strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’altra faccia del lifestyle

C’è molta gente, lo ripetiamo spesso, che vuole lo stile di vita e non il lavoro di scrittura. Non le lunghe ore alla tastiera, le mail di rifiuto e le trame che divagano e non arrivano da nessuna parte, ma piuttosto le interviste, le presentazioni e le sessioni autografi, il mescolarsi con la bella gente in luoghi esotici, le macchine veloci e il cibo da gourmet.

Alcuni di costoro probabilmente avrebbero invidiato il modo in cui ho passato la notte dello scorso sabato, seduto attorno a un tavolo in una pizzeria con un gruppo di scrittori, parlando (tra le altre cose) di aristocratici russi squilibrati, strani studenti portoghesi e delle copertine dei romanzi rosa.

Queste sono grandi opportunità, per trovare divertimento e istruzione, e buon cibo.
Quindi, sì, mi possono invidiare.
Ma c’è un rovescio della medaglia.

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Senza una mappa

È una specie di post a reti unificate, questo – ne sta uscendo uno simile su Karavansara. Simile ma non uguale, perché cambiando la lingua cambia tutto, i ritmi, i toni. Si conserva, speriamo, il significato. Il post di là si chiama Uncharted, e giocherà sull’equivoco dei motori di ricerca e farà un disastro di visite fra i gamers o i fan di Sarah Bareilles. Questo no.

Fra un paio di giorni sarà l’8 di Maggio, e il terzo anniversario della morte di mio padre, la data che segna anche l’inizio della mia attività come scrittore a tempo pieno. Prima ero un geologo (prevalentemente disoccupato) che scriveva nel tempo libero. Poi, conto in banca azzerato, nessuna prospettiva di “un lavoro vero”, scrivere è stata una scelta di sopravvivenza.

E si è trattato di un percorso non pianificato, un viaggio “a sentimento”, senza una mappa. Senza traguardi o piani a lungo tempo che andassero oltre il pagare i conti prima che arrivassero i solleciti di pagamento.
Come diceva quel tale, fin qui tutto bene.

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Aiutati che dio ti aiuta

Sto leggendo due libri, in questi giorni, uno durante la pausa del pranzo ed uno durante la cena. Mio fratello sta seguendo una studentessa cinese alla quale sta facendo tutoring per la programmazione in Android (meraviglie del telelavoro), e quindi viviamo con fusi orari diversi. Se devo mangiare da solo, posso per lo meno godere della compagnia di un buon libro.

A pranzo sto leggendo Monkeys with Typewriters, gli appunti del corso sul romanzo tenuto da Scarlett Thomas all’Università del Kent. Mi piacciono i libri della Thomas, ed il suo “manuale di scrittura” si sta rivelando estremamente interessante. Le radici universitarie si vedono, non è la solita zuppa a base di show don’t tell e POV – ci sono tutti gli argomenti fondamentali, ma trattati in maniera diversa dal solito.
Ottimo.

Curiosamente ho ripensato alla Thomas qualche giorno addietro (prima, in effetti, di acquistare con un buono il suo manuale), quando mi sono trovato a discutere con alcuni contatti oltremanica della recente reazione che si sta sviluppando contro i cosiddetti manuali di self-help. Quelle cose del tipo Come Farsi degli Amici e Influenzare la Gente, ma anche i corsi di lingue su CD, le diete e i manuali per riordinare la casa e la guida alla lettura dei tarocchi. Ricade tutto, merceologicamente parlando, nel calderone del self-help.

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L’oscuro destino del quoll

Nel post di ieri, ho detto che il quoll dalla coda a pois è una creatura reale, sta bene e vi saluta tutti. Nei commenti, Melocipede (solo uno dei molti lettori malfidenti di strategie che ha interrotto la lettura per verificare che non lo stessi perculando inventandomi il quoll quale novello sarchiapone – devo davvero avere una pessima fama come blogger) ha osservato

il quoll comunque l’ho cercato su wikipedia prima di arrivare a metà e lo dà prossimo alla minaccia, quindi magari non sta proprio un fiore.

