strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


Lascia un commento

The Devourer Below scontato

È il mese di maggio, ed io nel mese di maggio compio glianni – e quando gli autori Aconyte Books compiono gli anni, l’editore offre i loro libri scontati su DriveThruFiction.

Perciò potete acquistare una copia digitale (in formati multipli) della collezione horror The Devourer Below, che contiene il mio racconto All my friends are monsters, con uno sconto del 60%, fino a fine mese.

Il link per l’acquisto non comporta alcuna commissione per il sottoscritto, quindi potete andare tranquilli.


5 commenti

Dal Piemonte ai Confini del Mondo

E così ci siamo, e Piemontesi ai confini del mondo: 22 storie di esploratori atipici e navigatori irrequieti, è ufficialmente disponibile – e verrà presentato al prossimo Salone del Libro di Torino.

E io non posso che prendermi un paio di minuti, nell’annunciare l’uscita di questo saggio, per segnalare il lavoro colossale fatto da editor, illustratori e grafici, un lavoro che arricchisce il mio testo di disegni opriginali, collage, fotografie e timeline, e rende questo volume una gioia per gli occhi.

Poi sì, certo, è scritto benissimo, ma naturalmente questo lo sapevate già.

Qualora siate interessati, e se non doveste riuscire a passare al Salone, potete ordinare il volume dal sito delle Edizioni Savej, seguendo il link qui sopra, senza il problema che io possa ricevere una percentuale – perché non la ricevo.
Il libro vi verrà recapitato in un pacco anonimo e potrete leggerlo di nascosto, e poi non parlarne con nessuno, in modo che i vostri amici non vi possano giudicare.

Fatelo.
È un bel libro – anche se forse non sta a me dirlo.


14 commenti

Tra Vulture City e Margaritaville

Johannes Henricus “Henry” Wickenburg era nato ad Essen, Prussia, il 21 Novembre del 1819, dove la sua famiglia possedeva una piccola miniera di carbone. Quando l’attività venne requisita dal governo prussiano, nel 1847, Wickenburg emigrò negli Stati Uniti, dove svolse l’attività di cercatore d’oro. Mentre esplorava l’area dell’Arizona nota come Vulture Montains, Henry Wickenburg scoprì quello che si sarebbe rivelato il più grande giacimento d’oro e argento nello stato, ed attorno alla miniera chiamata Vulture Mine sorse una città che prese il nome di Vulture City. Arrivò ad avere 5000 abitanti, Vulture City, e tutti i confort della vita moderna – un ufficio postale, un albergo, un saloon, una stazione di servizio, un deposito di esplosivi, un bordello, un albero al quale vennero impiccate diciotto persone nel corso della storia della città.
Tra il 1863 ed il 1942 la miniera produsse circa dieci tonnellate d’oro e sette tonnellate d’argento. E poi basta.
Una volta esaurita la miniera, la città venne abbandonata, ed è oggi una delle più famose ghost town degli Stati Uniti.

E questa non è la storia fatta coi cialtroni.
Perché a questo punto lasciamo che Henry Wickenburg vada per la sua strada (fino a fondare, pochi chilometri più in là, la città che da lui prende il nome), e restiamo per un attimo nella città fantasma.

Le città fantasma sono un caposaldo del western e, più in generale, dell’immaginario americano. Ne esistono in ogni stato dell’unione, si possono visitare, si possono acquistare su eBay o su Craigslist – c’è un tale che dall’inizio della pandemia vive da solo in una città fantasma che ha comprato, tra Nevada e California, con vista sulla Valle della Morte, e fa video su Youtube parlando della sua esperienza.
Cercatelo, che è divertente – c’è anche un fantasma autentico, a quanto pare, in quel posto.

In generale, lo abbiamo imparato al cinema o dai fumetti di Tex, le città fantasma diventano tali perché si esaurisce la miniera, perché vengono travolte da alluvioni (accadde anche a Vulture City) o altre calamità naturali, o perché – e questo è un classico – la ferrovia non passa più di qui.

Uno stato di cose che posso apprezzare – grazie alla politica di riduzione dei “rami secchi” delle ferrovie nazionali, il treno non passa più per Castelnuovo Belbo.

E in un certo senso, con il ban da Facebook che ormai si protrae da un anno e mezzo, è un po’ come se la ferrovia non passasse più da questo blog – e senza il traffico della ferrovia, senza i visitatori che arrivano col treno, questo blog è destinato a diventare come Vulture City.

E per dare un’idea – quando era possibile condividere i miei post su Facebook, i miei link commerciali mi fruttavano circa 30 euro a trimestre … ammettiamolo, non le dieci tonnellate d’oro di Vulture City, ma abbastanza per comprarmi un paio di libri che altrimenti non avrei comprato.
Il fatturato totale dei miei link commerciali negli ultimi diciotto mesi è circa 9 euro.
E considerando che Amazon mi paga al raggiungimento di 25 euro, quei soldì li vedrò probabilmente nel 2026.
Il treno non passa più di qui, la miniera si è esaurite.

