strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


7 commenti

Quattro per Uno

17566837Tutto comincia con una copertina.
Quella che vedete riprodotta qui di fianco.
Mi piace molto.
Si parlava di editoria artigianale, di microeditori, di produzione a basso budget, e delle orride brutture che spesso vediamo spiaccicate su libri in fondo piacevoli.
La copertina è la prima cosa che il lettore incontra.
Una buona copertina può fare o disfare il successo di un libro.
In digitale o in cartaceo.

E così, parlando coi miei compagni del Blocco C durante l’ora d’aria, viene fuori questa immagine.
Una rapida ricerca, e scopro che si tratta del vestito di una storia scritta da un gentiluomo noto come Bard Constantine.
Parte di una serie, che mescola hard-boiled e fantastico.
Dieselpunk*.
Copertina perfetta, che non ha problemi a vendermi il libro.

DieselpunkePulpShowcaseLa curiosità è forte.
E la storia di mister Constantine è disponibile in Kindle, per una cifra irrisoria.
Ma, per la stessa irrisoria cifra, posso recuperare, sempre attraverso Amazon, il sostanzioso Dieselpunk ePulp Showcase, una antologia di quattro racconti – incluso quello che mi interessa.
La scelta è ovvia.
E si rivela vincente.

Il Dieselpunk ePulp Showcase ci offre quattro storie, ambientate in altrettanti mondi, ciascuna parte di una serie: Tales of the Aether Age, Pandora Driver, Troubleshooter e World of Manana.
Diverse per stile, unificate dall’approccio dieselpunk – dirigibili, cappelli fedora, automobili che paiono opere d’arte, flappers, jazz, strade di notte sotto alla pioggia.
Quattro autori: Grant Gardner, John Picha, Bard Constantine e Jack Philpott.
Toni hard-boiled, elementi fantascientifici e fantastici, scrittura asciutta.
Divertenti.
Molto buone.

Ottima veste grafica, ed un’idea semplice e geniale – quattro autori sotto una sola copertina, ciascuno con un assaggio della sua opera.
Vivamente consigliato – e foriero di futuri acquisti e letture.

——————————————————-

* Sì, lo sappiamo, si tratta di una etichetta di comodo, che è probabilmente priva divalore ma che serve perché ci evita unalunga discussione. Io dico dieselpunk, e voi capite più o meno chiaramente di cosa stiamo parlando.


13 commenti

Lo Scaffale dei Pulp

Sam-casablanca-1345034-360-253Si era detto pulp, e neanche a farlo apposta, attraverso Facebook mi arriva una richiesta pulp per il Piano Bar del Fantastico.
prima performance dell’anno.
Il locale è buio e fumoso, il piano verticale mostra inquietanti fori da proiettile, ma noi il pezzo lo facciamo lo stesso.
Poi canteremo in coro la Marsigliese.

La richiesta fa più o meno così…

Mi piacerebbe leggere un’avventura sul classico, tipo avventuriero in giro per il globo et silmilia. […] Una cosa anni ’30 con locali ai confini del mondo, sigarette arrotolate a mano, donne chiamate pupe.

Il genere pulp-avventuroso, in Italia, è poco frequentato.
Un editore, da qualche parte in passato, provò a pubblicare Doc Savage, ma ottenne risultati mediocri di vendite e di critica.
Il genere è più praticato al cinema (Indiana Jones, La Mummia) che non nella narrativa.
A complicare le cose ci si è pure messo Tarantino, che intitolando Pulp Fiction un film che si sarebbe potuto tradutrre con Narrativa d’Appendice, ha autorizzato qualsiasi idiota a definire pulp una storia a base di sesso, droga e violenza.

adventurehouse-spicyadventurestories-November1942In realtà, la cosa è più complicata – possiamo immaginare una ideale suddivisione in quattro periodi della storia del pulp.

