strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Più che una piattaforma, una zattera

Raft_colorizedOK, post sui blog e sulla crisi dei medesimi, parte seconda*.

Ricapitolando.
La blogsfera è in crisi.
Visite e commenti sono in calo.
I lettori sono rimbambiti**.

Cosa può fare il blogger per contrastare l’inesorabile (?) declino?

Cominciamo col toglierci subito dai piedi la questione dei nuovi algoritmi di Google.
Sì, il calo c’è stato – io lo fatturo in un 30% secco di visite in meno.
E non credo esista una soluzione pret-a-porter.
Ho spulciato il web in cerca di informazioni – senza trovare alcunché di costruttivo.
Conosco un sacco di persone che hanno sperimentato diverse soluzioni che circolano via web – senza risultati degni di nota.
C’è gente al momento che, online, vende a caro prezzo supposte cure miracolose.
Ecco, la parola chiave è supposte.

Alla fine, l’unico consiglio che pare promettere bene, è poi un consiglio che ha sempre avuto senso: postare contenuti di qualità.

Detto questo, ed eliminata così la questione strettamente tecnologica, cosa posso fare, come blogger, per cercare di frenare il calo precipitoso delle visite? Continua a leggere


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Il silenzio della blogsfera

The_Roaring_SilenceLo sentite anche voi?
O è solo qualcosa che sentiamo noi, qui da questo lato dell’interfaccia di WordPress?
Questo senso che improvvisamente la blogsfera nazionale sia diventata maledettamente vuota, e futile, e silenziosa?

Se ne parla parecchio, nei luoghi nei quali i blogger si incontrano, lontano dagli occhi dei non blogger.

Le visite sono calate – colpa dei nuovi algoritmi di Google, che penalizzano in maniera barocca i nostri blog. Il che vuol dire meno visitatori occasionali.
Like e share non sono mai stati altissimi – il surfista italiano ha il terrore di condividere o cliccare pulsanti, a meno che a offrirglieli non sia un sito pornografico lituano.
Ma sono calati anche i commenti – è come se le persone che leggono le nostre pagine non avessero più voglia di dire la loro.
O non avessero più nulla da dire.
O forse sono i nostri contenuti, che si sono troppo diluiti?

Ci sono cose che quelli che se ne intendono ci dicono che non tirano più – le recensioni (anche perché lo sapete, potrebbero manipolarvi), i film (anche perché i lettori arrivano solo a cercar polemica), la vita di tutti i giorni.
Tirano molto cucina e gossip.
Che sorpresa.

Ora, è mia ferma convinzione che quando su un blog si comincia a parlare con troppa frequenza di blogging, è segno che la bestia si sta nutrendo della sua stessa carogna, ed è ora di correre ai ripari.

Ma questo è un post sul blogging, così come lo sarà quello di domani.
E poi, per un po’, basta.

Quindi, tesi : i blog sono in crisi.
Ipotesi 1 – è colpa del pubblico.
Ipotesi 2 – è colpa dei blogger.

Personalmente, trovo più interessante l’ipotesi 2, l’unica sulla quale io abbia un minimo di controllo.
Ma di quella discuterò domani.
Oggi, mettiamo giù un po’ di osservazioni sfuse…
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Giornata del Post Banale – un annuncio

postbanaleRicordiamo ai nostri lettori che il 13 marzo sarà la Giornata Nazionale del Post Banale – la ghiotta occasione per tutti i blogger per infliggere ai propri lettori un po’ di banalità sfuse, idee trite e atteggiamenti stupidamente populisti, al fine di ottenere un picco nelle visite e abbondanti “Mi Piace”, retweet e condivisioni su Facebook.

Non perdetevi questa occasione per leggere (e scrivere) qualcosa di assolutamente inutile.

strategie evolutive partecipa a questa iniziativa: il 13 Marzo, La Giornata del Post Banale.

Per molti, sarà un giorno come tutti gli altri.


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Un mese di caravanserraglio

karavansara buttonUn mese fa, dopo lunghe settimane passate a pensarci, e parecchie ore trascorse a chiacchierarne con amici live e online, ho avviato il mio blog di lingua inglese, Karavansara.

Sono fermamente dell’idea che la pianificazione sia una gran cosa, ma ho conosciuto troppe persone che hanno trascorso la propria esistenza pianificando mosse che poi non hanno mai fatto.
Carriere accademiche mai decollate.
Libri mai pubblicati.
Donne mai corteggiate.
Viaggi mai fatti.
C’è un momento, io credo, in cui si deve smettere di cincischiare, e ci si butta.
I dettagli si sistemano in corsa.

bb-silk_roadKaravansara è un blog più o meno strettamente legato a due miei interessi:

  • da una parte l’orientalismo ed in particolare – come tema generale, la Via della Seta
  • dall’altra la scrittura, in particolare la mia produzione narrativa.

Ho scelto questi due temi perché vanno bene insieme, e perché costituiscono un buon nucleo dal quale cominciare.
Poi vedremo*.

