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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Perfetta eguaglianza e libertà

Continua la folle corsa verso il lancio del crowdfunding di Hope & Glory, ed avendo accennato molto en passant agli elementi “ideologici” del setting, è venuto il momento di parlare di James Prinsep, un personaggio che non compare da nessuna parte nei due manuali del gioco, ma il cui peso sullo sviluppo dell’ambientazione è fondamentale.
Sì, certo, H.G. Wells er Emilio Salgari, Jules Verne e S.M. Stirling, Michael Moorcock e Jeffrey Barlough—ci sono un sacco di scrittori che hanno influenzato Hope & Glory.
Ma James Prinsep è un caso a parte, come lo sono i suoi compagni d’avventura.

James Prinsep nacque in Inghilterra nel 1799, settimo figlio di John Prinsep, che era partito alla volta dell’India, venticinquenne spiantato, nel 1771, ed era tornato nel 1787 con un patrimonio di 40.000 sterline e una compartecipazione nella East India Company. Le fortune della famiglia subirono diversi alti e bassi, e nel 1819 il ventenne James, che aveva studiato architettura, fece un rapido corso di chimica e si ritrovò in India, con un posto alla zecca di Calcutta.
Prinsep divenne ben presto uno specialista nelle analisi chimiche dei metalli preziosi, e un suo lavoro a riguardo gli valse un posto nella Royal Society.
Nel tempo libero, si occupò di restauri, dipinse e tracciò mappe e nel 1832, Prinsep divenne segretario della Asiatic Society of Bengal, e editor della rivista Journal of the Asiatic Society (della quale era anche un illustratore).

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