strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La cessazione di ogni possibilità

Mi capita di pensare di frequente alla morte, in questi giorni.
No, no, non fate quella faccia – capita a tutti, prima o poi, no?
Di pensarci, intendo.
A me capita, credo, perché fra un paio di settimane compirò cinquant’anni, e questo accadrà in un momento estremamente preciso e unico, equidistante fra il primo anniversario della morte di mio padre e il decimo anniversario della morte di mia madre.
Per cui uno alla morte ci pensa.
La cessazione di ogni possibilità.

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Come si cammina

Mi hanno regalato un libro.
Sai che novità, mi direte voi.
Ma non ti farà male passare tutto ‘sto tempo a leggere?
Poi perdi la vista.
Perché non esci a fare due passi…

Ecco, mi hanno regalato un libro sul camminare.
È How to Walk di Thich Nhat Hanh.
Ne avevo parlato qui, e un’amica me ne ha regalata una copia.
Io ho delle amiche così. Continua a leggere


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Everybody in the old Cell Block…

The_Prison_AlbumSi discuteva, l’altra sera, durante l’ora d’aria, qui nel Blocco C della blogsfera… si discuteva, dicevo, del Blocco C della blogsfera.

Terribilmente autoreferenziale, non trovate?
Ma è un po’ più complicato, di così, quindi credo che farò un giro un po’ più largo.
Potrei anche spoilerarvi un libro (o forse un disco)…

Allora, nel 1974, Michael Nesmith scrisse una storia intitolata The Prison
Che in effetti è (anche, e soprattutto) un disco. Continua a leggere


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La Forza

Uno studente dello Zen disse al suo maestro, “Maestro, sono preda di una rabbia incontrollabile. Aiutami a liberarmene.”
“È una cosa davvero strana che ti affligge,” disse il maestro. “Mostramela.”
“In questo momento non posso mostrartela.”
“Perché no?”
“Si scatena all’improvviso.”
“Allora non può essere la tua vera natura,” disse il maestro. “Se lo fosse, saresti in grado di mostrarla in qualunque momento. Perché permetti a qualcosa che non ti appartiene di causare problemi alla tua vita?”
Successivamente, ogni volta che lo studente sentiva la sua rabbia crescere, ricordava le parole del suo maestro e la teneva sotto controllo. Col tempo, sviluppò un temperamento calmo e pacifico.

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Alla faccia di quello gnomo di Yoda.
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Nella grande pagoda del divertimennto, la festa è finita…

… o forse sarebbe il caso che lo fosse.

OK, questa sarà una faccenda abbastanza convoluta.
Dovremo passare in un paio di posti strani, prima di arrivare a destinazione – ammesso che ci si riesca.

in-las-vegas-live-at-the-desert-inn-official-bootleg-recordingUn paio di notti or sono stavo ascoltando Caterina Valente Live in Las Vegas, il bootleg ufficiale del concerto tenuto dalla Valente al Desert Inn nel 1964.
Un ottimo disco, tra l’altro – selezione eccellente di canzoni, nessuna caduta dovuta a titoli meno che spettacolari, l’interprete in piena forma (come dicono quelli in gamba) e che sfoggia tutta l’estensione e la versatilità della sua voce.
È vero, è un bootleg, nel senso che bisogna trafficare un po’ con l’equalizzazione per ottenere un suono ottimale, ma in compenso si sente chiaramente l’attrice sorridere mentre canta. O a volte proprio ridere di gusto – ed è noto che ho sempre avuto un debole per le donne che ridono. Ma questa, naturalmente, è un’altra storia…

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Primavere & Autunni

Ve lo ricordate il periodo delle Primavere e degli Autunni?
Se ve lo foste perso, si tratta del periodo cinese feudale, successivo alla caduta della prima dinastia Zhou, dal 770 al 454 avanti Cristo (ma c’è anche chi lo stiracchia fino al 407 a.C.). Un sacco di gente che correva di qua e di là, contrapposizioni fra stati rivali, invasioni barbariche, omicidi politici, spionaggio.
Al periodo delle Primavere e degli Autunni1 seguì il più sanguinoso e caotico periodo degli Stati Combattenti2.

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In quegli anni turbolenti, tutte le principali scuole filosofiche cinesi ebbero il loro inizio, concentrandosi su due questioni assolutamente essenziali:

  1.  come gestire il potere
  2.  come riconoscere la competenza

Ecco, è questa seconda parte che mi interessa, oggi.
Come diamine facciamo a riconoscere la vera competenza?

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Prigionieri

Selezione_003Mi hanno regalato un libro.
Nulla di personale – si tratta di una di quelle cose per cui ti iscrivi alla mailing list di un editore, e quello ti regala uno dei suoi libri in formato digitale.
Niente di che.

Il libro è invero un libricino, di qualcosa come quaranta pagine, si intitola Be Free Where You Are, ed è la trascrizione di una lezione tenuta dal monaco e maestro zen, Thich Nhat Hanh, nell’Istituto Correzionale di Hagerstown, in Maryland.
Sì, sitratta di una lezione sulla libertà tenuta davanti ad una platea di carcerati.

Ora, mi interesso di zen da decenni e ho sempre letto con un certo piacere i testi di Thich Nhat Hanh, ma ad incuriosirmi, inq uesto caso, è stato l’argomento, e il luogo.
Ci vuole un certo coraggio, una certa facciatosta, per andare a parlare di libertà in una prigione.E d’altra parte, in quale altro luogo il discorso troverebbe ascoltatori altrettanto attenti – e altrettanto bisognosi di scoprire come trovare la libertà indipendentemente da dove ci si trova?

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Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile…

111… quello con la pistola è un uomo morto.

È una citazione da Per un Pugno di Dollari.
Ma non voglio parlarvi di spaghetti western.
Per quanto, potrebbe essere un argomento interessante – e pare sia anche piuttosto popolare.

No, parliamo di tecnica.

La frase pronunciata da Ramon nel film di Sergio Leone implica una ineluttabilità di fatto.
Il fucile batte sempre la pistola, non importa chi impugni la pistola e chi impugni il fucile.

Più in generale, esiste una tecnica di un certo tipo che viene sempre e comunque battuta da una diversa tecnica.

Il che ci porta… lo sapete dove ci porta, vero? Continua a leggere