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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Aculeo & Amunet – Un po’ di fonti storiche

Un articolo a richiesta, di quelli nei quali allineo un po’ di titoli di libri per coloro che fosero interessati.

Mi è stato chiesto – da Jonnie, se ben ricordo – cosa io usi per documentare le mie storie di Aculeo & Amunet.
In effetti ho una quantità di volumi – tanto in cartaceo che in digitale.
La loro funzione è doppia – da una parte sono una fonte di informazioni storiche che mi aiutano a definire il mondo nel quale i miei due protagonisti si muovono; dall’altra, sono una fonte di ispirazione, poiché nulla batte per pura meraviglia la realtà storica, sette giorni su sette.

E se la mia documentazione di partenza era abbastanza leggera, con lo svilupparsi della serie, il numero di testi ha preso ad aumentare.
Come è normale che sia.
Perciò, ecco il mio scaffale minimo per scrivere Aculeo & Amunet – non tutti, ma gli indispensabili, e un paio di titoli insoliti. Continua a leggere


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Piramidi, canali e altre reliquie del passato

Come ho scritto altrove, documentare una serie di storie con una ambientazione pseudostorica è una fatica improba.
Perché su una storia singola si può anche giocare di prestigio, ma su una serie bisogna avere ben chiara l’immagine del mondo nel quale si muovono i protagonisti.

Il lato positivo di tutto ciò, naturalmente, è che ci si può togliere la soddisfazione di tornare a leggere libri di storia e di archeologia per il piacere di leggerli – e con la giustificazione di “fare ricerca”.

1120788The Ancient Engineers, di Lyon Sprague de Camp non è un testo recentissimo, ma la semplice idea di fondo lo rende esilarante – narrare la storia della civiltà non dal punto di vista degli eventi politici o militari, ma dal punto di vista degli ingegneri, quelle persone che con perseveranza e applicazione delle tecnologie disponibili crearono il progresso della nostra specie.

Il volume, ancora disponibile per i tipi della Ballantine, tocca tutto il passato classico – Egitto, Mesopotamia, Grecia e mondo ellenico,e poi la Cina e tutto quanto il resto…
Trattandosi di un testo che ha una cinquant’anni (l’ultima revisione è del 1963), mancano molte delle scoperte più recenti, ma come solida base per comprendere l’impatto di alcune semplici tecnologie sul nostro passat, rimane straordinario.

Sprague de Camp è un divulgatore non meno dotato del suo vecchio compare Ike Asimov – e a differenza del buon dottore, ha uno spirito ed una sana dose di cattiveria che rendono i passaggi sulla piramidologia e sulle pseudoscienze un assoluto spasso.
Certo, l’autore era famigerato per il suo spirito tranciante nei confronti di certe baggianate.

Lost Continents by L. Sprague de Camp, Dover P...E infatti, a partire dagli anni ’60, Sprague De Camp – insieme con molti altri autori – si trovò ostracizzato da Campbell, che lo considerava colpevole di aver sbeffeggiato la Dianetica di Ron Hubbard.
A fronte della scomparsa del suo principale mercato letterario, l’autore si mise allora in cerca di qualcos’altro che gli permettesse di sbarcare il lunario – e cominciò a produrre volumi di archeologia e storia antica, spesso cucendo insieme articoli comparsi su diverse riviste di divulgazione.
La produzione di Sprague De Camp fu piuttosto interessante, con titoli come Lost Continents (ancora oggi il miglior testo su Atlantide disponibile sul mercato – da noi lo tradusse Fanucci e si trova ancora su bancarelle), questo The Ancient Engineers o il più raro (e costoso) Citadels of Mystery.
Sempre con un taglio molto razionalista, e un atteggiamento alquanto divertito.
Ottima saggistica, una lettura quanto mai raccomandata.

Massiccio, molto ben illustrato e divertentissimo, questo bel paperback che pare un mattone sumero è un buon modo per passare un paio d’ore a cavallo della cena.
Con dei post-it a portata di mano, per prendere appunti.