strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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The Thrill of the Tweet

Twitter.
Dicevano che avrebbe ucciso il blogging, cancellato Facebook, salvato il Mondo o annientata la Civiltà.

Ci sono solo due categorie di persone online, quelli che sono su Twitter e quelli che stanno pensando di andarci.

Ho un account Twitter.
@doctordee
L’ho usato pochissimo per un sacco di anni.
Un paio di contatti rapidi con amici stretti e lontani.
I pettegolezzi di qualche star.
Gli articoli di una manciata di riviste online.

Però… Continua a leggere


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Per non soccombere al caos

Apriamo la settimana con un post utilitaristico.
Ci saranno un sacco di link.

Forse per tenere a bada il panico del futuro indefinito, ho un sacco, ma proprio un sacco di cose sul piatto.
Facciamo un elenco, volete?

A livello accademico
. la tesi di dottorato da scrivere, ovviamente, prima e fondamentale
. la documentazione da raccogliere e consegnare in segreteria entro la scadenza per iscriversi all’esame
. almeno due articoli da pubblicare riguardo al mio lavoro di ricerca
. e un incontro con dei potenziali finanziatori per futuri sviluppi.

A livello para-accademico
. la prima stesura della mia Guida alla Storia Naturale della Valle Belbo
. due lezioni da preparare per l’università della terza età di un comune vicino
. una manciata di ipotesi di corsi proposti ad una scuola locale
. un ciclo di tre conferenze da organizzare per l’inverno ’12/’13
. un articolo su scrittura, arte e meditazione per una rivista americana
. il corso di taoismo che parte fra cinque giorni!
. varie ed eventuali

A livello diportistico
. chiudere la seconda stesura della storia per Hydropunk
. partire con una nuova storia di Rebel Yell
. tre progetti per giochi di ruolo
. un nuovo agile volumetto (segretissimo)
. un paio di nuove idee che…

… oltre naturalmente a gestire questo blog, ed a contribuire a Il Futuro è Tornato.
Ed ammesso che mi vogliano ancora, continuare a recensire noir e thriller per l’Indice dei Libri.

Alla voce extra…
. la revisione della statistica Bayesiana al fine di mettere in piedi un corso post-doc
. ho ripreso in mano lo spagnolo (poi riprenderò in mano il francese e poi, per chiudere, il giapponese)

Wow!

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Salonisti

Una specie di piano bar del fantastico molto molto particolare.

Ho già detto in giro che io al salone del Libro di Torino non ci andrò.

Ma magari qualcuno di voi ci và.
Ed ha magari voglia di incontrare qualcuno dei surfisti di questo blog.

Beh, ragazzi – se volete organizzare, usate i commenti qui sotto.

Tutti quelli che non ci vanno – se avete voglia diteci perché.


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Pioggia di Meteoriti!

Cosa c’è di meglio che chiudere il periodo festivocon un bel bombardamento di comete e meteore?
Perché ok, le epidemie, i prioni, gli zombi, ma volete mettere un bell’impatto da asteroide?

Per la delizia di grandi e piccini, e per titillare lo scrittore di fantascienza che vive in me fianco a fianco col paleontologo, la Purdue University e la NASA hanno messo online un simpatico aggeggino chiamato, molto opportunamente, Impact Earth!

In soldoni – si tratta di un simulatore di impatto.
Vi permette di impostare massa e diametro del vostro meteorite, definirne la natura petrografica, l’angolo d’impatto, la velocità di entrata (proporzionale alla distanza da cui arriva), la natura geologica dell’area d’impatto (cade in mare? su un bacino sedimentario? su rocce del cristallino?), e la distanza alla quale volete detrminare gli effetti.

E lui zac!, una bella animazione, e poi una serie di tabelle che vi dicono tutto – entità della scossa sismica, spostamento d’aria, livello di rumore dell’impatto ed in quante ore lo sentirete dalla vostra località di riferimento, il volume della sfera di fuoco, il rilascio di materiale in atmosfera, le tsunami…

Semplice e dilettevole – e molto istruttivo.
Scoperto grazie al blog di David Brin.


