strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


11 commenti

Recensire sconosciuti, leggere chi ci odia

Selezione_001Lo sapete vero che esiste una policy di Amazon per cui non è possibile recensire i libri di persone che si conoscono di persona?
La parte divertente è che nessuno sa come faccia esattamente Amazon a scoprire che A e B si conoscono di persona, in modo da eliminare la recensione che B ha scrito per il libro di A.
I cinici sostengono che si tratti della solita, buona, vecchia, affidabile delazione1.
Il che spiegherebbe come mai questa eliminazione degli amici avvenga a casaccio, sparando nel mucchio, una volta ogni tanto, e mai a certe persone.

In questo senso, Amazon ha abbracciato la teoria – avanzata inpassato da molti, anche qui nella piccola e provinciale blogsfera nazionale – secondo la quale dobbiamo avere opinioni solo su chi non conosciamo.
Guai a parlare dei nostri amici.
Guai ad avere rapporti umani.

È per questo motivo che mi prendo una pagina di questo blog per segnalare gli ebook di Marina Belli.
Perché voi Marina Belli non la conoscete – non sapete chi sia, non leggete il suo blog.
E se qualcuno non parlerà di lei, nessuno la conoscerà.
E chi puù parlare di lei, se non chi la conosce? Continua a leggere


15 commenti

Fra le Rovine di Admiral City – parte seconda

800px-VH-60_Marine_OneComincia con una vibrazione bassa.
Il capitano Peterson, USMC, la percepisce attraverso il seggiolino, e si guarda attorno, in cerca della causa.
Uno sportello allentato?
Poi la prima spia comincia a lampeggiare.
Tappo del carburante non chiuso correttamente.
Il pilota bestemmia.
Il suo secondo bussa due volte sul pannello, per verificare che non sia un falso allarme.
Non è un falso allarme.
La squadra di terra.
“Quegli idioti.”
“Così ci spacciamo il VP.”
Poi una seconda spia – numero dei giri del rotore in calo.
Ma cosa diavolo…?
E poi un’altra – la pompa del carburante.
E poi il sistema elettrico, e le lucette e i campanelli cominciano ad andare e venire a intermittenza.
È l’impianto elettrico.
È l’anti-torque.
Segnale di fumo in cabina.
Peterson non ha mai visto nuilla di simile in quindici anni passati sugli elicotteri.
Il secondo pilota si mette in ascolto.
“Il passeggero domanda cosa sta succedendo.”
Peterson non ha tempo, adesso.
Sotto al White Hawk, i sobborghi di Admiral City scorrono veloci, una distesa di case affollate l’una contro l’altra.
Poi un lampo di rosso.
Un vecchio furgone, parcheggiato su un incrocio abbastanza ampio…
“Là sotto,” indica Peterson. “Sullo spiazzo, vicino a quell’idrante.”
Il suo secondo sogghigna.
“Il Vicepresidente si bagnerà le scarpe.”
Il rotore di coda si blocca in quel preciso istante, e Peterson è troppo impegnato a fare il proprio lavoro per rispondere.
“Mayday, mayday… Air Force Two…” Continua a leggere


6 commenti

Fra le Rovine di Admiral City* – parte prima

Una breve storia degli Old Timers, per celebrare la fine di 2MM il più degnamente possibile.
La prima parte oggi, la seconda domani.
Buona lettura.

Fra Le Macerie di Admiral City
Una Storia degli Old Timers

Prima parte.

