strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Rembrandt e Lao Tsu in bicicletta

Parliamo di Rembrandt, vi va?1

Un paiodi giorni addietro sono stato coinvolto in una curiosa discussione a causa di questa foto (e relativa didascalia).

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Albert Einstein: “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”.

NON SARA’ CHE QUEL GIORNO E’ ARRIVATO ?

Non so se quel giorno sia arrivato, perché questa foto non rappresenta ciò che chi la sta usando vuole che rappresenti e quindi forse no, il significato è esattamente l’opposto: l’umanità sta bene e vi saluta tutti.

I ragazzini e le ragazzine nella foto stanno usando dei tablet per accedere al materiale documentario reso disponibile dal museo, per documentarsi sul dipinto di Rembrandt.
C’è quindi un cortocircuito: la foto non è una dimostrazione di quanto i giovani scapestrati siano disinteressati all’arte, troppo presi dalla propria attività sui social, ma casomai proprio il contrario. La tecnologia non li sta distraendo, li sta aiutando ad approfondire ciò che hanno appena contemplato.
Bello liscio.

Ma allora perché ci cascano in tanti, e si mettono a piangere e a dire che sì, Albert Einstein aveva ragione, e dove andremo a finire, signora mia…? Continua a leggere


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Calma, lusso e voluttà

Questa sarà una settimana anomala – nel senso che farò un po’ di post per recensire e segnalare un po’ di libri, e si tratterà sempre di libri di persone che conosco.
Di amici.
Amici-amici, non amici di Facebook.

Sono cose che non si fanno, è vero, lo sappiamo.
Ci è stato ripetuto ad nauseam.

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Ma ormai siamo al terzo titolo della settimana.
E chi ci ferma. Continua a leggere


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Positivisti, grazie a Dio!

Questa notte mi prendo un’ora per buttare giù di getto un paio di idee che mi frullano in testa da prima di cena – una specie di irritazione che devo in qualche maniera grattare, per darle uno sfogo.
Ed essendo uno che scrive (non necesariamente bene, ma scrive), lo faccio qui, ora, per iscritto, approfittando del fatto che questo post andrà online il sabato prima di Pasqua e quindi non credo lo leggeranno in molti.

È agli atti il fatto che io non scrivo “per me stesso”, ma questo è un caso particolare.
Devo scrivere ciò che segue, e devo scriverlo prima di tutto e soprattutto per me stesso.

Il fattore scatenante – in un blog qui vicino mi sono dovuto sciroppare per l’ennesima volta il solito ragionamento, la solita storia per cui

gli scienziati scrittori sono spesso positivisti… and god save us from that!

Io sono uno scienziato.
Lo sono per preparazione, storia personale, cultura e pratica quotidiana.
Sono – per hobby, ma anche per lavoro – una persona che scrive.
E temo di essere un positivista – per lo meno in linea generale (non scendiamo troppo a fondo nella discussione filosofica).
L’atteggiamento che sottende quella frase mi urta, mi irrita e mi offende profondamente.
È uno dei pochi atteggiamenti che hanno il potere non solo di farmi infuriare, ma anche e soprattutto di suscitare in me una reazione violenta.

Ma la violenza è futile.
Vediamo allora di mettere la cosa in prospettiva. Continua a leggere


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Incorpo.Rated

Partiamo da lontano.

C’è un brano musicale che conoscete tutti, ma ve lo ripropongo qui sotto lo stesso perché mi serve per spiegarvi qualcosa…

OK, io ora vi spiego quello che trovo fantastico di questi novanta secondi o poco più – c’è il Bang! dell’inizio, naturalmente, il brontolio che annuncia la rampata dei fiati, ma poi, quello che rende il pezzo, per me, semplicemente spettacolare, è la coda, quei quindici-venti secondi in cui l’orchestra tace e rastano solo le canne d’organo che si affievoliscono e l’eco dei cembali.
I due elementi – i picchi centrali e la coda – separatamente sarebbero privi di significato.

Le illustrazioni di Luca Morandi – che molti conoscono come CyberLuke attraverso il suo blog – mi fanno lo stesso effetto.
Nel senso che il primo impatto è assolutamente devastante, Bang!, un’immagine meravigliosamente complessa e dettagliata che pare esplodere sulla pagina e riversarsi nel mio cervello attraverso gli occhi.
E poi, tempo di prendere un bel respiro, sotto a quell’esplosione, i singoli elementi, distinti e presenti come le canne d’organo di Strauss, un’eco come i cimbali di Zarathustra.
Non è tanto – per me, badate bene – un’arte a più livelli, quanto un’arte che prima ti esplode in faccia, e poi ti trascina giù in fondo ad un pozzo tappezzato di infiniti dettagli meravigliosi.

Posso mettermi lì e contemplare ogni singola tavola dell’eccellente, eccellentissimo Incorpo.Rated, e passarci un pomeriggio.
Mi ricorda quello che Colin Greenland chiamava Plenty Principle – il principio dell’abbondanza – secondo il quale si devono sommare quante più parti possibili, nelle giuste proporzioni, per ottenere un prodotto che sia superiore ai singoli elementi che lo compongono.
L’idea che il totale ed i singoli componenti non siano disgiunti, ma lavorino insieme.

