strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Crowdfunding – che genere per la storia-bonus?

E così si diceva… visto che il tempo c’è, perché non ringraziare i miei sponsor aggiungendo una seconda storia al crowdfunding?

20.000/30.000 parole, in formato ebook multiplo (epub, mobi, pdf), consegnata attorno al 15 di settembre (giorno più, giorno meno).
E scritta appositamente.

Come scegliere il genere?
Beh, io so cosa mi piacerebbe sapere, ma visto che mi hanno definito mercenario, come dicono i britannici

chi paga il pifferaio, sceglie la canzone.

E allora ecco un sondaggio, a scelta multipla, per generi. Continua a leggere


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Santi & Fattucchiere – una settimana dopo.

E così siamo a una settimana dall’avvio del crowdfunding per Santi & Fattucchiere e i risultati mi hanno lasciato assolutamente sorpreso.
Mi sento un po’ come Sally Field.
Era Sally Field, vero?
Sì, era Sally Field.

Il lavoro sulla novella procede conunbuon ritmo nonostante la calura, e se la struttura si sta complicando, mi sto divertendo a riscrivere la storia e la geografia dell’Astigianistan per adattarlo alle mie esigenze – prima fra tutte quella di non vedermi piovere delle molotov in cortile.

Se riuscirò a stare nei tempi – e credo proprio che ci riuscirò – allora a questo punto credo che tre mesi siano davvero tanti.
Mi sa che dovrò aggiungere un secondo ebook al primo.
Un altro volume di 20/30.000 parole potrebbe starci, tra qui e settembre.
E questa volta potrei far scegliere per lo meno il genere ai lettori del mio blog.
Che sareste voi.

Che ne dite?

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Santi & Fattucchiere, giorno zero

E siamo partiti.

Novantatré giorni, o se preferite tre mesi come segnala anche il contatore qui a destra (o qui sotto, se state leggendo questa pagina su uno smartphone).

WordPress non mi permette purtroppo di inserire il widget interattivo ultracool che si aggiorna da sé di Produzioni dal Basso, e quindi dovremo accontentarci di una cosa artigianale – la pagina del progetto, con una descrizione di massima, è qui.

Riassumendo – una storia di circa 30.000 parole, intitolata Santi & Fattucchiere consegnata entro 93 giorni1 a tutti coloro che faranno una donazione.

Su suggerimento di molti di voi, sto cercando un modo per riuscire a fornire anche una versione cartacea a coloro che ne faranno richiesta e doneranno… bah, diciamo più di una cifra x ancora da stabilire.
Ma ne parliamo con calma.

Una volta scaduti i 93 giorni, la storia non sarà più disponibile in nessuna forma per almeno un anno, e poi si vedrà.

Che dire – buttateci un occhi, e pensateci su.

E grazie!


  1. non diciamolo troppo forte, ma conto di averla pronta per molto prima, salvo incidenti. 


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Perfidia

Quindi, si diceva, l’idea era di scrivere una storia a comando, e agganciarla a una piattaforma di crowdfunding, e vedere cosa succede.
Buon compleanno.
Perciò ho chiesto ai cospiratori di darmi loro un’idea dalla quale partire per scrivere una storia.
Perché così è molto più divertente – per me e, si spera, per chi vorrà leggere.

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E pensavo a quella volta che poposero ad Harlan Ellison di scrivere in una giornata una storia che doveva avere come tema la mummia atlanteana di ventimila anni incinta.
Cose che i primi dieci minuti non li passi a fissare la pagina bianca, li passi a domandarti ma che diamine…
Però è divertente. Continua a leggere


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Efficienza e cortesia

E poi dicono dove trovi le idee per le tue storie?

Nel marzo del 2013 rimasi vittima di un incidente che richiese una rapida corsa al Pronto Soccorso di Nizza Monferrato1, dove le infermiere mi rappezzarono a dovere.
Ne parlai qui.

Stamani, la ASL di Asti ha provvediuto a recapitarmi una lettera dal tono piuttosto minaccioso.
Pare che io quella sera del 15 marzo 2013 non abbia pagato il ticket per la mia “operazione cardiovascolare” ( = fasciarmi la gamba).
Ed in effetti è vero: non pagai un centesimo.
Non solo nessuno mi chiese di pagare il ticket, ma quando io chiesi se ci fosse qualcosa da pagare, mi assicurarono che non c’erano ticket di sorta. Né mi accennarono a pagamenti di ticket in sospeso nelle settimane successive, quando mi presentai per le visite di controllo.

Ma ora sono passati quattro anni e tre mesi, e la ASL, sempre sul pezzo, non ha nessuna intenzione di farsi fregare da noi furbastri campagnoli, che poi il sistema va in perdita e si chiudono i prontosoccorsi. Per cui la missiva è brutale e inequivocabile: o pago entro trenta giorni i 23 euro e 10 centesimi del ticket, o scatteranno le sanzioni e il pignoramento.

