strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Unknown (1939-1943)

Ho appena postato ai miei patron un primo articolo su Unknown, la rivista che fra il 1939 ed il 1943 creò, di fatto, il fantasy come noi lo intendiamo.
Probabilmente scriverò altri pezzi del genere, per i miei sostenitori.

Ma su Patreon non posso caricare gallerie di immagini, e quindi metto qui, per tutti i taccag… ehm, per tutti coloro che non mi supportano su Patreon, una selezione di copertine della rivista, perché vedano cosa si perdono.

I miei patron sanno anche come leggere gratis tutti (o quasi) i 39 numeri di Unknown.
Perché (a volte) è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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52 Libri – le regole di campo

Prima di tutto, grazie a tutti coloro che hanno risposto e commentato.
A questo punto vedrò di portare avanti questo progetto, visto che a quanto pare a qualcuno interessa.

Fissiamo le regole.

Leggerò 52 libri, uno a settimana.
I 52 libri sono elencati in una lista che ho già fornito ai miei sostenitori su Patreon. Si tratta di ventuno opere di narrativa e di trentuno volumi di saggistica.
Non ho definito un ordine particolare, li ho proprio solo messi giù nell’ordine in cui mi sono venuti in mente.

Questa è la Lista Rigida, ovvero quella che non è negoziabile. I libri in questa lista, di riffa o di raffa, li dovrò leggere, uno alla settimana.

Ma io in un anno normalmente leggo più di 52 libri e ho intenzione di fare lo stesso nel 2022 (salvo incidenti, problemi o cose, ovviamente).

Quindi ho un altro elenco: la Lista Soft, che verrà creata man mano che procedo, comprese le riletture, i libri che leggerò per fare ricerca per eventuali progetti di scrittura, e i libri che compaiono sul mio radar e salgono in cima alla mia lista di lettura per un varietà di ragioni.

Per esempio, un’ora prima di scrivere queste righe, ho comprato due volumi che leggerò nelle prossime due o tre settimane. Totalmente inaspettato, ma beh, perché no?

Quindi, SE qualcosa della Lista Soft mi colpisce in qualche modo particolare (e lo sappiamo che succederà, vero? Certo che lo sappiamo), lo pubblicherò come un evento speciale, solo per i miei sostenitori su Patreon – che si beccheranno anche i post standard con un certo anticipo, più vari altri extra (e il resto dei benefit di Patreon, ovviamente).

Infine, intendo concedermi TRE biglietti “esci gratis di prigione”: posso eliminare tre libri dalla Lista Riigida e sostituirli con qualcos’altro; questo perché alcuni libri potrebbero risultare brutti, o noiosi, o per qualsiasi altro motivo.
Solo TRE possono essere sostituiti, quindi dovrò stare abbastanza attento.

E questo è tutto.
Iniziamo a gennaio.


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52 libri

Allora, ecco un’idea.
Ho messo insieme un elenco di 52 libri.
Di questi 49 li ho qui, o sul mio scaffale, o sul mio ereader. Gli altri tre li prenderò il prima possibile (uno esce solo ad aprile, ed è già prenotato).
Quindi l’idea era: posso leggerne (o rileggerne, in un paio di casi) uno a settimana, quindi farci un post. L’elenco è piuttosto eclettico: include romanzi e raccolte di racconti, un paio di fumetti, molta saggistica (scienza e natura, storia, politica ed economia).
Alcuni libri sono ben noti, molti altri non sono così popolari. Un paio sono piuttosto vecchiotti, una manciata sono abbastanza recenti.

Una volta letto il libro, ci scriverò sopra qualcosa. Avevo pensato di farlo come podcast, ma sono giunto alla conclusione che
a . odio la mia voce
b . Non mi piace parlare da solo
c . scrivere è più veloce

Ah, sì, e anche – d . un post sul blog non mi costa nulla, lo spazio di archiviazione di un podcast ha un costo.

Aggiungo che in questo momento la mia voglia di comunicare con le persone qua fuori è MOLTO vicina allo zero, per cui al momento il progetto è orientato a Patreon, ma chissà, come dicevo in un commento, magari le festilenze natalizie mi porteranno una ventata di ottimismo e di amore verso il prossimo.
Quindi, staremo a vedere. Dovrei trovare un modo per differenziare ciò che pubblico per i miei sostenitori e ciò che pubblico per la lettura gratis. Ma ho già un paio di idee a riguardo.
Cosa ne dite?


