strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Preoccupazioni

Questa sera terrò una breve presentazione riguardo alla nuova legge sul copyright che avrebbero dovuto votare ieri al Parlamento Europeo, ma poi per non rendere la mia presentazione superflua, il Parlamento Europeo ha deciso di rimandare.
Io non sono un guru su queste cose, mi sono semplicemente informato, e ci avevo fatto un post un paio di settimane addietro. All’epoca non ne stava parlando nessuno, qui da noi.
Per cui quando i responsabili della Biblioteca di Vaglio Serra hanno dovuto trovare uno che potesse spiegare la cosa al pubblico, hanno chiamato me.

E a dire il vero ero abbastanza preoccupato, riguardo a questa presentazione, perché col baccano che è venuto fuori dopo l’oscuramento di Wikipedia, tutti hanno sentito parlare dell’intera faccenda.

Finirò col parlare a una platea che ne sa più di me

Mi dicevo.
Poi, fortunatamente, la Repubblica mi ha rincuorato. Continua a leggere


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Il corso di self-publishing di strategie evolutive

Ne ho accennato nei giorni passati, ho detto che l’avrei fatto, ho ricevuto un inaspettato supporto da un sacco di persone, per cui è arrivato il momento di presentare il mio corso di self-publishing1. Per cercare studenti, naturalmente, ma anche per sentire l’opinione di chi legge il mio blog.
I commenti sono aperti.

stratevol self

Il corso online di self-publishing si articola in quattro lezioni totali, una lezione a settimana. Ogni lezione è in due parti, come spiegato più sotto.
Il corso comincia l’8 di Gennaio del 2018. Continua a leggere


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Classe Virtuale – parte prima

classroomSono notevolmente impressionato da Google Classroom, uno strumento che fino all’anno passato era aperto solo a insegnanti e studenti che avessero un account Google accademico, ma che ora è accessibile a chiunque abbia un account Google – a chiunque abbia un indirizzo gmail, in altre parole.

Il termine tecnico, mi dicono, sarebbe Learning Management System, o LMS, ma a me non piace granché perché sistema per la gestione dell’apprendimento “pare qualcosa inventato dai Prussiani”, come avrebbe detto il barone di Munchausen.

L’apprendimento, per la mia esperienza come studente e come insegnante, non è facilmente sistematizzato, e chi si preoccupa di “gestirlo” di solito non sa insegnare. Continua a leggere


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Ma… e i soldi?

clean_reader_logo… perché poi restava un problema.
Nel senso che ok, Clean Reader cambia le parole, per “proteggere” (le virgolette sono d’obbligo) i lettori più sensibili.
Così anche i bambini delle elementari potranno leggere Bukowski senza traumi.
O qualcosa del genere.

E degli effetti di tutto ciò abbiamo già discusso.

Restavano due elementi interessanti, dei quali sarebbe valsa la pena discutere un po’ di più.
Uno esplicito: i creatori di Clean Reader sono dichiaratamente cristiani.
Un fatto che ha destato la perplessità di un paio di commentatori, nel senso che, ok, cristiani, e allora?

E poi c’era un problema implicito.
Da dove vengono i soldi?
Perché Clean Reader è una app gratuita, sulla quale i due creatori hanno investito una quantità di tempo e denaro.
Chi ci guadagna?

Beh, scavando proprio un minimo viene fuori un interessante fattore che lega questi due punti – cristianesimo e quattrini.
E voi già lo sapete che quando si mescolano religione e quattrini le cose assumono un aspetto spiacevole. Continua a leggere


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SLIDE, guida per sopravvivere a Power Point

interesting-man-powerpointNel 2010, dopo anni di lezioni soporifere subite da studente universitario (non tutte, badate, ma una buona parte) e di conferenze e seminari soporiferi se non imbarazzanti, ed anni passati a cercare di tenere dei corsi che non uccidesero i miei studenti (che dopotutto erano quelli che mi pagavano la biada) mi decisi a mettere insieme un rapido corso su come si fa una presentazione in Power Point.
Considerando la quantità di conferenze, lezioni e tesi discusse ogni giorno in università, mi dissi, i clienti non sarebbero mancati.
Invece zero.
Così come chiunque abbia fatto un tema in terza media è fermamente convinto di saper scrivere, chiunque abbia una copia di Power Point sul proprio hard disk è convinto di saper fare delle presentazioni eccelenti.
Quindi, il mio corso non andò da nessuna parte.
Ed io continuai a sciropparmi conferenze nelle quali il relatore legge le slide dando le spalle al pubblico, si scusa per il fatto di avere degli appunti, e ha uno schiavo che fa scorrere le immagini a comando… Continua a leggere


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Radiodrammi – o dell’assenza di un pubblico

w-e_373wL’idea deriva da una serie di cose diverse.
Da una parte ci sono state delle chiacchiere sfuse con la mia amica la Clarina, che sta ad un paio di celle più in là, qui nel Blocco C della blogsfera.
Dall’altra c’è il fatto che – da ieri, e fintanto che ci riuscirò, su Karavansara, il mio blog in inglese, la domenica posterò un radiodramma d’epoca, possibilmente un adattamento di un film d’avventura.
Ieri abbiamo cominciato con Lost Horizon, versione Lux Radio Theater.
E poi c’è il fatto che recenetemente di radiodrammi ed audiobook ne ho ascoltati parecchi – ci avevo anche fatto un post – e la cosa mi piace molto.

Perciò ho ammanettato mio fratello al termosifone – lui dopotutto si occupa di musica e produzioni sonore – l’ho tormentato di domande, ed ho fatto un paio di conti.

Cosa serve, per fare un buon audiobook? Continua a leggere


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Nuovo strumento, nuovo paradigma

Oggi cominciamo con un piccolo post per segnalare un software scoperto per caso e che rappresenta un gran bell’esperimento – oltre che uno strumento particolarmente utile per chi scrive.
O per chi usa il computer in genere, per sviluppare i propri progetti.

Dunque, l’idea è questa – un elaborateore di testo che utilizza un paradigma diverso da quello al quale siamo abituati, rubando alcune caratteristiche a un foglio di calcolo, un paio di trucchi dalle mappe mentali, unpo’ di idee da software per fare outline e todo-list.
Ed è tridimensionale.

L’aggeggio in questione è gratuito – per quanto mi paia di capire che gli sviluppatori gradiscano le donazioni – e si chiama TreeSheets.
Ed ha questo aspetto.

screenshot_todo_linux
Di cosa stiamo parlando? Continua a leggere


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Sopravvivere a Power Point

E così ho messo insieme un nuovo volumetto.

Che però si discosta abbastanza nettamente dai miei agili volumetti lemuriani.

In primo luogo, ha una struttura definita (un “dalla A alla Z”), con un numero di pagine definito e immutabile – 32.
Inoltre, è formattato per la lettura a schermo, e disponibile solo in formato .pdf

E per finire, non è una raccolta di aneddoti storici o scientifici, ma è un semplice manuale – nello specifico, un manuale per sopravvivere a Power Point (e a qualsiasi altro software di presentazione).
Una raccolta di idee, proposte e suggerimenti – da seguire o da ribaltare – al fine di non stramazzare i partecipanti ad una conferenza, ad una lezione o ad una presentazione, con delle slide brutte, inutili, soporifere.

Potete scaricarlo da qui sotto…

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