strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un caffé sul Nilo

cafe-nileAnton Rider è un cacciatore bianco. Allevato fra gli zingari in Inghilterra e per questo alienato dalla società inglese, Anton ha trovato in Africa la propria casa e la propria vocazione. Una vocazione ala quale ha sacrificato la propria famiglia. Ma dopo la crisi del ’29, organizzare safari non è più un’attività redditizia, e Anton si ritrova spiantato al Cairo. L’ipotesi, accompagnare una comitiva di ricchi americani in una battuta di caccia in Abissinia.
Anton è senza un soldo ma non è solo. Al Cairo vive la sua ex moglie, Gwenn, insieme coi loro due figli. Al Cairo i vecchi compari di Anton, l’anziano lord Penfold, che un tempo gestiva un albergo in Kenya, e Olivio Alavedo, un nano cresciuto a Goa, machiavellico e intrallazzone, stanno cercando di montare una colossale speculazione su quello che è il vero tesoro dell’egitto: il cotone.
E c’è un ex piantatore tedesco, un altro vecchio amico dei tempi del Kenya, che si sta preparando a sottrarre migliaia di dollari in argento agli Italiani. Perché gli Italiani stanno ammassando truppe, rifornimenti e denaro, e si apprestano ad invadere l’Abissinia. Continua a leggere


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Il KaravanCast

Il mio produttore1 mi suggerisce di segnalare il nuovo episodio del KaravanCast anche qui su strategie

“Ma è in inglese.”
“Chettefrega, facessi anche due ascoltatori in più, son due ascoltatori in più.”

E chi sono io per contraddire il mio produttore?

Perciò ecco qua, il secondo episodio del KaravanCast è online, e per chi fosse curioso, potrete sentirmi parlare a vanvera di un misconosciuto romanzo di Edgar Rice Burroughs intitolato Beyond Thirty.
Ma anche di storia, di Randy Newman, di Doug McClure, del film Things to Come e di Glass Houses, in uno squallido tentativo di autopromozione.

thelostcontinentedgarriceburroughs565Link Utili

Vi piace il KaravanCast?

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  1. che poi sarebbe mio fratello, che è quello in che ha esperienza in ambito musicale e radiofonico. 


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Il curriculum vitae di una persona non impiegabile

Ho parlato spesso di curriculum, negli ultimi tempi.
In base ai miei appunti, negli ultimi nove mesi ho spedito 62 curriculum ad altrettante aziende ed enti nel nostro paese.
Nessuno ha ricevuto risposta.

I CV presentati a mano hanno destato la perplessità dell’interlocutore, e poi il solito vecchio ritornello delle troppe qualifiche.
Nell’interesse del progresso della scienza, mi pare allora il caso di postare qui di seguito il mio curriculum, come esempio del curriculum vitae di una persona non impiegabile.

Quello che segue è il curriculum completo ed esaustivo, secondo la struttura del CV Europeo – ovviamente i CV spediti nello specifico erano stati editati per adattarsi all’offerta (inutile dilungarsi sui foraminiferi se il posto era da traduttore).
Ma per amore della scienza, mettiamo il CV completo – due pagine di A4.
Ho tolto solo un paio di cose per motivi di privacy, e tutti i corsi di aggiornamento degli ultimi dieci anni, ma niente di fondamentale. Continua a leggere


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Remixare il CV

Stamani ho avuto una piccola illuminazione – niente di stravolgente, badate bene, ma una di quelle piccole illuminazioni che ti fanno buttare due ore ma poi ti senti straordinariamente soddisfatto di te, e ci fai un post.
Mai capitato?

Il fatto è che ieri ho spedito un curriculum in UK, all’Università di Bath, e stamani ne ho spediti altri tre, a tre scuole di lingue qui in Italia. Perché bisogna battere tutte le strade, e tener duro, e mangiare una sola volta al giorno, ma ne verremo fuori.
E naturalmente il CV presentato agli inglesi è radicalmente diverso da quello che ho presentato agli italiani.
Ne abbiamo già parlato – tanto per cominciare, all’estero non vogliono né data di nascita né fotografia, qui da noi se non gli mostrate la vostra faccia i potenziali datori di lavoro non sono assolutamente in grado di decidere se siete in grado di svolgere il lavoro, qualunque lavoro, fosse anche scavare fossi.
E se poi dovesse saltar fuori che site brutti, o vecchi, o del colore sbagliato? Giammai…

Ma ci sono un sacco di altre differenze, ovviamente.

E così ho preso il CV aggiornato preparato ieri e l’ho remixato, per così dire, per i lavori italiani. E mi è venuto in mente quello che TUTTI in questi ultimi nove mesi (ma anche prima) mi hanno detto e ripetuto:

se quando presenti il CV ti dicono che hai troppe qualifiche, tu le qualifiche non mettercele

E naturalmente i motivi per non mettere le qualifiche sono vari, e magatri uno di questi giorni ne riparleremo.

