strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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The City on the Edge of Forever

È stato complicato – ho dovuto chiedere aiuto ad amici lontani perché la rete in questo povero paesello dell’Astigianistan non permette di scaricare un singolo file di svariati giga1. E poiché la rete non regge, abbiamo dovuto affidarci alle poste, che qui da noi consegnano la posta a giorni alterni2.

Ma ora è qui, dopo essere stato abbandonato al sole nela sua busta strapazzata – l’audiobook della Skyboat Media della sceneggiatura originale, infilmabile di The City on the Edge of Forever.

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Lo abbiamo finanziato in 391, con un Kickstarter, per un totale di oltre 21.000 dollari.
Il risultato è un audiobok di otto ore.

Qualche nome dei personaggi coinvolti? Eccoli…

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Vi racconterò com’è?
Probabilmente sì – potrei caricarlo su un lettore mp3 e ascoltarlo mentre cammino…


  1. sì, siamo così disastrati. 
  2. che qui significa “quando gli pare,come gli pare”. 


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Radiodrammi – o dell’assenza di un pubblico

w-e_373wL’idea deriva da una serie di cose diverse.
Da una parte ci sono state delle chiacchiere sfuse con la mia amica la Clarina, che sta ad un paio di celle più in là, qui nel Blocco C della blogsfera.
Dall’altra c’è il fatto che – da ieri, e fintanto che ci riuscirò, su Karavansara, il mio blog in inglese, la domenica posterò un radiodramma d’epoca, possibilmente un adattamento di un film d’avventura.
Ieri abbiamo cominciato con Lost Horizon, versione Lux Radio Theater.
E poi c’è il fatto che recenetemente di radiodrammi ed audiobook ne ho ascoltati parecchi – ci avevo anche fatto un post – e la cosa mi piace molto.

Perciò ho ammanettato mio fratello al termosifone – lui dopotutto si occupa di musica e produzioni sonore – l’ho tormentato di domande, ed ho fatto un paio di conti.

Cosa serve, per fare un buon audiobook? Continua a leggere


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Una autentica gemma dieselpunk

Sarà contento il mio amico Mcnab, che ama il dieselpunk almeno quanto lo amo io (ma dovremo deciderci a tornare a chiamarla semplicemente narrativa avventurosa, prima o poi), e che per una volta non dovrà spendere una lira per garantirsi lunghe ore di sollazzo.

Ma andiamo con ordine.
Mentre la mia salute continua a traballare, mi divido fra libri, progetti assortiti, e il mio computer.
Il sonno non arriva, e mi tocca trovarmi qualcosa di non troppo rumoroso da fare.
E così ieri notte, mentre passeggiavo fra le gallerie di DeviantArt, sono inciampato sull’immagine qui sotto.

Wow.
Dovevo sapere di più.

E sono così finito su Gearheart.com, sito dello scrittore pulp Alex White, uno che ammette di amare D&D e che da qualche tempo pubblica in formato podcast delle storie che lui stesso definisce come…

Magia, spionaggio e intrigo in un mondo noir.

... incantesimi...

... inseguimenti e sparatorie...

Potevamo esimerci?
Evocato dalle profondità dell’hard disk il fido Rhythmbox, ho avviato una lunga notte di scarico dei singoli capitoli delle due storie disponibili sul sito, il romanzo The Gearheart: Artifice ed il racconto Maiden Flight of the Avenger.
Già, una lunga notte, perché da una parte qui la rete viaggia ancora a vapore, e dall’altra stiamo parlando di molte ore di trasmissione in formato mp3 – oltre un gigabyte, abbastanza da tenerci contenti a lungo.
Il tutto, disponibile gratuitamente.
Così sui due piedi sembrerebbe una cosa alla buona – Alex White legge le proprie storie, narrazione e dialoghi maschili, e sua moglie (mi par di capire) si occupa delle voci femminili.
Ma non è così.
Perché le due storie sono prodotte in maniera altamente professionale e – dall’ascolto dei primi capitoli – decisamente divertenti.
E parliamo di un progetto colossale, avviato nel 2009.

