strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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OK, facciamo un esperimento

A titolo completamente ipotetico, diciamo che io abbia 100 euro da bruciare, cento sonanti monete da un euro disposte in dieci ordinate pile da dieci. Non si tratta di una cifra astronomica, ma per me non è una cifra da nulla. Per incassarla devo come minimo vendere una flash fiction a un mercato professionale.
Ma ipotizziamo che ci siano, qui sulla mia scrivania, 100 euro che urlano per essere spesi.

La domanda è, cosa scelgo fra:

  • Un corso di storytelling con Neil Gaiman.
  • Un corso di narrativa young adult con R.L. Stine
  • Un corso di scrittura creativa con Margaret Atwood
  • Un corso di scrittura focalizzato alle storie brevi di Joyce Carol Oates
  • Un corso di creatività e film-making con David Lynch

Un bel dubbio, eh?
Certo, con poco più di quindici euro, sulla piattaforma Masterclass, potrei avere accesso a TUTTI i corsi (questi, più gli altri sessanta al momento disponibili, da Penn & Teller che insegnano magia a Gordon Ramsey che mi insegna a cucinare a Helen Mirren che mi insegna recitazione), ma restiamo su una cifra modesta e per me gestibile – 100 euro, un corso.
Su cosa li spendo, questi ipotetici 100 euro?

E no, questa non è una pubblicità occulta per Masterclass – come potete vedere non ci sono link o altre cose. E non si tratta di voler fare concorrenza sleale a chi ci offre corsi di scrittura con un cartellino del prezzo a tre zeri.
È che non ci si può mai fermare nello sviluppare la nostra professione, bisogna tenersi aggiornati, imparare nuove cose, mi piacerebbe, seguire un corso di scrittura tenuto da qualcuno davvero bravo, oltretutto a un prezzo onesto, ma la scelta… ah!


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Non ci sono testimoni, non ci sono colpevoli

Un breve post improvvisato per la fine dell’anno.
Tutto parte da un video fatto dal mio vicino di cella Alex Girola…

Non ho molto da aggiungere al video se non questo: ho letto in giro commenti di persone che sostengono che Alex avrebbe dovuto pensare ai fatti suoi.

E lo sappiamo, “fatti i fatti tuoi” è la regola che nel nostro paese si tramanda di padre in figlio da generazioni. Per questo viviamo in un paese in cui non esistono testimoni, non esistono colpevoli.

Ma al di là del fatto che l’osservazione sul pensare agli affari proprii potrebbe suonare – alle orecchie di una persona meno caritatevole del sottoscritto – come una implicita ammissione di colpa… al di là di questo, Alex sta pensando ai suoi affari, perché sta denunciando una pratica che lo danneggia.
E che danneggia me, e ogni altro scrittore autoprodotto.
E che danneggia tutti i lettori.
Tranne quelli che, da bravi picciotti, si fanno i fatti loro.

Per questo motivo ho voluto condividere il video.


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La Ghigliottina del Vento

Fra qualche giorno i miei sostenitori su Patreon riceveranno la loro copia de La Ghigliottina del Vento, una novella con la quale celebrerò il secondo anno di Patreon e che andrà a far parte del mio progetto Sette Vite.
Le storie del progetto riprendono alcuni personaggi di mie serie – la prima storie è stat un racconto di Buscafusco, e poi verranno una storia di Aculeo & Amunet, una storia del Corsaro e così via. In alcuni casi, si tratterà della prima volta che questi personaggi compaiono in italiano.

La Ghigliottina del Vento è un caso particolare, perché fa parte di una serie, ma è anche il primo episodio di questa serie. Si tratta quindi di un debutto.

Ieri i miei sostenitori hanno avuto modo di leggere il primo capitolo della nuova storia.
Oggi ho pensato di condividerlo anche qui.
Si tratta di una traduzionemolto veloce di un capitolo non ancora editato, ma chissà, forse desterà la vostra curiosità.
Buona lettura.

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Una donna con un passato

A giorni uscirà una mia nuova storia, che per il momento non ha ancora un titolo. Fa parte del progetto Sette Vite, per cui i primi a vederla, entro la fine del mese, saranno i miei sostenitori su Patreon.
E poiché da un po’ strategie languiva, ho pensato di postare qui la prima parte della postfazione, in cui racconto come la storia – che è la prima di una serie – abbia preso forma.
Nell’ipotesi che a qualcuno possa interessare.

La postfazione fa più o meno così…

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Open Outline, un esperimento di scrittura

Ho avviato un nuovo esperimento, su Patreon, coinvolgendo i miei sostenitori. Una cosa che ho deciso di chiamare Open Outline. Ho la fortuna di poter contare sul supporto di un gruppo di persone molto molto in gamba, e quindi mi è parsa una buona idea quella di metterli a lavororare per me.

