strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’altro Flashman

220px-FlashmancoverNe abbiamo parlato in passato.
Nel 1969, George MacDonald Fraser, un laureato in medicina e reduce della guerra in Birmania che tirava a campare come giornalista, si sedette al tavolo della cucina con una macchina per scrivere e in una settimana scrisse Flashman, romanzo su un cialtrone vittoriano nonché “cattivo” di un popolare romanzo per ragazzi.
Fece un lavoro a tal punto eccellente, che un sacco di critici americani pensarono si trattasse davvero delle memorie di un eroe vittoriano che si rivelava attraverso i propri diari un vigliacco e un approfittatore.
Appropriato, come esordio, molto appropriato.
Fu un successo colossale, e Sir Harry Paget Flashman ritornò in un ciclo di romanzi storici che sono oggi considerati dei classici.
MacDonald Fraser morì nel 2008, con all’attivo dodici romanzi di Flashman, che fa anche una comparsata nello splendido stand-alone Mr American, e il cui padre compare in Black Ajax, un romanzo sul brutale mondo del pugilato ottocentesco.
Ma c’è qualcosa che George MacDonald Fraser ci aveva taciuto.
Harry Flashman aveva uno zio. Continua a leggere


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Asteria, il Re Sole e gli altri

asteria baseAsteria alla Corte del Re Sole è finito.
Ci sono ancora un paio di punti che vorrei rivedere, e magari una scena che voglio aggiungere, ma ci lavorerò nel pomeriggio, e poi è fatta.

Ciò che mi domando, adesso, è se valga la pena far uscire le tre storie di Asteria in un volume unico per il mercato inglese, o se farle uscire come episodi separati, uno alla settimana, durante Agosto.

La matematica di amazon, come sempre, è inflessibile1. Continua a leggere


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Lavori in corso per il secondo semestre

Questo è uno dei miei periodici post su cosa bolle in pentola, per fare il punto su cosa ho in programma per le vacanze.
Sono mesi frenetici – dal primo di maggio ad oggi ho avuto una uscita alla settimana, fra il mio materiale autoprodotto, storie e articoli pubblicati su riviste o venduti ad editori, e le mie uscite sotto pseudonimo.
È un sacco di lavoro, ma paga (a malapena) i conti.

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Al momento sto lavorando su una serie di progetti in parallelo. Non è il massimo, ma bisogna far cattivo viso… no, a rovescio, buon viso a cattivo gioco.
È probabile che non vi interessi, tutto questo.
Ma nel caso vi interessasse, vediamo cosa abbiamo in coda… Continua a leggere


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Laboratorio: Pitch – aperte le iscrizioni

È frequente che gli editori, in particolare gli editori stranieri, richiedano all’autore di sottoporre una proposta per un romanzo o una novella.
Di solito per le storie brevi l’editor vuole leggere il racconto completo, ma per lavori di lunghezza media e lunga (diciamo sopra le 15/20.000 parole), un pitch, una proposta sintetica, è più comodo per entrambi: per l’autore, che può mettere insieme il necessario in breve tempo e sottoporlo all’editor, e per l’editor che può valutare proposte di poche pagine invece di sobbarcarsi la lettura di un manoscritto di svariate centinaia di pagine.

Pitch

Come qualunque altra forma di scrittura, un pitch ha una struttura più o meno definita, che si può imparare ad usare e che, con un po’ di esercizio, può diventare uno strumento normale per quando si contatta un editore con una proposta.

Questo laboratorio si divide in tre parti Continua a leggere


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Un nuovo progetto: Ragazze Immaginarie

Ho parlato di questo sul mio blog, Karavansara, qualche giorno fa.
Imaginary Girls è un progetto divertente, a metà strada tra l’esercizio di scrittura e la flash-fiction. Unavacanza, un modo per staccare il cervello, ma continuare a scrivere.
L’idea: prendere una foto di una donna, e scrivere una storia o uno schizzo del personaggio, o uno stralcio di dialogo, insomma una narrativa completa di 100 parole basata sulla foto. Un “drabble”, per usare il termine esatto (e derivato da una vecchia cosa dei Monthy Pyton).
Qualsiasi genere. 100 parole. Non 99, non 101.
Era un po’ che ci pensavo.
Anni, davvero.
Ma poi, c’è sempre altro da fare, vero?instagram-logo-7596E83E98-seeklogo.com

Ma le cose cambiano, e le tecnologie evolvono, ed ecco cosa farò adesso: pubblicherò le mie Imaginary Girls su Instagram.
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