strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Santi & Fattucchiere – un preview

Un assaggio della storia scritta su commissione, per ringraziare chi fin qui ha sponsorizzato il progetto e chissà, convincere altri a fare altrettanto.

Selection_688Santi & Fattucchiere è una storia di Buscafusco, l’investigatore sui generis che opera nella Valle Belbo in una serie di storie che sto pubblicando in inglese.
Come tutte le storie di Buscafusco – Women & Children e Ghosts & Shadows, di prossima uscita – anche questa ha un doppio titolo, ma a differenza di quelle altre stoirie, la struttura è nuova.
Le storie “inglesi” di Buscafusco sono costruite con una struttura intrecciata, e in ciascun racconto il protagonista si occupa di due casi contemporaneamente. Per Santi & Fattucchiere, trattandosi di una storia più lunga, ho deciso di variare almeno in parte la struttura. Il caso sarà unico (il furto delle reliquie di Sant’Ugone da Montefeltro), ma ci saranno due indagini in parallelo, quella eterodossa di Buscafusco, e quella istituzionale assegnata al Maresciallo Li Causi, abituale comprimario di questa serie.
Inutile dire che le due tracce andranno a ricongiungersi nel finale.

Ma il finale è ancora da scrivere.
Ecco allora il terzo capitolo, nella sua prima stesura grezza, in cui incontriamo il Maresciallo e il suo fido aiutante, l’appuntato Gallina, sul luogo del delitto.

Buona lettura. Continua a leggere


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Crowdfunding – che genere per la storia-bonus?

E così si diceva… visto che il tempo c’è, perché non ringraziare i miei sponsor aggiungendo una seconda storia al crowdfunding?

20.000/30.000 parole, in formato ebook multiplo (epub, mobi, pdf), consegnata attorno al 15 di settembre (giorno più, giorno meno).
E scritta appositamente.

Come scegliere il genere?
Beh, io so cosa mi piacerebbe sapere, ma visto che mi hanno definito mercenario, come dicono i britannici

chi paga il pifferaio, sceglie la canzone.

E allora ecco un sondaggio, a scelta multipla, per generi. Continua a leggere


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Santi & Fattucchiere – una settimana dopo.

E così siamo a una settimana dall’avvio del crowdfunding per Santi & Fattucchiere e i risultati mi hanno lasciato assolutamente sorpreso.
Mi sento un po’ come Sally Field.
Era Sally Field, vero?
Sì, era Sally Field.

Il lavoro sulla novella procede conunbuon ritmo nonostante la calura, e se la struttura si sta complicando, mi sto divertendo a riscrivere la storia e la geografia dell’Astigianistan per adattarlo alle mie esigenze – prima fra tutte quella di non vedermi piovere delle molotov in cortile.

Se riuscirò a stare nei tempi – e credo proprio che ci riuscirò – allora a questo punto credo che tre mesi siano davvero tanti.
Mi sa che dovrò aggiungere un secondo ebook al primo.
Un altro volume di 20/30.000 parole potrebbe starci, tra qui e settembre.
E questa volta potrei far scegliere per lo meno il genere ai lettori del mio blog.
Che sareste voi.

Che ne dite?

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Finesettimana a Casale

Fa un caldo infernale, c’è una umidità da giungla tropicale, e io ho qui sei casse di libri della Acheron.
Nel weekend, il 17 e 18 del mese (in altre parole, fra circa 36 ore), mi sistemerò Casale Comics & Games, che come si può intuire dalla locandina è una fiera di fumetti e di giochi che si tiene al castello di casale Monferrato, dove mi sistemerò (spero al fresco) a gestire lo stand della Acheron Books.

Se per caso passate da quelle parti, venite a trovarmi – si fanno quattro chiacchiere, vi vendo un paio di libri…
Pensateci su.


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È qui la festa? – un insolito regalo di compleanno

La settimana passata, parlando della cordata di amici cospiratori che hanno tentato – contro ogni logica – di procurarmi una connessione a internet decente nel posto in cui vivo, ho accennato al fatto che questa è stata solo una delle cospirazioni che hanno preso vita attorno al mio cinquantesimo compleanno.

E mentre un gruppo di idealisti si scontrava con la patetica realtà tecnologica dell’Astigianistan, un altro gruppo di vecchi amici – loschissimi individui associati alla rivista LN ed alla antologia ALIA – hanno pensato che invece di mettermi dei soldi in una busta, come facevano i nonni una volta, o regalarmi una cravatta e un dopobarba, sarebbe stato meglio pensare a qualcosa di più specifico e… interessante.

