strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio #21: Train to Busan (2016)

Forse non sarà, come sostiene Edgar Wright, “il miglior film di zombie mai prodotto”, ma di sicuro Train to Busan, del 2016, ha iniettato nuova vita – si fa per dire – nei morti viventi, costruendo una storia che allinea tutti gli elementi tipici dello zombie-movie, ma sovvertendoli uno ad uno senza pietà.

In questa puntata di Paura & Delirio perleremo perciò di treni e di zombie, di genitori e figli, di famiglie, di manipolazione e rispetto del pubblico, di satira, di cosa renda diverso l’orrore coreano da quello giapponese, e di una decina di altre cose. Tra cui Brad Pitt.
Il tutto, facendo una valanga di S P O I L E R, ma senza spiegarvi il finale.
Perché noi valiamo, e voi anche.

Buon divertimento.


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Paura & Delirio #20: Outrage (1950)

Outrage, che in italiano si intitola La Vittima della Belva, uscì in America nel Settembre del 1950. Il settantennale è una buona occasione, per noi di Paura & Delirio, di passare un paio d’ore a parlare di una leggenda di Hollywood: Ida Lupino, che fu attrice (in cinema, TV e radio), sceneggiatrice, regista, produttrice indipendente, che scrisse racconti poesie e canzoni, e fu anche una brava fotografa e cantante jazz.

Oggi non se la ricorda più nessuno, ma fu Ida Lupino fu una pioniera non solo del cinema indipendente, ma anche della TV – e per questo motivo ha DUE stelle sull’Hollywood Boulevard … una per il cinema e una per la TV.
Ida Lupino fu l’unica donna a dirigere un episodio di The Twilight Zone, e l’unica artista a comparire in The Twilight Zone sia come attrice che come regista.

Outrage è anche un’ottima occasione per andare a cercare le radici nobili di quel sottogenere dell’orrore non proprio nobilissimo noto come rape & revenge, per discutere del meraviglioso senso dell’umorismo degli italiani, di film noir, di pregiudizi e psicosi, di oscuri aneddoti della storia hollywoodiana, di depressione e di mascolinità tossica, e di come un film vecchio di settant’anni – pur coi suoi limiti ed i suoi difetti – possa ancora essere rilevante nel 2020.

Ovviamente facendo un sacco di S P O I L E R.

Speriamo che anche questo episodio vi possa interessare.
Buon ascolto.


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Paura & Delirio, speciale Oscar 2025

Mi è capitato di leggere un post su un blog, la notte passata, in cui il fatto che l’Academy abbia deciso di subordinare l’assegnazione del premio Oscar per il Miglior Film all’osservanza, da parte della produzione, di un nuovo set di standard, veniva presentato come la dimostrazione del serpeggiante fascismo che ci minaccia.
Pensate un po’, per poter concorrere al Miglior Film, dal 2025, dovrete fare in modo che la vostra produzione sia più inclusiva e meno discriminatoria.
Se non è ditattura questa…

Naturalmente in certe occasioni c’è sempre il troglodita che ritiene opportuno commentare che

prendi qualunque film o serie TV dal 2000 in poi, e ci hanno dovuto mettere l’attore di colore, e poi l’asiatico…

Ed il vulcaniano.
I razzisti il vulcaniano se lo dimenticano sempre…

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Paura & Delirio # 19: Il Patto dei Lupi (2001)

Il film del quale abbiamo chiacchierato questa settimana per Paura & Delirio è basato su una storia vera – quella di un misterioso animale che a metà del settecento uccise e massacrò un centinaio di persone nella Francia meridionale.

Per parlare de Il Patto dei Lupi, di Christophe Gans, ci siamo rivisti il director’s cut, che aggiunge circa un quarto d’ora alla pellicola che è arrivata nei nostri cinema nel 2001.
E così abbiamo divagato e S P O I L E R A T O a morte su criptidi e libertinaggio, rivoluzioni e falsificazioni storiche, arti marziali e storia Francese, veleni, ventagli, Monica Bellucci e Miss Piggy.
Fra le altre cose.

Naturalmente l’episodio è disponibile anche su Spotify e su piattaforme in streaming assortite.
Buon ascolto!


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Paura & Delirio #18: Jack the Ripper (1988)

La prima vittima canonica di Jack lo Squartatore, Mary Ann Nichols, venne uccisa la notte tra il 30 ed il 31 agosto del 1888. Cento e trentadue anni dopo, ci siamo ritrovati nello spazio virtuale, Lucia Patrizi ed io, per parlare di Jack the Ripper, miniserie della BBC prodotta nel 1988, in occasione del centenario del Ripper per Paura & Delirio.
Una serie che ambiva quasi al titolo di docufiction, con materiale mai prima portato su schermo, ed un cast colossale che comprendeva Michael Caine, Lewis Collins, Armand Assante, Susan George, Jane Seymour ed una vagonata di bravi caratteristi britannici, la maggior parte di loro ad interpretare personaggi storici.

