strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Filtri e Tasse

Sin-títuloL’Unione Europea sta per cambiare la legge sul copyright.
Ve lo hanno detto?
La nuova regolamentazione andrà in vigore fra due anni, nel 2020 – e i vecchi giocatori di Cyberpunk potrebbero provare un brivido crudele. Perché la nuova regolamentazione è decisamente una serie di brutte notizie.
Sono suonati un po’ di campanelli d’allarme, e poiché non mi è parso di sentirne nei nostri boschi (ma probabilmente sono io che sono distratto), ho pensato di farci un breve (spero) post.
Così, perché per ora c’è ancora tempo per protestare, e magari cambiare le cose.
Protestare per cosa? Cambiare cosa?
Due punti della nuova legge dovrebbero preoccuparci: si chiamano upload filter e link tax. Continua a leggere

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Ila affogato dalle Ninfe

Questo che vedete qui sotto è un dipinto di John William Waterhouse. Si tratta di Hylas and the Nymphs, del 1896. È una delle opere più popolari di uno fra i più popolari dei pittori Pre Raffaelliti.

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Nei giorni passati, la pinacoteca di Manchester ha “temporaneamente” rimosso il dipinto dalla propria galleria

“Come gesto per stimolare il dialogo sulla rappresentazione della donna in posizione sottomessa”

E allora dialoghiamo. Continua a leggere


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Mettersi in proprio

E non è che stessi scherzando, eh, sulla faccenda del leggersi un po’ di libri su come vviare una startup.

51qxnQ0xbDL._SX322_BO1,204,203,200_E a questo punto devo consigliare assolutamente (ammesso che io non lo abbia già fatto, ma comunque, perché no?) The 100 $ Startup, di Chris Guillebeau.
Un libro che, a partire da una serie di interviste con persone che si sono reinventate un lavoro partendo da zero – o da sotto zero – descrive una serie di strategie per avviare una attività alternativa con un capitale iniziale minimo, ed utiolizzando la rete, i social network e i servizi di pagamento online.

OK, appena smettete di ridere andiamo avanti. Continua a leggere


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Un bel falò per riunire tutta la comunità

Succedono cose strane.
Questo non è il post che avrei voluto fare.
Da una parte, sto leggendo… perché non importa qiuanto impegnati o disperati possiamo essere, dobbiamo sempre riuscire a trovare il tempo per leggere…
Da una parte, dicevo, sto leggendo Melinda Camber Porter in conversation with Joyce Carol Oates, e dall’altra… Continua a leggere


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3 e 50, che sarebbero 5 ma però…

Informati, vai a fare la raccolta dell’uva.

Me lo ripetono da diciotto mesi.
Me lo hanno detto anche sabato sera, mentre sedevo su una panchina sulla Via Maestra di Nizza Monferrato, a bere una gazzosa da un euro.
Ti danno tre euro e mezzo all’ora, mi hanno detto.
Sarebbero cinque, in effetti, ma il tipo che ti porta col pulmino nel posto dove devi lavorare se ne tiene uno e mezzo perché… boh, lui guida il pulmino, presumo.
Si chiama caporalato.
È vivo e sta bene e vi saluta tutti.

Informati, vai a fare la raccolta dell’uva.

Con le migliori intenzioni, naturalmente, ma da queste parti questa è l’unica proposta, anche se hai una laurea e un dottorato – tre euro e mezzo all’ora, per dieci ore ma pagate otto, a fare il bracciante.
Mezz’ora di pausa, mezzo litro di acqua da bere per la giornata. Continua a leggere


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Efficienza e cortesia

E poi dicono dove trovi le idee per le tue storie?

Nel marzo del 2013 rimasi vittima di un incidente che richiese una rapida corsa al Pronto Soccorso di Nizza Monferrato1, dove le infermiere mi rappezzarono a dovere.
Ne parlai qui.

Stamani, la ASL di Asti ha provvediuto a recapitarmi una lettera dal tono piuttosto minaccioso.
Pare che io quella sera del 15 marzo 2013 non abbia pagato il ticket per la mia “operazione cardiovascolare” ( = fasciarmi la gamba).
Ed in effetti è vero: non pagai un centesimo.
Non solo nessuno mi chiese di pagare il ticket, ma quando io chiesi se ci fosse qualcosa da pagare, mi assicurarono che non c’erano ticket di sorta. Né mi accennarono a pagamenti di ticket in sospeso nelle settimane successive, quando mi presentai per le visite di controllo.

Ma ora sono passati quattro anni e tre mesi, e la ASL, sempre sul pezzo, non ha nessuna intenzione di farsi fregare da noi furbastri campagnoli, che poi il sistema va in perdita e si chiudono i prontosoccorsi. Per cui la missiva è brutale e inequivocabile: o pago entro trenta giorni i 23 euro e 10 centesimi del ticket, o scatteranno le sanzioni e il pignoramento.

E io mi vedo questi due tizi, un po’ svaccati, con un camice bianco stropicciato e macchiato di sostanze innominabili, che vengono a presentarsi alla mia porta. Uno ha un sacchetto di quelli per congelare, bello grosso, e l’altro una sega da falegname.

Siamo qui per il pignoramento.

Vogliono la mia gamba destra, tra il ginocchio e la caviglia. Posso tenermi il piede.
Hanno anche il modulo per fare domanda, successivamente, per una gamba di legno modello Long John Silver. Misura unica, stampella a parte, non coperta dal sistema sanitario nazionale.
Prima si fa la domanda, naturalmente, prima si ottiene la protesi.
Ci vorranno sei-otto mesi.

Come potete constatare, l’Astigianistan non cessa di sorprendermi con le sue meraviglie, e di ispirarmi ogni giorno nuove idee.

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  1. all’epoca a Nizza c’era ancora il Pronto Soccorso, oggi si tratterebbe di fare uan rapida corsa a 35 kilometri di distanza. 


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Vai a lavorare, barbone!

Torniamo a parlare del web per un attimo, vi và?
Mi segnalano un post su un sito che normalmente non frequento – questo qui.

In tre parole: alcuni grossi investitori pubblicitari si sono sganciati da Youtube dopo che le loro pubblicità sono state agganciate a video “poco consoni” (e non so dirvi se significhi atti sessuali contronatura con attrezzi da giardinaggio o propaganda nazista, ma insomma… poco consoni). Ne consegue che molti Youtuber hanno visto crollare i propri introiti dalla monetizzazione dei video – anche se loro magari i contenuti ce li hanno consoni assai.

tumblr_nw429o193Q1rixjg1o1_500Si tratta di una situazione che potrebbe cambiare l’aspetto di Youtube – e che rischia di lasciare alcuni youtuber senza la loro principale fonte di sostentamento. Magari a fronte dell’investimento per l’equipaggiamento necessario a fare video professionali.
Ora, dato di fatto – è un diritto delle aziende investire in pubblicità come preferiscono, e certamente, come mi è stato fatto notare, ci sono youtuber anche molto popolari che i contenuti non ce li hanno, né consoni né altrimenti, e campano di clickbait.

Quindi diciamo che esprimere un giudizio sensato sull’intera faccenda non è facile.
Ma non è degli Youtuber senza pubblicità che vorrei parlare, ma piuttosto delle reazioni all’articolo che vi ho linkato qui sopra. Continua a leggere