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Funghi e batteri

…sono la causa di quelle brutte chiazze scure sulle pagine dei libri vecchi.https://i0.wp.com/www.powells.com/images/blog/rbr/20070802/Mold_damp.jpg
Stando al Volume numero 7 della Encyclopedia of Library and Information Science, i funghi proliferano allegramente in un range di temperature che va dallo 0 ai 55° Centigradi – fatto che spiega per quale motivo vi potreste ritrovare con delle muffe in frigorifero.
L’umidità naturalmente aiuta – e sopra al 90% praticamente garantisce l’esplosione di una bella colonia di fungosità lovecraftiane fra le pagine dei nostri preziosi volumi della Arkham House.

La luce non ha poi tutta questa importanza per i funghi, ma può accelerare il deterioramento per fattori fisici o per azione batterica:

Light accelerates deterioration of library and archival materials. It leads to weakening and embrittlement of cellulose fibers and can cause paper to bleach, yellow, or darken. It also causes media and dyes to fade or change color, altering the legibility and/or appearance of documents, photographs, art works, and bindings. Any exposure to light, even for a brief time, is damaging, and the damage is cumulative and irreversible.

Ansiogeno, eh?

Il fatto che l’umidità costituisca un fattore critico ci fornisce d’altra parte una garanzia – che al di sotto del 70% di umidità difficilmente avremo una crescita fungale.
Una bassa umidità abbassa oltretutto la temperatura critica – mantenendo la nostra biblioteca fra il 30% ed il 50% di umidità, potremo regolare la temperatura ben al di sotto dei 50° C ed essere ancora ragionevolmente tranquilli.

The scientific research that has been done to date shows clearly that lower temperatures and lower relative humidities (down to about 30%, below which other problems such as brittleness occur) are much better for paper-based materials. This is because the chemical reactions that drive deterioration proceed much more slowly at lower temperatures and humidities.

Il range di umidità è oltretutto dinamico – le qualità igroscopiche della carta fanno sì che questa possa assorbire e rilasciare l’umidità in eccesso, senza subire per questo danni o alterazioni permanenti.
In questo senso, davvero, i libri sono vivi e respirano.

Suggerimenti, quindi
 . non farsi troppi problemi per i libri stoccati in casa
 . nel caso sussista il dubbio, procurarsi un igrometro (facilmente reperibile in un negozio per fumatori di sigari)
 . nel caso che l’igrometro ci dia notizie ferali, investire in un buon deumidificatore

[immagine dal blog di PowellsBooks.com]

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Brainstorming col contagocce

Ancora mappe mentali, in quello che – nato come un interesse extracurricolare – sembra sul punto di diventare un’altra voce del mio curriculum professionale.

È nota e documentata la mia lealtà verso Freemind (del quale incombe la versione 0.9.0) come software di mappatura mentale, secondo solo al buon vecchio blocco da disegno con le matite colorate (lo strumento che sto usando per il mio ripasso dello spagnolo).
Mi viene fatto notare, tuttavia, che sia Freemind che la sua ben più analogica contropartecartacea possono causare qualche problema quando il progetto deve essere condiviso e fondato sulla collaborazione.
Meglio i tool 2.0, mi dicono.
Meglio le web applications.
Meglio i programmi di mappatura mentale on-line.

Mind-mapping e collaborazione, naturalmente, significa brain-storming.
Non più mappe personali ad uso e consumo del mappatore, ma unelemento sostanziale nel corso di sviluppo di un progetto.
Sarebbe difficile – e sbagliato – affrontare il lavoro in solitaria ed il lavoro collaborativo con lo stesso atteggiamento, e mantenendo gli stessi scopi.
Le mappe mentali sono strumenti potenti, ma se si sbaglia approccio, si finisce col perdersi.

