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Antipatie Holmesiane

Ho sempre trovato il dottor John Watson mortalmente antipatico*.
E mi rendo conto di non essere il solo.
Come dicevo altrove, la comunità holmesiana è a riguardo divisa in due campi opposti.
Ci sono i fautori dell’accoppiata Watson simpatico/Holmes antipatico, ed i fautori dell’opposta accoppiata, Watson antipatico/Holmes simpatico.
Non è una divisione così netta, badate, e molti vi dirannocon una spallucciata che loro non si son mai posti il problema.
Ma nel momento in cui voi lo ponete a loro…

Ora, è importante notare che i film tendono a complicare le cose.
Nei film, se Holmes è rappresentato su uno spettro abbastanza ampio, d’altra parte Watson è sempre piuttosto bonario.
È l’elemento umano che fa da contrappunto al sovrumano.

Ma se diamo un’occhiata alle storie**, la faccenda si complica alquanto.

La versione che vede un dottor Watson in fondo simpatico, frequentemente angariato dall’eccentrico e piuttosto arrogante Holmes è probabilmente quella più vicina alle intenzioni autorali di Conan Doyle.
Watson è un sano inglese vittoriano, con un occhio per le signore (si fidanza, si sposa, resta vedovo, si risposa***…), le idee piuttosto chiare su come giri la società, ed una intelligenza non tanto assente quanto sotto-utilizzata.
Holmes lo riprende spesso, per il fatto che guarda ma non osserva, che si lascia scappare i dettagli, e così via.
Watson è un tipo a posto, insomma, che si ritrova a dividere l’alloggio con un cocainomane arrogante, che non esita a sottolineare quanto il proprio coinquilino, sì, si impegni, ma proprio non ci arrivi.
È Holmes, sostengono i fautori di questa linea di pensiero, ad essere l’antipatico.
Lo sostiene ad esempio Craig Hilton, nel suo articolo sul buon dottore che è uno dei capisaldi dei… mah, chiamiamoli watsoniani.

We his readers could not have known Holmes in the way we do, had not his zealotry been viewed through Watson’s stability, his cold analysis through Watson’s empathy, and his specialisation through Watson’s well-rounded comprehensivity. Stability, empathy and comprehensivity – you couldn’t want for better qualities in a general practitioner.

Già, un buon dottore.
Ma consideriamo invece l’ipotesi opposta.

Consideriamo un individuo fortmente anticonformista, con una intelligenza superiore alla media, capacità di osservazione fuori dal comune e una professione per lo meno atipica.
Sherlock Holmes.
Piazziamogli in casa un ex militare un po’ bigotto, con la classica mentalità ipocrita della media borghesia vittoriana.
Una persona abituata a godere di un certo riguardo (è, dopotutto, un medico****) e che si trova tuttavia nell’ombra di una persona che è meglio, ed è meglio giocando fuori dagli schemi.
A questo punto, chi, nella posizione di Holmes, non si divertirebbe a punzecchiare con qualche frecciata il buon dottore?
E il buon dottore, narratore delle storie, non potrebbe vivere queste bonarie prese in giro come dimostrazioni di arroganza, e dipingere quindi il proprio compagno di stanza ed amico attraverso il filtro di chi si sente dileggiato?
È Watson a dirci che Holmes è disordinato, eccentrico, vanitoso ed arrogante.

A supporto di questa tesi, del Watson antipatico, ci sono le opinioni trancianti che infila nelle proprie storie, riguardo ai clienti di Holmes.

“Our visitor bore every mark of being an average commonplace British tradesman, obese, pompous, and slow”

E che dire della povera Mary Sutherland colpevole di

“preposterous hat and the vacuous face”

E poi c’è la faccenda del gongolamento del buon dottore nell’informarci che la defunta Irene Adler è, appunto, defunta.

Insomma, un tipino piuttosto odiosetto.
Che è la nostra unica fonte canonica su Sherlock Holmes.
Sospetto, non trovate?

Per cui, da bravo holmesiano non praticante, di quando in quando mi rileggo un paio di storie di Holmes.
Detestando Watson pagina dopo pagina.

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* Questo post nasce dall’interessante post della Clarina sui narratori antipatici.
Buttatteci un occhio.

** Tra l’altro, c’è una edizione Kindle approvata dalla Conan Doyle Estate, e che include anche i racconti del mistero e del terrore, che va per circa un euro.

*** Curiosa, poi, questa faccenda della seconda moglie, mai nominata, mai descritta… che poi lo pianta o muore anche lei… mah.

**** Un ottimo medico che tuttavia non riesce a ricordare dove sia stato ferito. Se però c’è da correre, è stato ferito ad una gamba, se c’è da menar le mani, ad una spalla…