Il volume, che scopro essere ormai esaurito, è una gioia non solo per gli occhi.
OK, lo sappiamo, la retorica dell’odore della carta è fasulla e snob, ma le pagine di questo libro sono stampate su una carta di una qualità tale passare le dita sulla pagina è parte integrante del godimento di questo volume.

Io sono notoriamente impedito dal punto di vista artistico – e perciò chiunque sappia creare il genere di cose che Luca mette su pagina per me è una specie di supereroe.
E ritengo un privilegio il poter contemplare questi frutti di una creatività che invidio.

Splendido libro, splendida collezione di illustrazioni, gran bella giocata, maestro Morandi.


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Mostre di Grafica Giapponese – echi lontani

A quasi 18 mesi dalla chiusura dell’avventura delle Mostre di Grafica Giapponese, si torna a parlare dell’evento.

Sul numero 73 di Maggio 2011 della rivista di Arti, Scienze e Cultura Porti di Magnin edita dall’associazione omonima, sono stati pubblicati nello speciale letterario Magnin Litteraire n. 8 (pagg. 67-132) gli atti del convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone tenutosi all’Accademia Albertina di Torino il 2-5 febbraio 2010 in concomitanza con la mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese (14 gennaio-14 febbraio 2010).

Sessantacinque pagine di articoli e immagini sull’arte e l’illustrazione, l’Oriente e l’Occidente, dalle stampe antiche ai fumetti digitali.
Sessantacinque pagine di idee e spunti – senza contare le precedenti sessantasette pagine della rivista indipendente pubblicata dall’associazione Porti di Magnin.
Un concentrato di cultura, senza neanche un grammo di supponenza o trombonismo.
Splendido.

Il numero 73 fa la coppia col numero 69, di cui parlammo a suo tempo.

E sì, c’è anche un mio pezzo – scritto in parallelo con un bell’articolo della scrittrice giapponese Reiko Hikawa.
E poi Franco Pezzini, Fabio Lastrucci, Massimo Soumaré, Giorgio Arduini, tutti i congiurati della CS-CoopStudi, critici, saggisti, artisti…

Per informazioni:
Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe – Via Beccaria 57 – Mondovì
Tel 0174 45 800 – e-mail: info.portidimagnin@gmail.com


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Apparizione pubblica

L’idea era quella di organizzare la più articolata mostra di grafica e illustrazione giapponese mai messa in piedi in Italia.
O altrove.

un percorso storico dell’evoluzione dell’arte giapponese dagli Ukiyo-e fino alla moderna illustrazione fantastica tramite diverse centinaia di lavori originali. Accanto alle stampe di nomi ben noti quali quelli di Hiroshige, Hokusai, Utamaro e tanti altri sara’ possibile vedere rari emakimono e numerose illustrazioni di ben quindici illustratori contemporanei nipponici di fama internazionale.
[…] in concomitanza con la mostra sono previsti in tutto il Piemonte numerosi eventi culturali legati al Giappone che vedranno anche la partecipazione di scrittori ed autori giapponesi, americani ed italiani.

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Dopo alcuni mesi di discussione e pianificazione, contatti internazionali e trattative con varie incarnazioni l’amministrazione cittadina, ora siamo al dunque, o così pare.

Venerdì 12 settembre 2008, a Palazzo Lascaris, Torino, si terrà una breve ma sostanziosa conferenza pubblica di presentazione del progetto….

alla presentazione interverranno tra gli altri Gianfranco Torri, docente della facolta’ di design del Politecnico di Milano e del corso di comunicazione visiva dell’Universita’ di Torino, le professoresse Murasaki Fujisawa e Akane Fujisawa, rinomate esperte e docenti nel campo dell’ Ukiyo-e e della storia del periodo Edo (1603-1867)

… oltre al noto (e spesso frequente su queste pagine) yamatologo Massimo Soumaré (al quale abbiamo soffiatole due citazioni qui sopra), ed al sottoscritto.

Se vi capita di essere da queste parti, fate un salto a Palazzo Lascaris.
Sarà interessante.


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Tanto per complicarsi la vita

Ho appena scoperto, per puro caso, un altro pezzo di software che promette di rendere le mie giornate molto più piene di qui in avanti.

Si chiama Processing, è freeware e crossplatform, e viene descritto così dai suoi sviluppatori

Processing is an open source programming language and environment for people who want to program images, animation, and interactions. It is used by students, artists, designers, researchers, and hobbyists for learning, prototyping, and production. It is created to teach fundamentals of computer programming within a visual context and to serve as a software sketchbook and professional production tool. Processing is developed by artists and designers as an alternative to proprietary software tools in the same domain.

Un linguaggio per sviluppare rappresentazioni grafiche interattive di dati.
Per ottenere rappresentazioni come questa:

http://it.youtube.com/watch?v=OHUWTerggjE

WOW!

Il classico genere di cosa che ci si aspetterebbe dal Medialab del MIT.
Il classico genere di cosa che potrebbe far fare un salto di qualità alla mia attività di ricerca e di insegnamento.
Il classico genere di cosa che richiede sei mesi e duecento euro di manuali….
[brutta cosa, abituarsi alla manualistica gratuita di SmallTalk….]