  1. il proto-pulp – su riviste come i penny dreadfuls inglesi e le dime novel americane, dagli anni 90 del 19° secolo alla prima guerra mondiale. Un catalogo che spazia da Conan Doyle a Kipling, passando per decine di autori sconosciuti.
  2. il pulp propriamente detto – quello delle riviste pulp pubblicate fra le due guerre… da Black Mask a Weird Tales passando per Astounding
  3. il pulp del dopoguerra – equamente suddiviso fra i paperback della Gold Medal e le riviste tipo Men’s Adventures
  4. il New Pulp – pubblicato ora, spesso in formato elettronico

Qui ci occuperemo essenzialmente di pulp propriamente detto – quello dei racconti e dei romanzi brevi pubblicati sulle riviste.
Perciò, fermiamoci un attimo, e cerchiamo di mettere giù una delle nostre solite reading list.
Ci toccherà leggere in inglese – fatevene una ragione. Continua a leggere


5 commenti

Lungo strani eoni

A volte un po’ di rischio fa bene.

Non dico di affrontare la tundra in Alaska con le scarpe da tennis, ma quando si tratta di leggere, e di scegliere un titolo su cui investire una decina di euro, un po’ di rischio, un po’ di intraprendenza il più delle volte pagano.

Dopotutto, uno dei migliori romanzi letti nel 2010, era un’opera d’esordio di una sconosciuta sbucata da un gruppo di scrittura in qualche angolo del Colorado…

E quindi, perché non provare anche questa volta.
Bella edizione.
Splendida copertina.
26 racconti.
Non può essere tutto schifoso, giusto?

Continua a leggere


10 commenti

Antologie – le cinque serie migliori

La lista precedente è stata criticata perché regolata da parametri troppo stretti.
Ma d’altra parte, come sarebbe possibile presentare una lista bilanciata di antologie se nell’elenco si dovesse includere, ad esempio, la colossale ed inarrivabile Dangerous Visions, di Harlan Ellison?
Sarebbe necessario adottare una scala logaritmica…

Per farmi perdonare, elenco qui cinque serie di antologie che sono assolutamente fondamentali (a mio parere, naturalmente) e che per regole di campo erano state escluse dalla lista precedente.
Si tratta della mia lista, come al solito, basata su gusti personali e pienamente non condivisibile dai miei opinionatissimi visitatori.
Che spero vorranno dire la loro nei commenti.

Io tenderei comunque a diffidare di un sedicente appassionato che non avesse per lo meno una manciata di questi titoli sullo scaffale – si tratta infatti non solo di eccellenti raccolte di narrativa, ma anche  e soprattutto di uno strumento agile ed efficace per avere sott’occhio una panoramica del genere e della sua evoluzione.
Vediamo (sarà difficile arrivare a 5, ma ci proviamo)…

Mammoth Book of [fate voi]book cover of   The Mammoth Book of Pulp Action   (The Mammoth Book of ...)  by  Maxim Jakubowski
Pubblicati a partire dalla seconda metà degli anni ’80, ma ispirati ad una pubblicazione degli anni ’30, The Mammoth Book of Thrillers, Ghosts and Mysteries, la serie non ha una caratterizzazione generica, nel senso che pubblica dai problemi di scacchi alla narrativa vampirica passando per il giornalismo ed il poliziesco storico. I volumi hanno normalmente un prezzo irrisorio.
Quelli che interessano su questo blog hanno curatori come Isaac Asimov, Mike Ashley, Richard Dalby, Stephen Jones, Bill Pronzini…
Non mancano i titoli idiosincratici che uno desidera avere sul proprio scaffale solo per disorientare gli amici (The Mammoth Book of Sex, Drugs and Rock’n’roll).
All’interno della serie, si segnalano i volumi annuali Best New Science Fiction (curati da Gardner Dozois) e Best New Horror (curati da Ramsey Campbell e Stephen Jones).

