strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Selky, Sirene e Mostri Marini

L’antologia Water: Selkies, Sirens & Sea Monsters, curata da Rhonda Parrish, esce domani, accompagnata da eccellenti recesioni da parte di chi ha avuto modo di leggerla in anticipo.
Il volume include la mia storia The man who speared octopodes, su un tizio che ha una specie di ossessione per i polpi.
Se vi và, datele un’occhiata.


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Alla corte dell’Impalatore

Per coloro che non si fossero ancora stancati delle mie chiacchiere, c’è una mia storia intitolata Il Duello nella nuova antologia Vlad Tepes, curata da Alessandro Iascy e pubblicata da Ailus Editrice.

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E ci sono anche storie di un sacco di autori più in gamba di me (troppi, per citarli tutti), e un notevole apparato critico. Ed ogni storia è illustrata!
E la copertina, qualora non l’aveste notato, è splendida.
Buttateci un occhio, se vi và.


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Ad Halloween ci sono orrori che non hanno prezzo

Cover-TrueFantasy-Horror-Stories-2015-A… e quindi potete scaricarli gratis.
I ragazzi di True Fantasy hanno lavorato a ritmi folli per far arrivare sui vostri ereader una collezione tanto massiccia quanto variegata di storie di paura per questo Halloween.
Solo autori italiani – perché noi valiamo.

Essendo uno degli autori, non posso naturalmente esprimere giudizi – ma diciamo che a mio parere potreste trovare TrueFantasy Horror Stories 2015 piuttosto divertente, e molto adatto alla stagione.

Buona lettura!
(e fate sapere ai curatori cosa ve ne pare!)


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Hydropunk, l’antologia

hp coverAnnuncio con estremo piacere l’uscita dell’antologia Hydropunk, the Drowned Century, che raccoglie le storie che hanno partecipato all’omonimo concorso indetto dal blog Minuetto Express:

Mareah & Juliette, di Alessandro Forlani;
Tempi Interessanti, di Davide Mana;
Gli Acquanauti degli Oceani Boreali, di Mauro Longo;
Moby Dick Project, di Enzo Milano;
Sotto Pressione, di Gabriele Falciani;
L’Arcipelago di Ulisse, di Ariano Geta;
Nuovo Mondo, di Stefano Trevisan;
Caccia Grossa, di Massimo Mazzoni;
Gli Occhi del Mostro, di Moreno Pavanello;
Fuochi Fatui, di Francesca Rossi;
Imperius Rex, di Marco Montozzi;
Contro Natura, di Stefano Busato Danesi;
Scogliere, di Alessio Brugnoli;
La Caccia dell’Albatross, di Marcello Nicolini

Il volume è in epub, e si può scaricare gratis dal link segnalato qui sopra.
Buona lettura!


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Visioni Pericolose

È qui fra le mie mani avide.
Non è malandato ed eccitante come il volume che prestai il primo anno di università e andò perduto, ma è solido, come un bel mattone con la copertina azzurra, stampato su carta eco-friendly e con un senso di… sostanza.
È reale.
Mi è costata circa dieci euro, contando anche le spese di spedizione.
Un’inezia.
E vale naturalmente ogni maledetto centesimo.
Questa non è una antologia di racconti.
Non è un semplice paperback da viaggio.
Questo è più di un testo sacro.
È più di un breviario.
Questo è un momento nella storia, congelato sulle pagine.
Questo libro ha la mia età.
Questo è Dangerous Visions, di Harlan Ellison.

L’edizione Gollancz nella collana SF Masterworks è la ristampa del 2012 della ristampa del 2002 del volume originale del 1967.
Grande anno, il 1967.
Il fatto che sia la ristampa del volume del trentacinquennale significa che ci troviamo dentro un sacco di apparato metatestuale.
Vediamo…

L’introduzione 2011 di Adam Roberts.
La prefazione 2002 di Michael Moorcock.
L’introduzione 2002 di Harlan Ellison.
DUE (ovviamente) prefazioni 1967 di Isaac Asimov
L’introduzione 1967 di Harlan Ellison…

Ciò che stringete fra le mani è più di un libro. Se saremo fortunati, è una rivoluzione.

E poi 33 racconti.
Trentatré storie originali che Ellison commissionò fornendo una sola linea guida – racconti che nessun editor, nel 1967, avrebbe avuto il coraggio di pubblicare.

Ciascun racconto è preceduto da una introduzione di Ellison e seguito da una postilla dell’autore.

Silverberg, Pohl, Aldiss, Dick, Niven, Leiber, Anderson, Sturgeon, Ballard, Delany, Ellison, Zelazny, Spinrad, Lafferty…
Trentadue autori in tutto (David R. Bunch ha il privilegio di comparire con due storie).
Di queste trentatrè storie, sette hanno vinto il premio Hugo e/o il Nebula.
E altre tredici sono state nominate al premio Hugo e/o al Nebula.

