strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Bellowhead

Era un po’ che non facevo un post sulla musica.

BurlesqueBurlesque
, dei Bellowhead, è un disco acquistato “per provare”, sulla base di un impulso istintivo, forte del principio “se poi non mi piace lo regalo a qualcuno”.
E invece no.
O meglio, si – ne regalerò un paio di copie per prossimi compleanni o festeggiamenti diversi.
Però la mia copia me la tengo stretta, e intanto la suono finoa consumarla.

I Bellowhead si fiscalizzano come “English World Music”, mentre il marketing li colloca nel più semplice ambito del folk.
Di fatto, il line-up con strumenti a fiato, archi e percussioni raccogliticce potrebbe suggerire somiglianze con le varie band di musica hunza-hunza connesse a Emir Kusturica, ma il paragone regge solo fino ad un certo punto.
Più corretto forse considerarli un gruppo d’avanguardia sperimentale, che si diverte a riproporre vecchie canzoni dei marinai, ballate napoleoniche, brani tradizionali.
Esecuzioni impeccabili di arrangiamenti molto originali.

Chi ricorda la vecchia Albion Band o – ancora prima – gli Steeleye Span, potrebbe ritrovarci qualcosa – una unità d’intenti piuttosto che di stile, la voglia di riammodernare vecchie perle musicali per proporle ad un pubblico contemporaneo.
Siamo in un nuovo secolo, ed i paragoni lasciano il tempo che trovano.
La musica, tuttavia, è grande.

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