... e donne misteriose dai capelli rossi...

OK, ora vi metterete a piangere perché i podcast sono in inglese – ma era ora che faceste un po’ di esercizio, giusto?
E non è poi così difficile – ed avendolo sul vostro lettore multimedia di fiducia, potete riascoltarvi le parti che non capite finché vi pare.

Ci sono altri progetti e altre meraviglie, sul sito di Gearheart – romanzi e racconti in formato Kindle, colonne sonore, wallpapers, e anche una serie di articoli sulla narrativa (guardate alla voce Gearbox!) che sono un piacere a leggersi.

Insomma, cosa ci state facendo, ancora qui?
Andate a scaricarvi The Gearheart, e non ne resterete delusi.


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Orrore atipico

Una quindicina di anni or sono (urgh!), durante un’estate particolarmente soffocante, decisi di rinfrancarmi con un bel thrillerone soprannaturale da seicento pagine, di quelli resi famigerati da StephenKing e compagnia danzante.
Un bel tascabilone da spiaggia, farcito di brividi e baracconate.
Per la serie “Vedo quello con la copertina che mi acchiappa di più, e me lo compro”.
Mi imbattei così in The Man in the Moss, horror celtico ambientato al confine fra Galles e Inghilterra, e ad oggi uno dei miei romanzi “di paura” preferiti, fra quelli moderni per lo meno.
Niente di troppo sofisticato, narrativamente, però la miscela di folklore celtico e quotidianità. birra e antiche maledizioni mi lasciò molto piacevolmente impressionato.
Mi annotai il nome dell’autore – un ex uomo della BBC di nome Phil Rickman.
Autore criminalmente assente dai cataloghi nazionali (Gargoyle farebbe bene a prender nota).

Flash-forward di quindici anni (più o meno) e per alleggerirmi in qualche modo le lunghe ore di transito in automobile da e per Urbino, decido di riprovare con gli audiobook.
Considerando ciò che offre mediamente la radio, sembrerebbe davvero ciò che ha ordinato il medico.
Io guido, una voce suadente mi legge un bel libro.
Bello liscio.

Incappo così in The Wine of Angels, primo romanzo di Rickman dedicato al personaggio di Merrily Watkins.
Beh, mi dico – l’altro era sulla birra, e faceva scintille, diamo un’occhiata al vino.
Un altro gran bel colpo.
OK, preparatevi perché è un po’ diversa dal solito, come faccenda.
Merrily Watkins è parroco di Ledwardine, il solito paesello sperduto nella campagna inglese, in quell’Hertfordshire che è (effettivamente) l’area più infestata della Gran Bretagna.
Merrily Watkins è un ministro di culto anglicano.
È una donna.
E Merrily Watkins è anche, e soprattutto, quello che viene definito, con classico understatement britannico “Deliverance Consultant”.
Ciò che i cattolici chiamano più sbrigativamente “Esorcista”.
Un’esorcista anglicana con una figlia un po’ emo e un fidanzato che fa il cantautore.

The Wine of Angels è il primo di una decina di romanzi.
L’elemento sovrannaturale è mantenuto al margine – il taglio è realistico, tanto che parrebe quasi di trovarsi in un cozy, in un poliziesco classico.
Manca solo l’Ispettore Barnaby.
Ma Rickman sa modulare l’intensità, distraendo il lettore (o l’ascoltatore!) con dettagli e situazioni all’apparenza banali, per poi raggelarlo brevemente con qualcosa di molto strano e molto inaspettato.
L’inizio è lento (sentirlo leggere da un altro non aiuta) – caratteristica che aveva anche The Man in the Moss – ma una volta presa velocità, il sovrannaturale a bassa intensità, sempre presente ma in secondo piano, sovrapposto ai mondani intrighi della provincia, si dimostra un meccanismo particolarmente efficace.

Ed ora scopro che Rickman ha appena pubblicato un horror storico con John Dee come protagonista…
L’elenco dei titoli interessanti si moltiplica.