strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Cineforum 1 – seguirà dibattito

Mi sono inventato il mio piccolo festival del cinema, nel mio piccolo cineclub immaginario. Una cosa semplice, da fare in due serate durante il weekend – due film al venerdì, due film al sabato sera – o per gli irriducibili, come tutto in una notte.

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Non ci provo neanche a proporlo a qualcuno. Finirebbe come tutte le altre volte.
E allora ve lo regalo.
Il mio personale piccolo film festival, il primo dell’estate – potrei proporne uno alla settimana fino a che non riaprono le scuole. Ci penserò.

Ma per cominciare, eccolo qui.
Potete farvelo per conto vostro sullo schermo del PC, o chiamare un po’ di amici a casa, ordinare delle pizze e farvi il vostro festival in soggiorno.
Potere usare uno dei film come date movie, o anche tutti e quattro.
O potete metterlo in piedi in parrocchia, o al cineforum di vostra fiducia, o nella vostra associazione culturale preferita, o dove vi pare.

Se lo fate, poi fatemi sapere nei commenti come è andata.
E datemi il credito per l’idea. Solo quello.

Questo è il mio primo cinefestival – si intitola

Ballando Fuori dalla Crisi

seguirà dibattito.

E ora, i trailer delle quattro pellicole:
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Liebster Award!

Il compianto Gianluigi Marianini sosteneva che se uno ha il buon gusto di non morire prima, prima o poi una laurea ad honorem gliela danno.
E così, nel suo decimo anno di vita, strategie evolutive ha incassato oggi – mentre io non c’ero – il suo primo Liebster Award, grazie ai buoni auspici di Kara Lafayette del blog Secondo Kara Lafayette.
Se volete sapere cosa sia e come funzioni il premio, le regole le trovate qui.

liebster-award2-720x288Lo scopo conclamato del Liebster Award è quello di far conoscere altri blog – e quindi mi si richiede di segnalare undici blog meritevoli del premio, rispondere alle undici domande ideat da Kara Lafayette per la dannazione dei suoi nominati, e proporre le mie undici domande.
Non necessariamente in quell’ordine.
Perciò, cominciamo con le domande di Kara… Continua a leggere


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Quel che resta di un altare

Sono andato a scavare nelle scatole e ho tirato fuori i miei (pochi, ahimé) CD della Orpheus Chamber Orchestra, per rimpiazzare High Adventure di Kenny Loggins sul mio lettore.
51vf6rrPb-L._SX298_BO1,204,203,200_La colpa, credo, è di Phil Rickman, e di The Remains of an Altar, uno dei libri ricevuti in regalo per il mio compleanno – un romanzo interamente incentrato sulla figura di Edward Elgar.
Ma è meglio di così.

The Remains of an Altar appartiene alla serie di Merrily Watkins, ma per quanto la serie abbia una sua cronologia interna, lo si può leggere indipendentemente dagli altri.
Merrily Watkins è una sacerdote1 anglicana “Deliverance consultant”, che sarebbe poi più o meno un esorcista per la chiesa anglicana.
I romanzi sono uno strano connubio di sovrannaturale e poliziesco, con il poliziesco a dominare sulla trama. È come se Phil Rickman volesse dirci che il male compiuto dagli uomini è molto più immediato e tangibile di quello – presunto – che proviene dall’aldilà. Continua a leggere


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Finesettimana a Casale

Fa un caldo infernale, c’è una umidità da giungla tropicale, e io ho qui sei casse di libri della Acheron.
Nel weekend, il 17 e 18 del mese (in altre parole, fra circa 36 ore), mi sistemerò Casale Comics & Games, che come si può intuire dalla locandina è una fiera di fumetti e di giochi che si tiene al castello di casale Monferrato, dove mi sistemerò (spero al fresco) a gestire lo stand della Acheron Books.

Se per caso passate da quelle parti, venite a trovarmi – si fanno quattro chiacchiere, vi vendo un paio di libri…
Pensateci su.


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Santi & Fattucchiere, giorno zero

E siamo partiti.

Novantatré giorni, o se preferite tre mesi come segnala anche il contatore qui a destra (o qui sotto, se state leggendo questa pagina su uno smartphone).

WordPress non mi permette purtroppo di inserire il widget interattivo ultracool che si aggiorna da sé di Produzioni dal Basso, e quindi dovremo accontentarci di una cosa artigianale – la pagina del progetto, con una descrizione di massima, è qui.

