strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Efficienza e cortesia

E poi dicono dove trovi le idee per le tue storie?

Nel marzo del 2013 rimasi vittima di un incidente che richiese una rapida corsa al Pronto Soccorso di Nizza Monferrato1, dove le infermiere mi rappezzarono a dovere.
Ne parlai qui.

Stamani, la ASL di Asti ha provvediuto a recapitarmi una lettera dal tono piuttosto minaccioso.
Pare che io quella sera del 15 marzo 2013 non abbia pagato il ticket per la mia “operazione cardiovascolare” ( = fasciarmi la gamba).
Ed in effetti è vero: non pagai un centesimo.
Non solo nessuno mi chiese di pagare il ticket, ma quando io chiesi se ci fosse qualcosa da pagare, mi assicurarono che non c’erano ticket di sorta. Né mi accennarono a pagamenti di ticket in sospeso nelle settimane successive, quando mi presentai per le visite di controllo.

Ma ora sono passati quattro anni e tre mesi, e la ASL, sempre sul pezzo, non ha nessuna intenzione di farsi fregare da noi furbastri campagnoli, che poi il sistema va in perdita e si chiudono i prontosoccorsi. Per cui la missiva è brutale e inequivocabile: o pago entro trenta giorni i 23 euro e 10 centesimi del ticket, o scatteranno le sanzioni e il pignoramento.

E io mi vedo questi due tizi, un po’ svaccati, con un camice bianco stropicciato e macchiato di sostanze innominabili, che vengono a presentarsi alla mia porta. Uno ha un sacchetto di quelli per congelare, bello grosso, e l’altro una sega da falegname.

Siamo qui per il pignoramento.

Vogliono la mia gamba destra, tra il ginocchio e la caviglia. Posso tenermi il piede.
Hanno anche il modulo per fare domanda, successivamente, per una gamba di legno modello Long John Silver. Misura unica, stampella a parte, non coperta dal sistema sanitario nazionale.
Prima si fa la domanda, naturalmente, prima si ottiene la protesi.
Ci vorranno sei-otto mesi.

Come potete constatare, l’Astigianistan non cessa di sorprendermi con le sue meraviglie, e di ispirarmi ogni giorno nuove idee.

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  1. all’epoca a Nizza c’era ancora il Pronto Soccorso, oggi si tratterebbe di fare uan rapida corsa a 35 kilometri di distanza. 


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Vai a lavorare, barbone!

Torniamo a parlare del web per un attimo, vi và?
Mi segnalano un post su un sito che normalmente non frequento – questo qui.

In tre parole: alcuni grossi investitori pubblicitari si sono sganciati da Youtube dopo che le loro pubblicità sono state agganciate a video “poco consoni” (e non so dirvi se significhi atti sessuali contronatura con attrezzi da giardinaggio o propaganda nazista, ma insomma… poco consoni). Ne consegue che molti Youtuber hanno visto crollare i propri introiti dalla monetizzazione dei video – anche se loro magari i contenuti ce li hanno consoni assai.

tumblr_nw429o193Q1rixjg1o1_500Si tratta di una situazione che potrebbe cambiare l’aspetto di Youtube – e che rischia di lasciare alcuni youtuber senza la loro principale fonte di sostentamento. Magari a fronte dell’investimento per l’equipaggiamento necessario a fare video professionali.
Ora, dato di fatto – è un diritto delle aziende investire in pubblicità come preferiscono, e certamente, come mi è stato fatto notare, ci sono youtuber anche molto popolari che i contenuti non ce li hanno, né consoni né altrimenti, e campano di clickbait.

Quindi diciamo che esprimere un giudizio sensato sull’intera faccenda non è facile.
Ma non è degli Youtuber senza pubblicità che vorrei parlare, ma piuttosto delle reazioni all’articolo che vi ho linkato qui sopra. Continua a leggere


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Senza rete

18yptzqv5fdd8jpgLa colpa, naturalmente, è della mia amica Maria Grazia, che un paio di giorni addietro ha condiviso il link al post di Stefano Epifani riguardo all’organizzazione delle conferenze TEDx di Roma 2017.
Il link ve lo passo anch’io, così ve lo leggete e vi fate un’idea.
Fatto?

OK, ora, cominciamo con un dato personale – lo sappiamo benissimo che i dati personali sono una cosa antipatica e poco elegante, ma spero che voi ormai ci siate abituati alla mia antipatia e ineleganza: io vivo in un’area che viene definita in digital divide, e nonostante Telecom mi contatti quasi quotidianamente promettendomi connessioni a 10 o 20 giga, in maniera sempre più invadente e aggressiva, la realtà dei fatti è che io ho una media di 80k in download e 20K in upload.

Detto ciò, la prima cosa che mi colpisce del post di Epifani è quindi la frase

Ma passiamo alla visione del futuro delle città, affidata a Tarik Oualalou e Mohammed Hawar, che predicano un futuro di urbanizzazione delle città, veri epicentri della cultura e del progresso, a sfavore delle campagne, abitate da zotici villani. Nulla di male, in sé: è un punto di vista.

La cosa vedamente tragica è che, sulla base delle mie esperienze, è un’opinione, questa delle campagne popolate di zotici villani che della rete non saprebbero cosa farsene, che è ampiamente condivisa, non senza una punta di orgoglio, proprio dagli zotici villani stessi. Anche dagli zotici villani di successo, i bifolchi col Maserati. Continua a leggere


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Perché la fiducia è tutto

«Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum»

Lo ha detto il Ministro del Lavoro.
E io lo sapevo che c’era qualcosa che non andava. Lo sapevo lo sapevo lo sapevo.
E tutti a dirmi di ripulire il curriculum, di riorganizzarlo, reimpaginarlo, al limite di mentire – mentire sull’età, sulle qualifiche e sulle esperienze, sull’indirizzo di casa, sui miei hobby e sui miei interessi.

