strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il giorno della memoria…

… è quasi finito, ma la memoria non si deve limitare a un solo giorno. Rubo perciò l’idea e la foto ad un’amica, e posto qui questa, come ausilio per la memoria.

Questi erano i sorveglianti ad Auschwitz.
Non delle creature disumane, non dei mostri partoriti da qualche direttore del make-up in un film di serie B.
Il Male non ha sempre le zanne e l’acido al posto del sangue.
A volte fa il cretino con una fisarmonica, e le ragazze ridono, e mostrano le caviglie, e si balla.

E questa non è una giustificazione.
È un’aggravante.
Perché significa avere sentimenti ed emozioni umani, ma averne escluso una parte dell’umanità, decidendo che non è, dopotutto, umana. E così facendo, a quell’umanità si rinuncia. Per qualche ora.
È solo lavoro. Stiamo solo eseguendo gli ordini.


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In un jazz club, di notte, mentre fuori piove

Accenanvo durante la mia intervista con l’amico Flavio Troisi, che una parte consistente del lifestyle dello scrittore – contrapposto al lavoro dello scrittore – consiste nel trascorrere lunghenotti insonni, in un bar fumoso, con un gruppo jazz in sottofondo, circondati di affascinanti creature in adorazione, e scrivere a mano su una Moleskine usando una penna stilografica vintage. Perché è così che fanno i veri scrittori.

Ma naturalmente il COVID ha messo temporaneamente un freno a tutto questo – niente locale notturno, niente jazz combo, niente affascinanti creature.

Per ovviare a questo problema – che sta certamente incidendo in manierta estremamente negativa sulla produttività di tutti quei colleghi che non riescono a scrivere in casa, in pigiama ed arrotolati in una coperta – credo possa essere utile questo video su Youtube: otto ore di suoni di sottofondo di un bar, con musica jazz, mentre fuori piove. Il caffé, l’atmosfera fumose, le affascinanti creature e la Moleskine dovrete metterceli voi. Ma è un inizio.


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In coda per il BSFA Short Fiction Award

L’editor della rivista Shoreline of Infinity, che ha rfecentemente pubblicato la mia storia intitolata Singularity, mi ha appena comunicato che il mio racconto è stato inserito nella long list per il premio della British Science Fiction Association per il miglior racconto breve pubblicato nel 2020.
Ed è vero – non è un errore.

È la prima volta che il mio lavoro riceve un riconoscimento di questo genere – anche solo riuscire ad arrivare nella lista lunga è, per me, un qualcosa di inimmaginabile.
E sono in compagnia di un gruppo di autori eccellenti, un paio dei quali sono fra i miei autori preferiti.
È folle.

E così, mi pareva il caso di farci un post.



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Qualcosa da fare per il mese quadrato

La cosa parte da alcuni commenti e post colti in rete nelle settimane passate: da una parte, qualcuno fa notare come Febbraio sarà un mese “quadrato” – ventotto giorni, quattro settimane, comincia al lunedì e finisce una domenica – e dall’altra un paio di contatti che chiedono consigli su quale possa essere una nuova competenza pratica che si possa imparare agevolmente in un mese, e poi esercitare per divertimento e profitto nei mesi successivi.

E io mi dico, perché no?
Perché non dedicare il tempo libero di Febbraio (un mese ancora troppo freddo per uscire a fare quattro passi o per avviare per bene l’orto), ad impartare qualcosa di nuovo?
E così mi sono messo a guardarmi attorno – cercando qualcosa da fare che abbia costi di avvio minimi e una curva di apprendimento non troppo assassina.

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La lista di suggerimenti per Natale

Perché se hai un blog che parla di libri, devi fare la lista di libri per Natale, o così dicono quelli bravi.
Solo che questo è strategie evolutive, e quindi di liste nen faremo due – o magari tre. Una oggi, per i libri cartacei da regalare, una la sera di natale, per gli ebook che potete ordinarvi alla svelta per uso personale (o spedire come regalo – meglio di un biglietto d’auguri), ed una prima dell’Epifania, di cose a basso costo (diciamo sotto i 5 euro, magari anche sotto i 2), che potete mettere nella calza della Befana.
Magari cose ovvie, ma chi può dire… vediamo.

A questo giro, libri di lusso (o quasi), metà in italiano – più un paio di cose diverse.
Vediamo…

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Shoreline of Infinity #19 è disponibile

Ne avevamo parlato qualche giorno addietro, quando il numero 19 di Shoreline of Infinity era prenotabile: orala rivista è disponibilke per l’acquisto, sia in castaceo che in digitale.
Ci sono dentro un sacco di ottimi racconti, incluso uno che ho scritto io.
Perché quello è ciò che faccioper pagare i conti.

Buona lettura!


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Buoni propositi per l’anno nuovo: una gita al Pharo

E se io cominciassi a portarmi avanti, e a mettere in cantiere i buoni propositi per il 2021 a dicembre del 2020?
Chi ha tempo non aspetti tempo, e tutto quel genere di cose, e complici un paio di disavventure lavorative, il tempo al momento è tutto quello che ho, ma magari a gennaio le cose cambieranno.
E allora avanti…

Come di solito succede quando mi trovo sepolto qui fra i colli dell’Astigianistan con un sacco di tempo libero, raggomitolato sotto ad uno spesso strato di coperte, con una teiera fumante e il vuoto esistenziale che ulula nella notte, avevo pensato di seguire un corso di qualche genere. Imparare una lingua, magari – magari il coreano.
È interessante il coreano.

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