Per un lungo minuto, il silenzio è come un rintocco di campana, fra i resti della periferia di Admiral City.
Poi, come se una improbabile primavera meccanica stesse sbocciando, elicotteri come calabroni solcano il cielo, grandi e carichi di uomini in uniforme, o minuscoli e dotati di occhi elettronici coi quali scrutare la devastazione.
La città si scuote dal senso di irrealtà della lunga notte passata.
Le persone provano la morsa allo stomaco che è la paura che finora il caos e l’implausibilità di ciò che le ha travolte hanno tenuto a freno.
Ed il silenzio lascia il posto al panico, al disorientamento.
Non che questo stato di cose importi alcunché ai fratelli Torres.
Nel momento in cui le cose si sono fatte calde, la notte passata, Hernan ha raggiunto Xavier a casa e gli ha detto di preparare il pickup, che ci sarebbe stato da fare.
La catastrofe di alcuni è l’opportunità per altri.
1204092749_1387598004E così ora il vecchio C20 è parcheggiato sul marciapiedi all’angolo fra Peeters Boulevard e Avenida Schuiten, il pianale carico di oggetti.
Sull’angolo opposto, un idrante è stato divelto e da ore un getto d’acqua sta innaffiando la strada.
Il marciapiede bagnato è scivoloso, ed è per questo che Xavier è particolarmente attento, mentre esce camminando all’indietro dal negozio, attento a dove mette i piedi e attento a tenere ben saldo il Panasonic TH-85VX200 per la cornice nera.
Lo hanno preso direttamente dall’esposizione, e Hernan, che regge l’altra estremità, ha arraffato anche gli occhiali 3D.
Un paio li indossa, due paia li ha nella piega del gomito.
Sono sul marciapiede, a mezza strada tra la vetrina sfondata e il pickup, quando l’uomo coi capelli grigi compare riflesso nella superficie nera dello schermo.
Si bloccano, si voltano, lo guardano.
Non è troppo alto, ed avrà una cinquantina d’anni mal portati.
O  forse sono sessanta portati benino.
Indossa dei jeans malandati ed una vecchia felpa grigia.
Ha i capelli lunghi, raccolti in una coda di cavallo, e tiene le mani nel marsupio della felpa.
Sta seduto sul cofano di un’auto parcheggiata lì davanti, il parabrezza sfondato da un blocco di calcestruzzo che pare un meteorite. Continua a leggere


11 commenti

Fra le rovine di Admiral City

E così Due Minuti a Mezzanotte è finito*.

Le statistiche dell’impresa che ha coinvolto 34 autori ed ha lasciato Admiral City con un urgente bisogno di qualche ristrutturazione, le trovate nell’articolo conclusivo di Alex Girola, il world-maker che ha promosso l’iniziativa, e che offre una serie di considerazioni sullo svolgimento.

Dopo un inizio piuttosto confuso, dove ciascun partecipante inseriva elementi nuovi, è subentrata una lodevole autoregolamentazione. I vari autori hanno iniziato a chiudere le parentesi aperte dai colleghi, e a sviluppare il materiale (personaggi, luoghi, scenari) già in gioco. Il risultato, alla lunga, è stato ottimo. Alla fine aveva ragione chi insisteva nel dire di credere nei meccanismi della Round Robin, che di solito tendono da soli ad aggiustare i passaggi “zoppi”.

Io sono dichiaratamente uno di quelli che credono nei mecanismi della Round Robin.
E sono anche uno di quelli che hanno inserito elementi nuovi.
Il mio coinvolgimento è finito alla svelta – ho scritto uno dei primi capitoli, ho cercato di aprire un po’ di strade che altri potessero battere e mettere giù un personaggio che fosse un po’ diverso dalla media.

SpiderG8Operator5Creare Rebel Yell è stato un sistema per sfuggire alle regole, e inserire in una storia di supereroi il mio genere di personaggio – un vendicatore pulp stile anni ’30.
Reb ha dei poteri poco definiti (ne abbiamo discusso per ore, con gli altri autori della RR), una filosofia spiccia, uno stile laconico.
È vecchio, stropicciato, e ha poca pazienza con i ragazzi in calzamaglia.
E ancora meno con Mitt Romney.

Uno degli elementi più istruttivi – a mio parere – di un progetto come 2MM sta nell’obbligare gli autori partecipanti a creare personaggi open source.
Noi li creiamo, li buttiamo sul tavolo, e poi chiunque può usarli.
È un pensiero spaventoso.
Non credete a quelli che dicono bah, non è vero.
Nei nostri personaggi c’è un pezzetto di noi, e darli in mano ad estranei – amici, magari, persone che stimiamo e rispettiamo, ma estranei al rapporto che ci lega al personaggio – è una fonte di infiniti crucci.

E la cosa che ci fa paura non è che il nostro personaggio introdotto al capitolo sette possa venire accoppato al capitolo nove.
Ciò che ci agghiaccia è che qualcuno lo prenda, e lo stravolga.

