strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Santi & Fattucchiere – un preview

Un assaggio della storia scritta su commissione, per ringraziare chi fin qui ha sponsorizzato il progetto e chissà, convincere altri a fare altrettanto.

Selection_688Santi & Fattucchiere è una storia di Buscafusco, l’investigatore sui generis che opera nella Valle Belbo in una serie di storie che sto pubblicando in inglese.
Come tutte le storie di Buscafusco – Women & Children e Ghosts & Shadows, di prossima uscita – anche questa ha un doppio titolo, ma a differenza di quelle altre stoirie, la struttura è nuova.
Le storie “inglesi” di Buscafusco sono costruite con una struttura intrecciata, e in ciascun racconto il protagonista si occupa di due casi contemporaneamente. Per Santi & Fattucchiere, trattandosi di una storia più lunga, ho deciso di variare almeno in parte la struttura. Il caso sarà unico (il furto delle reliquie di Sant’Ugone da Montefeltro), ma ci saranno due indagini in parallelo, quella eterodossa di Buscafusco, e quella istituzionale assegnata al Maresciallo Li Causi, abituale comprimario di questa serie.
Inutile dire che le due tracce andranno a ricongiungersi nel finale.

Ma il finale è ancora da scrivere.
Ecco allora il terzo capitolo, nella sua prima stesura grezza, in cui incontriamo il Maresciallo e il suo fido aiutante, l’appuntato Gallina, sul luogo del delitto.

Buona lettura. Continua a leggere


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Raygun Gothic, chi era costui?

La categoria Raygun Gothic ha suscitato una certa curiosità, quindi ci faccio un post. Così, tanto per fare due chiacchiere – lo sapete che io a questa cosa delle etichette non è che ci creda troppo.
Questo è un testo scritto alla svelta, e senza pretese di esaustività.

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Raygun Gothic.
Il termine lo ha inventato William Gibson – e di solito, per il puro gusto di irritare i fanz del cyberpunk, mi diverto a dire che è la cosa migliore fatta da Gibson.
La definizione si trova in una storia di Gibson intitolata The Gernsback Continuum, e fa più o meno così…

Cohen introduced us and explained that Dialta was the prime mover behind the latest Barris-Watford project, an illustrated history of what she called “American Streamlined Modern.” Cohen called it “raygun Gothic.” Their working title was The Airstream Futuropolis: The Tomorrow That Never Was.

Io una volta lo chiamavo il futuro attraverso gli occhi di ieri (dal titolo di unprogetto ideato all’ultimo anno di liceo, e mai sviluppato).
Si tratta di una estetica, più che di un genere – viene di solito descritto come il look “fantascientifico” o “futuribile” degli anni che vanno da Metropolis di Fritz Lang a Star Trek, la serie originale.
Però anche Barbarella è affine al genere. E Mars Attacks. Continua a leggere


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Cineforum 1 – seguirà dibattito

Mi sono inventato il mio piccolo festival del cinema, nel mio piccolo cineclub immaginario. Una cosa semplice, da fare in due serate durante il weekend – due film al venerdì, due film al sabato sera – o per gli irriducibili, come tutto in una notte.

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Non ci provo neanche a proporlo a qualcuno. Finirebbe come tutte le altre volte.
E allora ve lo regalo.
Il mio personale piccolo film festival, il primo dell’estate – potrei proporne uno alla settimana fino a che non riaprono le scuole. Ci penserò.

Ma per cominciare, eccolo qui.
Potete farvelo per conto vostro sullo schermo del PC, o chiamare un po’ di amici a casa, ordinare delle pizze e farvi il vostro festival in soggiorno.
Potere usare uno dei film come date movie, o anche tutti e quattro.
O potete metterlo in piedi in parrocchia, o al cineforum di vostra fiducia, o nella vostra associazione culturale preferita, o dove vi pare.

Se lo fate, poi fatemi sapere nei commenti come è andata.
E datemi il credito per l’idea. Solo quello.

Questo è il mio primo cinefestival – si intitola

Ballando Fuori dalla Crisi

seguirà dibattito.

E ora, i trailer delle quattro pellicole:
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Liebster Award!