E come mi viene fatto notare, ormai collaborazione significa collaborazione online.
Ora, sono naturalmente aperto all’innovazione e pronto ad abbracciare l’idea di produttività nella nube che il web 2.0 sembra promettere, ma mi rimangono dei dubbi.
Non posso dimenticare che in capo ad un mese scarso sarò in un posto dove ADSL significherà 7 mega nominali – di fatto forse 4.
Non posso fare a meno di pensare a tutte le occasioni in cui potrò avere voglia di dare una botta al mio lavoro senza connettermi alla rete.
E da vecchio giocatore di Trinity ricordo fin troppo bene Mungu Kuwasha, detto Backlash.
Quindi, ok il web 2.0, ma voglio una copia dei file sul mio hard disk.

La risposta potrebbe essere DropMind, programma di mindmapping e collaborazione on-line disponibile sia come web-application che come software da scaricare ed installare sull’hard disk.

Capace di comunicare con altri software (inclusi Freemind e Mind Manager) e dotato di una interfaccia in stile WinVista, Dropmind è potente e piacevole – mantiene i tradizionali collegamenti curvilinei fra settori della mappa e permette di inserire icone o caricare immagini personalizzate.
È pure dotato di una modalità chat (versione on-line) per discutere di ciò che si sta facendo coi collaboratori mentre lo si fa, e di una modalità presentazione per sbattere i risultati del nostro lavoro in faccia al pubblico pagante.

L’uso e la registrazione della versione desktop sono gratuiti per scopi non commerciali, mentre per la versione web – unica nota dolente – la registrazione dà diritto solamente a 15 giorni di prova gratuiti.

Carta e matita rimangono fondamentali ed insostituibili.
Ma avere uno strumento in più a portatadi manopuò sempre tornar utile, prima o poi.
Certo, la proliferazione di software di mappatura mentale – tutti più o meno variazioni minime su un tema comune – se da una parte lascia presagire un imminente ingresso di questa tecnica nell’uso comune, dall’altra sembra indicare un vicolo cieco nello sviluppo di supporti informatici.
In particolare, nessuno apparentemente ha ancora proposto un tool per la mappatura mentale tridimensionale.
Che sullo schermo del computer risulterebbe più facile che su carta, ed avrebbe notevoli potenzialità.

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Un software per le notti d’estate

… o anche per quelle d’inverno.

Uno dei vantaggi gratuiti che si ricavano dall’andarsene dalla città, è la possibilità di osservareil cielo senza l’interferenza delle luci urbane, l’inquinamento luminoso.
E se vere a disposizione un telescopio è certo l’ideale, è anche vero che senza le luci della città ad interferire, bastano gli occhi o al limite un buon binocolo per esplorare il cielo notturno.

Un buon supporto per queste imprese astrofile è Stellarium, un piccolo planetario per computer.
Piccolo nel senso che occupa poco spazio (gira anche da una chiave USB, ed è incluso in PortableApps), e che gira su Windows, su Mac o su Linux (per gli utenti Ubuntu, la versione più aggiornata è nei repository).
Si inseriscono le coordinate del luogo in cui ci troviamo, e il software fornisce una mappa del cielo sulla nostra testa, con la possibilità di accelerare o rallentare il tempo, o osservare fenomeni astronomici in date precise.
Le versioni più recenti vantano ampie risorse…

  • catalogo di oltre 600,000 stelle
  • cataloghi extra con più di 210 millioni di stelle
  • asterismi e illustrazioni delle costellazioni
  • costellationi di undici popoli differenti
  • immagini degli oggetti del cielo profondo (tutto il catalogo di Messier)
  • Via Lattea realistica
  • atmosfera altrettanto realistica con alba e tramonto
  • pianeti e loro satelliti

L’interfaccia è semplice e intuitiva – il sistema accetta script, è espandibile e personalizzabile, predisposto per la proiezione a soffitto, e può anche servire come controllo per un telescopio meccanico.
Il sito web fornisce un buon manuale per l’utente.

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