Ma a quanto pare qualcuno di qui ci passa ancora, probabilmente attraversando il deserto a dorso di mulo. E il minimo che possiamo fare è tenere aperto per lo meno il saloon, per servire una bibita fresca ai viaggiatori.

Ora, uno dei mantra che mi hanno sostenuto negli ultimi anni – che, come accennato altrove, non sono stati proprio facilissimi – è “come posso usare questi ostacoli?” … in che modo posso usare le difficoltà per continuare ad andare avanti? Per avanzare anche solo di un centimetro invece di farmi ributtare indietro?

E con lo status di ghost town credo che strategie evolutive abbia anche acquisito una grande libertà – alla quale abbiamo sempre aspirato, ma che a volte è stata sacrificata: la libertà di non dover inseguire i like, di non dover compiacere l’algoritmo di Facebook o i criteri di Google. La libertà di non dover mettere giù il prima possibile almeno cinquecento parole su ciò di cui tutti stanno parlando, che sia la pandemia, la guerra, l’ultima serie Netflix o l’ultima uscita di Mondadori.
La libertà di non dover esprimere un’opinione su tutto, facendo sempre il possibile per piacere a tutti.

Guardiamoci attorno.
Il treno non passa più di qui.
Tutti, anche e soprattutto quelli che dicevano che non lo avrebbero mai fatto, si sono spostati altrove – fanno podcast, vlog, video su Tik Tok, qualunque cosa sia che si fa su Discord…

Restiamo noi, ed il suono del vento, e di notte i coyote che ululano alla luna.
O forse sono i graboid.

Ma anche, mi è venuto in mente ieri, mentre perdevo tempo bevendo un tè e guardando la pioggia, abbiamo forse raggiunto lo stato mentale auspicato a suo tempo da Jimmy Buffet in Margaritaville.

Nibblin’ on sponge cake
Watchin’ the sun bake
All of those tourists covered with oil
Strummin’ my six string on my front porch swing
Smell those shrimp they’re beginnin’ to boil

Un posto dove stare e fare ciò che ci pare.
Che per Jimmy Buffet naturalmente significa sbevazzare in maniera disordinata e rimorchiare giovani donne, per noi su strategie evolutive potrebbe voler dire continuare a fare ciò che facevamo una volta… quel che ci pare, senza stress.

Assisteremo ad un vertiginoso calo delle visite?
O si innescherà una qualche forma di passaparola?
Interessa davvero a qualcuno visitare questa città fantasma?
E perché?

Stiamo a vedere…


3 commenti

… anche detto binario di manovra

Binario Morto è una depandance di strategie evolutive, il blog che scrivo e pubblico dal 2007, e che nelle prime settimane del 2021 è stato segnalato a Facebook da qualche affezionato antifan come fonte di contenuti che incitano all’odio. Che la segnalazione sia arrivata dopo che avevo pubblicato una antica ricetta di frittelle caserecce alla pancetta non ha mai cessato di affascinarmi.


12 commenti

Un anno senza libri

Ho avuto un’altra idea storta. Perché è la fine dell’anno, perché mi sento irrequieto (sarà la mezza età che avanza, inesorabile, verso la vecchiaia) e perché ho voglia di mettermi alla prova ma senza fare troppa fatica.

C’è questa faccenda che nel 2022 leggerò 52 libri, uno a settimana, e pubblicherò qui le mie recensioni. Ve l’ho già detto. Bene così.
Ma ecco un altro piano per l’anno che viene: farò del 2022 un anno senza acquisti.

Un No-Buy Year.

Continua a leggere


1 Commento

Il titolo, la copertina e un link

E mentre noi guardavamo in un’altra direzione, la Pro Se Press ha finalmente annunciato l’uscita di The Further Adventures of Ned Land, una raccolta di storie dedicate al “re degli arpionieri” che Jules Verne mise al centro del suo 20.000 Leghe Sotto i Mari.

La raccolta include il mio racconto The Mother of Lightning, in cui Ned Land, sbarcato di fresco a Shanghai, si trova a dover affrontare il Drago del Soochow Creek. Ma è una storia un po’ più complicata di così…

Per chi fosse interessato, l’ebook di The Further Adventures of Ned Land si vende al momento per 89 centesimi di euro nel negozio di libri di mister Bezos. Dite che vi mando io.


7 commenti

Il titolo e la copertina (per ora)

Ieri, mentre ero a Nizza per fare provviste ed ammirare il nuovo Thunderdome sulla Via Maestra, la Aconyte Books ha annunciato la lista di libri in uscita per l’Estate 2022, e l’elenco contiene anche un mio libro.

Sono perciò finalmente libero di annunciare che l’estate dell’anno che viene, vedrà l’uscita del mio romanzo The Raiders of Bloodwood, parte della linea della Aconyte Books ambientata nell’universo del gioco da tavolo Descent, Leagues of Darkness.

Il romanzo è un’avventura high fantasy non troppo tradizionale, in cui una manciata di disperati malassortiti dovranno affrontare una minaccia che rischia di avvelenare il cuore del loro universo.

Sono davvero orgoglioso e felice di far parte del team della Aconyte per Descent, e in attesa che il libro arrivi sugli scaffali, eccovi qui la copertina.