Questa è la crema della fantascienza nel 1967 per autori, temi, forma.
Questa è una rivoluzione, la più storica e colossale mattanza di vacche sacre che mai si fosse verificata nel genere, e l’annuncio che le cose stavano cambiando.
La nota di Fritz Leiber al proprio pluripremiato Gonna Roll the Bones è illuminante…

La Scienza stessa è una battaglia contro quei babau quali il Cancro è Incurabile, il Sesso è Sporco, Spaccarsi la Schiena col Lavoro è il Destino Eterno dell’Uomo, la Gente non può Volare, le Stelle sono Irraggiungibili, l’Uomo non è fatto per Conoscere (o Fare) Questo, Quello e Quell’altro.

Quindi niente tabù.
Nessuna timidezza di fronte ai nostri nemici.
Nessuna preoccupazione che il pubblico possa restare sconvolto, offeso, disorientato.
Senza rete.

Dangerous Visions, al di là del valore dei singoli racconti, è straordinariamente significativo.
È la dimostrazione di quanto possa essere pericoloso un singolo individuo con una intelligenza vivace ed una macchina per scrivere… di più (o di meno, fate voi), quanto sia pericoloso un uomo (o una donna!) capace di esprimersi creativamente.

Lo soppeso qui fra le mie mani, Dangerous Visions, e penso alla cancellazione di Firefly e di Dollhouse, e di Farscape.
Penso alle ore ed ore di rassicuranti sacerdoti investigatori, cani-meraviglia, saltimbanchi e ballerine, e caramellosi melodrammi, ai “reality show” (non c’è una contraddizione in termini, qui da qualche parte?) ed ai bollini colorati per farci sapere se possiamo o non possiamo guardare.
Al linguaggio della vecchia TV dei ragazzi esteso a tutta la programmazione televisiva.
A infinite partite di pallone.
Il dumbing-down come stile di vita.
Penso ai deliri sul crollo della civiltà pronosticato come conseguenza dell’accesso del maggior numero di persone agli strumenti minimi dell’espressione creativa.
Penso alla minaccia del ritorno alla vecchia fantascienza – non ai temi (il vapore, il diesel, i meccanismi ad orologeria) ma al rassicurante formalismo, alla difesa strenua dello status quo.
Penso al fatto che in quarantacinque anni questa antologia è stata tradotta nel nostro paese una sola volta, nel 1991, e fortunato chi ne ha reperita una copia.

Ma ora Dangerous Visions è (di nuovo!) qui nelle mie mani, ed è davvero (finalmente!) una rivoluzione.


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Positivisti, alla faccia vostra

Dicono un sacco di cose, quelli là fuori…

Dicono, ad esempio, che essere ottimisti è da citrulli.
Che quelli fighi sono pessimisti e blasè.
Dicono che credere fermamente in un futuro che sia migliore del presente è infantile ed irrealistico.
Figuriamoci poi lavorare in quella direzione.
Dicono anche – spesso – che il pubblico non legge più fantascienza perché ha trovato la propria realizzazione in Harry Potter.
Dicono che le antologie non hanno mercato.

Poi arriva Jetse de Vries, ed io ho qui un libricino da tenere sul comodino come se fosse la Bibbia.
Si intitola Shine, ha una copertina fantastica, ed il contenuto è anche meglio.
Il futuro è così brillante che…

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Sesso a vapore

Non sono un assiduo frequentatore della letteratura erotica.
Anzi.
A parte forse la vecchia ma inaffondabiole antologia curata da Fiona Pitt-Kethley per l’Università di Oxford, il genere mi rattrista per la sua frequente, abituale mancanza di allegria.
Da bravo collezionista, ho una manciata di (deludenti) romanzi di fantascienza e fantasy a tema erotico – che se possibile concentrano ed amplificano i principali difetti del genere.
Un tale scrisse molti anni addietro (facciamo settanta) una lettera all’editor di Astounding, “leggo fantascienza proprio perché voglio evitare certe scene e certe situazioni.”
Beata innocenza.

Ma ora il nuovo genere che tira è lo steampunk, e quindi era naturale che venissero sfornate un po’ di antologie a tema steampunk e orientate alla narrativa erotica.
Che poi, sembrerebbe il mix ideale, no?
L’epoca vittoriana, con le sue pruderie ed il suo perbenismo ipocrita, e la rivoluzione industriale impazzita…
Le premesse sono molto buone.

E quindi, accanto alle antologie di Jeff Vandermeer ed ai romanzi della Snow Books, piazziamo questo Carnal Machines, antologia editata da D.L. King, che ha un buon catalogo di antologie erotiche a tema curate negli anni in passato.

Di sicuro la copertina pare promettente.

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