strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Betty Page e Cthulhu, hentai in Australia: strategie evolutive di Davide Mana

Questo è un post che ha il solo scopo di far alzare il numero di visite sul blog mentre sono via per il weekend, a masterare una partita demo di Hope & Glory al Pinerole 2018.

Il titolo include infatti tutte le parole chiave più ricercate di sempre su questo blog.

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Bettie+Page+Fitness+2+proof+(1)E non mi sorprende che Betty Page sia più gettonata del sottoscritto1, badate, ma cosa dirà a riguardo il povero Cthulhu?
E l’Australia?
Perché l’Australia?
E nulla, naturalmente, può battere l’hentai.

C’è di che riflettere, non credete?
È vero, abbiamo in catalogo più di 4000 post accumulati in undici anni di attività, incui abbiamo parlato di scienza e fantascienza, letteratura e cucina e chi più ne ha più ne metta.
Ma il post più visto di sempre parla di rasoi da barba, e le parole più cercate che vi hanno portati qui su strategie evolutive sono queste.

Potremmo certamente trarre delle profonde conclusioni da tutto questo, ma devo preparare i personaggi di Hope & Glory per la partita del weekend.


  1. anche se sarebbe Bettie Page a dire la verità, ma non stiamo a formalizzarci, sappiamo di chi stiamo parlando.
    Almeno credo. 


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News Zero

Ieri in un commento Melocipede ha osservato che l’attacco di Cannonball dei Supertramp gli pare poco adatto a un programma di divulgazione scientifica.
E dire che a me pareva perfetto.
O quello, o questa versione  di Overkill dei Men at Work…

Ma al di là delle mie scelte – o mancate scelte – quell’osservazione mi ha fatto venire in mente una cosa che ho appena scoperto, ed è diventata una specie di piccola ossessione in questa settimana.
Una cosa che comincia nel 1954.
Il 4 Ottobre del 1954. Continua a leggere


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La Notte del Lupo

Qualche giorno addietro ho postato in giro un’immagine… l’immagine qui sotto.

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Questo bel tomo è la buonanima di Gary Dahl, un pubblicitario che nel 1975 inventò i pet rocks – sassi arrotondati presi da una spiaggia messicana, venduti in una scatola di cartone con un fondo di paglia, e un manualetto che spiegava come prendersi cura di questi “sassi da compagnia”, il tutto per un costo all’origine di pochi centesimi al pezzo. La confezione includeva anche un guinzaglio per portare a passeggio il sasso.
I sassi da compagnia di Dahl si vendevano per 4 dollari l’uno.
La febbre dei pet rock durò sei mesi, durante i quali Dahl vendette un milione e mezzo di sassi in scatola.

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Quasi in contemporanea con la storia dei sassi da compagnia, mi è capitato di incespicare su un’altra storia, che pare completamente diversa, ma fa curiosamente da contrappunto alla storia di Dahl.
La storia fa più o meno così. Continua a leggere


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Rispedite al mittente

E così il primo file di Cartoline dalla Periferia è stato passato agli alpha reader, ed è stato cassato.
E non posso fargliene una colpa – fa abbastanza schifo anche a me.

I motivi sono molteplici.
Il primo, centrale e fondamentale, è che il format non funziona – l’ideale sarebbe costruire un dialogo, articolare la discussione, appunto, come una discussione.
Anche solo a dieci minuti secchi, sentire uno che chiacchiera da solo è abbastanza sterile.

Questa l’obiezione più frequente da parte dei miei tester, e non posso che dirmi d’accordo.

Io aggiungo il fatto che non sono assolutamente convinto sul piano delle musiche. L’intro, gentilissimamente fornita da una band che produce musica open, è bella, ma non esattamente adatta al progetto.

Mi sarebbe piaciuto attaccare con l’intro della vecchia Cannonball, dei Supertramp, che sarebbe stata anche in tema. Non tutta – i primi 30 secondi, a sfumare.
Ma mamma SIAE in quel caso vorrebbe 100 euri, che anche se li avessi non avrei proprio voglia di darle – con tutta la simpatia per Rick Davies e tutti gli altri ragazzi nella band, che considero praticamente dei miei compagni di liceo.

Perciò, si torna alla casella numero uno, e ci si ingegna per inventare qualcosa.
Intanto, concluso ilc orso sul podcasting e un breve corso della Open University su storia e tecniche dell’incisione audio.
Stiamo a vedere.


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Sword & sorcery in esclusiva

Le Storie della Frontiera (che, ammettiamolo, è un titolo abbastanza moscio) sono una serie di brevi racconti sword & sorcery ambientati lungo un falso confine fra una specie di India di epoca Mughal e un qualcosa che potrebbe essere la Cina durante la dominazione mongola.
E si tratta di una esclusiva del mio canale Patreon.

