strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Bestie selvatiche

Da quando sto in campagna, ho scoperto, si è sviluppato un certo rituale – arriva l’inverno, la temperatura crolla, ed io mi rintano in casa con un libro sulla natura selvaggia.
Due, in effetti, allo stato attuale – il primo dei quali (in lettura, a dirla tutta, per motivi professionali) mi ha suggerito il secondo, che si sta rivelando una banconota da venti centesimi ben spesa.

Ma procediamo con ordine.
Lavorando sulla generazione di energie a basso impatto da fonti rinnovabili, sono andato a inciampare in una facenda che si chiama Rewilding.
Si tratta di una tecnica di conservazione della biodiversità che mira, in prima battuta, ad allargare e connettere le single aree di natura ancora (se possibile) incontaminata, al fine di favorire la circolazione delle specie e la (re)instaurazione di un territorio ampio nel quale le specie protette o minacciate possano esistere libere.
Cercare insomma di riportare le condizioni del paesaggio selvatico alla maggior parte possibile del territorio.
Suona ancora troppo esoterico?
Pensate al numero di volpi e ricci che restano spiaccicati sulle nostre strade.
Creare dei condotti al di sotto della rete stradale, lungo i quali gli animali possano imparare a spostarsi evitando il traffico, è un minuscolo quanto di rewilding.
Immagiante ora che a spostarsi non siano ricci, o volpi, ma orsi…
Rewilding.

La cosa, come dicevo, va ad incidere anche sul mio lavoro sulle energie rinnovabili, e quindi per documentarmi ho acchiappato una copia usatissima di Rewilding the World, una ponderosa collezione di articoli (peraltro di taglio divulgativo) sui diversi progetti attivi riguardo al rewilding in varie aree del mondo.
Ce n’è anche una qui in Europa – voi lo sapevate, vero?
Ottima lettura, anche se a tratti un po’ arida.

Poi, in attesa di mettere le mani su un buon testo riguardo ai progetti di Rewilding Pleistocenico – il tentativo di ricostruire un paesaggio pleistocenico sano in Nord America, elefanti e tutto – mi sono procurato The Animal Dialogues, di Craig Childs, uno degli autori presenti nel volume precedente.
Childs è sostanzialmente uno che, per anni, ha vagato in lungo e in largo in varie vesti, ed ha incontrato delle bestie nel loro ambiente naturale.
Il volume raccoglie tutti questi incontri – con carnivori e volatili, con animalini pelosi e rettili, con bestie che son fuggite il più in fretta possibile per la paura, o che hanno dato la caccia all’autore.
Si tratta di istantanee in prosa, ciascuna di una creatura e del suo ambiente.
Ingannevolmente semplice, molto elegante.
L’ideale per queste giornate fredde.