L’Open Outline funzionacosì: il primo del mese (oggi, ad esempio), io posto un incipit, diciamo più o meno la prima pagina di un racconto. I miei sostenitori sono invitati a dirmi la loro. Farmi domande, certo, ma anche proporre sviluppi, suggerire comela storia potrebbe andare avanti. Fornire opinioni e dettagli sui personaggi, sui luoghi. Alla fine della settimana, le idee migliori verranno inserite negli appunti della storia, e ne ricaveremo qualche indicazione su come il racconto debba proseguire.
E poi partiremo con un secondo giro di brainstorming.
E poi di nuovo.

In questo modo, alla fine del mese io avrò un pool di idee e di situazioni, ed idealmente una sorta di delineatura, del mio racconto – racconto che scriverò e presenterò ai miei sostenitori il mese successivo.

Si tratta di un ottimo esercizio, che mi obbliga a restare flessibile ed adattabile, ed a scrivere comunque, qualunque cosa arrivi sul mio piatto, e come il mio esperimento dell’anno passato, con l’amico Fabrizio Borgio, quando ci trovammo un giorno d’estate a scrivere una storia ciascuno, a macchina, a partire da un’idea fornita dal pubblico… come Tastiere Roventi, dicevo, anche Open Outline è un modo per mostrare come ci sia ben poco di mistico nel lavoro di chi scrive.

Non è come rintanarsi in qualche fumoso locale per scrivere nella notte, sorseggiando rhum e ascoltando jazz in compagnia della Musa.
È rischioso, imprevedibile, e divertente.
E badate, a me piace il jazz… questo però è più divertente.

E chissà che non attiri altre persone sul mio Patreon.
Perché sapete cosa dicono, vero…?


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La dignità delle puttane

Quanto segue è una versione accorciata ed editata di unpost che i miei follower su Patreon hanno ricevuto pochi minuti fa.
Poiché è bello essere miei sostenitori su Patreon, la loro versione è completa – e si va ad incastrare in una cosa che si chiama Nuts & Bolts – lo zen e l’arte di scrivere per pagare i conti.
O qualcosa del genere. Si tratta di una serie di articoli (14, finora) con cadenza per lo meno mensile, spesso bisettimanale. esclusivi per i miei sostenitori, per parlare di quegli aspetti della scrittura che di solito non si trovano coperti nei manuali.
Ma questo argomento specifico mi interessa, questo post è (anche) una risposta alla mia amica Silvia, e quindi metto la versione raccordiata qui per tutti.

Questo post è iniziato con una conversazione che ho avuto con la mia amica Silvia, una conversazione che è iniziata a causa di questa copertina e di questo libro.

Ammetto di non conoscere l’autrice, né la coautrice/ghostwriter menzionata in copertina. Capisco che si tratti di una sorta di instant-book pubblicato (dal più grande editore in Italia) per capitalizzare sulla popolarità dell’autrice, che sarebbe la giovane donna in copertina.
Dal titolo possiamo presumere che non sia un libro di cucina o una raccolta di meditazioni zen, ma chi lo sa?

La mia amica Silvia ha pubblicato la copertina di cui sopra e ha notato …

Io ho solo una domanda che mi frulla in testa: ma per il ghostwriter ne vale la pena?

La mia amica Silvia
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Non c’era nulla di sbagliato nel piano

Questo non è il post che avrei voluto scrivere – avevo voglia di raccontarvi di quella volta che per un soffio non diventai un esperto di calcestruzzo refrigerato, ma quella magari ce la teniamo per un’altra puntata.
Oggi vorrei cominciare parlando di musica, per poi finire naturalmente in un posto molto diverso, e magari ci scappa anche il calcestruzzo…

E sì, questo dipende (anche) dal fatto che The Earphones Diaries è partito ormai da 36 ore e non se lo sta filando nessuno, ma non importa perché è molto divertente andare a scavare nella mia vecchia collezione di vinili e CD e tirar fuori cose che non ascoltavo da vent’anni almeno.

Musica, si diceva…

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L’altra faccia del lifestyle

C’è molta gente, lo ripetiamo spesso, che vuole lo stile di vita e non il lavoro di scrittura. Non le lunghe ore alla tastiera, le mail di rifiuto e le trame che divagano e non arrivano da nessuna parte, ma piuttosto le interviste, le presentazioni e le sessioni autografi, il mescolarsi con la bella gente in luoghi esotici, le macchine veloci e il cibo da gourmet.

Alcuni di costoro probabilmente avrebbero invidiato il modo in cui ho passato la notte dello scorso sabato, seduto attorno a un tavolo in una pizzeria con un gruppo di scrittori, parlando (tra le altre cose) di aristocratici russi squilibrati, strani studenti portoghesi e delle copertine dei romanzi rosa.

Queste sono grandi opportunità, per trovare divertimento e istruzione, e buon cibo.
Quindi, sì, mi possono invidiare.
Ma c’è un rovescio della medaglia.

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