strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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42000 parole in 7 giorni: giorno 7

E così è andata.

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Le 9000 parole dell’ultmo blocco hanno portato via buona parte del pomeriggio e tutta la serata. Non starò a dire che è stata una allegra passeggiata perché non lo è stato. È stato lungo, e difficile, perché si trattava di tirare le fila di tutto, accoppare malamente, ma proprio malamente un personaggio al quale in fondo ero abbastanza affezionato e uno che invece detestavo con passione, e riuscire a chiudere la storia in maniera soddisfacente.
Per lo meno soddisfacente per me.
La parte che mi è piaciuta di più: usare un elemento della trama buttato lì nel giorno 2 per risolvere una bella scena d’azione, e riciclare un’idea scartata il giorno 3 per la grande baraonda finale.
Ora sarà necessario dare una bella rilettura per assicurarsi che tutte le date collimino, che non ci siano personaggi che cambiano nome, colore dei capelli, età, sesso o statura nel corso della storia, e tutto quanto.
Sarebbe imbarazzante.
Già ho scoperto, dopo un rapido controllo, che Better Never Told si svolge in una settimana con due martedì.
Ooooops!
È il genere di cosa che succede, scrivendo di getto, ma che non dovrebbe arrivare al pubblico.
Anche perché se ci arriva, poi dire tanto è fèntesi non basta.

Come ci si sente arrivando alla fine?
Stanchi e curiosi.
Curiosi di vedere cosa ne verrà fuori quando tutto sarà sistemato.
E quali effetti potrà avere sul mio lavoro di scrittore questo esercizio, e l’impostazione mentale che richiede.
Sto già facendo progetti.

E oggi non è stata una giornata infruttuosa: sono anche riuscito a scrivere le prime 2000 parole di un racconto che, non ancora uscito – e neanche finito (il target sono 4500 parole) – ne ha già ispirato un altro, di un altro autore.
Perché io valgo.

A dire il vero, in questo momento ho solo voglia di vedermi un film, e poi magari domani leggere un libro (ho qui un interessante fantasy atipico…)
Ma ho un paio di lavori da consegnare domani (uno già pagato), e quindi credo che chiuderò qui.

Oh, sì, dimenticavo: 43409 parole.
Per la Science Fiction Writers of America, un romanzo.
Non mi posso lamentare.

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42000 parole in 7 giorni, giorno 6

OK, devo ammettere che non ci credevo.
Ho cominciato a crederci nel momento in cui ho visto i numeri – 1200 parole in 33 minuti.
A quel punto ho capito che avrei potuto farcela anche stasera, e che potrei farcela davvero a chiudere questa storia e poi magari anche a riuscire apubblicarla in tempi umani (non in due anni come Beyul Express).

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E mentre scrivevo, nelle ore passate, ho anche avuto una piccola e inadeguata rivelazione, su ciò a cui serve davvero questo tipo di esercizio. Continua a leggere


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42000 parole in 7 giorni, giorno 5

Prima o poi doveva capitare, e un grosso buco logico si è aperto nella trama della mia storia.
Ora, la pratica generale, in questi casi, sarebbe qwuella di decidere cosa bisognerebbe cambiare per tappare il buco, annotarselo, considerare il buco tappato, e continuare a scrivere come se il buco non ci fosse.
Poi, a prima stesura finita, si torna indietro in fase di revisione, e si sistemano i pezzi che non si incastrano.
Bello liscio.

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Ma io non ho dato retta al buon senso, e nel momento in cui la trama si è piantata – complice una mancanza di concentrazione dovuta a vari problemi privati – invece di tirare avanti, sono tornato indietro.

Risultato – 6300 parole scritte in sei ore, dalle otto di sera alle due del mattino. E a quel punto, spossato e stanco, ho incassato il bonus di 700 parole accumulato in questi primi giorni, ed ho chiuso ad un totale di 25004 parole.
Come da programma – grossomodo.

Restano due giorni di lavoro, e le due tappe dolomitiche di 8000 e 9000 parole.
17000 parole su un totale di 42000, grossomodo i due quinti del totale.
Il grosso della trama ormai è piazzato, i colpi di scena sono pronti, la protagonista è relativamente disorientata, stanca e spaventata (la capisco, oh, se la capisco), e si avvicina il momento di chiudere tutto.

Eppure resta divertente, nonostante la fatica e i problemi.
Arriveremo in fondo, in un modo o in un altro.

E considerando che, contando anche i lavori pagati e i post del blog oggi ho scritto un totale di quasi 12.000 parole, posso sentirmi comunque più che discretamente soddisfatto.


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42000 parole in 7 giorni: giorno 4

La giornata è cominciata con la cucina allagata – mai un buon modo per iniziare la giornata.
Risolta la questione allagamento conabbondante uso di carta di giornale e di segatura (e per niente aiutati dal fatto che oggi ha piovuto tutto il giorno), la giornata è stata abbastanza pesante per vari impegni previsti e imprevisti, e per il comportamento quantomai erratico della rete.penne-allarrabiata
È stato impossibile cominciare a scrivere prima di cena, e così, dopo aver organizzato delle rapide e alquanto soddisfacenti penne all’arrabbiata, mi sono messo al lavoro solo alle otto.
Target del giorno, 6000 parole.
Tante. Continua a leggere