strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un’antologia indispensabile

In questi giorni tutti – ma dico tutti – vi hanno consigliato dei libri dell’orrore, delle storie di spettri, dei film di paura e quant’altro.
La maggior parte non sono stati neanche originali.
E allora proviamo ad andare controcorrente.

514cty2p6glWomen of Future Past è una raccolta di racconti di fantascienza scritti da donne.
Curato da Krisine Kathryn Rusch, è una sorta di breviario, una collezione di titoli eccellenti, di storie che è necessario leggere.

Un volume da acquistare in cartaceo, per sbatterlo sulla testa a quelli che dicono che la fantascienza non è una cosa da donne (no, davvero, ce ne sono un paio che ragionano ancora così.)
La raccolta include storie di Leigh Brackett, Lois McMaster Bujold, Pat Cadigan, CJ Cherryh, Zenna Henderson, Nancy Kress, Ursula K. Le Guin, Anne McCaffrey, C.L. Moore, Andre Norton, James Tiptree, Jr., e Connie Willis.
E ha una copertina splendida.

Naturalmente se siete appassionati, le storie nell’antologia le avete già lette tutte1, ma l’introduzione della Rusch da sola vale il prezzo del biglietto.


  1. o, in caso contrario, eccovi un’ottima occasione per porre rimedio alla vostra inammissibile ignoranza. 


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Shannara, probabilmente

Sword_of_shannara_hardcoverÈ successa una cosa strana, qui nel Blocco C della Blogsfera.
Nei giorni passati, durante l’ora d’aria su facebook, il mio amico Germano – di Book & Negative – ha annunciatola sua intenzione ri rileggersi La Spada di Shannara.

Ora, ne abbiamo parlato molte volte – la pubblicazione di The Sword of Shannara, nel 1977, è un momento importante per l’evoluzione della letteratura fantasy.

Il lavoro di Brooks venne selezionato da Lester Del Rey, che stava cercando un romanzo che potesse soddisfare il desiderio dei fan di Tolkien, che volevano una seconda dose del loro fantasy preferito1.
Il romanzo lanciò la Ballantine/Del Rey, destinata a diventare nella decade successiva il principale editore di fantascienza e fantasy, e la carriera di Brooks.
Ci sarebbero voluti sette anni perché Shannara diventasse una trilogia – creando quello che viene in generale definito template fantasy o fantasy post-tolkieniano.
Del Rey – che aveva una lunghissima esperienza alle spalle come autore ed editor – lavorò personalmente alla revisione del romanzo di Brooks, contribuendo a farne, sostanzialmente, Il Signore degli Anelli senza le parti noiose e senza le poesie in elfico.
Una bieca operazione commerciale – completata con l’ingaggio, come illustratori del volume, dei Fratelli Hildbrandt, famosi per le loro illustrazioni tolkieniane.
Il volume vendette 125.000 copie nel primo mese. Continua a leggere


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I Draghi non bastano

Questo è un post del piano bar del fantastico – ed ha una marginale attinenza col post che la settimana passata ha tanto scaldato gli animi dei lettori là fuori.
Non credo che questo farà altrettanto, ma chi lo può dire?

Vediamo di inquadrare il fenomeno.
Anne McCaffrey è stata una delle più popolari autrici di fantascienza e fantasy del secolo scorso.
La McCaffrey esordì con alcuni racconti negli anni ’50, ma fu con i suoi due racconti lunghi pubblicati su Analog, Weyr Search (che vinse l’Hugo) e Dragonrider, poi riuniti in Dragonflight, nel 1967, che l’autrice si collocò solidamente al centro del genere*.

E sul quale genere, potrebbe ruotare tutta la questione.

AnneMcCaffrey_DragonflightSul mondo di Pern, una civiltà grossomodo medioevale conduce i propri giochi politici e la propria esistenza senza eccessivi scrolloni da molti secoli, arroccata in castelli di pietra che sono il centro delle principali attività umane sul pianeta.
Un tempo ogni castello era equipaggiato con un contingente di draghi, usati come cavalcature e armi da una classe di individui legati empaticamente e telepaticamente con essi.
Antiche ballate sembrano indicare che la presenza dei draghi sia indispensabile per la sopravvivenza degli uomini, ma pochi badano a certe storie.
I tempi dei draghi sono passati.
Dragonflight, il primo romanzo della serie di Pern, segue le peripezie della protagonista (che sfortunatamente per noi italiani, si chiama Lessa), nel suo tentativo di decodificare le leggende e di ricreare la rete di Weyr, i nidi dei draghi e dei loro cavalieri. La ragazza – ultima erede di una famiglia nobiliare caduta in disgrazia – dovrà abbandonare le proprie terre, allearsi con una popolazione di guerrieri che, ultimi, restano leali ai draghi, e trovare il modo di manipolarne il leader per essere accettata**. Continua a leggere


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Anne McCaffrey, 1926-2011

Apprendo solo ora della scomparsa della scrittrice americana Anne McCaffrey, autrice della celeberrima serie di fantascienza (mascherata da fantasy) sui draghi del pianeta Pern, e di numerose altre serie estremamente popolari.

La Mccaffrey aveva esordito negli anni ’50 con alcuni racconti, ma aveva intrapreso la carriera di autrice solo nel 1967.
Ad oggi aveva all’attivo oltre cento volumi.

La serie di Pern – iniziata con Dragonflight, del 1968 – resta uno dei capisaldi del planetary romance.

La McCaffrey fu anche la prima donna a vincere il premio Hugo nel 1968.

Noi vogliamo ricordarla così…