E io mi vedo questi due tizi, un po’ svaccati, con un camice bianco stropicciato e macchiato di sostanze innominabili, che vengono a presentarsi alla mia porta. Uno ha un sacchetto di quelli per congelare, bello grosso, e l’altro una sega da falegname.

Siamo qui per il pignoramento.

Vogliono la mia gamba destra, tra il ginocchio e la caviglia. Posso tenermi il piede.
Hanno anche il modulo per fare domanda, successivamente, per una gamba di legno modello Long John Silver. Misura unica, stampella a parte, non coperta dal sistema sanitario nazionale.
Prima si fa la domanda, naturalmente, prima si ottiene la protesi.
Ci vorranno sei-otto mesi.

Come potete constatare, l’Astigianistan non cessa di sorprendermi con le sue meraviglie, e di ispirarmi ogni giorno nuove idee.

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  1. all’epoca a Nizza c’era ancora il Pronto Soccorso, oggi si tratterebbe di fare uan rapida corsa a 35 kilometri di distanza. 


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È qui la festa? – un insolito regalo di compleanno

La settimana passata, parlando della cordata di amici cospiratori che hanno tentato – contro ogni logica – di procurarmi una connessione a internet decente nel posto in cui vivo, ho accennato al fatto che questa è stata solo una delle cospirazioni che hanno preso vita attorno al mio cinquantesimo compleanno.

E mentre un gruppo di idealisti si scontrava con la patetica realtà tecnologica dell’Astigianistan, un altro gruppo di vecchi amici – loschissimi individui associati alla rivista LN ed alla antologia ALIA – hanno pensato che invece di mettermi dei soldi in una busta, come facevano i nonni una volta, o regalarmi una cravatta e un dopobarba, sarebbe stato meglio pensare a qualcosa di più specifico e… interessante.

Vuoi campare scrivendo?
E allora scrivi. Continua a leggere


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Lo spazio è vasto

 Un po’ di astronomia in quest’epoca che non guarda più al cielo con meraviglia – io comincio a patire davvero questo negazionismo scientifico, sapete?
Perciò, proviamo a fare un po’ di cultura.
Solo un po’.

Space is deep cantavano gli Hawkwind. E avevano ragione.
E io ho trovato questo interessante giochino che consiglio a tutti, come esercizio per l’estate, da fare magari in spiaggia coi ragazzi.
Per capire quanto sia profondo, e vasto, lo spazio.
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42000 parole in 7 giorni: giorno 7

E così è andata.

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Le 9000 parole dell’ultmo blocco hanno portato via buona parte del pomeriggio e tutta la serata. Non starò a dire che è stata una allegra passeggiata perché non lo è stato. È stato lungo, e difficile, perché si trattava di tirare le fila di tutto, accoppare malamente, ma proprio malamente un personaggio al quale in fondo ero abbastanza affezionato e uno che invece detestavo con passione, e riuscire a chiudere la storia in maniera soddisfacente.
Per lo meno soddisfacente per me.
La parte che mi è piaciuta di più: usare un elemento della trama buttato lì nel giorno 2 per risolvere una bella scena d’azione, e riciclare un’idea scartata il giorno 3 per la grande baraonda finale.
Ora sarà necessario dare una bella rilettura per assicurarsi che tutte le date collimino, che non ci siano personaggi che cambiano nome, colore dei capelli, età, sesso o statura nel corso della storia, e tutto quanto.
Sarebbe imbarazzante.
Già ho scoperto, dopo un rapido controllo, che Better Never Told si svolge in una settimana con due martedì.
Ooooops!
È il genere di cosa che succede, scrivendo di getto, ma che non dovrebbe arrivare al pubblico.
Anche perché se ci arriva, poi dire tanto è fèntesi non basta.

Come ci si sente arrivando alla fine?
Stanchi e curiosi.
Curiosi di vedere cosa ne verrà fuori quando tutto sarà sistemato.
E quali effetti potrà avere sul mio lavoro di scrittore questo esercizio, e l’impostazione mentale che richiede.
Sto già facendo progetti.

E oggi non è stata una giornata infruttuosa: sono anche riuscito a scrivere le prime 2000 parole di un racconto che, non ancora uscito – e neanche finito (il target sono 4500 parole) – ne ha già ispirato un altro, di un altro autore.
Perché io valgo.

A dire il vero, in questo momento ho solo voglia di vedermi un film, e poi magari domani leggere un libro (ho qui un interessante fantasy atipico…)
Ma ho un paio di lavori da consegnare domani (uno già pagato), e quindi credo che chiuderò qui.

Oh, sì, dimenticavo: 43409 parole.
Per la Science Fiction Writers of America, un romanzo.
Non mi posso lamentare.