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Una sfida per novembre

Lo sentite anche voi, lo scricchiolio delle sedie e il cigolare degli ingranaggi mentali di migliaia di persone che si apprestanoa riversare fiumi di parole sui loro file in occasione del NaNoWriMo, il National Novel Writing Month, martoriandosi le dita sulle tastiere?

Come ho spiegato in passato, da qualche parte, io non faccio il NaNoWriMo, perché scrivere tutti i giorni è il mio lavoro di tutti i giorni. Al momento ho una campagna di 50.000 parole per un gioco di ruolo da consegnare fra otto settimane, ed un romanzo di 85.000 parole da consegnare per la fine di gennaio. Il NaNoWriMo lo lascio a chi lo fa per hobby, con l’augurio di divertirsi e la mia benedizione, per quel che vale.
E badate, non ho nulla contro il NaNoWriMo, né contro una discreta percentuale di coloro che vi partecipano. Semplicemente non fa per me perché tutti i miei Mo sono WriMo e francamente della patacca di “Vincitore del NaNoWriMo” non so cosa farmene.
Preferisco, per dire, lo StoryADayMay, in cui per un mese si scrive un racconto al giorno. Perché è una cosa più gestibile, e perché i trentuno racconti scritti in quel mese li posso vendere – Singularity, che è stato pubblicato su Shoreline of Infinity e messo in lista per il BSFAAward, l’ho scritto in un pomeriggio, a maggio.

Però, però, però…

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Anthony lavorava da un verduriere…

Uno degli effetti più spiacevoli del blocco che ormai da alcuni mesi mi impedisce di condividere i miei post su Facebook è la poca voglia di scrivere dei post.
Il che è probabilmente ingiusto nei confronti di chi magari avrebbe voglia di leggere le mie chiacchiere (ammesso che ancora ci sia e non si sia cercato altre forme di intrattenimento), ma è davvero un problema reale.
Per cui l’idea per qualcosa di cui voler parlare mi viene anche, ma poi scatta il “sì, ma a che pro?”
La scarsità di commenti è un altro fattore, ma è certamente conseguenza del blocco – meno persone scoprono i miei post, meno persone li leggono, menopersone commentano.
Un lento ma inesorabile processo di desertificazione.

È vero, condivido passando per Tumblr – piattaforma che a momenti neanche mi ricordavo che ancora esiste.
Scrivo il post su strategie evolutive, posto il link su altre strategie, condivido il post su tumblr su Facebook.
Bello liscio.
O quasi.
La prima reazione alla mia prima condivisione di un post di Tumblr su facebook è stata

Noooo, Tumblr noooo!

Ed in effetti non è che stia andando proprio benissimo.

Poi, oggi, mi sono ricordato conto che i post su Patreon si possono condividere sia su Facebook che su Twitter.
E già li faccio, dei post su Patreon – anche se non tanti quanto mi piacerebbe (è stato un anno terribile).
Vero, i post Patron-only li possono leggere solo i miei sostenitori, ma quelli liberi li possono leggere tutti – e per me cosa cambia, se invece di leggerli su WordPress li leggete su Patreon?

OK, cambia che per me l’interfaccia di Patreon è un po’ di legno, ma a parte quello?
E magari qualcuno potrebbe addirittura decidere di sostenermi.
Sarebbe bello – il tentativo di zittirmi potrebbe finire col fruttarmi qualche lira.

Ecco, potrei fare i post che fino a qualche mese fa avrei fatto su strategie come post liberi su Patreon, e poi fare dei post Patron-only – insieme con la condivisione dei miei appunti di scrittura, i miei racconti, e tuitto il materiale extra che in maniera irregolare infliggo ai miei sostenitori.

Dopotutto, stavo già considerando l’opzione di usare Patreon come piattaforma per il mio prossimo corso …

E questo è un primo esperimento – questo post esce su Patreon (unpo’ prima) e poi su strategie.
Vediamo cosa succede.

(ah, naturalmente i post su Patreon saranno bilingue, perché è bello essere miei sostenitori)

Perché alla fine la soluzione pare essere quello che fece Anthony che lavorava in una drogheria, in quella vecchia canzone…


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Si avvicina il mio compleanno…

… e mentre sono travolto da diecimila cose, ho pensato come l’anno passato di fare un episodio speciale di Paura & Delirio, solo per i miei sostenitori su Patreon.
Patreon è stato in questi anni un sostegno – non solo materiale – incredibile per me, e io mi sento sempre in qualche modo in difetto con i miei sostenitori. Ora, per i mesi a venire, sono pronti una serie dipost, un paio di racconti in esclusiva, e l’episodio speciale di Paura & Delirio è una cosa divertente, e che speriamo che piaccia.
Lucia ha accettato di farmi da spalla, ed a questo punto ci siamo detti che era il caso di lasciare la scelta ai diretti interessati.