Io non posso che dirmi soddisfatto.
Reb è piaciuto, ha una sua piccola fan-base, e tornerà in altre storie.
È anche stato ripreso da altri autori, e qui i crucci di cui sopra prendono forma.
Perché se per sua natura eb appare sulla pagina tratteggiato in maniera veloce, con un carboncino più che con una matita, per parafrasare una critica molto lusinghiera pubblicata là fuori, è anche vero che io di Reb conosco un sacco di cose che sulla pagina non ci sono.
the-spider-by-bruce-timmRicordate quelle ore di discussione a cui accennavo?
Perché, e qui metto giù una delle mie ferme convinzioni autorali** – che siano tremila parole o trecentomila, in ciò che scriviamo dobbiamo mettere dei personaggi con una vita, una storia, dei caratteri definiti.
Si tratta di costruire un delicato equilibrio tra ciò che l’autore conosce, ciò che l’autore non conosce, e ciò che il lettore potrà ricavare.
Questo equilibrio, questo processo di costruzione del personaggio, significa che nel momento in cui butto Reb sul tavolo, io lo conosco come nessun’altro.
E nessun’altro potrebbe, quindi, scrivere Reb.
Ma questa è una Round Robin.
E se il rischio è che qualcuno prenda il nostro personaggio e lo snaturi completamente, esiste anche la possibilità che qualcuno lo prenda e lo capisca abbastanza a fondo da rivelarne aspetti che noi stessi, come autori, non conoscevamo.
È per questo che chiudo questo lungo post scritto di getto con un ringraziamento a due degli autori che, senza voler togliere nulla agli altri, hanno preso Reb e lo hanno fatto crescere, rispettandone i caratteri basilari – Alessandro Girola (che lo ha coinvolto in un colossale team-up), ed Angelo benuzzi, che in uno stralcio di forse 300 parole ha condensato il personaggio in maniera impeccabile.

E come si diceva altrove, è stato bello.
Dovremo rifarlo.

————————————-

* se non sapete di cosa io stia parlando, potete aggiornarvi qui.
** che pallone gonfiato.


5 commenti

Pulp virtuale

Uno dei piaceri del trascinarsi attraverso le pagine di Amazon di questi tempi è la quantità di narrativa pulp di ottimo livello che viene distribuita a prezzi ridicoli in formato elettronico.

Se davvero il pulp sta attraversando un nuovo rinascimento, l’editoria elettronica ha certamente una notevole responsabilità.
E non solo in termini di ampia diffusione di titoli economici attraverso la rete.

Consideriamo il volume che risiede in questo momento sul mio lettore.
The Adventures of Lazarus Gray, di Barry Reese, è un prodotto di qualità notevole – buone storie, molto divertenti, una bella copertina (conta, conta molto), illustrazioni interne di classe.
Non avevo letto nulla di Barry Reese, a parte un paio di storie sfuse del suo personaggio più popolare, The Rook, ma l’intero pacchetto è certamente un notevole invito ad approfondire la conoscenza.
Il secondo volume delle avventure di Lazarus Gray è già sulla mia lista.

Il tomo di Reese è ulteriormente interessante perché si tratta di uno spin-off di un universo condiviso.
Tre autori si sono messi a tavolino – virtuale – ed hanno immaginato una città, Sovereign City, nella quale poter ambientare le avventure di tre personaggi distinti.
I tre hanno collaborato secondo un modello aperto, che ha permesso loro di coinvolgere illustratori ed editor e garantire non solo lo sviluppo di un universo coerente e interessante, ma anche la produzione di volumi di alto livello.
E se il primo Lazarus Gray è un esempio di ciò che ci possiamo aspettare, direi che il risultato è stato centrato in pieno.

Semplice la premessa – amnesiaco e alla ricerca della propria identità, Lazarus Gray riunisce un gruppo di collaboratori e crea la Assistance Unlimited, un team di esperti non proprio ortodossi, al servizio di tutti coloro che non riescono ad ottenere giustizia per vie tradizionali.
Seguono avventure che oscillano tra Doc savage, Indiana Jones e l’Uomo Ombra.
Semplice, davvero.