The Year’s Best Fantasy & Horror
https://i1.wp.com/www.fantasticfiction.co.uk/images/t0/t562.jpg
Dovremmo ormai essere a 22 antologie annuali curate da Ellen Datlow, con la collaborazione di Kelly Link, Terri Windling e altri.
Anche qui l’idea non appare particolarmente sofisticata – non meno di 500 pagine di narrativa breve a sfondo fantastico e orrifico.
Ciò che rende queste antologie superiori alla media è – come prevedibile – la mano della curatrice (Ellen Datlow è una leggenda nel panorama degli antologisti) e la selezione di autori.
Ancora oggi, le storie vengono selezionate battendo tutte le riviste e le antologie pubblicate durante l’anno nel mondo anglosassone.
Pubblicati da St Martin’s Press, sono volumi piuttosto costosi anche in paperback.
La buona notizia è che i vecchi titoli – ormai dei classici – si possono trovare a prezzo molto ragionevole tramite Amazon, anche in formato hardback.

Le Grandi Storie della Fantascienzahttps://i1.wp.com/img2.libreriauniversitaria.it/BIT/155/9788845251559g.jpg
Monumentale serie di 25 volumi che presentano il meglio (secondo Ike Asimov) della fantascienza dal 1939 al 1963, la cosiddetta Età dell’Oro della Fantascienza (personalmente trovo la definizione ridicola, ma su certe cose è male scherzare, ché il Reato di Leso Asimov è ancora punito con la morte nel nostro paese).
Se la selezione è parziale (le antipatie di Asimov erano ben note – anche se qui vengono stemperate dal suo aiutante Martin H. Greenberg), è d’altra parte innegabile che la serie possa da sola costituire un eccellente scheletro sul quale costruire una collezione di fantascienza.
In italiano dovrebbero essere tutti disponibili in formato tascabile, ma consigliamo una previa visita di rito alle bancarelle dell’usato, alla ricerca degli originali hardcover pubblicati dalla SIAD nei primi anni ’80.

Le antologie che dovrebbero chiamarsi Magic Tales ma ormai non si chiamano più così, https://i1.wp.com/3.bp.blogspot.com/_5Pe-huM-ci8/SlAhPzZduXI/AAAAAAAAALA/5qqRXvNJ4zI/s320/magicats.jpg
Pubblicate (prevalentemente) da Ace, sono 35 (o forse 38) volumi curati da Gardner Dozois e Jack Dann.
L’idea di partenza era quella di scegliere un tema “forte” ed esaurire l’argomento, presentando ilmeglio della narrativa breve a riguardo – indipendentemente dalla data di prima uscita dei lavori antologizzati.
Ciascun volume si presenterebbe quindi come una panoramica storica su un determinato soggetto, delineandone l’evoluzione nel corso degli anni.
Oltre a fornire un buon accesso a storie che altrimenti sarebbero andate perdute.
Originariamente dedicate solo al fantasy (con titoli come Dragons!, Unicorns! o… ehm, Magicats!), dalla metà degli anni ’90 vengono presentate anche tematiche fantascientifiche (Hackers, Future War etc…)
Alcuni titoli a caso (incluso Magicats!) sono stati tradotti in italiano.

Thieves’ World
Originariamente una serie di dodici antologie curate da Robert Asprin per Ace, alle quali si affiancano una quindicina di altri titoli, tra antologie apocrife e romanzi.
Trattandosi di uno shared world, forse la serie non andrebbe inserita fra le antologie, ma oggi siamo di bocca buona.
L’idea di partenza è quella di creare da zero una ambientazione generica, e successivamente affidarne l’esplorazione e la caratterizzazione ad una comunità di autori (notevoli, fra gli altri, i contributi di Poul Anderson, Gordon R. Dickson, Marion Zimmer Bradley, David Drake, C.J. Cherryh).
Ciò che solleva il mondo dei ladri al di sopra della media è, oltre all’eccellenza degli autori, l’indubbia capacità dell’editor di mantenere la disciplina.
In Italia qualcosa pubblicò Fanucci – come sempre senza resistere alla tentazione di aggiungerci un paio di apocrifi di autori italiani.

E per chiudere?https://i0.wp.com/www.pjfarmer.com/bimages/dv-pb72.jpg
Lo si riesce a trovare, un Outsider?
Ovviamente Dangerous Visions, di Harlan Ellison, ormai al suo terzo (e si presume ultimo) volume.
Antologia di racconti ad hoc – Hellison chiese agli autori di fornire storie impubblicabili per gli standard dell’epoca, questa è probabilmente la singola più importante antologia (o serie di antologie) mai pubblicate.
È un piacere, naturalmente, constatare che dopo dangerous Visions, molte di quelle idee e di quegli approcci alla scrittura continuarono a rimanere impubblicabili, a conferma dell’ottuso e risoluto conservatorismo dei fan.