E per aiutarci a fare S P O I L E R su tutti e quattro i possibili finali che vennero girati (ed uno solo trasmesso – gli altri servivano a confondere la stampa … ed evitare spoiler), io e Lucia abbiamo pensato di coinvolgere mio fratello Alessandro, che come alcuni probabilmente ricordano è un ripperologo – una di quelle persone cioè che, per diletto – studiano i delitti dello Squartatore. Il suo contributo alla chiacchierata è stato illuminante – ed anche abbastanza macabro a tratti.

Questo atto di nepotismo senza precedenti mi impone anche di inserire qui un link per il blog di mio fratello, dove potrete trovare un migliaio di articoli e link e documenti sugli omicidi di Whitechapel.

Buon ascolto.


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E così siamo su Spotify per restarci

Primo settembre 2020 – sono felice di poter informare tutti gli interessati che Paura & Delirio, il podcast che parla (troppo) di cinema e fa un sacco di spoiler, ma non vi spiega il finale, è da oggi disponibile in streaming su Spotify. E oltre.

Grazie alle donazioni dei nostri ascoltatori (grazie!!), siamo riusciti a registrare un abbonamento per un anno a Speaker, una piattaforma di hosting che distribuisce il nostro podcast in streaming … in giro.

Paura & Delirio è al momento disponibile su

  • Speaker
  • Spotify
  • iHeartRadio
  • GooglePodcast
  • Castbox
  • Deezer
  • Podcast Addict
  • Podchaser

Siamo in attesa di essere approvati su

  • JioSaavn
  • Amazon Music/Audible

E ci stiamo ingegnando per riuscire ad attivare anche la condivisione su

  • Apple Podcast
  • Stitcher

Gli episodi di Paura & Delirio sono disponibili attraverso il feed RSS

https://www.spreaker.com/show/4380517/episodes/feed

Oltre che come sempre sulla nostra piattaforma di origine, Mixcloud

senza interruzioni pubblicitarie o che altro. Mixcloud ospiterà anche in esclusiva, per ora, gli episodi speciali e (in futuro) alcune altre novità.

E se vi piace ciò che stiamo facendo, potete offrirci un caffé, per tenerci su mentre guardiamo vecchi e nuovi film dei quali poi parleremo troppo, facendo spoiler ma senza spiegarvi il finale:
https://ko-fi.com/pauradelirio

E un doveroso e sentito grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuti fin qui.
Il bello (ne siamo convinti) deve ancora venire.


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Paura & Delirio, episodio 17: Matango (1963)

Il classico di Ishiro Honda, Matango, è l’argomento dell’episodio numero 17 di Paura & Delirio, e forse per via di quel numero infausto è stato necessario registrarlo due volte. Il risultato finale sono due ore di chiacchiere su uno dei miei film preferiti di sempre, ragion per cui subirete la mia voce più del solito.

Diretto dal “padre” di Godzilla, e ispirato a un racconto di WilliamHope Hodgson (ma non solo, come discuteremo nel podcast), Matango (anche noto come Matango il Mostro, come L’Attacco degli Uomini Fungo e come Il Fungo del Terrore) è un film incredibilmente sofisticato e stratificato, che anticipa il body horror degli anni ’70 ed è all’origine di molti temi che ritroviamo nella cinematografia giapponese successiva.

Il podcast contiene, naturalmente, S P O I L E R come se non ci fosse domani, ma speriamo che vi faccia venire la voglia di vedere (o rivedere) questo piccolo cult.


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Aspettando Matango

Il prossimo episodio di Paura & Delirio sarà dedicato a Matango, film del 1963 di Ishiro Honda ispirato a una storia di William Hope Hodgson (e non solo – ascoltate il podcast) che venne distribuito in Italia solo nel 1973 col titolo di Matango, il Mostro, e prima di allora era arrivato negli USA come Attack of the Mushroom People – perché i Malvagi Titolisti non erano, evidentemente, un fenomeno esclusicamente italiano.

Matango è certamente uno dei film ai quali sono più legato, e ricordo di aver visto le locandine di Matango, il Mostro fuori dal cinema Agnelli, a Torino, nella tarda estate del 1974 – l’Agnelli era un cinema parrochiale, per quanto d’alto bordo, e Matango era ormai uscito anche dal giro delle seconde visioni.

E proprio delle locandine mi va di chiacchierare in questa sorta di prologo al podcast. Perché la locandina originale la vedete qua sopra.
Ma in Italia le cose erano diverse.

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