strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Pitch

imagesUna cosa che condivido abbastanza spesso coi miei supporter su Patreon sono i pitch che mando agli editori.
Un pitch sarebbe la proposta preliminare, il messaggio che si spedisce a un editore per sentire se sarebbe interessato a pubblicare ciò che noi non abbiamo ancora scritto.
Mentre per i racconti brevi di solito un editore vuole leggere tutto il lavoro, per cose più voluminose è abbastanza normale utilizzare una forma abbreviata. Risparmiano tempo loro, e lo fanno risparmiare a noi.
Un high concept.
Una logline.
Una descrizione per sommi capi.
Un buon pitch si scrive in un pomeriggio. A volte gli editori chiedono anche una outline completa. e allora è un po’ più lungo, diciamno due o tre giorni.

Ad esempio, al momento sto finendo di lucidare un pitch per uno dei miei editori americani1, per vendergli una serie di dodici novelle. L’editore vuole il pitch per la serie, e l’outline dei dodici episodi. A seguire, spedirò il pitch per una trilogia al mio editore australiano2 – ma lui ancora non lo sa. Il pitch per l’Australia è già scritto, aspetto solo di consegnare il secondo romanzo che gli devo. Continua a leggere

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Il contenuto dei laboratori

Avevo promesso maggiori dettagli sui workshop, ed eccoli qui…

WORKSHOP

Tra l’altro, ho aggiunto un laboratorio, sulla base di un suggerimento in un paio di commenti nel post precedente – e visto il tema, lo piazzerò per primo nella lista, visto che si tratta dell’argomento più “di base” dell’intera serie.

Quindi… Continua a leggere


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Workshop – Giugno si avvicina

Si era detto che avrei fatto partire i miei workshop a metà maggio, ma per una serie di motivi complicati la cosa è slittata. Grazie al cielo la mia banca è sempre una fonte di ispirazioni e di stimoli, e quindi ecco cosa avremo in campo a cominciare dal primo di giugno.

WORKSHOP

In linea di massima – ma non diciamolo in giro – preferisco i workshop ai corsi perché il corso presuppone una autorità che io non sono troppo sicuro di avere o di volere.
Un laboratorio è una cosa diversa, perché si tratta di condividere esperienze – le mie, per ciò che valgono, e quelle dei partecipanti, che l’esperienza hanno la possibilità di farsela, di prima mano e in un ambiente controllato.
I laboratori sono anche MOLTO più a buon mercato, che non è una cosa da poco. Continua a leggere


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Corsi e workshop – cose fatte e cose da fare

Nuovi progetti1.

twprofile_400x400 (1)I corsi di scrittura e self-publishing della prima metà dell’anno si stanno concludendo, e sono stati, in linea di massima, un successo.
Abbiamo dovuto fare i conti con Google che cambia le regole dei suoi servizi in corsa2, con le connessioni ballerine e con altri problemi di cui parleremo far un attimo, ma in generale è stato un successo.
Pare che sia anche piaciuto ai partecipanti.

Ora conto di riproporre i corsi – quelli già fatti, e anche corsi nuovi – con l’autunno, e intanto intendo mantenere in piedi i workshop, che sono stati una sorpresa positiva.
Ma dovrò cambiare un po’ di cose. Continua a leggere


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Tarocchi & Scrittura

piemontese-fool-modianoAbbiamo ritrovato due dei mazzi di tarocchi della collezione di nostro padre – incluso un bel mazzo, usatissimo, di Tarocchi Piemontesi. Quelli coi quali si giocava a tarocchi al bar.
Tutti gli altri? Scomparsi.
Come ho spiegato in un post qualche tempo fa, mio padre collezionava tarocchi da gioco, e considerava una specie di bestemmia i tarocchi da divinazione.
La diferenza fra i due tipi sta nel fatto che il tarocco da gioco, o tarocco tradizionale, ha “figurati” solo i trionfi (le 22 carte uniche, dal Matto al Mondo) e le cosiddette “carte di corte” per ciascun seme: fante, cavallo, regina e re. Il tarocco da divinazione ha tutte le carte illustrate, e l’illustrazione svolge una specifica funzione nell’impiego “esoterico”.
Abbiamo accennato come almeno una parte dei mazzi da divinazione ora in circolazione traccino la propria origine nei tarocchi Smith/Waite.

Ma non parliamo della collezione di mio padre – parliamo del mio hobby. Continua a leggere


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Imparare l’inglese con i pulp

Un paio di giorni addietro un’amica mi ha chiesto di metterle assieme un corso di inglese su misura – una cosa che si possa fare online, nel tempo libero, possibilmente divertendosi.
Irrobustire l’inglese letto e scritto.
Prendere confidenza con l’inglese parlato.
Possibilmente divertendosi.
E non un corso per principianti assoluti, ma una cosa adatta a una personba che un po’ già ne mastica, e vuole migliorare.

Mi è parsa una buona idea, che potrebbe diventare un’altra fonte di introiti in questo deserto lavorativo che chiamiamo Astigianistan: l’inglese è richiesto per lavorare, come ogni altra lingua straniera, e conoscere una lingua straniera ci permette di vedere il mondo attrraverso gli oicchi di un’altra cultura: non solo abbiamo accesso ai loro libri, ai loro film, ma proprio possiamo cominciare a vedere come parlando lingue diversi si pensi in maniera diversa. È utile. Continua a leggere


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I personaggi sono piatti

Un post per spiegare un minimo di ciò che intendo fare col corso sui personaggi che parte nella seconda metà del mese. Pubblicità, OK, ma anche un paio di considerazioni generali che potrebbero – spero – interessare a qualcuno là fuori.
I commenti sono aperti come sempre.

La questione è la seguente – mi è capitato per la miliardesima volta di sentir definire certi personaggi come piatti.
E la reazione, francamente, è

E allora?

Vediamo di ragionarci. Continua a leggere