Perciò ho appena chiesto ai miei sostenitori su Patreon di scegliere un film fra

Jason and the Argonauts, film del 1958 di ray Harryhausen, uno dei grandi classici del fantasy hollywoodiano.

Shadow of the Cat, film Hammer che proprio a maggio compie sessant’anni, e che pochi ricordano, con una splendida Barbara Shelley.

E per ultimo, The Gorgon, del 1964, sempre della Hammer, sempre un film atipico, sempre con Barbara Shelley, ma con in più Christopher Lee e Peter Cushing.

E a questo punto perché non aprire la votazione anche ai lettori del mio blog?
Ditemi la vostra nei commenti – ma tenete presente che ciascun voto da Patreon ne vale almeno due qui sul blog.

O avete altri suggerimenti? I commentisonoa perti.


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Terra di fantasmi e ladri

Secondo il Nosferatu di Murnau, la Transilvania è “una terra di fantasmi e ladri” che, ammettiamolo, non è la migliore pubblicità turistica che si possa inventare, ma è certamente intrigante. Stavo guardando il film e quando quella definizione è apparsa sullo schermo, ho interrotto la visione domandandomi che tipo di paese potesse essere, e quali storie si potrebbero scrivere al riguardo.
E poiché da qualche giorno non vedevo l’ora di scrivere qualcosa solo per il gusto di scriverlo, ho dedicato due ore a scrivere un racconto. Non una storia ambientata in Transilvania, intendiamoci, ma sicuramente una storia ambientata in un paese di fantasmi e ladri.

È un breve fantasy, forse un po’ convenzionale, ma è stato comunque un buon esercizio e un modo divertente per trascorrere qualche ora lontano dal tetro (in senso buono) mondo di Murnau. Poi l’ho tradotto in italiano, e ora entrambe le versioni sono state pubblicate sulla mia pagina Patreon, per far divertire i miei clienti.

Sono stato un pessimo Creatoire su Patreon per tutto il 2020, in parte a causa di vari problemi personali, in parte perché scrivere storie da poter vendere alle riviste ha avuto la precedenza. Seguendo lo standard attuale, le storie pubblicate su Patreon contano come “precedentemente pubblicate” per la maggior parte delle riviste e, di conseguenza, vengono pagate a una tariffa ridotta. Questo normalmente non è un problema quando la mia produttività è al livello normale, perché posso scrivere sia per le riviste che per Patreon senza troppi sforzi. Ma quando la mia produzione ha subito una battuta d’arresto nel 2020, è diventato un problema.

Ma in questo momento tutto sembra tornato alla normalità e ci sono altre storie in arrivo, sia per il mercato generale, sia per i miei sostenitori su Patreon.
Scrivere è di nuovo divertente. Leggere… ah, questo dovrete dirmelo voi.


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Romanzo in cinque giorni, non ce la posso fare, ma…

In base al mio attuale conteggio delle parole (32.000), è evidente che non sono in grado di scrivere e editare un romanzo, dal concepimento alla bozza finita, in cinque giorni. Certo, ho avuto alcuni incidenti che mi hanno fatto perdere tempo lungo la strada e finirò con una solida novellalunga, che necessiterà ancora di una revisione approfondita.
Ma un romanzo per un totale di 50.000 parole pronto per il caricamento su Amazon in 5 giorni?
No.
Oggi dovrei cominciare a rivedere e riorganizzare il testo, ma non ha senso farlo su un testo incompleto.

Per me, il limite per quel tipo di impresa è di sette giorni, e in questo mi trovo più in linea con Writing a novel in seven days di Dean Wesley Smith. Una settimana intera è più il mio genere di cosa: cinque giorni sono troppo stretti se non puoi isolarti completamente dal mondo esterno.

Ma mentre altri problemi si profilano durante il fine settimana (inclusa una scadenza per una rivista alla quale voglio assolutamente provare a vendere una storia), tagliandomi le gambe sull’ultimo chilometro della mia maratona, ci sono ancora alcuni punti salienti dell’intera esperienza, e questo è un bene. Vediamo…

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