese la loro linea, ma non era esplicita.
E quindi nessuno si indignava pubblicamente.
Ipocrisia spicciola, sostanzialmente.
Quieto vivere.
Quest’anno è diverso.

Continua a leggere


9 commenti

Sinistrato

Ho ripensato a Sinistrato, la notte scorsa, mentre guardavo le imagini del rogo di Notre Dame e leggevo con crescente senso di disorientamento e di sconforto i commenti e gli status postati da alcuni nostri connazionali riguardo alla catastrofe di Parigi.

Sinistrato era il gatto di mia mamma, che lei aveva adottato da bambina, dopo averlo trovato che vagava fra le macerie della chiesa del Sacro Cuore, a un isolato da dove abitava. Il Sacro Cuore era stato colpito in pieno da una bomba alleata, e della struttura neogotica della chiesa era rimasto un pezzo della facciata. Ci vagabondavano i randagi, gatti o bambini che fossero. Era il 1944.

La mia mamma ci si sposò, nella chiesa del Sacro Cuore, nel 1965.
L’avevano ricostruita.

Read morest


12 commenti

Uno strumento di libertà

Ho appena letto una lunga intervista ad uno scrittore che non conoscevo (limite mio, naturalmente – e non ve la linko ma tanto so che sapete come trovarla). O, per essere più precisi e in linea col taglio dell’intervista, con un professore di chimica che fa lo scrittore. Ci sono diecimila cose in quell’intervista delle quali penso varrebbe la pena di parlare ma ce n’è una che mi ha riempito di tale e tanto orrore che non posso che concentrarmi su quella.

E, incidentalmente, questo diventa così un post in ritardo per la festa del papà. Perché mio padre ci farà una comparsata.

La cosa che mi ha riempito di orrore è questa:

Nel tuo libro il denaro è uno strumento di meravigliosa libertà: confermi?
Sì, non c’è dubbio. È un’ipocrisia dire che il denaro non conta, spaventosa. Un’ipocrisia che io non reggo proprio. Se hai tanti soldi puoi fare quello che ti pare, anche le belle cose che facevi senza, ma in più puoi farne delle altre. Non vedo proprio il senso di colpa che uno dovrebbe avere perché è ricco. Non vedo il peccato che commette chi ha guadagnato dei soldi, finché lo fa onestamente.

Parliamone, volete?

Continua a leggere


6 commenti

L’impronta delle pecore neozelandesi

OK, avevo detto che vi avrei raccontato la storia delle pecore neozelandesi, e proprio poche ore or sono mi è stata offerta una eccellente opportunità per farlo: un mio contatto via facebook mi ha passato, tramite messaggio privato, un link anonimo. Cliccato il quale non sono arrivato, come pare possa talvolta accadere, a un sito russo che vende armi e stupefacenti o sul blog indonesiano di una casa di malaffare.
No, mi sono invece ritrovato su una pagina facebook legata a un partito politico italiano dell’attuale coalizione di governo, dove sotto alla solita foto dell’Amato Leader con sorriso a settantotto denti, faceva bella mostra di sé questo status.

Continua a leggere


7 commenti

Sulla disobbedienza

Ho sentito dire in giro che l’idea di ribellarsi alle leggi ingiuste è “una vaccata.”

220px-Benjamin_D._Maxham_-_Henry_David_Thoreau_-_Restored_-_greyscale_-_straightenedPoiché mi trovo a dissentire da questa opinione, ho pensato che potrebbe essere interessante fornire ai più curiosi una copia de La Disobbedianza Civile di Henry David Thoreau.
Versione annotata e in italiano, così nessuno si potrà lamentare.
E questo non perché il testo di Thoreau sia necessariamente la Via la Verità e la Luce, ma perché se dobbiamo discutere di certe cose, è bene avere uno straccio di cognizione di causa sul pensiero che ci sta dietro, e non solo dei memi su Facebook.
Fine del post.
Buona lettura e buon weekend.


13 commenti

Senza Storia

Immagino abbiate sentito dell’abolizione della Storia come argomento del tema di maturità.
La motivazione è, a quanto pare, la scarsa popolarità dell’argomento fra gli studenti

“Nei dieci esami di Stato dal 2008 al 2017 ben otto volte il tema storico è stato praticamente ignorato.Facendo una media complessiva, solamente il 3% dei maturandi ci si è cimentato.”

E allora lo si taglia.

depositphotos_4681227-stock-photo-erasing-history

Ma non ci si deve strappare i capelli, ci dicono – i ragazzi che lo vorranno, potranno ancora affrontare temi storici nel tema libero.
Evviva.
Ma per intanto, segnaliamo ai ragazzi che lo studio della storia è sostanzialmente inutile. Tanto non te lo chiedono all’esame, gusto? Continua a leggere