strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Leggere quando i soldi scarseggiano

Si parlava, nei commenti di ieri, di come continuare a leggere quando i soldi scarseggiano.
Ho pensato allora di tradurre alla svelta e aggiornare – ma non molto – un post fatto un anno fa sul mio blog in inglese. Così, per iniziare.

Leggere è un vizio, un’abitudine che è difficile … anzi, è impossibile perdere. Sono stato un lettore per tutta la vita, ho iniziato a sei anni e non sono più tornato indietro. Fumetti, romanzi, saggistica, riviste, blog, il retro dei pacchetti di corn flakes …
Quando ero al liceo ho saltato spesso il pranzo per risparmiare soldi per i libri. Ma era facile, perché sapevo che avrei trovato la cena pronta quando fossi tornato a casa.
Quando finalmente ho ottenuto un lavoro retribuito, mi sono fissato un fondo mensile per i libri. Qualcosa intorno ai 100 euro – il che significa cinque libri cartacei, o otto/dieci libri tascabili, o un sacco di ebook al mese.
Quando il gioco si è fatto duro, intorno al 2014, l’ho tagliato a cinquanta, poi a venti. E quella cifra doveva fare spazio anche a Kickstarters.
Poi, a maggio del 2016, le cose sono andate molto male, e mi sono ritrovato a 0 fondi per l’intrattenimento – perché mettere il pane sul tavolo e pagare le bollette era più importante che comprare libri.

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Fondamentalmente significava smettere di botto.
Ma non proprio. Ho trovato un modo per aggirare anche quello e ho continuato a leggere.
Ora le cose vanno meglio, ho una franchigia mensile di 10 euro per i miei libri, e quello che segue è un elenco di strategie che ho usato e che sto usando per continuare a leggere mentre si è senza una lira. Come procurarsi la dose, se volete.
Forse qualcuno è interessato.
E siete invitati ad aggiungere i vostri trucchi e le vostre tattiche per risparmiare sui libri nei commenti.
Cominciamo. Continua a leggere

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Hobby

Si era detto fare più post per arginare l’avanzata delle tenebre, poi come al solito le cose hanno preso una piega diversa. Vediamo di metterci in pari.
Hobby.
Voi ce l’avete un hobby? O tre?
74b61c034e9d8767fc607094155e7c1eL’idea è venuta fuori la notte passata, mentre finivo di leggere Il Nostro Tragico Universo, di Scarlett Thomas.
Attorno a pagina 300-e-rotti l’autrice (per mezzo della protagonista) si lancia in una lunga tirata – una delle tante lunghe tirate nel libro – sull’importanza degli hobby contrapposti e in effetti come alternativa al self help.
Cosa che mi è parsa interessante.
Con la faccenda dell’importanza degli hobby ci avevo già avuto a che fare l’anno passato, quando avevo seguito un MOOC su come affrontare la vecchiaia in maniera sana – avere un hobby tiene lontana la demenza, che non è cosa da poco. Aiuta anche a superare i traumi che la vecchiaia ci infligge, primo fra tutti la perdita delle persone care, e la solitudine.
Quindi sì, è bello avere un hobby.
Ci mantiene sani di mente. Continua a leggere


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L’Incidente del Ponte

Era il cinque aprile del 1968.
Quattro giorni prima era stato l’anniversario della fondazione della RAF, ma il governo britannico di Harold Wilson aveva deciso di non festeggiare la ricorrenza perché in fondo la RAF non contava più nulla – era arrivata l’era del missile balistico intercontinentale: più letale, più preciso, e in generale più economico. Niente piloti, niente sprechi.
Ma era il cinque aprile, dicevamo.
La base aerea di Tangmere stava per essere chiusa, e una squadriglia di caccia FGA.9 si levò in volo diretta alla sua nuova destinazione, la base di West Rynham, passando sopra a Londra.
E fu a questo punto che le cose si fecero interessanti. Continua a leggere


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Il ritorno degli Orrori

Come precedentemente minacciato, le prime sei storie della Valle Belbo sonoora disponibili in un bel volume in brossura che farà da tie-in con il sourcebook sul quale ci metteremo al lavoro nelle prossime ore.

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Gli Orrori della Valle Belbo è un trade paperback di 242 pagine che il signor Bezos vende – o comincerà a vendere nelle prossime 72 ore – al modico prezzo di dodici banconote da un euro.
Giusto in tempo per metterlo nell’uovo di Pasqua.


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Corso di Worldbuilding, il Ritorno

Visto il notevole successo (evviva!) del Corso di Worldbuilding di strategie evolutive, è mia intenzione riproporlo a partire dal 16 di Aprile.

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Il primo corso è stato molto divertente, ed abbiamo imparato un sacco di cose, per cui a questo giro l’offerta sarà leggermente diversa… più ampia, e articolata in vari moduli indipendenti. Continua a leggere


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Tutti hanno bisogno di un hobby

stickman-151357_960_720Ho parlato in passato della mia inettitudine al disegno, dei miei disorganizzati e personali tentativi di aggirarla, e come io attribuisca l’uccisione delle mie capacità ad una scuola che alle elementari privilegiava la parola scritta rispetto alla grafica, e che tra medie e superiori mi fece subire insegnanti ai quali di insegnare interesava poco o nulla, e che partivano dal presupposto che le foto fossero sbagliate se ciò che mostravano non si adeguava alle loro aspettative.

Poi nei giorni passati sono successe tre cose. Continua a leggere


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Balbuzie

Due sere fa mi sono messo a balbettare.
Non era mai successo prima, e mi ha abbastanza preoccupato.
In prima battuta, perchè quando capitano certe cose, il mio primo pensiero corre a qualche processo neurologico degenerativo o a qualche cortocircuito nervoso/circolatorio.
Ictus. Ischemia.
Non è bello.
In secondo luogo, perché mettermi a balbettare per la furia incrina irrimediabilmente la mia immagine universale di impassibilità zen.

Il fatto è questo: stavo discutendo di un paio di problemi riscontrati recentemente con un mio studente, e la reazione dei miei interlocutori è stata

Tanto ormai ti ha pagato, no?

E io mi sono messo a balbettare. Continua a leggere


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Pixie

12-Le-PenduFra le tante, troppe cose delle quali nostro padre si liberò durante gli ultimi mesi di malattia c’era anche, abbiamo scoperto, la sua collezione di tarocchi.

Per nostro padre i tarocchi non avevano nulla di mistico. Erano carte da gioco, un gioco antico e tradizionale praticato nelle campagne piemontesi. Un gioco al quale lui, che aveva una mente matematica spaventosa, era molto bravo.
Aveva anche vinto dei premi – e sono spariti anche quelli, finiti a casa di chissà chi.
Ma a tarocchi ai vecchi tempi si giocava a soldi, e come nostro padre usava ripetere

C’è gente che ci si è giocata delle cascine intere.

ruota-della-fortuna-tarocchiPer nostro padre quindi il tarocco era il Tarocco di Marsiglia, quello tradizionale da gioco.
Io ai tempi gli avevo regalato due mazzi, per la sua collezione, un Lenormand e un Waite-Smith, che erano stati accolti con una freddezza sufficiente a scoraggiarmi dal contribuire ulteriormente alla collezione.

Oggi come oggi i tarocchi Waite-Smith sono lo standard – per lo meno nel mondo anglosassone – per ciò che riguarda la divinazione.
Ne esistono edizioni splendide.
Gli americani lo chiamano Tarocco Rider.
I più lo chiamano Tarocco Waite.
Ma io lo chiamo Tarocco Waite-Smith, ed è di Smith che parliamo oggi. Continua a leggere