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3000 in 8 – Il ritorno della Nutria

La storia in breve.

Cinque anni or sono venne pubblicata una antologia di racconti “neri” ambientati in Piemonte.
Fra i 22 autori che contribuirono al volume c’ero anch’io, con una cosa intitolata La Notte della Nutria.
Lo definii allora, e lo definisco adesso, un B-Movie.
Sostanzialmente L’Alba dei Morti Viventi, ma ambientato in un MacDonald di Asti, e con dei topi giganti sudamericani invece degli zombie.
Roba di classe.

L’antologia non ebbe la fortuna che meritava – non per il mio racconto, che era ed è una facezia, un esercizio nell’abuso dei cliché, ma per il materiale di altissima qualità prodotto dai miei compagni di ventura.

Quella che da oggi potete scaricare in epub da qui, grazie al solito UbuntuOne, o da qui come PDF direttamente da WordPress è una versione espansa e riveduta.
Un Director’s Cut, se volete, di quella vecchia storia.
Con in più una sezione di contenuti speciali – come si conviene in queste occasioni.
Un dietro le quinte, un making of a modo suo…

Riveduta ma non ravveduta, ci tengo a sottolineare.
La storia è ancora sordida, umidiccia e feroce.
Come una grossa nutria impazzita.

La narrazione se la fa in barba a tutte le buone regole, oltretutto.
E se volete farvi un’idea di come possa essere una storia di 3000 parole narrata da otto narratori diversi, beh, non dovete fare altro che scaricarla.
E buona lettura.

Oh, già!
Il tasto per le donazioni.
Lo scarico è naturalmente gratuito, con la mia benedizione (per quel che vale), ma…
Quella vecchia antologia, nel lontano 2007, non rese un centesimo a nessuno dei partecipanti.
Per cui mi divertirebbe da impazzire, a tanti anni di distanza, pagarmi un BigMac con la Nutria.


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La nonna di Xena

Vuote commemorazioni storiche, misticismo a buon mercato, o il solito campionario di dilettanti allo sbaraglio e personaggi televisivi famosi per essere stati in televisione.
O magari La Signora in Giallo?

Il panorama di questo 25 aprile è piuttosto sciapo.
Il cielo è grigio ed il tempo incerto.
Faccio un po’ di manutenzione agli scaffali di casa, e poi mi guardo un film.
Un film che voi non avete mai visto.

Vogliamo scommetere?

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Fantascienza a buon mercato – cinque film

OK, questa è tanto una top five quanto un pezzo del piano bar del fantastico.

Ora, film di fantascienza…
Nel 1976 Guerre Stellari rivelò al mondo ciò che 2001 non era riuscito a far entrare nei crani dei produttori – che con la fantascienza si potevano fare un sacco, ma davvero un sacco di soldi.

E nel corso dei decenni abbiamo visto alcuni eccellenti film di fantascienza, interpretati da attori famosi, sceneggiati, diretti e prodotti da artisti inarrivabili.
2001, appunto.
Blade Runner.
Aliens.
E ci sono state gemme fallate ma suggestive – Tron, Dune
Lo stesso The Last Days of Man on Earth, kitsch e pretenzioso, arriva – nonostante la stroncatura di Moorcock (che aveva “solo” scritto il romanzo da cui è tratto) – ad essere accettabile.
Ma, aspettate un attimo – e quei film prodotti con due lire, e relegati all’oscurità ed all’oblio per il semplice fatto che non erano abbastanza cool?
I B-movies?
Quelle cose messe insieme tanto per incassare un po’ di quattrini e andare tutti a farsi una pizza?

Il problema, casomai, è che esiste una tale quantità di film di fantascienza (molti più di quelli fantasy, pur conteggiando il peplum e le varie Mille e Una Notte), che operare una selezione ed isolare cinque titoli diventa assolutamente arbitrario.
Ecco perciò una mia personale top five – cinque film che riguardo volenttieri quando mi capitano a tiro, e se non vi piacciono, beh… fatemi causa.
O piuttosto, ditemi quali sono i vostri, film preferiti.

Regole di campo – vogliamo la serie B.
Non il prodotto intermedio valido (Tremors, Outlands, 2010, Zardoz, Quintet… eccovi una Top Five alternativa), ma la produzione di basso livello.
Non conta perciò Il Pianeta delle Scimmie (c’è Charlton Heston! Non può essere considerato B).
Non contano le cose seriamente brutte fatte da Albert Pyun – magari con la complicità di Rutger Hauer…
E Starcrash, scontri stellari oltre la terza dimensione è fuori concorso.
E niente fantascienza anni ’50, che merita un discorso a parte.

Cominciamo

The Last Starfighter
Scelta ovvia, film molto anni ’80.
Retorico, enfatico e giovanilistico – e palesemente mirato ad un pubblico di adolescenti.
Ma che diavolo… un film in cui Cthulhu fa il pilota di caccia stellari non può essere brutto.

The Ice Pirates
Così ammazziamo subito ogni retorica.
Questo è il film che Spaceballs avrebbe violuto essere.
Contiene alcune perle – dal robopimp allo space-herpes, fino al colossale duello all’arma bianca in dilatazione temporale, questa pellicola dimostra che avere delle buone idee non basta se mancano i quattrini, ma che diavolo, possiamo sempre provarci!
Sì, quella è Anjelica Houston. Sì, quello è Ron Perlman.

Timerider
Questo non ve lo ricordavate, eh?
Fred Ward (quello di Tremors, che resta un piccolo capolavoro), un caratterista sottovalutato, e una splendida Belinda Bauer (chissà che fine ha fatto?)
Hi-tech tipicamente anni ’80, cowboy, un atteggiamento abbastanza ironico.
Scritto da Mike Nesmnith, il chitarrista e autore principale dei Monkees, l’uomo che inventò MTV e che incise un album intitolato From a Radio Engine to the Photon Wing.
Non conta come steampunk, ma certo come weird western – e naturalmente fu un fiasco colossale.

Dead End Drive In
Intitolato Drive-in 2000 qui in Italia, questo è un malandato capolavoro dimenticato proveniente dall’Australia, e merita due parole di più.
La trama: per gestire la disoccupazione e la ribellione giovanile, i drive-in vengono trasformati in lager; i ragazzi hanno accesso a cibo gratis, stupefacenti, film di serie B (hmmm….) ma non possono uscire.
Trovata geniale: ben presto, la società dei giovani punk internati diventa una replica della società conformista di fuori, con le ragazze che fumano nei bagni e i ragazzi che chiacchierano di calcio bevendo birra. Sono razzisti, bacchettoni e decisamente conservatori.
Ma il nostro eroe ha altre idee…
Fantascienza sociologica a buon mercato, ma imperdibile.

Cherry 2000
Melanie Griffith!
A questo punto ci voleva una donna meccanica – e Galaxina era troppo sgangherato anche per questa lista.
Il film pare abbia raggiunto lo status di culto.
E si lascia guardare, nonostante la miscela poco omogenea di satira, cyberpunk e Mad Max.

E come extra…

Special bonus… il prodotto nazionale!

Yor, hunter from the future
Di Antonio Margheriti, film di culto, questo sì, con Corinne Clerì.
Qui, in un inspiegabile trailer anglosassone.

Premio speciale della giuria

Killer Klowns from Outer Space
Vogliamo scherzare?
Perfetto!

Salute of the Jugger
Post-apocalittico straccione ma con un suo senso deviato.
E Rutger Hauer.

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