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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il Libro dei Cavalieri

the-book-of-knightsCanadese, classe 1964, Yves Meynard scrive sia fantascienza che fantasy, sia in inglese che in francese, ed ha raccolto molti premi per la propria attività di narratore ed editor.
In francese sono disponibile tredici suoi volumi, e al momento la Tor ha pubblicato due suoi titoli in inglese – i romanzi The Book of Knights e Chrysanthe.

Alcuni mesi or sono, un’amica mi ha regalato una copia di The Book of Knights, e il libro è rimasto sul mio reader in attesa che io fossi dell’umore adatto.
Nello scorso weekend ero dell’umore adatto.
Ed ho scoperto un romanzo meraviglioso.

E ammetto di provare un certo imbarazzo, nel presentare questo libro – perché è certamente uno dei migliori fantasy letti negli ultimi anni, è bello e potente e significativo, e credo che i tre quarti dei lettori che si dicono appassionati del genere non saprebbero assolutamente cosa farsene. Continua a leggere


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Il Tao del Dragone…

… Non è il Vero Tao.

Premessa – esiste un confine netto ed invalicabile che separa due grandi categorie di appassionati di cinema.
Da una parte ci sono i fan di Bruce Lee.
Dall’altra ci sono i fan di Jackie Chan.
I primi considerano i secondi degli sciocchi affascinati da filmetti che sono un gradino sopra alle comiche di Ridolini, i secondi considerano i primi dei frustrati, magari anche un po’ di destra.
La questione venne risolta di fatto anni addietro dallo stesso Jackie Chan, che all’ipotesi di un confronto con Bruce Lee rispose ridendo “Bruce kicked high, I kick low.”

Dal canto mio, sarà perché quando uscirono nelle sale a suo tempo i film di Bruce Lee erano vietati ai minori di sedici anni, sarà perché venni traviato comunque in giovane età dalla visione di “Twinkle Twinkle Lucky Stars”, resto nel campo dei sostenitori di Jackie.
Ma un libro a buon mercato di Bruce Lee, con in più il Tao in copertina… perché no?!
Vada per Il Tao del Dragone (sta comodamente in tasca, si legge bene in treno).

Il volume si rivela essere una collezione di scritti sparsi di Bruce Lee, dagli appunti di quand’era universitario ad una serie di lettere e articoli apparsi altrove, riuniti dalla vedova di Bruce Lee, Linda Lee Caldwel.
Il Tao, che viene menzionato con una certa frequenza, ha comunque una parte minima nella discussione.
Lee produce alcuni interessanti esempi (che saccheggerò per futuri riferimenti) di alcuni concetti elementari, ma non offre una elaborazione nuova del pensiero taoista, né un approfondimento significativo di dati acquisiti.
E come entry-level potrebbe solo causare confusione.
Gran parte dei discorsi di Lee sul kung fu e sul jeet kune do, d’altra parte, sono già stati pubblicati, in maniera più estesa e articolata, in altri volumi.

Niente di fondamentale, quindi – ma nonostante la scoperta operazione commerciale, un testo che non dispiace, arrichito da parecchie fotografie (riprodotte malissimo) dell’attore in vari momenti della sua vita.

Troppo poco, forse, per i dieci euro del prezzo di copertina.
Ma per Bruce Lee, pur da fan di Jackie Chan, sono disposto a spenderli.
Una volta.