Se ne trovano edizioni di tutti i tipi, a tutti i prezzi.
Non averne una copia è da sciocchi.

Powered by ScribeFire.


9 commenti

Antologie – le cinque migliori

The making of a great compilation tape, like breaking up, is hard to do and takes ages longer than it might seem. You gotta kick off with a killer, to grab attention. Then you got to take it up a notch, but you don’t wanna blow your wad, so then you got to cool it off a notch. There are a lot of rules.

Questo post è causato dalla tagliente recensione all’antologia  Bad Prisma (Mondadori) postata da IguanaJo.
Andatevela a leggere, poi tornate qui che riprendiamo il discorso…

Fatto?
Bene.

Invecchiando, i racconti stanno soppiantando i romanzi nelle mie preferenze di lettore di genere.
Soprattutto per l’horror, un bel volumone, una ricca antologia di racconti di autori diversi (se fossero dello stesso autore dovrei parlare di raccolta) mi attira probabilmente di più di un romanzone.
Con le debite eccezioni, certo.
Dev’essere perché, invecchiando, l’attention span si accorcia (un po’ si diventa rincoppati, capite…), ed anche il tempo per leggere diminuisce.
E poi, le antologie sono uno strumento eccellente per scoprire nuovi autori, da esplorare poi con più calma.

A mio parere, le parole chiave per una buona antologia sono solo tre:
rispetto – per il genere, per gli autori coinvolti, per il pubblico
coraggio – di staccarsi dalla massa e tentare qualcosa di nuovo e diverso anziché scimiottare chi è venuto prima
coerenza – una volta intrapresa una certa strada, la si segue fino alle sue logiche conseguenze.

Sembra facile.

Quindi, veniamo alle cinque migliori antologie che mi sia mai capitato di leggere.
Regole di campo – niente in cui io abbia scritto o che io abbia curato, tradotto o prefatto/postfatto (uno straccio di senso della vergogna ce l’ho ancora).
Niente Mammoth Book of [inserite il genere o il soggetto che preferite], anche se la maggior parte sono assolutamente eccellenti. Niente Isaac Asimov presents the Best Science Fiction of [metteteci l’anno che volete] perché sarebeb troppo facile.
Niente di curato da Richard Dalby, o dovrei solo citare libri suoi.
E naturalmente Dangerous Visions di Harlan Ellison è fuori concorso.

Aggiungo poi che questi sono i titoli che io preferisco – e se non includo i vostri preferiti non è perché io vi odi o vi disprezzi, ma perché voi ed io abbiamo magari solo gusti diversi.
Segnalatemi le vostre preferenze nei commenti, e facciamoci quattro chiacchiere.

E poi, via, cinque titoli, non in un ordine particolare….