Riassumendo – una storia di circa 30.000 parole, intitolata Santi & Fattucchiere consegnata entro 93 giorni1 a tutti coloro che faranno una donazione.

Su suggerimento di molti di voi, sto cercando un modo per riuscire a fornire anche una versione cartacea a coloro che ne faranno richiesta e doneranno… bah, diciamo più di una cifra x ancora da stabilire.
Ma ne parliamo con calma.

Una volta scaduti i 93 giorni, la storia non sarà più disponibile in nessuna forma per almeno un anno, e poi si vedrà.

Che dire – buttateci un occhi, e pensateci su.

E grazie!


  1. non diciamolo troppo forte, ma conto di averla pronta per molto prima, salvo incidenti. 


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Storie & Crowdfunding – pronti a partire

E così è fatta.
La pagina per il crowdfunding di Santi & Fattucchiere è pronta, e varrà pubblicata entro 24 ore.
E naturalmente ne darò notizia anche qui, domani, e poi divulgherò il link urbi et orbi.

A quel punto, vedremo cosa si riesce a fare in 90 giorni.
Il modello che abbiamo scelto per il progetto è quello della donazione libera mediante PayPal.
Non ci sono target, non ci sono ricompense.
Chiunque parteciperà, ricevera entro il 15 di settembre 2017 l’ebook della storia, in formato epub, mobi e pdf.

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Ho pensato a lungo se fare o meno una cosa a livelli, del tipo “versate per lo meno X euro e avrete anche il cartaceo”, oppure “versate x euro in più e un personaggio col vostro nome verrà accoppato in maniera terribile entro i primi sette capitoli”, ma poi mi sono detto che sarebbe stato antipatico.
L’intera faccenda è cominciata con un gruppo di amici che volevano farmi un regalo ma si sentivano in imbarazzo a mettere delle banconote in una busta o a pagarmi un buono su Amazon.
Non creiamo ulteriore imbarazzo mettendo delle tariffe.
Magari la prossima volta, OK?
Se ci sarà una prossima volta. Continua a leggere


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Un topo con la lingua blu

Si era detto un topo con la lingua blu.
Che poi non sarebbe proprio un topo, trattandosi di un “vole”, in inglese, ovvero una arvicola.
Ma sulla copertina del libro, vedete, c’era un topo con la lingua blu, e una magnum puntata alla testa.
E io, lo ammetto, sono uno che a volte i libri li compra per la copertina.
Resta a mio parere un buon modo per scoprire autori nuovi e interessanti, fatemi causa.

Native Tongue è stato il primo romanzo di Carl Hiaasen che io abbia letto.
Acquisto d’impulso, per via della copertina, da Murder One, a Londra.
In quella stessa occasione, ne sono assolutamente certo, acquistai anche The Monkey’s Raincoat e Stalking the Angel, di Robert Crais.
E se Crais mi impressionò molto di più, con la sua miscela di umorismo, hard boiled chandleriano e filosofia zen, per cui negli anni successivi continuai a leggerlo con regolarità, Hiaasen riuscì a farmi ridere in modo sgangherato (cosa estremamente imbarazzante, in metropolitana), dimostrando che era possibile scrivere una storia apparentemente assurda alla Douglas Adams, e che tuttavia non era assurda affatto, riuscendo a mantenere un buon intrigo poliziesco e al contempo a fare della critica sociale e della satira tagliente.
Non una lettura regolare, ma un autore che occasionalmente, specie d’estate, mi piace tornare a frequentare. Continua a leggere


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Perfidia

Quindi, si diceva, l’idea era di scrivere una storia a comando, e agganciarla a una piattaforma di crowdfunding, e vedere cosa succede.
Buon compleanno.
Perciò ho chiesto ai cospiratori di darmi loro un’idea dalla quale partire per scrivere una storia.
Perché così è molto più divertente – per me e, si spera, per chi vorrà leggere.

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E pensavo a quella volta che poposero ad Harlan Ellison di scrivere in una giornata una storia che doveva avere come tema la mummia atlanteana di ventimila anni incinta.
Cose che i primi dieci minuti non li passi a fissare la pagina bianca, li passi a domandarti ma che diamine…
Però è divertente. Continua a leggere