strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una molotov in un MacDonald

Hey, questo blog è già stato segnalato e bloccato su Facebook come sentina di odio e malvagità rampante, posso anche fare un post intitolato Una molotov in un MacDonald. Nel senso, cosa possono fare, denunciarmi una seconda volta? Per lo meno ora avrebbero un motivo – se si fermano a leggere solo il titolo.
O, forse, anche se vanno avanti.
Ma è un rischio che sono disposto a correre.

E in effetti questo è un post sul rischio, e sulla paura, e sul mettersi in gioco.
Vediamo di andare con ordine – sarà probabilmente una cosa lunga, e magari anche un po’ confusa, ma prometto che arriveremo a quel MacDonald, ed alla molotov. Un po’ di pazienza.

Tutto comincia con un post pubblicato dalla mia complice e vicina di cella, Lucia Patrizi, che potete leggere qui, e vi invito a leggerlo prima di continuare.
Fatto?
OK, andiamo avanti.

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400.000 parole

Facevo due conti, l’altra sera, e così è venuto fuori che da Agosto 2016 a Gennaio 2017 ho scritto quasi 400.000 parole.
Questo contando storie proposte a riviste, ebook, traduzioni, articoli scritti per conto terzi, e i post su strategie e su Karavansara.

In base alla vecchi classificazione di Dean Wesley Smith, 400.000 parole in sei mesi farebbe 800.000 parole all’anno, e quindi saremmo ancora ben al di sotto di Pulp Speed One (che ne richiede un milione all’anno – 83.000 al mese, meno di 3000 al giorno). In altre parole (ah!), niente per cui scrivere (doppio ah!) a casa.

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Ma per me sono state tante.
E ora, con febbraio, mi preparo a accelerare.

Perché qui viene la cosa sulla quale pensare – se tutte quelle 400.000 parole fossero state pagate la tariffa standard professionale di 6 cent a parola, io avrei incassato 24.000 euro in sei mesi. Pagateci anche le tasse, e non sarebbe davvero male.
Niente affatto male. Continua a leggere


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Where are they now?

No, non la (bella) canzone di Al Stewart1.
È una cosa diversa.agendina-tascabile
Ho una piccola agendina da tasca, rilegata in pura plastica – comprata nel locale supermercato cinese, per circa un euro.
Una di quelle senza la data sulle pagine, che dovete scrivercela voi a mano.
Mi serve come archivio. Ogni pagina dispari riporta

  • la data
  • il titolo di una storia o un articolo
  • il wordcount
  • dove/a chi l’ho proposto
  • la data in cui è stato accettato
  • la data in cui è stato pagato – e quanto

La pagina pari, sul retro, riporta l’elenco delle recensioni ed eventuali note

Al mio attuale livello, un’agendina cinese da un euro è più che sufficientre.

E in questi giorni di fine anno mi sono ritrovato a domandarmi che fine abbiano fatto i quattro articoli, scritti pro bono a cavallo fra 2014 e 2015, puntualmente spediti ai rispettivi editori, e dei quali mai più ho avuto notizia – nonostante ripetute richieste.
In un paio di casi le email sono tornate indietro – account cancellati. Continua a leggere


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Troppe cose sul mio piatto

Ecco il solito breve resoconto sulle attività notturne (e diurne) che mi tengono impegnato in attesa di prendermi una breve vacanza.

http://faitango.files.wordpress.com/2007/07/libro-nero.jpgIn fase diurna – sono a circa metà del mio personale manuale di R per paleontologi e naturalisti.
Per agosto la cosa sarà finita, sotto forma di un grosso file di testo e di un piccolo libretto nero che avrò cura di tenere sempre con me e di aggiornare mano a mano che esploro le potenzialità di questo software statistico.
Sono intanto a caccia di opportunità lavorative per l’autunno, al fine di rientrare del crack dovuto alla cancellazione dei corsi.

Ancora in fase diurna, è anche finito il primo terzo del mio libro di statistica.
Ora viene la parte difficile.

In fase notturna: traduzioni – sono al quarto racconto del volume di racconti italiani che cercheremo di infligere con l’anno nuovo al mercato anglosassone; intanto, è iniziato a tamburo battente il lavoro di traduzione per Alia 5 Anglosfera.
La lista degli autori anglosassoni è ancora molto privata, ma posso garantire l’elevatissima qualità – e varietà! – dei contributi.

Intanto, storie.
https://i0.wp.com/www.regione.piemonte.it/agri/ita/piemontedoc/vino/consorzi/im/astimonferrato.jpgFinita l’outline di un noir a sfondo familiare ambientato nel Monferrato – titolo provvisorio Chi ha nelle mani ha vinto.
Ora tocca scriverlo – e risolvere tutta una serie di problemi contingenti (dialetto si/dialetto no, punto di vista, flashback…)
Prosegue il lavoro su La Porta dell’Oceano, storia parallela a Blooper (in uscita su Alia Italia, o così mi dicono) che mi piacerebbe piazzare sul prossimo Fata Morgana; la storia è stata rimaneggiata, con un paio di radicali cambiamenti e un abbondante taglio (sempre molto bene quando si riesce ad eliminare del testo senza alterare l’impatto della storia, o magari migliorandolo).
Infine sto prendendo le misure per un racconto da proporre all’antologia di narrativa interstiziale – un falso articolo accademico, scritto esattamente in conformità con le regole editoriali di Nature, ma riguardante una creatura assolutamente immaginaria ed il suo ecosistema; questo dispiacerà moltissimo a certi miei colleghi, che già ora vedono nella mia produzione parallela di articoli accademici e racconti fantastici una fonte di confusione, una prova di scarsa serietà e l’ultim chiodo della mia bara.