The Disciples of Cthulhu (DAW, 1976/Chaosium 1996)
Una delle prime e probabilmente la migliore antologia di narrativa lovecraftiana. La prima edizione ha la copertina di Karel Thole come bonus, ed è curata da P. Berglund; la versione Chaosium, curata da Bob Price,  differisce per un paio di titoli ma rimane di altissimo livello.
Grande qualità della scrittura, ampio spettro di voci (e non solo repliche e pastiche della prosa del Gentiluomo di Providence) mano editoriale ferma ma pressocché invisibile.
La sola presenza di “The Tugging” di Ramsey Campbell, “The Horror from the Depths” di Leiber e “Darkness, My Name is” di Eddy Bertin rende il volume indispensabile.
Per il resto, la qualità è ottima.
L’antologia non è “originale” – nel senso che non include solo raconti scritti ad hoc.
book cover of   Gaslight and Ghosts   by  Jo Fletcher and   Stephen Jones
Gaslight & Ghosts (Robinson, 1988)
Uno dei pezzi della mia collezione al quale sono più affezionato – il volume venne prodotto in occasione della World Fantasy Convention di Londra, nel 1988, e curato da Stephen Jones e Jo Fletcher.
È una antologia originale che include racconti e articoli scritti ad hoc di James Herbert, Neil Gaiman, Terry Pratchett, Brian Aldiss, Clive Barker, Ramsey Campbell, Karl Edward Wagner, Lisa Tuttle, Robert Holdstock, Brian Lumley, Ian Watson, R Chetwynd Hayes, Peter Tremayne, Kim Newman.
I partecipanti alla convention avrebbero avuto l’occasione di farsi autografare il volume da tutti gli artisti coinvolti (e i volumi di quesdto genere hanno un valore spaventoso).
Variamente illustrato e solidamente rilegato, il volume appare assolutamente indistruttibile (ed è bene che sia così).
Il solo racconto di Karl Edward Wagner vale il prezzo di ammissione. L’antologia che mi ha fatto scoprire James Herbert e Kim Newman. Era oltretutto la prima volta che mi capitava fra le mani una antologia che riunisse narrativa e saggistica…

The New Nature of the Catastrophe (Millenium, 1993/Orion, 1997)tnnotc_orion97.jpg
Antologia fortemente anomala, come anomalo è ilprotagonista delle storie – primo personaggio di dominio pubblico nel panorama del fantasticocontemporaneo.
Il volume ristampa tutti i racconti di Michael Moorcock che hanno per protagonista Jerry Cornelius, più racconti di Jerry Cornelius scritti da una varietà di autori – M. John Harrison, Norman Spinrad, Simon Ings, Langdon Jones, Hilary Bailey, Brian Aldiss e molti altri.
John Clute contribuisce con un articolo – ma ci sono anche fumetti (purtroppo tagliati dalla versione paperback, ma sostituiti con un inedito), ed uno stralcio di canzone.
I racconti di Jerry Cornelius sono in generale più accessibili dei romanzi, ed i contributi al ciclo da parte di altri autori rendono il mondo fratale dell’assassino inglese ancora più perturbante e difficile da definire.

Futurs antérieurs – 15 récits de littérature steampunk
(Fleuve Noir, 1999)https://i2.wp.com/holmesandco.free.fr/images/couvertures/9782265065345.jpg
Esattamente dieci anni prima che gli americani martellassero il mercato con non una ma due antologie dedicate allo steampunk e che il genere diventasse mainstream, i francesi  uscivano con questa massiccia antologia originale che allinea quindici autori popolarissimi in Francia e pressocché sconosciuti in qualsiasi altro luogo del pianeta.
Suggestioni verniane, elementi mutuati da Burroughs, e un sacco – ma proprio un sacco – di idee nuove e mai più sentite, per quindici storie (tutte illustrate) molto letterarie e sperimentali, appartenenti ad un genere ancora in fasce, che non era ancora codificato ed era appannaggio di pochi.
Se questa antologia avesse avuto la meritata diffusione internazionale, quello che oggi chiamiamo steampunk sarebbe probabilmente molto diverso, e probabilmente più eccitante.
Il primo libro che io abbia letto in francese, acquistato alla Fnac di Nizza durante una vacanza. Ormai introvabile anche su eBay, o così mi dicono – peccato.
Una lettura necessaria per poter dire “sono stato steampunk prima di te” a tutti i ragazzini arroganti che pensano di saperla lunga.
https://i0.wp.com/nezumi.pair.com/rosesare/107615.jpg
Raymond Chandler’s Philip Marlowe, A Centennial Celebration
(1988, Knopf/1999, ibooks)
Antologia di storie scritte ad hoc per celebrare il centenario della nascita di Raymond Chandler, la prima di questo genere in un panorama letterario ancora piuttosto ingessato.
22 giallisti scrivono altrettanti racconti con Marlowe come protagonista, riuscendo a portare il proprio stile ed i propri temi tipici nelle atmosfere e nel linguaggio chandleriano.
L’antologia è rispettosissima dell’opera di Chandler, e si suddivide per periodi storici, mostrandoci Marlowe in momenti diversi della sua carriera.
Fra gli autori notevoli, Max Allan Collins, John Lutz, Stuart Kaminsky, Robert Crais, Eric van Lustbader, James Grady, Sarah Peretsky, Paco Ignacio Taibo II.
Robert B. Parker funge da editor.
Assolutamente eccellente, non sfigura affatto a fianco dei volumi del Maestro.

