strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Laboratorio: Pitch – aperte le iscrizioni

È frequente che gli editori, in particolare gli editori stranieri, richiedano all’autore di sottoporre una proposta per un romanzo o una novella.
Di solito per le storie brevi l’editor vuole leggere il racconto completo, ma per lavori di lunghezza media e lunga (diciamo sopra le 15/20.000 parole), un pitch, una proposta sintetica, è più comodo per entrambi: per l’autore, che può mettere insieme il necessario in breve tempo e sottoporlo all’editor, e per l’editor che può valutare proposte di poche pagine invece di sobbarcarsi la lettura di un manoscritto di svariate centinaia di pagine.

Pitch

Come qualunque altra forma di scrittura, un pitch ha una struttura più o meno definita, che si può imparare ad usare e che, con un po’ di esercizio, può diventare uno strumento normale per quando si contatta un editore con una proposta.

Questo laboratorio si divide in tre parti Continua a leggere


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Hacker Russi e Pitch

È pratica abbastanza diffusa l’incolpare gli hacker russi quando le cose non vanno, e potrei farlo anch’io.
Solo che non sono proprio sicuro che siano stati gli hacker russi.
Il fatto è che per un paio di settimane l’account Gmail dal quale gestisco i workshop online ha rifiutato di lasciarmi entrare – e a quanto pare ha anche smarrito delle mail.

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La causa, a detta di chi se ne intende, potrebbe essere il plugin che uso per avere la conferma che le mail sonos tate ricevute e lette. Che funziona, tranne quando le mail vanno perse, o quando mi impedisce di accedere all’account.

Chiedo perciò scusa a tutti i miei studenti anche qui.
Ora le cose dovrebbero essere tornate a posto.

Il che mi porta alla vecchia idea del breve workshop sui pitch, ovvero come proporre il proprio lavoro prima di scriverlo (e talvolta anche dopo averlo scritto).

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Pitch

imagesUna cosa che condivido abbastanza spesso coi miei supporter su Patreon sono i pitch che mando agli editori.
Un pitch sarebbe la proposta preliminare, il messaggio che si spedisce a un editore per sentire se sarebbe interessato a pubblicare ciò che noi non abbiamo ancora scritto.
Mentre per i racconti brevi di solito un editore vuole leggere tutto il lavoro, per cose più voluminose è abbastanza normale utilizzare una forma abbreviata. Risparmiano tempo loro, e lo fanno risparmiare a noi.
Un high concept.
Una logline.
Una descrizione per sommi capi.
Un buon pitch si scrive in un pomeriggio. A volte gli editori chiedono anche una outline completa. e allora è un po’ più lungo, diciamno due o tre giorni.

Ad esempio, al momento sto finendo di lucidare un pitch per uno dei miei editori americani1, per vendergli una serie di dodici novelle. L’editore vuole il pitch per la serie, e l’outline dei dodici episodi. A seguire, spedirò il pitch per una trilogia al mio editore australiano2 – ma lui ancora non lo sa. Il pitch per l’Australia è già scritto, aspetto solo di consegnare il secondo romanzo che gli devo. Continua a leggere


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Il contenuto dei laboratori

Avevo promesso maggiori dettagli sui workshop, ed eccoli qui…

WORKSHOP

Tra l’altro, ho aggiunto un laboratorio, sulla base di un suggerimento in un paio di commenti nel post precedente – e visto il tema, lo piazzerò per primo nella lista, visto che si tratta dell’argomento più “di base” dell’intera serie.

Quindi… Continua a leggere


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Workshop – Giugno si avvicina

Si era detto che avrei fatto partire i miei workshop a metà maggio, ma per una serie di motivi complicati la cosa è slittata. Grazie al cielo la mia banca è sempre una fonte di ispirazioni e di stimoli, e quindi ecco cosa avremo in campo a cominciare dal primo di giugno.

WORKSHOP

In linea di massima – ma non diciamolo in giro – preferisco i workshop ai corsi perché il corso presuppone una autorità che io non sono troppo sicuro di avere o di volere.
Un laboratorio è una cosa diversa, perché si tratta di condividere esperienze – le mie, per ciò che valgono, e quelle dei partecipanti, che l’esperienza hanno la possibilità di farsela, di prima mano e in un ambiente controllato.
I laboratori sono anche MOLTO più a buon mercato, che non è una cosa da poco. Continua a leggere


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Corsi e workshop – cose fatte e cose da fare

Nuovi progetti1.

twprofile_400x400 (1)I corsi di scrittura e self-publishing della prima metà dell’anno si stanno concludendo, e sono stati, in linea di massima, un successo.
Abbiamo dovuto fare i conti con Google che cambia le regole dei suoi servizi in corsa2, con le connessioni ballerine e con altri problemi di cui parleremo far un attimo, ma in generale è stato un successo.
Pare che sia anche piaciuto ai partecipanti.

Ora conto di riproporre i corsi – quelli già fatti, e anche corsi nuovi – con l’autunno, e intanto intendo mantenere in piedi i workshop, che sono stati una sorpresa positiva.
Ma dovrò cambiare un po’ di cose. Continua a leggere


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Tarocchi & Scrittura

piemontese-fool-modianoAbbiamo ritrovato due dei mazzi di tarocchi della collezione di nostro padre – incluso un bel mazzo, usatissimo, di Tarocchi Piemontesi. Quelli coi quali si giocava a tarocchi al bar.
Tutti gli altri? Scomparsi.
Come ho spiegato in un post qualche tempo fa, mio padre collezionava tarocchi da gioco, e considerava una specie di bestemmia i tarocchi da divinazione.
La diferenza fra i due tipi sta nel fatto che il tarocco da gioco, o tarocco tradizionale, ha “figurati” solo i trionfi (le 22 carte uniche, dal Matto al Mondo) e le cosiddette “carte di corte” per ciascun seme: fante, cavallo, regina e re. Il tarocco da divinazione ha tutte le carte illustrate, e l’illustrazione svolge una specifica funzione nell’impiego “esoterico”.
Abbiamo accennato come almeno una parte dei mazzi da divinazione ora in circolazione traccino la propria origine nei tarocchi Smith/Waite.

Ma non parliamo della collezione di mio padre – parliamo del mio hobby. Continua a leggere