strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Avere uno scopo è importante

Questo è uno di quei post che io faccio sostanzialmente perché se le cose si fanno in pubblico, poi tirarsi indietro diventa difficile.
E va in onda a reti unificate – nel senso che oggi va su anche un post molto simile su Karavansara.

tea_girl_thumbOra, nel 2009 ero stato invitato a partecipare alla Worldcon di Yokohama – il bello di avere degli amici in Giappone, alcuni dei quali scrivono.
E la cosa pareva abbastanza definita.
Poi, la morte improvvisa di mia madre mandò a monte tutti i piani.

Worldcon_71_LoneStarCon_3_logoDecidemmo di pianificare a lunga scadenza.
Quest’anno, col mio dottorato in tasca e – ipoteticamente – un lavoro a fornirmi un reddito stabile, avrei dovuto raggiungere i miei amici in Texas, dove proprio in questi giorni si è conclusa la Worldcon 2013, o se preferite, la LoneStarCon 3.
Ma poi la mia carriera accademica ha subito una battuta d’arresto, le mie finanze hanno preso una piega pessima e si sono aggiunti parecchi altri intoppi.
E così anche quest’anno ho bucato la Worldcon.

LONCON3_logo_270wL’anno prossimo, la Worldcon sarà dal 14 al 18 di Agosto, a Londra.
Loncon 3.
Praticamente sulla porta di casa.

E così mi sono detto – che diavolo, perdersi la Loncon 3 sarebbe davvero da idioti.
E certo, lo dicevano gli Styx, Nothing Ever Goes as Planned.
E la situazione economica resta quella che è.
Però…

Io di quelli che scrivono per passione o perché è un divertente passatempo non ne posso più.
Io scrivo perché lo so fare, e lo so fare bene.
E allora non sarebbe bello, riuscire a pagarmi la Loncon 3 con i proventi delle vendite dei miei ebook?

Per cui, questo è il piano.

  • Scrivere.
  • Pubblicare.
  • Vendere.

E vedere fin dove riesco ad arrivare – in termini di chilometri, di notti al riparo, di cene, di ingressi e tragitti in metropolitana.

Perché scrivere è un lavoro.
Ed un lavoro non lo si fa per i soldi – ma per ciò che i soldi possono comprare.

Ecco, ora la dichiarazionedi intenti è pubblica.
Torniamo al lavoro.

begging bowl smallAh, già… mi hanno anche consigliato di mettere un bottone per le donazioni di PayPal, “Aiutate Davide ad andare alla Loncon”.
Mi hanno detto di metterlo sul mio blog in inglese.
Qui, mi hanno detto, incasserei solo l’etichetta di barbone, e quella ce l’ho già.


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Come essere barboni di successo

Riprendiamo alcune idee da un post dell’idiosincratico The Art of Manliness, che a sua volta riprende e riassume un articolo comparso sulla rivista Esquire nel 1937.
Intitolato Manuale del Barbone, il pezzo su Esquire venne scritto da un anonimo che, nel pieno della Grande Depressione, aveva scelto di diventare un vagabondo – aveva mollato tutto e si era avviato sulla strada, raffinando le proprie capacità fino al punto di riuscire – o così sosteneva – a vivere dignitosamente da barbone, facendo tre pasti al giorno e dormendo comodo ogni notte.
Ora, recessione che và, recessione che viene… ecco i consigli dell’esperto.

Tenetevi puliti.
È difficile elemosinare quando sì è fisicamente reppellenti; difficilmente ci saranno lavori occasionali disponibili per un lurido straccione. Le stazioni di servizio mettono a disposizione tutto il necessario per tenersi puliti e in ordine.

Tenetevi alla larga dalle città.
Questa è talmente bella che la che la traduciamo integralmente:

La gente che vive in città ha affogato la propria umanità. Penso che la ragione di ciò sia la sicurezza rispetto agli elementi, poiché la famiglia che è sicura di avere cibo e riparo scorda facilmente le necessità degli altri esseri umani e pensa vagamente a opere misericordiose organizzate… La famiglia che vive in una fattoria, d’altra parte, sa cheuna carenza di sole o di pioggia può intaccare il suo benessere, sa che la casa che ha costruito dev’essere una cittadella contro il freddo e la tempesta; perciò la loro umanità si manifesta più rapidamente nelle loro parole e nei loro gesti. Non voglio dire con ciò che non sia possibile “tampinare” i cittadini con successo, ma è più difficile e solo fra i poveri avrete una discreta speranza di ricevere ospitalità.

Evitate gli intermediari.
Implorare personalmente è la cosa migliore, si mantiene il rapporto individuale.  Molto spesso avere qualcuno che perora il vostro caso può farvi ottenere risultati peggiori di quelli che avreste ottenuto mendicando da soli.

Viaggiate sulle strade e non sui treni.
È più facile ottenere un passaggio su un’automobile che saltare di straforo su un treno merci – che oltretutto è sporco, e più pericoloso.
Oltretutto, chiedendo passaggi si fanno due chiacchiere, e si possono scoprire opportunità di lavoro a giornata.

Parlate chiaro.
Inutile fingere umiltà o strisciare. Rivolgersi agli uomini chiamandoli “Signore” è sufficiente.
Le donne vanno trattate con cortesia e galanteria.

Evitate l’iperbole.
Non mangio da due giorni è poco credibile, o potrebbe altrimenti intimorire il vostro interlocutore.

Che fare per il minimo necessario: tabacco, abbigliamento e birra.
Pochi vi rifiutano una sigaretta se  la chiedete cortesemente.
Attacar discorso e dimostrare di avere delle storie interessanti da raccontare è un buon modo per farsi invitare a sedere in un bar e farsi offrire una birra. Ricordare che i baristi all’ora della chiusura tendono ad essere più amichevoli.
I vestiti sono la parte più complicata – ma è sempre possibile scroccare qualcosa spiegando che siete nuovi in città, che state per andare a parlare con delle persone per un lavoro, e che con una camicia pulita fareste un’impressione migliore.

Non dormite in carceri o dormitori di dubbia fama.
Raggiungete una fattoria prima che faccia buio e chiedete al fattore di farvi dormire nel fienile.
Qualora dovesse rifiutare, chiedetegli dei giornali, raggiungete un prato di vostro gusto, accendete un fuoco, aspettate che si esaurisca, spargete le braci, copritele con della terra, usate il tuttocome letto caldo, con i giornali come coperte. È buona cosa avere sempre un poncho (può servire da coperta, da tenda e da impermeabile).
Oppure rivolgetevi ad un garagista e chioedetegli se vi lascia dormire in una delle auto nella sua rimessa.

Resta forte il dubbio che l’anonimo, oggidì, troverebbe la vita molto più dura che non nel 1937.

Memorabili comunque le sue considerazioni conclusive

Now I am completely happy. All the infinite phases of nature I can observe at leisure, all the different types of country I can live with in their optimums. The spring I spend in the West, the summer in the far North, the fall in New England, the winter in the South. In a few years I shall probably want to go to Europe, and I shall go. And since I have been on the road I have in many ways improved myself: my sensitivities have been sharpened (I even write poetry now, and it’s not too bad), my education extended, and my health become superb. I don’t know whether I shall ever settle down again, and I don’t much care.

State attenti, là fuori.

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