E un outsider (e che outsider!)…

I quattro volumoni pubblicati da Fanucci a metà anni ’90 a titolo Weird Tales, parte della collana Enciclopedia della Fantascienza.https://i1.wp.com/www.fantascienza.com/catalogo/Cov/04/04117.jpg
Operazione insolita e non perfettamente riuscita ma comunque memorabile.
I primi due volumi – Weird TalesAncora Weird Tales – remixano i due omologhi curati da Peter Haining per Sphere Books, allineando una selezione peraltro valida di racconti tratti dalla storica rivista Pulp. I due volumi conclusivi – Sempre Weird Tales e Di Nuovo Weird Tales – sono invece farina del sacco dello staff editoriale di Fanucci capitanato da Gianni Pilo, assemblati alla svelta ma con competenza per dare ancora e di più ai lettori affamati di Weird Tales (Fanucci avrebbe finito per pubblicare anche 24 volumetti di racconti presi da WT).
Il risultato è notevole e – se si sorvola sull’idea barbina di affiancare autori italiani contemporanei ai vecchi leoni di Weird Tales, e la qualità della stampa a volte incerta – i quattro tomi rappresentano una solida campionatura del genere di cose normalmente pubblicate dalla rivista che fece da casa a Howard, Lovecraft, Smith e molti altri.
I quattro volumi sono illustrati (riproduzioni di copertine e di immagini interne) e con ampie annotazioni.
La dimostrazione che si può mungere spudoratamente il pubblico pur dandogli in pasto materiale di ottima qualità.

Powered by ScribeFire.


3 commenti

Il fantastico viaggia lontano

https://i2.wp.com/www.teachnet.ie/dfarina/2006a/images/marco-polo-2.jpgÈ vero.
Molti dei libri dei quali parlo su queste pagine, nel nostro paese non li tradurranno mai.
Ma tradurre è indispensabile per mediare.
E per arrivare lontani.
Molto lontani.

Come in questo caso.

Una colossale pacca sulla spalla collettiva ai congiurati di Fata Morgana.
Ben fatto!


2 commenti

Musica, note, pause, silenzi

E’ uscito il nuovo volume dell’antologia Fata Morgana, pubblicato da CoopStudi.

Volume polposo, scelta trasversale di generi, affianca professionisti ed esordienti come ogni anno, e ospita quest’anno anche tre autori nipponici e un autore cinese – tutti affermatissimi e pluripremiati in patria, meno conosciuti qui da noi.

E c’è anche La Quarta Scimmietta – con mio estremo piacere e sorpresa.

L’indice dell’opera…

p. V Introduzione: Musica, note, pause, silenzi

1 Precario equilibrio di Stefano Mola
7 Non voglio magliette dei Misfits di Alessandra Rosa
15 Blues di Bruno Bianco
23 Conto alla rovescia di Piero Fabbri
31 Né sicuro né adatto per nuotare di Ekuni Kaori
41 Frammento d’osso di Miura Shion
57 Il sogno nel dormiveglia di Tsuji Hitonari
65 Mousepad di Wu Yan
75 Dalle cinque alle otto di Cettina Calabrò
83 Senza parole di Alfredo Marciano
87 Flamenco! di Mirella Nicola
95 Larve di Fabio Lastrucci
103 La bottiglia di Amos Casarsa di Andrea Rossi
109 La notte è spalmata di silenzio nero di Marilde Trinchero
115 La danza della scimmia di Massimo Citi
125 Maboroshi di Massimo Soumaré
135 La quarta scimmietta di Davide Mana
163 L’ultima finestra del cubo di Silvia Treves
181 Osservazioni aggiuntive all’esplorazione di Francesca Ortenzio