strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Dalle cucine del diciottesimo secolo, per tenere lontana la malinconia

Le festilenze sono passate, la campagna è triste e incrostata di brina, il freddo è tagliente, e c’è un po’ poco da fare per sfuggire alla monotonia – si legge, si scrive, si guardano film, si interagisce a distanza coi nostri simili, si mangia e si dorme, con uno stile di vita sempre più simile a quello di un gatto.
Ci si inventano lavori, si cercano nuovi hobby, e si fanno esperimenti – perché lo sappiamo, non è sempre caviale, ma variare ciò che mettiamo in tavola è un modo per dare varietà ad una esistenza che, “per cause indipendenti dalla nostra volontà”, rischia di ridursi a un ciclo ininterrotto di veglia e sonno, le giornate tutte uguali.

Vogliamo mantenere una presa anche minima sulla nostra salute mentale?
Provare a cucinare qualcosa di diverso potrebbe essere una buona idea.
Perciò – fraze… di cosa si tratta?

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Un uomo saggio mangia sempre bene

Ieri sera, per la prima volta dopo quasi tre mesi, siamo riusciti ad ordinarci un paio di pizze da asporto, e una decina di giorni or sono, andando a fare la spesa, sono riuscito a trovare le uova – erano più di sei settimane che, andando al supermertcato, lo scaffale delle uova era vuoto. Motivi per festeggiare. Certo, ho trovato le uova, ma in compenso non ho trovato lo zucchero e la farina.

Una cosa che mai avrei pensato di vedere, nel corso della mia vita – e, peggio, in prossimità della mia vecchiaia – era la scarsità di cibo, gli scaffali vuoti, le persone con i carrelli pieni di zucchero e farina, e carta igienica (perché bisogna pensare all’output, presumo, e non solo all’input). Appartengo ad una generazione che ha sempre considerato possibile che finissero i soldi, ma non i prodotti che i soldi permettono di acquistare.

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(Non) Dieci Libri #13 – Elizabeth David

Ricapitolando, l’idea è quella di parlare di (un certo numero di) libri che hanno avuto un impatto sulla mia esistenza. Che poi è uno dei temi ricorrenti di questo blog – e ci sono libri chenon compaiono in questa serie per il semplice fatto che ne ho già parlato ampiamente, e più volte, in altri post.

Ma uno degli aspetti più divertenti, del mettere assieme questa lista, è che posso parlare di libri ed autori che per me sono indispensabili, e che in generale non fanno parte del mio curriculum professionale – non insomma saggi scientifici o romanzi di narrativa fantastica. Cose come i libri di Elizabeth David.

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Una settimana diversa

C’è quel vecchio modo di dire che si sente di solito nei film – perché è tipicamente americano – se la vita ti serve dei limoni, facci una spremuta.
Ed in effetti una spremuta di limone potrebbe essere un buon sistema per incamerare delle vitamine e tenere lontano lo scorbuto, una malattia che colpiva in particolare i marinai che non avevano disponibilità di verdure fresche (e perciò di vitamine) durante le lunghe traversate nell’epoca d’oro della pirateria.

Perché anche nell’epoca d’oro della pirateria, è noto, non era sempre caviale.

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La cuociriso elettrica

Si era detto di fare un post sulla cuociriso – un po’ perché lo sappiamo che non è sempre caviale (a volte è riso), un po’ perché a quanto pare questo si sta trasformando in un lifestyle blog, un po’ perché ancora una volta questo aggeggio non ha una sua pagina Wikipedia in italiano.
E chissà poi perché.

Traduciamo allora la Wikipedia degli inglesi, tanto per aver chiaro di cosa stiamo parlando…

Una cuociriso o cuociriso a vapore è un elettrodomestico da cucina progettato per bollire o cuocere a vapore il riso. Consiste di una fonte di calore, una ciotola di cottura e un termostato. Il termostato misura la temperatura della ciotola di cottura e controlla il calore. Le cuociriso più complesse possono avere molti più sensori e altri componenti e possono essere multiuso. […] Il termine cuociriso era precedentemente applicato a utensili per la cottura del riso dedicati non automatizzati, che hanno una storia antica (una cuociriso a vapore in ceramica risalente al 1250 aC è esposta nel British Museum). Ora il termine si applica principalmente ad elettrodomestici automatici. Le cuociriso elettriche sono state sviluppate in Giappone, dove sono conosciute come suihanki (炊 飯 器).

Bello liscio.

Ma ci mettiamo subito un avviso – esiste anche una cosa chiamata cuociriso per il microonde, di base un contenitore speciale in plastica per la cottura del riso in microonde. Non mi occuperò di quello, in questo post. Continua a leggere


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Lo slow cooker

Sappiamo bene, e lo abbiamo ribadito più volte, che non è sempre caviale. Nel caso in esame, per la precisione, si trattava di un pollo – un bel pollo intero, da un chilo e mezzo pulito, soggetto di un ardito esperimento.
La domanda: è possibile fare il pollo arrosto nello slow cooker?
Ed essendo noi degli empiristi, il metodo migliore è stato provare.

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E la cosa ha causato una tale curiosità fra alcuni contatti su facebook che mi sono detto, beh, facciamoci un post. Questo è, dopotutto, un blog di servizio.

Cominciamo con quattro parole sullo slow cooker, anche noto come crock pot.
Avrei voluto mettervi qui la definizione presa da wikipedia, ma scopro con non poca sorpresa che non c’è una voce relativa sulla wikipedia italiana.
Vediamo allora quella anglosassone… Continua a leggere


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Il panino retroingegnerato

Come ho accennato nel post precedente, stavo retroingegnerando un sandwich mangiato in un ristorante di una nota catena, qualche giorno addietro, con mio fratello e con l’amico Fabrizio Borgio.

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Una volta ricostruita la ricetta (non particolarmente complicato), abbiamo testato su noi stessi il risultato (senza Fabrizio, che spero si unirà a noi in una prossima occasione), ed i risultati sono stati tutto sommato eccellenti – pur considerando l’Effetto IKEA.

L’Effetto IKEA sarebbe quel mecanismo psicologico per cui se l’ho fatto io allora è meglio. Difficile sfuggire a certe trappole.
Ma che diamine, il panino era ottimo, per cui – a grande richiesta – segue la ricetta, con alcune considerazioni. Perché come sappiamo, non è sempre caviale. Continua a leggere


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Hobby: perché bisogna pure mangiare…

Si era parlato di parlare di hobby, ma si è finiti a parlare (o a cominciare a parlare) di tempo e di denaro. Perché in fondo è quello che ci dicono dei nostri hobby, no?
Che sono uno spreco di tempo e di denaro.
Se lo fate per lavoro vi pagano, se lo fate per hobby siete voi a pagare.
Me è molto più complicato di così, e anche queste regole possono essere piegate e adattate. Perciò, cominciamo con un post su un hobby.

La premessa: l’idea, come ho spiegato in un post precedente, l’ho rubata (adattandola entro i limiti del possibile) a Scarlett Thomas, che ha scritto un libro in cui la protagonista decide di scrivere una serie di articoli dopo aver provato dipersona una serie di hobby. Ma poi forse non lo fa.
L’idea mi pareva ottima, ma giocando sul fatto che

Il ragazzo ha troppi interessi

Come dicevano i miei insegnanti, io di hobby in curriculum ne ho parecchi, alcuni che ho abbandonato, altri che pratico ancora. Per cui comincerò a scrivere di quelli.
Così, tanto per evitare il solito

Ecco, parla sempre solo di se stesso

Per cui si diceva, parliamo di un hobby. Continua a leggere