strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Differenze

Stando alla mia amica Maria Grazia, una delle ricerche più gettonate al momento su Google è

differenza tra Orgoglio e Dignità

ed è abbastanza triste che ci si debba ridurre a cercarlo su Google.
Per chi se li fossi persi, i due termini hanno il seguente significato

Orgoglio
Il termine orgoglio si riferisce ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito all’incapacità di ricevere umiliazioni e alla gratificazione conseguente all’affermazione di sé, o di una persona, un evento, un oggetto o un gruppo con cui ci si identifica.
Un’espressione comune, sinonimo di orgoglio, è “avere un’alta opinione di sé”.

Dignità
Con il termine dignità, ci si riferisce al valore intrinseco dell’esistenza umana che ogni uomo, in quanto persona, è consapevole di rappresentare nei propri principi morali, nella necessità di liberamente mantenerli per sé stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta.

Sì, sono due cose abbastanza diverse.
E voi mi direte che sono strano, ma all’idea di qualcuno che cerchi queste differenze… Continua a leggere


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42000 parole in 7 giorni, giorno 5

Prima o poi doveva capitare, e un grosso buco logico si è aperto nella trama della mia storia.
Ora, la pratica generale, in questi casi, sarebbe qwuella di decidere cosa bisognerebbe cambiare per tappare il buco, annotarselo, considerare il buco tappato, e continuare a scrivere come se il buco non ci fosse.
Poi, a prima stesura finita, si torna indietro in fase di revisione, e si sistemano i pezzi che non si incastrano.
Bello liscio.

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Ma io non ho dato retta al buon senso, e nel momento in cui la trama si è piantata – complice una mancanza di concentrazione dovuta a vari problemi privati – invece di tirare avanti, sono tornato indietro.

Risultato – 6300 parole scritte in sei ore, dalle otto di sera alle due del mattino. E a quel punto, spossato e stanco, ho incassato il bonus di 700 parole accumulato in questi primi giorni, ed ho chiuso ad un totale di 25004 parole.
Come da programma – grossomodo.

Restano due giorni di lavoro, e le due tappe dolomitiche di 8000 e 9000 parole.
17000 parole su un totale di 42000, grossomodo i due quinti del totale.
Il grosso della trama ormai è piazzato, i colpi di scena sono pronti, la protagonista è relativamente disorientata, stanca e spaventata (la capisco, oh, se la capisco), e si avvicina il momento di chiudere tutto.

Eppure resta divertente, nonostante la fatica e i problemi.
Arriveremo in fondo, in un modo o in un altro.

E considerando che, contando anche i lavori pagati e i post del blog oggi ho scritto un totale di quasi 12.000 parole, posso sentirmi comunque più che discretamente soddisfatto.


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42000 parole in 7 giorni: giorno 4

La giornata è cominciata con la cucina allagata – mai un buon modo per iniziare la giornata.
Risolta la questione allagamento conabbondante uso di carta di giornale e di segatura (e per niente aiutati dal fatto che oggi ha piovuto tutto il giorno), la giornata è stata abbastanza pesante per vari impegni previsti e imprevisti, e per il comportamento quantomai erratico della rete.penne-allarrabiata
È stato impossibile cominciare a scrivere prima di cena, e così, dopo aver organizzato delle rapide e alquanto soddisfacenti penne all’arrabbiata, mi sono messo al lavoro solo alle otto.
Target del giorno, 6000 parole.
Tante. Continua a leggere


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42000 parole in 7 giorni: giorno 2

Problemi tecnici.
In un certo senso.
Durante la giornata ho lavorato a una traduzione e cominciato a rivedere le bozze del nuovo volume di Hope & Glory, e poi alle sei ho staccato, ho riaperto il mio file e ho cominciatoi a scrivere.
Mezz’ora, una buona scena da 500 parole. L’ideale per scaldarsi.

tortellini-alla-gigi-5988Poi ho preparato cena – tortellini, visto che era il 25 aprile e volevamno festeggiare.

Alle otto meno venti ero pronto a ripartire, e a mettere giù le 3500 parole che mi mancavano per raggiungere il tareget.
Ma a questo punto mi chiama un’amica, per la quale mesi addietro avevo messo in piedi un blog.
Nei mesi trascorsi lei ha deciso che il blog così com’è non le piace più, ed ha provato a riorganizzarlo, se non che non sa proprio comelo vorrebbe.
Il risultato sono i supermostri,e così stasera mi chiama e io per un’ora e venti mi ritrovo a fare l’help desk. Continua a leggere


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Scrittura e prostituzione

But when she’s sleeping alone
she dreams of cleansing her soul

… non si trova, su Youtube, Ruby, cantata da Ute Lemper nel suo album Sabotage, splendida canzone, con i suoi toni noir (come gran parte dell’album), e prodotta da Van Dyke Parks.
Peccato, perché Ruby sarebbe davvero on-topic

Allora, la questione che è venuta fuori su Facebook è che qualcuno si è messo a parlare di scrittura e prostituzione. Che non è proprio un’idea nuovissima, ammettiamolo, ma non è poi alla fine un discorso sbagliato.
Poco elegante, forse, certo non proprio il massimo, ma si tratta di un modello che ha il suo perché: vendere intrattenimento.

