strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


6 commenti

Revisioni

Ho un paio di giorni liberi – merce rara, di questi tempi – e ho perciò messo mano al prossimo gradino nella mia ipotetica scalata ad Amazon.

Il Destino dell’Iguanodonte è stato finora “l’altro ebook”.
Se Il Crocevia del Mondo è stato quello sul quale ho fatto tutti i possibili esperimenti, fino ad arrivare alla versione “definitiva” intitolata Avventurieri sul Crocevia del Mondo, l’Iguanodonte è sempre stato un po’ defilato.
Ci sono stati problemi di formattazione del file.
C’è stata un’ampia revisione nella quale la versione in formato pdf è andata perduta.
Il Destino dell’Iguanodonte è un volume valido quanto Il Crocevia del Mondo, e probabilmente più omogeneo.
Ma non ha avuto la stessa fortuna.

È giunto perciò il momento di dargli una ripulita, e provare a farlo camminare con le sue gambe nel grande mondo là fuori.

I lavori di revisione comportano

 . un cambio di titolo
Il Destino dell’Iguanodonte è circolato gratuitamente per quasi due anni, ed è perciò impossibile ritirarne le copie disponibili in rete.
E poi, perché ritirarle? L’Iguanodonte resta un’ottima pubblicità per se stesso nella nuova incarnazione commerciale.
Ma Amazon non ama le omonimie, e serve comunque un segnale per informare i lettori che questo è un nuovo volume.
Perciò, nuovo titolo: l’ebook si intitolerà Avventurieri alle Porte del Tempo.
E ringrazio Angelo Benuzzi per l’idea di un titolo così calzante, e che oltretutto richiama il volume precedente*.

 . un cambio di copertina
Per gli stessi motivi citati sopra – e per evitare che qualcuno scambi la vecchia versione gratuita per quella nuova a pagamento.
O viceversa.
Peccato, perché la vecchia copertina mi piaceva molto.
Dovrò inventare qualcosa.

 . una completa revisione
Eliminare i refusi, correggere gli errori fattuali (ce ne sono un paio), snellire il testo dove serve.
I capitoli devono essere ristrutturati, e le due parti del volume sono rese più bilanciate.

 . materiale extra
Non meno di quaranta pagine (circa 10.000 parole) di materiale in più, tra ampliamenti di ciò che c’è già, e materiale completamente nuovo.
Ho consultato una dozzina di nuovi volumi (il che significa anche un ampliamento della bibliografia), e ci sono cose assolutamente favolose.
Un esempio?
Il caso del furto della balenottera di Capo Cod.
O il dirottamento del mastodonte di Otisville.
Ma dovrete leggere il libro per sapere di cosa si tratti.

 . illustrazioni
Avendo scoperto il trucco di usare un board di Pinterest per illustrare Avventurieri sul Crocevia del Mondo senza renderlo inaccessibile, anche Avventurieri alle Porte del Tempo userà lo stesso trucco – con un board pubblico contenente un centinaio di fotografie, disegni, link e materiale extra.

 . addendum
Un breve estratto da Avventurieri sul Crocevia del Mondo verrà pubblicato in coda al volume.
Per invogliare il lettore del secondo ebook a leggersi il primo.
Ma non troppo lungo – non vorrei che i lettori avessero l’impressione di aver pagato per della pubblicità.

 . il marketing
Voglio vendere Avventurieri alle Porte del Tempo al maggior numero di persone possibili – sì, perché sono un avido approfittatore, ma anche perché credo sia un ottimo testo.
Alla voce “marketing” per le Porte del Tempo vanno elementi disparati come
. la scelta del prezzo di vendita
. la scrittura di una quarta di copertina che acchiappi più gente possibile
. la già citata copertina
. lo sviluppo di una strategia sui social network
. la definizione di campagne promozionali

Un sacco di cose, da fare in due giorni.
Ma stiamo andando spediti, e tutto pare filare per il verso giusto.
Dopo tanti mesi trascorsi all’ombra del suo predecessore più popolare, forse sta arrivando anche l’Ora dell’Iguanodonte**.
Maggiori dettagli in futuro.

—————————————————————

*I due titoli significano anche che ora abbiamo fra le mani una vera e propria serie.

** L’Ora dell’Iguanodonte – bel titolo!


16 commenti

Rosita

Gloria a Dio, lunedì, il settimo giorno del mese di Moharram, il santissimo, primo mese dell’anno 1342, venne a visitarci la bellissima, la perla preziosa, la dotta, ben educata Sayeda Rosita Forbes, la Donna Inglese.
[Mulai Ahmed er Raisuni, Sherif delle Tribù berbere del Riff]

Ah, Raisuni, signore del Riff, quanto t’invidio!