Il compianto Gianluigi Marianini sosteneva che se uno ha il buon gusto di non morire prima, prima o poi una laurea ad honorem gliela danno.
E così, nel suo decimo anno di vita, strategie evolutive ha incassato oggi – mentre io non c’ero – il suo primo Liebster Award, grazie ai buoni auspici di Kara Lafayette del blog Secondo Kara Lafayette.
Se volete sapere cosa sia e come funzioni il premio, le regole le trovate qui.

liebster-award2-720x288Lo scopo conclamato del Liebster Award è quello di far conoscere altri blog – e quindi mi si richiede di segnalare undici blog meritevoli del premio, rispondere alle undici domande ideat da Kara Lafayette per la dannazione dei suoi nominati, e proporre le mie undici domande.
Non necessariamente in quell’ordine.
Perciò, cominciamo con le domande di Kara… Continua a leggere


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Quel che resta di un altare

Sono andato a scavare nelle scatole e ho tirato fuori i miei (pochi, ahimé) CD della Orpheus Chamber Orchestra, per rimpiazzare High Adventure di Kenny Loggins sul mio lettore.
51vf6rrPb-L._SX298_BO1,204,203,200_La colpa, credo, è di Phil Rickman, e di The Remains of an Altar, uno dei libri ricevuti in regalo per il mio compleanno – un romanzo interamente incentrato sulla figura di Edward Elgar.
Ma è meglio di così.

The Remains of an Altar appartiene alla serie di Merrily Watkins, ma per quanto la serie abbia una sua cronologia interna, lo si può leggere indipendentemente dagli altri.
Merrily Watkins è una sacerdote1 anglicana “Deliverance consultant”, che sarebbe poi più o meno un esorcista per la chiesa anglicana.
I romanzi sono uno strano connubio di sovrannaturale e poliziesco, con il poliziesco a dominare sulla trama. È come se Phil Rickman volesse dirci che il male compiuto dagli uomini è molto più immediato e tangibile di quello – presunto – che proviene dall’aldilà. Continua a leggere


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Storie & Crowdfunding – pronti a partire

E così è fatta.
La pagina per il crowdfunding di Santi & Fattucchiere è pronta, e varrà pubblicata entro 24 ore.
E naturalmente ne darò notizia anche qui, domani, e poi divulgherò il link urbi et orbi.

A quel punto, vedremo cosa si riesce a fare in 90 giorni.
Il modello che abbiamo scelto per il progetto è quello della donazione libera mediante PayPal.
Non ci sono target, non ci sono ricompense.
Chiunque parteciperà, ricevera entro il 15 di settembre 2017 l’ebook della storia, in formato epub, mobi e pdf.

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Ho pensato a lungo se fare o meno una cosa a livelli, del tipo “versate per lo meno X euro e avrete anche il cartaceo”, oppure “versate x euro in più e un personaggio col vostro nome verrà accoppato in maniera terribile entro i primi sette capitoli”, ma poi mi sono detto che sarebbe stato antipatico.
L’intera faccenda è cominciata con un gruppo di amici che volevano farmi un regalo ma si sentivano in imbarazzo a mettere delle banconote in una busta o a pagarmi un buono su Amazon.
Non creiamo ulteriore imbarazzo mettendo delle tariffe.
Magari la prossima volta, OK?
Se ci sarà una prossima volta. Continua a leggere


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Perfidia

Quindi, si diceva, l’idea era di scrivere una storia a comando, e agganciarla a una piattaforma di crowdfunding, e vedere cosa succede.
Buon compleanno.
Perciò ho chiesto ai cospiratori di darmi loro un’idea dalla quale partire per scrivere una storia.
Perché così è molto più divertente – per me e, si spera, per chi vorrà leggere.

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E pensavo a quella volta che poposero ad Harlan Ellison di scrivere in una giornata una storia che doveva avere come tema la mummia atlanteana di ventimila anni incinta.
Cose che i primi dieci minuti non li passi a fissare la pagina bianca, li passi a domandarti ma che diamine…
Però è divertente. Continua a leggere


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42000 parole in 7 giorni: giorno 1

Si diceva, scrivere una storia di 42.000 parole in sette giorni.
Si può fare, non è impossibile, e 42.000 parole fanno un romanzo.
Non un fermaporte, ma un romanzo sì.

E al momento il primo giorno è passato, e le prime 3000 parole sono andate, e sono qui sul mio PC. Come minacciato in precedenza, ecco una piccola panoramica su come procede il levoro.

La struttura, l’abbiamo detto, è partire con 3000 parole, e ogni giorno aggiungerne 1000 al target: secondo giorno 4000, terzo giorno 5000, quarto giorno 6000, quinto giorno 7000, sesto giorno 8000, settimo giorno 9000 parole.
Totale 42.000 parole.

E se si scrive abbastanza bene, e si resta abbastanza a fuoco, non solo ci si riesce, ma poi si passa la palla ai beta reader e all’editor, intanto si prepara una copertina, e in capo a un mese si pubblica. Bello liscio.

E qui di seguito, un po’ di note sul mio metodo (o assenza del medesimo). Continua a leggere