Karavansara esiste per tre motivi
primo . obbligarmi ad usare quotidianamente (o quasi) l’inglese, riprendendo la mano nell’uso dopo lunghi anni in cui l’ho letto, l’ho tradotto, ma l’ho parlato e scritto pochissimo.
secondo . ampliare il mio panorama verso quella porzione amplissima del web che è raggiungibile attraverso l’inglese.
terzo . testare tutte le novità, i trucchi, le tecniche, le risorse, che non voglio o non posso collaudare su strategie evolutive.

Vediamo allora di fare un piccolo bilancio. Continua a leggere


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Qualche osservazione sul gestire un blog

Si discuteva, la notte passata, di quante visite al giorno sono abbastanza per un buon blog.
Bella domanda, che dipende tuttavia da un sacco di variabili.
Il tema, la lingua usata, e il linguaggio, la frequenza di aggiornamento, l’argomento trattato…

Da lì si è passati alla faccenda di cosa sia essenziale per un buon blog.
E poiché in giro per la rete c’è un sacco di gente tosta, le opinioni, le liste di cosa da fare e da evitare, si sprecano.
Ci sono quelli che hanno il decalogo definitivo, quelli che hanno i sette elementi fondamentali, quelli che vi garantiscono che è possibile fare dai 10.000 ai 35.000 dollari col vostro blog – e se vi interessa sapere come, hanno l’ebook pronto da vendervi.

Ora, io ho avviato questo blog cinque anni or sono – ouch! – sostanzialmente senza sapere cosa stavo facendo, ed il processo di apprendimento non è ancora terminato.
Tuttavia è passata molta acqua sotto i ponti, e quindi sarei quasi tentato di dire anche io la mia.

Perciò, ecco un incrocio fra un pork chop express e una top five, cinque cose che (credo) fanno funzionare un blog. Continua a leggere


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Top Five(ish) – Cinque Blog

Questo non è cat blogging

Se n’era parlato in passato – di raccontarci reciprocamente quali sono i blog che frequentiamo di più.
Poi non se n’era fatto nulla.
E allora, perché non rispolverare quella vecchia idea in forma, più o meno, di Top Five?

Cinque blog che leggo quotidianamente, o quasi.
Cinque blog che, se non ci dò un’occhiata all’avvio del computer o durante la pausa pranzo, la giornata manca di qualcosa.
Cinque blog – escludendo naturalmente quelli degli amici.

Voglio dire, io normalmente apro la mia giornata controllando una decina di blog ai quali sono affezionato – Malpertuis, di Elvezio Sciallis, il Blog sull’Orlo del Mondo di Alex Mcnab, il blog di IguanaJo, quello di Angelo Benuzzi, quello di Ferruccio Gianola, Book & Negative di Hellgraeco (sul quale non commento mai, perché il suo WP mi odia), Fronte & Retro di Massimo Citi, il blog di Cyberluke.
Ce ne sono anche altri, mi scuso se li ho lasciati indietro, ma questi sono quelli che il mio feed reader mi scarica in automatico.

Mentre controllo questi blog, faccio anche un giro sul sito della BBC e su quello di Russia Today.

Ma non è dei blog degli amici che voglio parlare, o dei blog/siti di news istituzionali.

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Perché internet è meglio del sesso

L’estate è una stagione crudele con la blogsfera.
Mentre a ridosso del periodo delle ferie gli impegni lavorativi si intensificano, stanchezza e caldo cospirano per complicare le cose.
Il ritmo dei post si dirada sulla maggior parte dei blog.
Malpertuis annuncia un cambio di politica che dirà no alle recensioni negative, e rimane fermo per una settimana.
Il Garage di Demetrio chiude.
Commenti e ossarvazioni portano a lunghe discussioni e infiammano gli animi.

E su tutto, questa strana idea, ben sintetizzata in un’unica frase…

“Fai bene a prenderti una pausa, a volte è meglio occuparsi della vita reale”

Vita reale?
In che senso, vita reale?

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Siamo finiti sul giornale

Prima o poi doveva capitare.
Me lo diceva, la mia mamma, che a forza di occuparmi di fantascienza e cose del genere, sarei finito sul giornale.

Fortunatamente, non è la cronaca nera ad occuparsi del sottoscritto (come temeva la mia mamma) ma la cronaca locale dell’area di Nizza.

La Nuova Provincia, il bisettimanale di Asti e Provincia, ha scoperto – complice la stagione festiva e la mancanza di notizie più polpose, certamente – il blog Faina Solitaria, e tutto il baraccone del Survival Blog del quale Faina è un’appendice.
Ecco perciò due lusinghiere colonne a pagina 33 – nelle quali vengo citato ampiamente, e nelle quali compaiono anche Fruttero & Lucentini 8con la loro famosa legge “Un UFO non può atterrare a Lucca”) e l’amico Alex Mcnab, che dopotutto del Survival Blog è stato l’iniziatore e l’ispiratore centrale.

Ora sarà interessante vedere quali saranno gli sv iluppi.
Specie considerando che in capo a 24 ore gran parte dei miei compaesani scopriranno di essere stati variamente infettati da un prione assassino e/o presi a fucilate dal sottoscritto e da alcuni congiunti.
Sono questi i momenti in cui l’autore si rallegra di non aver fatto nomi e cognomi.

Frattanto, per i fan della Faina, il survivalist della Valle VBelbo è off-line ormai da 72 ore.
L’ultimo messaggio lo dava in pessime acque nei resti malandati di Canelli.