strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Mare Procellarum

Sono cinquant’anni, giorno più, giorno meno, che abbiamo collettivamente messo piede per la prima volta sulla Luna. Una delle imprese più colossali compiute dalla nostra specie, una di quelle di cui dovremmo essere dannatamente orgogliosi.
E io c’ero – o per lo meno, ero seduto sul pavimento davanti alla televisione – ed ho un ricordo estremamente vago di immagini in bianco e nero e di gente che si agitava per casa. Ma sono probabilmente falsi ricordi, memorie di seconda mano.

Avevamo messo un piede sullo zerbino dell’universo.
Poi come sappiamo le cose non andarono come ci eravamo immaginati.
C’erano certamente cose più urgenti e più importanti da fare, che proseguire con l’esplorazione e la colonizzazione. Cose tipo, non so, costruire automobili più grandi.

Ma immaginare la Luna è ciò che mi paga i conti, e quindi ho scritto una storia, un racconto breve di Hard SF. Si Intitola Mare Procelarum, e l’ho appena rifilato in una varietà di formati ai miei sostenitori su Patreon.

Perché dicono che sia bello, essere miei sostenitori su Patreon.


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Senza un blog: the Earphone Diaries

Avevo bisogno di staccare – trovare qualcosa da fare che potesse servire come distrazione, per ricaricare le batterie.
E così ho creato The Earphones Diaries.

The Earphone Diaries sarà – finché dura – una serie di post brevi sulla musica che sto ascoltando.
Un post al giorno, un disco al giorno. Senza limiti di genere, senza un filo logico che non sia quello che in questo momento è nelle mie cuffie.
Ancora una volta si procede senza mappa.
E senza un blog.

Questo è un progetto da guerriglia, che potrebbe avere un clamoroso successo o morire miseramente.
Ma se vivrà, vivrà sui social – i post di The Earphones Diaries usciranno ogni giorno sul mio profilo Facebook, sulla mia pagina Instagram e sul mio Pinterest, sul mio canale Twitter.
Meno lavoro, più divertimento.

Si parte stasera dopo cena col primo disco, e vediamo cosa succede.



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Lo Zen e l’Arte di Guadagnarsi da Vivere Scrivendo

Mio fratello, che mi fa da coscienza meglio del Grillo Parlante, mi diceva ieri che devo far crescere il mio Patreon. Gli stavo dicendo che ho cominciato a seguire una ragazza giapponese che ha un canale Youtube in cui insegna il giapponese, e ha oltre 900 supporter su Patreon, per una media di 5 dollari al mese.
Io ne ho 42, di sostenitori su Patreon, persone che ogni mese si fidano di me e scommettono sul fatto che continuerò a scrivere.

“Devi fare in modo di averne di più,” mi dice mio fratello.
“Eh, non è mica facile,” rispondo io. “Questa ragazza tiene dei corsi, insegna, è chiaro che chi è interessato a imparare il giapponese la segue…”
Lui scrolla le spalle. “Anche tu tieni dei corsi sul tuo Patreon. Quella cosa della scrittura…”

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Heart of the Lizard anche su Amazon

Per chi fosse interessato, da oggi la mia novella Heart of the Lizard è anche disponibile nella bottega del signor Bezos. Il volume cartaceo è particolarmente collezionabile, mi si dice.
La mia prima storia per Four Against Darkness rischia di diventare il mio lavoro più ampiamente disponibile – siamo anche in classifica in posti in cui mai avrei pensato di comparire, come ad esempio Wargamer Vault (dove siamo entrati nella lista dei bestseller).
E sembra che l’avventura sia appena cominciata.
Restate sintonizzati.


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Il cuore della lucertola

Ho il piacere di annunciare che la mia novella Heart of the Lizard è disponibile in formato pdf sul sito di Ganesha Games. La versione cartacea arriverà a giorni.
Heart of the Lizard è una novella ambientata nel mondo di Four Against Darkness, il gioco di ruolo in solitaria creato da Andrea Sfiligoi. La novella è accompagnata da una ricca appendice di regole e mostri per trasportare la storia nel gioco. L’appendice è opera di Andrea, che è una creatura incredibile, ed ha anche illustrato il volume, e dipinto la copertina.
Non li odiate anche voi quelli così?

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Ghosts (2019)

Alison e Mike sono una coppia di spiantati proletari britannici in cerca di un alloggio ai tempi della Brexit. Quando Alison scopre di aver ereditato da una zia ricca che non sapeva di avere un villone nella campagna inglese, sembra che sia arrivata la svolta: non solo un posto in cui vivere, ma un posto da trasformare in un hotel, 18 stanze, lago e terreni circostanti adibiti a parco. Una attività, una possibilità di sistemarsi, di vivere decentemente per il resto della propria vita.

Ma non è tutto rose e fiori.
La villa ancestrale della famiglia Button è malandata, con un sacco di spifferi, le tubature che fanno i capricci, la caldaia che fa cilecca, i pavimenti che rischiano di collassare.
I piccioni hanno fatto il nido in alcune stanze.
E come se non bastasse, Buttoln Hall è infestata. Molto infestata.

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Una goccia nel mare

Sto attraversando un periodo generalmente positivo.
Così positivo che dovrò smettere di dormire da qui a settembre per coprire tutti i contratti che ho firmato. Sto seriamente pensando di adotare un sistema di dettatura per sveltire il lavoro.
Le mie storie vendono ragionevolmente.
Il mio Patreon cresce, lento ma inesorabile.
Non sono al verde. Non navigo nell’oro, ma posso sperare in un paio di mesi senza attacchi d’ansia.

E in sette giorni esatti compirò 52 anni.
La boa non l’abbiamo solo doppiata, ma ce la siamo lasciata ormai per sempre alle spalle, e ora si procede, come sempre, senza una mappa.

È per tutte queste ragioni che quando Facebook mi ha sparato il pop-up per propormi di fare una raccolta fondi per il mio compleanno, mi sono detto, perché no?
Non posso donare granché, ma ho un sacco di amici, di lettori, di follower.
Ai quali non posso chiedere dei soldi.
Non posso, davvero.
Questepersone già comprano i miei libri, mi sostengono su Patreon…
Non posso chiedere soldi.

Ma non c’è nulla di male a gettare un sasso in uno stagno, e a vedere se le onde causano qualche effetto interessante.

Perciò ho deciso di avviare una raccolta di fondi per The Ocean Cleanup, una non profit che si occupa di sviluppare tecnologie per ripulire gli oceani dalla plastica.

I motivi sono molteplici – sono un oceanografo mancato, da sempre il mare mi affascina, e ho scritto di quando in quando delle storie ambientate sopra e sotto il mare.
E, anche, ciò di cui si occupa The Ocean Cleanup è un problema globale, che ci riguarda tutti – e io ho contatti ovunque nel mondo.

Perciò, a cavallo del mio compleanno, cercherò di mettere assieme 200 euro per The Ocean Cleanup.
Una cifra irrisoria, me ne rendo conto.
Una goccia nel mare.
Ma come diceva quel tale, il mare non è dopotutto fatto di gocce?

Vi farò sapere come evolve la cosa.
Voi se avete voglia, spargete la voce.