strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il Tesoro del Bigatto

Le affermazioni categoriche sono pericolose.
Il migliore,il peggiore, il più il meno…
Le persone cambiano, i giudizi cambiano.
Eppure…

GiuseppePederialiQuando si tratta di fantasy Made in Italy, io di solito me ne tengo alla larga, ma indico, se non come titolo migliore, ma certo come uno dei titoli migliori, un romanzo uscito negli anni ’80 e intitolato Il Tesoro del Bigatto.
Un fantasy storico (ma se ne può discutere, e ne discuteremo) di Giuseppe Pederiali.

Pederiali è scomparso nello scorso fine settimana, ennesima perdita del fantastico nazionale in questo inizio di 2013 maledetto, vittima delle conseguenze di un incidente stradale.
Da molti anni si era allontanato dal fantastico, costruendosi una solida reputazione come autore di polizieschi.

Ma Il Tesoro del Bigatto rimane un titolo indispensabile e – per quel che mi riguarda – una grande occasione sprecata per il nostro fantastico nazionale. Continua a leggere


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Libere compagnie

Una delle esperienze più surreali del vagare per Londra alle prime luci dell’alba della domenica consiste nella possibilità di imbattersi in bande di ceffi in abiti rinascimentali, armati di picche e moschetti, e variamente equipaggiati con corsaletti d’acciaio o bluse sulle quali risaltano le bandoliere coi “dodici apostoli”.
Si tratta di Trained Bandes, gruppi di historical re-enactment, persone che per hobby, una volta al mese, si sprofondano in un clima da GUerra Civile cromwelliana e si lanciano a scorrazzare sù e giù per i prati, sparandosi a salve e facendo a sciabolate.

E curiosamente sono proprio queste libere compagnie di cialtroni rinascimentali che mi vengono in mente leggendo l‘articolo di Repubblica scoperto grazie a Speculum Maius, riguardo alla possibilità prossimamente concessa dalla legge ai cittadini di organizzarsi in ronde spontanee per garantire la sicurezza delle città…

Ecco il punto: come si finanzieranno le associazioni tra normali cittadini? Chi provvederà al rimborso delle loro spese? Il decreto legge non esclude che i “volontari per la sicurezza” possano essere pagati da privati, persone fisiche o aziende: se non vorranno rimetterci di tasca propria, potranno farsi sponsorizzare. Nessuno glielo può impedire. Almeno stando alla lettura del testo. Salvo nuove sorprese che potranno arrivare dal decreto d’attuazione del Viminale, da adottare entro 60 giorni. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, tiene infatti duro: nelle ronde verrà attuato “un controllo fortissimo da parte degli organi di polizia su chi vi partecipa”. E su chi le finanzia?

Meravigliosamente, straordinariamente rinascimentale.
E perché preoccuparsi di chi paga – se la tradizione italiana del mercenariato che ci rese popolari tra il 1200 ed il 1400 verrà seguita, una volta pagherà l’uno, una volta pagherà l’altro.

Ecco, mi dico, la soluzione ai miei problemi economici.https://i0.wp.com/farm4.static.flickr.com/3296/2696867938_0a74994d3c_m.jpg
Ed al problema occpazionale che attanaglia il paese!
Potrei tirar sù una marmaglia in armi, addestrare gli uomini al combattimento secondo i precetti di Braccio da Montone, facendo in poche settimane di quella masnada una truppa coesa, un’armata veloce et ardita che sia veltro e lione al tempo istesso, e poi, istituita una Libera Compagnia presso un notaro, novello Bartolomeo Colleoni, ottenere una condotta da un ricco finanziatore (Lo Duca di Milano? Lo Papa? Lo ‘mperatore?) e mettere a ferro e fuoco la campagna da quì ad Aurocastro delle Puglie.
Non hanno forse i Savoia e i loro sudditi piemontesi una lunga tradizione di mercenariato?

Il rischio non viene sottovalutato neppure dal presidente del Veneto, Giancarlo Galan. “Non vedo nulla di male nel fatto che ci siano persone che invece di andare a giocare a carte all’osteria si interessino degli altri.

Ecco, sì… Invece di giocare a carte all’osteria, ci interesseremo degli altri con bastoni, picche e moschetti, e per mantener l’ordine crocifiggeremo volentieri non solo i bambini dei riottosi, ma anche le loro bestie domestiche (e sono in debito per questa idea al capitano Von Bek, al quale pagherò volentieri un boccale di vino speziato, e con riconoscenza, alla prima occasione).

vedo invece qualche cosa di male nello spontaneismo esasperato, nel fai da te e nell’utilizzo politico di queste ronde. Credo debbano essere coordinate e fatte da persone istruite e che siano soprattutto carabinieri in pensione e alpini, cioè gente che ha una preparazione. Dilettanti allo sbaraglio in questo paese ne abbiamo visti un po’ troppi”

Ecco chi cercherò.
Una bella compagnia di ex alpini, pagati in grog e bottino, più un sano diritto allo stupro per tenere i loro umori sotto controllo.
Pronti a morire pugnando.
Et combatteremo sotto lo gondfalone di San Giorgio!
Chiederò a Mastro Dalmatius di tracciarne la guisa, poiché egli è aduso alle vie dei santi e dei dragoni – e potrebbe anche comandare la nostra piccola unità di genieri, essendo uomo d’ingegno multiforme abile con la spada quanto col pennello.
Ma lungi da noi li dilettanti et la vile teppaglia sfusa, la mia compagnia si avrà da porre con la giusta professionalità a lungo coltivata et exercitata con solerzia – che delli dilettanti, a noi, poco ne cale, et li si ‘mpicca lungo la via comunque, come si faceva ai bogomili delle Fiandre, poiché rovinano il mercato praticando tariffe troppo basse (et sono più interessati assai allo stupro che non all’arte della pugna)…

Oppure oppure… parlando di grog…
Perché non armarmi un legno snello e veloce, con otto cannoni da otto libbre e dodici colubrine, rapido e manovriero, ottenere quindi una Lettera di Corsa, e poi battere dall’Adriatico al Canale Siculo, intercettandovi i moslemi d’Albania e gli altri invasori sui loro motoscafi? E poi, come Kenelm Digby, andare a cannoneggiare i porti di Barberia, Malta, le coste cipriote…

Il rischio è uno squadrismo pagato da quella parte della popolazione che non si sente sufficientemente protetta. Di più, si può finire per istituzionalizzare un rapporto mafioso: io ti proteggo, tu mi paghi

Un ritorno alle antiche tradizioni, quindi.
Creando centinaia di posti di lavoro per tutti quei bravi giovini – o non poi così giovini – che abbiano privilegiato il mestiere delle armi rispetto alle effemminate pratiche dell’accademia e della filosofia naturale.