Il fatto è che stavo remixando il mio CV, lavorando di copia-incolla, quando ho avuto una piccola illuminazione: SCRIVENER. Continua a leggere


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La fine del Progetto CAS

Quattro giorni or sono, i cinque ebook delle mie traduzioni di Clark Ashton Smith sono stati segnalati ad Amazon, da un utente italiano, come in aperta infrazione di copyright.
Cosa alquanto curiosa, considerando che i racconti sono dichiaratamente di dominio pubblico e indicati come tali da fonti facilmente accessibili, e le mie traduzioni, essendo un lavoro originale eseguito ex novo, sono di mia proprietà.
Tuttavia, Amazon ha applicato le sue pratiche estremamente restrittive per tutelarsi da eventuali azioni legali, e appena ricevuta la segnalazione ha immediatamente sospeso il mio acocunt di KDP per 24 ore.
Dopo di che, in seguito a mie tempestive (e preoccupate!) comunicazioni, ha ripristinato l’account, ma ha mantenuto offline i cinque volumi incriminati, che come alcuni potrebbero aver notato, non sono più dispoonibili per l’acquisto.

Su invito di Amazon, che mi ha fornito gli estremi, ho immediatamente contattato la persona che mi ha segnalato, chiedendo lumi a riguardo – lo ripeto, sono più che ragionevolmente certo di essere nel giusto, ma poiché è sempre possibile una svista, ed essendo io in buona fede, sarei ben felice di sapere dove ho sbagliato, e quali dettagli ho trascurato.

Tale chiarimento sarebbe inoltre indispensabile per sbloccare i cinque ebook, o per procedere alla cancellazione definitiva, ma dopo quattro giorni non ho ancora ricevuto alcuna risposta.
In mancanza di risposta, Amazon tiene gli ebook nel limbo degli impubblicati.

Il progetto CAS è quindi fermo fino a data da stabilirsi ma, in tutta franchezza, vista la situazione, non ho più intenzione di procedere comunque.
I cinque ebook restano offline, e qualora la situazione dovesse chiarirsi, provvederò comunque ad eliminarli. Allo stesso modo, i miei progetti di traduzioni di altri lavori di Smith o di altri autori le cui opere sono notoriamente di dominio pubblico (ad esempio Robert W. Chambers e Talbot Mundy, sui quali stavo lavorando) sono cancellati.

D’ora in avanti mi concentrerò sulla mia produzione di lingua inglese, lasciando il mercato italiano ad altri

Voglio comunque ringraziare tutti per l’appoggio dato al progetto CAS e per l’entusiasmo e la gentilezza dimostrati.
Buona lettura.


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Hope & Glory: Glass Houses

Sono davvero orgoglioso di annunciare che Glass Houses, la prima novella ambientata nell’universo di Hope & Glory, è finalmente disponibile via Amazon, RPGNow e DriveThruRPG, in a unavarietà di formati digitali.

È stata una corsa lunga, ed è bello vedere finalmente il primo titolo sugli scaffali. E devo assolutamente un grosso Grazie! e una colossale pacca sulla spalla collettiva a tutti coloro che hanno collaborato e stanno collaborando a questo prgetto e a questo libro.
Ne seguiranno molti altri.

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Glass Houses è una storia steampulp ambientata in un’India che non è mai esistita – è buona vecchia fantascienza, piena di intrighi ed avventure, ed è stata scritta sia peri giocatori che per coloro che non giocano.

Per saperne di più su Hope & GloryContinua a leggere


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Spargere i semi del male

george_birkbeckQuesto post è tangenzialmente collegato ai due post precedenti, ma va, forse, in una direzione diversa.
O forse no. Stiamo a vedere.

Il gentiluomo che vedete ritratto qui a destra è George Birkbeck, un nativo dello Yorkshire, di famiglia quacchera, che nel 1799 ottenne una laurea in medicina dall’Università di Edimburgo.
All’epoca una laurea in medicina era il modo migliore per avere un curriculum di studi scientifici comprendente biologia, anatomia comparata, chimica e quelle che oggi chiameremmo Scienze Naturali – ed infatti Birkbeck non intraprese la carriera medica, ma si mise a insegnare “filosofia naturale” all’Università di Glasgow.

A partire dal 1800, Birkbeck prese a tenere

a beneficio delle classi lavoratrici, un corso gratuito di lezioni scientifiche, che proseguirono nei due anni successivi

nelle parole dell’Enciclopedia Britannica.
Alla sua prima lezione su “le arti meccaniche” parteciparono 500 persone. Continua a leggere