La frase incriminata faceva più o meno così:

Autopubblicarsi e definirsi scrittori è come andare a puttane e definirsi playboy.

E qui francamente ho cominciato a storcere il naso, né la risposta

Essere pubblicati da una casa editrice e definirsi scrittori è come essere portati a un puttan-tour dagli amici e definirsi playboy.

è riuscita a impressionarmi positivamente.
Perché se è lecito – per quanto antipatico – parlare di scrittura e prostituzione, è anche vero che c’è un errore alla base dell’intero discorso. Continua a leggere


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Perché il Barbera non sarà mai come il Bordeax

Mi piacerebbe fare una conferenza. Mi trovo nella splendida posizione di essere la persona giusta nelposto giusto, quindi perché non dovrei?
La mia conferenza si intitolerebbe

Perché il Barbera non sarà mai come il Bordeaux

Qui dove sono seduto in questo momento, dopotutto, sone le Terre del Barbera, quale posto migliore?
Nizza Monferrato sarebbe la sede ideale – il cuore del territorio del Barbera di Nizza, circondato da una costellazione di aziende vitivinicole e cantine sociali, con una nascente industria del turismo enogastronomico…

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Non servirebbero grandi cose – una sala con un po’ di sedie, a voler esagerare un proiettore per poter mostrare qualche slide.
Si tratterebbe di una cosa leggera, della durata di un’oretta, per parlare del territorio, della storia geologica, dei criteri attraverso i quali si definisce il terroir, del perché il Bodeaux sia il Bordeaux e il Barbera sia il Barbera.
Proprio a voler fare le cose per bene, si potrebbe cercare un complice, fra i vignaioli locali, o nelle cantine sociali del territorio, per fornire anche una degustazione del vino che rappresenta il terroir di Nizza.

L’ideale una cosa del genere sarebbe naturalmente farla a pagamento, ma come recita il mantra nazionale, non ci sono soldi per la cultura, quindi potremmo anche farla gratis, con la scusa di ottenere un poco di visibilità1, e per restituire al territorio un po’ di ciò che mi ha dato in tutti questi anni.

terroir cover smallSarebbe anche una buona occasione per spingere un poco il mio libriccino, Terroir: il Sapore della Terra, che è uscito da poco e non pare abbia destato tutto questo grande interesse2.
Se ne potrebbero stampare una trentina di copie, da vendere a fine conferenza.

Non sarebbe difficile, non credete?
Vediamo cosa ne viene fuori?

Oh, sì, è vero – a parlarne così in pubblico, sul mio blog, il rischio è che in capo a un paio d’ore qualcuno si fiondi a fare il tour delle cantine sociali e in una settimana metta in piedi Perché il Barbera non sarà mai come il Bordeaux, senza averne le competenze ma sulla scorta di una grande simpatia e di un paio di amicizie giuste.
Ma è un rischio che sono disposto a correre.
Anche perché quando (non se, quando) la conferenza verrà annunciata – che sia io a tenerla, o qualcun altro – non mancherò di segnalarlo qui sul mio blog, così ne potremo riparlare.


  1. certo, aiuterebbe se il giornale locale non sbagliasse a scrivere il mio nome (in effetti complicatissimo) come è già accaduto in tre occasioni precedenti. 
  2. ma ha una recensione a cinque stelle, della quale sono grato e orgoglioso. 


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Animali nevrotici e dove trovarli

La versione breve

A Castelnuovo Belbo, ridente (ma cosa avrà poi da ridere?) località della Valle Belbo1.

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La versione lunga

Diciamo che poiché in questo paese la connessione a internet è una cosa che capita ad altri2, succede che normalmente dalle sei del pomeriggio fino a più o meno le undici di sera, collegarsi a Internet diventi pressocché impossibile.
Inviare una mail richiede una dozzina di tentativi, aggiornare il blog è improponibile, e Pinterest vi fa una bella pernacchia perché non ha abbastanza banda per visualizzare le immagini.
La cosa non è un grosso problema, a livello di comunità, visto che la parte attiva della popolazione a Castelnuovo ci viene solo per dormire, e gli hoi polloi trascorrono la loro vita in una beata inconsapevolezza, seduti fuori dal bar ad aspettare di morire.
Ma se voi siete persone che magari con internet ci lavorano, allora dovete lavorarci fra la mezzanotte e le sei del mattino. Continua a leggere


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Perché la fiducia è tutto

«Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum»

Lo ha detto il Ministro del Lavoro.
E io lo sapevo che c’era qualcosa che non andava. Lo sapevo lo sapevo lo sapevo.
E tutti a dirmi di ripulire il curriculum, di riorganizzarlo, reimpaginarlo, al limite di mentire – mentire sull’età, sulle qualifiche e sulle esperienze, sull’indirizzo di casa, sui miei hobby e sui miei interessi.

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E invece sarebbe bastato mettersi a giocare a calcetto.
Perché la fiducia è tutto.
Non  ci si può fidare, se non si gioca a calcetto assieme.
Che orribile buco nel mio portfolio, che carenza inammissibile – io non gioco a calcetto.
Che poi, detto da uno che è appassionato di pallamano… Continua a leggere