strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio, episodio 7: La Sposa di Frankenstein

In occasione del Pride Month, nel nuovo episodio di Paura & Delirio, chiacchieriamo de La Sposa di Frankenstein, diretto da James Whale nel 1935, in barba alla Commissione Hays. Ma troviamo anche il tempo per fare spoiler, divagare, parlare di Sting e Robert De Niro, della Famiglia Addams e di Animal House, passando per Frankenstein Junior e Casa Hammer, Frankenhooker, Frank Zappa e Sherlock Holmes.

Perché noi valiamo

Oltre alla nostra abituale propaganda maoista.

Lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo

QUESTO PODCAST CONTIENE SPOILER
(PER UN FILM DEL 1935)

… e se una volta ascoltato dovreste accorgervi che vi è piaciuto, pagateci un caffé ed aiutateci ad arrivare su Spotify!


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Ritorno ai fondamentali

Questo post è una specie di piano bar del fantastico, e nasce da una osservazione che mi è stata fatta durante il weekend, e che faceva più o meno

sì, OK, facile sfottere chi conosce solo Conan e il Signore degli Anelli, citando titoli in inglese – cosa dovrebbe leggere secondo te, in italiano, uno che non voglia sentirsi dare dell’ignorante quando parla a vanvera del fantastico?

E la prima risposta è naturalmente “il più possibile”, ma ammettiamolo, sarebbe barare.
Uno dei seri problemi, per un lettore che si avvicini in questo momento alla letteratura di genere è non la povertà degli scaffali, quanto l’assenza di una memoria storica. Io sono stato fortunato (e con me quelli della mia generazione): andando in libreria trovavamo una certa quantità di novità, è vero, ma anche i classici, il più recente Premio Hugo e una ristampa di storie apparse su Astounding o Weird Tales negli anni ’30. E avevamo delle ricche introduzioni, per cui si leggeva un romanzo e se ne scoprivano altri sette. Era un mondo perfetto? No – io cominciai a leggere in inglese per spendere di meno e per poter leggere cose che in italiano non si trovavano, ma c’era una grande varietà, ed era possibile vedere lo sviluppo del genere dalle sue origini al presente, lì, sullo scaffale.
Possiamo farlo ancora oggi?
Certo, possiamo battere le bancarelle per cercare quegli artefatti di un’epoca più civile, ma se volessimo qualcosa che non sia stampato su carta ingiallita e fragile? Magari delle traduzioni aggiornate? Magari un po’ di apparato critico moderno che ci faccia venire delle idee?

Una risposta me la suggerisce la seconda risposta che ho dato al mio interlocutore…

Beh, stanno per ristampare tutto Lankhmar, no?

Perché difficilmente qualcuno che abbia letto le storie di Fafhrd e del Gray Mouser se ne uscirà con la storia che la sword & sorcery è il genere letterario popolato di uomini muscolosi. E la nuova edizione Mondadori, da quello che ho visto nelle anteprime, è meravigliosa.
E tra parentesi è Fa’ferd, non Fatfard.
Ma torniamo al problema di partenza – cosa leggiamo?

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La scarpetta della misura sbagliata

All’inizio di questa settimana ho passato due pomeriggi a scrivere una storia dell’orrore, ambientata a Torino, e mirata ad una specifica antologia che chiuderà alle proposte lunedì. Sono abbastanza soddisfatto del lavoro – è una bella storia, 2000 parole, asciutta e costruita con cura.

È stato andando a verificare le linee guida per formattare il manoscritto prima di spedirlo che mi sono accorto di aver commesso un errore – l’antologia cerca storie di 3000-6000 parole. Ho sbagliato le misure, e se la spedissi la mia storia non verrebbe accettata,
Allungarla di un 50% non è proponibile – la narrativa breve, per sua natura, ha una sua economia, un suo equilibrio, non è che si possano aggiungere paragrafi a casaccio per allungare il brodo senza rischiare di spaccare il meccanismo.
Oh, diamine!

Naturalmente, questa non è una tragedia mortale – la storia resterà qui sul mio hard disk in attesa di una occasione propizia.

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Ozymandias (non quello, l’altro)

Statue. Si è fatto un gran parlare di statue oggi, sui social – abbattute, decapitate, imbrattate, fra applausi o riprovazione, per motivi giusti o sbagliati, si fa, non si fa, è bene, è male.
Ho sentito chiedere che differenza ci sia fra l’abbattere e gettare in un fiume la statua di Edward Colson a Bristol e far esplodere le statue dei Buddha di Bamyan.
Io sono una persona semplice, e mi hanno a volte accusato di aver troppa simpatia per il colonialismo inglese e i vittoriani, ma così a istinto, direi che per esempio il Buddha non ha mai marchiato a fuoco altri esseri umani per venderli.
Quello, potrebbe essere un discriminante…

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Paura & Delirio, episodio 6: Dagon (2001)

Abbiamo chiesto alle persone che seguono la pagina di Paura & Delirio su facebook di votare il film di cui avrebbero voluto sentirci chiacchierare, ed eravamo cereti che non ci avrebbero delusi.
Così è stato, e la maggioranza ha scelto Dagon, il film del 2001 diretto dal compianto Stuart Gordon e basato su La Maschera di Innsmouth, di H.P. Lovecraft.

E chi siamo noi per contestare le scelte del nostro pubblico?

Inutile che stiamo a raccontarvi che questo podcast

CONTIENE SPOILER

Ormai dovreste saperlo.
Speriamo che il programma vi piaccia.


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Uomini muscolosi con la spada

Da qualche giorno stiamo ridendo scompostamente, qui nel Blocco C della blogsfera, per via di un video che sta circolando, in cui la persona che ha deciso di spiegarci cosa sia la sword & sorcery la descrive esattamente così…

storie con per protagonisti uomini muscolosi con la spada

Non esistono solo spade ed asce…

E ora voi lo sapete – a me piace la sword & sorcery, ne ho letta a vagonate e ne ho anche scritta. In effetti le prime cose che provai a scrivere, sulla Olivetti di famiglia, tanto tempo fa, furono delle storie che potrei descrivere come pessima, quasi illeggibile sword & sorcery.
Per questo motivo, per questa lunga frequentazione del genere, sono vagamente protettivo nei confronti della sword & sorcery, e mi si spezza il cuore a vederla ridotta a storie di trogloditi scritte da trogloditi per un pubblico di trogloditi.

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