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E invece sarebbe bastato mettersi a giocare a calcetto.
Perché la fiducia è tutto.
Non  ci si può fidare, se non si gioca a calcetto assieme.
Che orribile buco nel mio portfolio, che carenza inammissibile – io non gioco a calcetto.
Che poi, detto da uno che è appassionato di pallamano… Continua a leggere


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Le finestre di Benedetto Croce

Questo post è un po’ il seguito del post di ieri, quello sul compleanno di Galileo.
La faccenda della discussione fra Calvino a Cassola ha sollevato un po’ di domande e ha condotto ad un paio di discussioni online piuttosto interessanti.

Ora, il dibattito se esistano davvero le due, o tre, culture, o se P.C. Snow si sia inventato tutto e in effetti abbia aggravato la situazione anziché contribuire a risolverla, è una faccenda annosa e complicata, e non si può certamente risolvere su facebook o in chat, però le discussioni segnalano un interesse per il problema.
Che magari si risolve in un “di chi è la colpa?”, ma anche questo è un punto interessante per la discussione.

benedetto-croceOra, quando in Italia si cerca un colpevole per il fatto che la cultura scientifica è stata a lungo disprezzata e considerata “di serie B”, si finisce con l’andare sotto casa di Benedetto Croce a tirargli i sassi nelle finestre.
Per chi se lo fosse perso, Benedetto Croce, filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore, è quello che disse

Gli uomini di scienza […] sono l’incarnazione della barbarie mentale, proveniente dalla sostituzione degli schemi ai concetti, dei mucchietti di notizie all’organismo filosofico-storico.

È bello essere apprezzati. Continua a leggere


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Il compleano di Galileo, Calvino, e la Terza Cultura

galileoIeri era il compleanno di Galileo Galilei, e il mio amico Luca Signorelli mi ha fatto scoprire una cosa che non conoscevo: il dibattito, sul Corriere della Sera del 1967, fra Italo Calvino, Anna Maria Ortese e Carlo Cassola.

Se vi interessa, lo trovate riassunto qui, e vi consiglio davvero di leggerlo.

In sintesi, la Ortese si dice triste e infastidita dal proliferare delle notizie sulle missioni spaziali, e vive il progreso tecnologico con angoscia.
La risposta di Calvino la invita a considerare il progresso come impresa intellettuale e risposta ad alcune delle più profonde necessità dell’uomo. Nel far ciò, Calvino afferma il primato letterario di Galileo Galilei. Galileo non solo grande scienziato, ma anche grande autore.
E qui Carlo Cassola s’incazza… Continua a leggere


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Come abbandonare la nave che affonda: una roadmap

salvagenteAllora, questo è un post di servizio. Perché se non possiamo impedire alla nave di affondare, possiamo per lo meno cercare di passare quanti più salvagente possibile ai passeggeri.
Questa è la madre di tutti i Pork Chop Expres.

L’avete vista la riforma dell’esame di maturità 2018?
Niente terza prova, test Invalsi obbligatorio ma che non fa media, basta la media del sei nelle materie di studio (e la condotta fa media) per accedere all’esame dimaturità, e niente tesina all’orale.
Leggete qui per un’opinione appassionata e condivisibile.

fuck-off-sir-by-fuck-off-factory-snp51409420-600x600Fatto?
OK, ora facciamo due conti – se ho un nove in condotta e due materie col sette, posso andare alla maturità con cinque materie col cinque, basta che passi l’Invalsi.
Non è meravigliosa, la media matematica?
Tradotto in una forma spicciola, il messaggio del MIUR è un tonante coglioni! a tutti coloro che hanno studiato e hanno buttato il loro tempo per uscire bene dalle superiori. È il trionfo della mediocrazia, alla faccia di tutti quei sapientoni arroganti che leggono i loro libri e credono di saperne di più dei nostri amici su Facebook.
È il segnale che quello che stava in fondo alla classe a leggere Tuttosport e mandava affanculo i professori aveva ragione.

È interessante notare come questo provvedimento sia in linea con provvedimenti precedenti relativi all’università, e tesi a squalificare i laureati italiani sul mercato internazionale. Non solo le nostre lauree valgono meno, ma ora anche i nostri diplomati saranno, a tutti gli effetti, dei diplomati di serie B, usciti da quello che non è più una scuola, ma un diplomificio.
Ci stiamo organizzando per diventare il Messico del Vecchio Continente.

Allora, a questo punto, come si diceva, cerchiamo di metterci una pezza.
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Una pietra tombale da 220 pagine

Non tutte le persone sono uguali.
Ci sono persone delle quali non mi fiderei neanche a chiedergli l’ora, e persone che se mi consigliano un libro, io lo compro e lo leggo.
Due giorni fa un amico mi ha consigliato un libro, e io l’ho comprato (in ebook) e l’ho letto.
E qui adesso vorrei provare a descrivere la miscela di orrore, furia omicida e esilarazione che questa lettura ha prodotto.
Non sarà facile – ma il libro parla anche delle cose facili, e della rovina che di solito le accompagna, per cui quello aiuta.
Cominciamo con la sinossi presentata su Amazon: Continua a leggere