18_12_53__forbes_disparando

Rosita Forbes

Per motivi lunghi a spiegarsi*, ho passato le ultime serate spulciando le biografie di avventurieri e viaggiatori della prima metà del ‘900.
Gente a tal punto improbabile, che non ha neanche una pagina su Wikipedia.
Persone che, fra le due guerre, decisero che degli anni ruggenti gliene importava abbastanza poco, e presero la via dell’avventura.
Per rintracciarli tocca avere un minimo di fortuna, spulciare siti, contattare conoscenti, venire a patti con persone improbabili.
E così, ieri sera, inseguendo un aviatore e cavallerizzo americano che fece la spia dietro le line giapponesi durante la seconda guerra mondiale, grazie a un contatto che si occupa di imprese equestri, ho conosciuto Rosita.
E vorrei poter dire seriamente di essermi innamorato di lei, se non fosse improponibile innamorarsi di una donna morta esattamente un mese dopo la mia nascita.

La perla preziosa del Raisuni, Joan Rosita Torr, nacque nel 1890, in Inghilterra, figlia di un politico non troppo fortunato e di una madre che era per un quarto spagnola, e quindi decise di darle come secondo nome quell’improbabile Rosita.
Dopo la solita infanzia ed adolescenza fatta di scuole inglesi e altre attività – alcune non esageratamente femminili, come collezionare carte geografiche – se ne andò da casa a diciassette anni, e a ventuno, nel 1911, sposò il colonnello Ronald Foster Forbes, che era in procinto di partire per l’Oriente – la Cina, l’India e l’Australia, dove nel ’14 il matrimonio andò definitivamente a gambe all’aria (complice il carattere autoritario e violento del Colonnello).
L’unica cosa che conservò da quel matrimonio fu il cognome – e il mondo l’avrebbe conosciuta, e conosciuta bene, come Rosita Forbes.
Rosita tornò in Inghilterra passando per il Sudafrica, e in patria si arruolò come autista di ambulanza – servendo in francia fra il ’15 ed il ’17, ricevendo due onorificenze.

Continua a leggere


12 commenti

Business Plan, chi era costui?

Questo è una specie di post del piano bar del fantastico.
Ma non tratta un argomento fantastico.
Perciò leviamoci dai piedi questo pianoforte, e veniamo al punto.

Angelo Benuzzi chiedeva, sabato passato

Chi di voi (non Davide) sa come si stende un business plan?

Ora, grazie per la fiducia, Angelo, ma io non è che sia un esperto.
Ho letto un manuale.
Quasi due.
E un po’ di materiale online.
E poiché questo blog sta diventando anche un blog di servizio, facciamo un piccolo quadro generale sul Business Plan per tutti gli avventurieri là fuori.
Una cosina rapida.
Cos’è.
A cosa serve.
Come si stende.
Perché noi valiamo.

Continua a leggere


Lascia un commento

Autunno in Tartaria

https://i0.wp.com/www.lostlaowai.com/commentary/blog/wp-content/uploads/2008/03/fleming_gd01.jpgIl mese di settembre continua ad essere un mese di fuoco – un sacco di lavoro da fare, un sacco di cose cominciate da finire o di nuove da cominciare alla svelta.
Nel pochissimo tempo libero, la stagione è adatta alla lettura di un buon libro di viaggi – dal quale magari trarre ispirazione per futuri misfatti narrativi.

Forse non tutti sanno che Ian Fleming, il creatore di James Bond, aveva un fratello (beh, ne aveva tre, in effetti)… un fratello, si diceva, di nome Peter Fleming, classe 1907.
Professione stando a Wikipedia: avventuriero.
Nel 1933, Fleming salì da solo su un treno con pochi soldi, un paio di lettere di referenze (false), ed una macchina per scrivere e andò fino in Manciuria, per vedere cosa ci stessero combinando i giapponesi.
Tre anni dopo, in compagnia questa volta dell’altrettanto avventurosa Ella Maillart, Fleming coprì le 3500 miglia da Pechino al Kashmir via terra, attraversondo il Sinkiang – all’epoca anche noto come Tartaria – area nella quale da quasi un decennio nessun occidentale metteva piede.

Dal primo viaggio Fleming ricavò il volume One’s Company, letto con piacere nella primavera passata.
Lo stile di Fleming è distaccato ed ironico, quasi una caricatura del British gentleman abroad, e costituisce un eccellente contrappunto alla
quantità notevolissima di informazioni storico-politiche delle quali il
volume è riccamente farcito .
Un buon libro, leggero senza essere vacuo.

Certo, alcune informazioni risultano essere inesatte e/o basate su informazioni tendenziose – come la facenda che Mao Zedong sarebbe stato moribondo per unmale incurabile nel 1933!
Ma anche questo è parte del fascino del volume.

Dal secondo viaggio, Fleming ricavò News from Tartary.
La Maillart dal canto suo narrò la stessa avventura in Forbidden Journey, variamente disponibile presso gli Internet Archives.
Ristampato di fresco (ma consultabile anche tramite GoogleBooks), News from Tartary ha atteso per alcuni mesi sul mio scaffale in attesa del momento propizio.
Che a quanto pare è arrivato.

[fotografia di Peter Fleming in tenuta da viaggiatore transtartarico tratta dal curioso blog Lost Loawai]