La scrittura è ottima, le idee stereotipate al punto giusto ma comunque capaci di sorprendere, il cast è eccellente.

Impossibile, leggendo la storia della genesi di Sovereign City, nonpensare alla Admiral City che fa da sfondo alle avventure dei personaggi di 2 Minutia  Mezzanotte, di Alessandro Girola.
Anche qui abbiamo la città immaginata, l’universo condiviso, gli spin-off…
No, no, non è un caso di plagio, tranquilli.

Piuttosto è interessante vedere come due team di persone intelligenti e creative*, sulle due sponde dell’Atlantico, abbia potuto procedere lungo percorsi paralleli – ma con la sostanziale differenza di muoversi in un panorama differente.
Reese e compagni possono contare su un mercato abbastanza evoluto da garantire non solo la pubblicazione del volume (attraverso la Pro Se Publishing), ma anche la gratificazione economica di vendere il proprio prodotto senza sentirsi rivolgere strane recriminazioni.
Girola ed i suoi complici lavorano in un paese nel quale ancora esiste una aperta diffidenza verso l’uso delle carte di credito online**, e nel quale il dibattito non è sui contenuti della narrativa, ma sui supporti (elettronico, cartaceo…)

Arriveremo anche in Italia a produrre “dal basso” del materiale di questa qualità, garantendo la sopravvivenza degli autori e degli artisti?
Probabilmente sì, e forse anche prima di quanto crediamo – per quanto il bacino ristretto di lettori, la scarsa dimestichezza del pubblico italiano col pulp e una serie di dinamiche troppo complicate per essere analizzate in questa sede, rendano la fortuna di Reese e la qualità materiale** di Lazarus Gray, ancora di là da venire nel nostro paese.

—————————————————-

* Sì,lo so, di uno dei due gruppi faccio parte anch’io. Chi si loda si imbroda e tutto quel genere di cose…

**  A meno che non si tratti di acquistare pornografia da siti russi – ancora la voce in testa tanto alla fatturazione per le carte di credito, che alle cause di truffe telematiche (stimate, perché chi si fa clonare la carta di credito mentre pagava filmini osceni di solito non è che abbia tutta questa gran voglia di farlo sapere al mondo).

*** Curioso, parlare di qualità materiale di un prodotto virtuale…


36 commenti

Rebel Yell – Patriots

Quello che trovate da scaricare sui link qui sotto è un breve racconto che ha per protagonista Rebel Yell, il supereroe/vigilante creato un paio di settimane addietro per il mio capitolo del round robin 2 Minuti a Mezzanotte.

Si tratta di una storia un po’ grezza di un personaggio un po’ grezzo.
Consiglio vivamente di leggere i capitoli della Round Robin – ed il materiale documentario accluso – e poi, se proprio dovete, dare un’occhiata a questa storiella.
Che si intitola Patriots.
E potrebbe essere la prima di una serie.

Non è sottile, non è elegante.
È stata scritta di getto, impaginata e convertita.

Potete scaricare la versione epub da UbuntuOne.

Potete scaricare il pdf direttamente da qui.

A titolo assolutamente personale, aggiungo che è probabile che io torni – avendo il tempo e la voglia – a lavorare con Rebel Yell.
In fondo è un personaggio semplice, che predilige le soluzioni sbrigative.
È facile da scrivere.
Non richiede particolare intelligenza per immaginare le trame.
Al limite, un po’ di disciplina – ma proprio poca – per narrare le sue storie.

Buona lettura.


3 commenti

Supereroe in casa altrui

… sta diventando un vizio.

Dopo aver contribuito con un capitolo al progetto 2 Minuti a Mezzanotte, in Round Robin superoministico, mi è stato chiesto di scrivere un breve “making of” sul lavoro svolto.
E perché no?

Oggi il mio pezzo su come ho scritto il capitolo Sette va online su Plutonia Experiment, come guest post.

Resto molto sorpreso dell’eccellente accoglienza riservata alle mie 1000 e rotte parole, ed è divertente mettere insieme un po’ di appunti su come le ho imbastite.

Un grazie ad Alex Girola per avermi lasciato lo spazio per pavoneggiarmi.