strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il miglior regalo che io abbia mai ricevuto

Poi ci sono quelle cose che non ti aspetti, e che succedono, e ti lasciano così, senza parole.
Che per uno che per campare scrive o – quando glielo lasciano fare – insegna, non è proprio una cosa divertente, restare senza parole.

Per i miei cinquant’anni1, alcuni amici si sono organizzati per farmi un regalo.
La loro idea, fornirmi una connessione alla rete decente, con la quale poter lavorare.
Non avevano fatto i conti, naturalmente, col fatto che Castelnuovo Belbo non perdona, nobody gets out alive, e quindi per tutti i loro sforzi il progetto è fallito.
Vuoi vivere nell’Astigianistan? E allora niente, vai a zappare la terra. Continua a leggere


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Recensire sconosciuti, leggere chi ci odia

Selezione_001Lo sapete vero che esiste una policy di Amazon per cui non è possibile recensire i libri di persone che si conoscono di persona?
La parte divertente è che nessuno sa come faccia esattamente Amazon a scoprire che A e B si conoscono di persona, in modo da eliminare la recensione che B ha scrito per il libro di A.
I cinici sostengono che si tratti della solita, buona, vecchia, affidabile delazione1.
Il che spiegherebbe come mai questa eliminazione degli amici avvenga a casaccio, sparando nel mucchio, una volta ogni tanto, e mai a certe persone.

In questo senso, Amazon ha abbracciato la teoria – avanzata inpassato da molti, anche qui nella piccola e provinciale blogsfera nazionale – secondo la quale dobbiamo avere opinioni solo su chi non conosciamo.
Guai a parlare dei nostri amici.
Guai ad avere rapporti umani.

È per questo motivo che mi prendo una pagina di questo blog per segnalare gli ebook di Marina Belli.
Perché voi Marina Belli non la conoscete – non sapete chi sia, non leggete il suo blog.
E se qualcuno non parlerà di lei, nessuno la conoscerà.
E chi puù parlare di lei, se non chi la conosce? Continua a leggere


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Stato di grazia

Questo è quasi un instant-blogging – l’instant in questione una faccenda di forse quindici minuti di ritardo.
Come Max Headroon, insomma – dieci minuti nel futuro.
Qusto post è scritto di getto, cercando di afferrare delle idee mentre mi passano per la testa.
E questo non è il post che avevo in programma, ed è il prodotto di troppa teina e di un malaugurato attacco d’insonnia.
Insomma, condizioni leggermente anomale.
Aspettatevi l’inaspettato.

Dunque.
Ho appena finito di rivedere per l’ennesima volta Il Grande Freddo, il film di Lawrence Kasdan.
È un film sul quale inciampo di frequente, in Tv, e se ci inciampo sopra mi fermo sempre a guardarlo – un po’ perché c’è Kevin Kline, ed io idolatro Kevin Kline, un po’ per la colonna sonora, un po’ per il cast stellare (come si suol dire).
Un po’ perché è probabilmente il miglior film con Kevin Costner che io conosca.

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