Melocipede

Ed è vero. L’habitat del quoll si sta riducendo anno dopo anno – la povera bestiola ha sempre meno spazio in cui vivere, sempre meno risorse.
Esistono essenzialmente due meccanismi legati all’estinzione, uguali ed opposti – uno è la contrazione dell’habitat, per cui c’è sempre meno spazio in cui la specie possa vivere, e l’altro è l’espansione esplosiva per cui la specie prolifera al punto che arriva ad occupare completamente lo spazio a sua disposizione. Alla fine il risultato è lo stesso.

Se il secondo meccanismo vi suona familiare, è perché è quello che sta succedendo a noi.
Anche noi non è che stiamo proprio un fiore.

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Non si torna indietro

Oggi, mentre migliaia di giovani scendevano in piazza in giro per il mondo per segnalare la loro preoccupazione per le condizioni di salute del nostro pianeta, stimolati dall’esempio di una ragazzina che si chiama Greta, io ero seduto in una sala d’aspetto ad aspettare, solo per poi sentirmi dire che no, ci dispiace, ripassa.

Buona parte della giornata buttata, in altre parole, ma per solidarietà verso i ragazzi che manifestavano, mi sono messo in tasca un bel paperback spesso, da leggere nell’attesa: No Turning Back, di Richard Ellis, un volume del 2004 che un tempo si trovava a prezzi stracciati, ma ora costa caro anche in ebook.

Il libro di Ellis parla di una cosa che voi non capite.
Parla di estinzione.

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Allora vi faranno male per niente

Poi dicono che la realtà supera sempre la fantasia. Abbiamo appena ricevuto una visita da unrappresentante di unalocale compagnia di sicurezza privata. Stanno facendo il giro delle abitazioni dell’area, ci ha spiegato, per offrire un servizio di vigilanza personalizzato – telecamere, allarmi, unità di risposta rapida (che sarebbero due tipi parcheggiati in auto da qualche parte nel raggio di dieci chilometri, e che arrivano se suona l’allarme).

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Natale 2018

Anche quest’anno, come tutti gli anni, noi qui a casa i regali ce li scambieremo all’Epifania. È una specie di tradizione, la nostra, perché nostra madre compiva gli anni il 7 di Gennaio, e allora noi la festeggiavamo il giorno della Befana. Nostra madre non c’è più – sono davvero passati già dieci anni? – ma noi continuiamo a scambiarci regali il 6 Gennaio.

E sì, qualora ve lo steste domandando, questo è il post di Natale di strategie evolutive. Auguri, auguri.

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A grande richiesta…

Stamani, la mia amica Silvia ha fatto un post su Facebook consigliando alcuni libri per Natale, e fra questi anche BUSCAFUSCO: Santi & Fattucchiere.

Ora, BUSCAFUSCO: Santi & Fattucchiere è fuori stampa da settembre, e Silvia ha segnalato anche questo ai suoi follower, suggerendo loro di chiedermi di tornare a renderlo disponibile.
E loro lo hanno fatto.

A questo punto sarebbe una pessima idea non prendere nota delle richieste del pubblico.

Sono perciò felice di annunciare che BUSCAFUSCO:  Santi & Fattucchiere è nuovamente disponibile per l’acquisto, esclusivamente in formato cartaceo, su Amazon.it
Perfetto come regalo.
Non possiamo garantire che il volume vi arrivi in tempo per Natale, ma arriverà certamente per la Befana – il che è abbastanza in linea col personaggio.

Per chi fosse invece interessato all’acquisto dell’ebook di BUSCAFUSCO:  Santi & Fattucchiere, il romanzo è disponibile su Gumroad, in versione epub, mobi e pdf, DRM-free. 
Così potete regalarlo a chi vi pare (perché su Amazon nonpotete regalare ebook)

Inutile dire che i miei supporter su Patreon potranno acquistare la versione ebook a un prezzo fortemente scontato.
Perché è bello essere miei supporter su Patreon.