E dopo La Diavolessa coi Capelli Bianchi, che andò online ai primi di Luglio, ora è la volta di L’Ultima Casa della Valle, che sarebbe poi la storia scritta in diretta l’altra sera, editata da Germano Hell Greco e poi cancellata da un furbastro che ci ha lasciato il suo commento a riguardo, Schifo.

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Ora lo schifo, se davvero di schifo si tratta (e chi sono io per deciderlo? Io sono solo l’autore), se lo sciropperanno in esclusiva i miei supporter.
Perché è bello, essere miei supporter su Patreon. Continua a leggere


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Tu non sei un assassino, sei un critico

E così come è andata?
La faccenda di scrivere ed editare in diretta, intendo.
Beh, è stato… interessante.

Siamo partiti alle diciotto, con poche idee ma tanta buona volontà.
Come ho spiegato altrove, negli esperimenti precedenti di scrittura online, e anche in Tastiere Roventi, avevo dei punti fermi: i suggerimenti dei lettori, il tema della storia…
Scrivere in questo modo è più facile.
Ci si può aggrappare a qualcosa, e partire, tenendo quei bersagli in vista, e procedere spediti.
Ma senza punti di riferimento?
L’eccesso di libertà è straordinariamente dispersivo.

Così, tanto per avere qualcosa a cui aggrapparmi, ho preso il mazzo di tarocchi che mi hanno recentemente regalato, e ho pescato tre carte a caso: Il Re di Coppe, la Temperanza, la Morte.
Una pescata profetica, come vedremo. Continua a leggere


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Scrittura + Editing, gli orari

Qualche dettaglio sul nuovo esperimento di scrittura in pubblico.
Che poi, esperimento
Spettacolo è forse il termine più adatto?
O magari qualcosa di meno lusinghiero, chissà.
Sia come sia, si comincia domani nel tardo pomeriggio.
Posterò attorno alle 17.30, qui e sui social il link per accedere al documento Google.

ECCO IL LINK

Conto di scrivere dalle 18.00 alle 21/21.30, per poi lasciare la scena a Germano Hell Greco, che a quel punto avrà il resto della notte per editare il mio lavoro.
Con un po’ di fortuna, sarà tutto finito entro l’Ora di Cenerentola.
È la prima volta che con Germano lavoriamo in coppia in questo modo, e non abbiamo un’idea precisa dei tempi – e non mi pare il caso di mettere Germano all’opera dopo la mezzanotte, quando oltretutto non ci sarà nessuno per guardarlo lavorare.
E poiché credoche in questo caso sia l’editing, la parte interessante, mi è parso logico riservare il Prime Time per Hell1.

bear-writing-app

Cosa scriverò?
Non ne ho idea, MA ho appena ricevuto due interessanti open call, per due antologie di lingua inglese, e potrebbe essere interessante sfruttarle come spunti.
Una delle due, in particolare, richiede un pitch con allegate le prime 500/1000 parole2. L’esperimento di domani sera potrebbe essere un buon sistema per scrivere una prima bozza in italiano, della quale tradurre poi il primo migliaio di parole per il pitch. Bisognerà solo vedere se gli editor considererebbero a quel punto la storia come già pubblicata.

Perciò no, non ci sono piani precisi.
Solo tre ore di scrittura, e poi una spietata sessione di editing.
Ci sarà di che divertirsi.


  1. wikipedia mi informa che per l’Italia il Prime Time va dalle 21 alle 23.30.
    Direi che ci siamo. 
  2. e questa potrebbe essereunabuona occasione per ricordare ai lettori occasionali che io tengo anche un laboratorio online sui pitch per il mercato estero. Così, per dire. Si riparte da ottobre, quando spero che Gmail avrà risolto i miei problemi con la mail dei corsi. 


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NoSconcIta

Scopro con non poco sconcerto che esiste una cosa che si chiama Novo Sconcertante Italico.
Sì, proprio così, Novo, che fa tanto Dante Alighieri.
Si tratta, mi si dice, di una “ibridazione tra fantastico e mainstream”, che esprime “nuovi stilemi della letteratura contemporanea.”
O, come ha più chiaramente riassunto un amico

Quattro laureati in lettere hanno scoperto il fantasy, gli piacerebbe scriverlo e devono trovargli un nome pretenzioso per non doversi vergognare coi loro amici fighi

Una ipotesi spietata e poco caritatevole, certamente.
E credo anche non esageratamente corretta.
Ma in effetti, non eravamo passati da queste parti qualche anno addietro, col New Italian Epic?
Non sono anni che ci ripassiamo, da questo incrocio, un anno dopo l’altro? Continua a leggere