Vuoi campare scrivendo?
E allora scrivi. Continua a leggere


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42000 parole in 7 giorni: giorno 7

E così è andata.

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Le 9000 parole dell’ultmo blocco hanno portato via buona parte del pomeriggio e tutta la serata. Non starò a dire che è stata una allegra passeggiata perché non lo è stato. È stato lungo, e difficile, perché si trattava di tirare le fila di tutto, accoppare malamente, ma proprio malamente un personaggio al quale in fondo ero abbastanza affezionato e uno che invece detestavo con passione, e riuscire a chiudere la storia in maniera soddisfacente.
Per lo meno soddisfacente per me.
La parte che mi è piaciuta di più: usare un elemento della trama buttato lì nel giorno 2 per risolvere una bella scena d’azione, e riciclare un’idea scartata il giorno 3 per la grande baraonda finale.
Ora sarà necessario dare una bella rilettura per assicurarsi che tutte le date collimino, che non ci siano personaggi che cambiano nome, colore dei capelli, età, sesso o statura nel corso della storia, e tutto quanto.
Sarebbe imbarazzante.
Già ho scoperto, dopo un rapido controllo, che Better Never Told si svolge in una settimana con due martedì.
Ooooops!
È il genere di cosa che succede, scrivendo di getto, ma che non dovrebbe arrivare al pubblico.
Anche perché se ci arriva, poi dire tanto è fèntesi non basta.

Come ci si sente arrivando alla fine?
Stanchi e curiosi.
Curiosi di vedere cosa ne verrà fuori quando tutto sarà sistemato.
E quali effetti potrà avere sul mio lavoro di scrittore questo esercizio, e l’impostazione mentale che richiede.
Sto già facendo progetti.

E oggi non è stata una giornata infruttuosa: sono anche riuscito a scrivere le prime 2000 parole di un racconto che, non ancora uscito – e neanche finito (il target sono 4500 parole) – ne ha già ispirato un altro, di un altro autore.
Perché io valgo.

A dire il vero, in questo momento ho solo voglia di vedermi un film, e poi magari domani leggere un libro (ho qui un interessante fantasy atipico…)
Ma ho un paio di lavori da consegnare domani (uno già pagato), e quindi credo che chiuderò qui.

Oh, sì, dimenticavo: 43409 parole.
Per la Science Fiction Writers of America, un romanzo.
Non mi posso lamentare.


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42000 parole in 7 giorni, giorno 6

OK, devo ammettere che non ci credevo.
Ho cominciato a crederci nel momento in cui ho visto i numeri – 1200 parole in 33 minuti.
A quel punto ho capito che avrei potuto farcela anche stasera, e che potrei farcela davvero a chiudere questa storia e poi magari anche a riuscire apubblicarla in tempi umani (non in due anni come Beyul Express).

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E mentre scrivevo, nelle ore passate, ho anche avuto una piccola e inadeguata rivelazione, su ciò a cui serve davvero questo tipo di esercizio. Continua a leggere


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42000 parole in 7 giorni, giorno 5

Prima o poi doveva capitare, e un grosso buco logico si è aperto nella trama della mia storia.
Ora, la pratica generale, in questi casi, sarebbe qwuella di decidere cosa bisognerebbe cambiare per tappare il buco, annotarselo, considerare il buco tappato, e continuare a scrivere come se il buco non ci fosse.
Poi, a prima stesura finita, si torna indietro in fase di revisione, e si sistemano i pezzi che non si incastrano.
Bello liscio.

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Ma io non ho dato retta al buon senso, e nel momento in cui la trama si è piantata – complice una mancanza di concentrazione dovuta a vari problemi privati – invece di tirare avanti, sono tornato indietro.

Risultato – 6300 parole scritte in sei ore, dalle otto di sera alle due del mattino. E a quel punto, spossato e stanco, ho incassato il bonus di 700 parole accumulato in questi primi giorni, ed ho chiuso ad un totale di 25004 parole.
Come da programma – grossomodo.

Restano due giorni di lavoro, e le due tappe dolomitiche di 8000 e 9000 parole.
17000 parole su un totale di 42000, grossomodo i due quinti del totale.
Il grosso della trama ormai è piazzato, i colpi di scena sono pronti, la protagonista è relativamente disorientata, stanca e spaventata (la capisco, oh, se la capisco), e si avvicina il momento di chiudere tutto.

Eppure resta divertente, nonostante la fatica e i problemi.
Arriveremo in fondo, in un modo o in un altro.

E considerando che, contando anche i lavori pagati e i post del blog oggi ho scritto un totale di quasi 12.000 parole, posso sentirmi comunque più che discretamente soddisfatto.