strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Buoni propositi per il 2017?

Buoni propositi per il 2017…
Sì, certo, trovare una fonte stabile di reddito, salvare la mia casa e la mia esistenza.
E scrivere, scrivere di più e scrivere (se possibile) meglio.

Ma sapete cos’è?
Nel momento in cui ci si trova in condizioni di difficoltà – che si tratti di problemi economici o lavorativi, o problemi di salute, o quel che vi pare… quando ci si trova in difficoltà, il nostro cervello innesca tutta una serie di meccanismi, la maggior parte evolutisi quando andavamo a caccia di mammuth, che hanno lo scopo di ottimizzare la nostra reazione al pericolo.
Una delle conseguenze di ciò è che nel momento in cui ci si trova in difficoltà si sente una fitta di senso di colpa non appena si contempla qualcosa di frivolo.
Chessò, andare al cinema, passare un weekend a guardare le nuvole.
Organizzare una buona cena per noi ed i nostri familiari.
Leggersi un buon libro.
Il nostro sistema di emergenza si mette a squillare, perché quel tempo e quelle risorse potremmo usarle per fare altro, per cercare di sfuggire alla minaccia.

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E invece no.
Non sto dicendo che sia cosa buona e giusta comportarsi da irresponsabili, ma staccare, anche solo per dieci minuti, è indispensabile.
Altrimenti lo stress ci ammazza.
Ecco, il sistema neolitico di emergenza che abbiamo installato non riconosce lo stress e la depressione come minacce. E anzi, accresce l’ansia e lo stress proprio in presenza di quelle attività che ci permetterebbero di ridurre stress ed ansia.
Quindi, ricominciamo…

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Buoni propositi

Ieri, su un blog del braccio femminile del Blocco C, mi hanno chiesto indirettamente quali sono i miei buoni propositi per questo 2013.

Beh, che diamine, perché no?

Ecco i miei buoni propositi…

PIÙ PULP

 

PIÙ PULP

… E MAGARI UN PO’ DI SWORD & SORCERY, E DI WEIRD WESTERN.

Ho voglia di scrivere.
Ho molta voglia di scrivere.


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Ritorno alla musica

Acquistai il mio flauto traverso nel 1990.
Ero vecchio, per cominciare con uno strumento – per lo meno secondo l’opinione diffusa – ed avevo alle spalle una pessima esperienza musicale grazie ad un paio di insegnanti di musica semplicemnete incapaci incontrate alle scuole medie.
Non sapevo leggere la musica – se non a livello molto canino, da analfabeta.
L’unico strumento accessibile era la chitarra – il sistema era semplice: si entrava nei boy scout, eloro ti insegnavano a suonare la chitarra.
A me non piacevano i boy scout.

Il flauto aveva diverse attrattive.
Era portatile, molto più portatile di una chitarra.
Era esteticamente soddisfacente – il flauto di Boehm aveva tasti, meccaniche, un corpo di metallo argentato. È estremamente steampunk, come strumento, molto ottocento-hi-tech.
Era flessibile – ci si poteva suonare qualsiasi cosa, come sapevo avendo ascoltato per anni Nancy Hodder (rinascimentale), James Galway (classico), Herbie Mann (jazz) e Ian Anderson (rock).
E c’era un flauto usato, nella vetrina di un negozio di musica vicino a casa.
Una ragazza, mi spiegò il commesso del negozio, l’aveva comperato, e dopo una settimana l’aveva reso in cambio di una tastiera elettronica.
Lo portai a casa in cambio di sei mesi di risparmi, per quello che era, comunque, un prezzo stracciato.

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Buoni propositi per l’anno appena iniziato

C’è un giochino che si fa il primo dell’anno.
Beh, ok, noi lo facciamo.

Ci si trova coi soliti complici, e si scrivono i buoni propositi per l’anno nuovo.
Diciamo cinque o sei a testa, su altrettanti foglietti di carta.
Poi si mescolano tutti i propositi in un cappello (il mio, di solito) e poi ciascuno si pesca un solo buon proposito a caso, e se lo tiene.

Capirete che, trattandosi di una cosa del genere, i propositi prendono una piega surreale…

A me è capitato qualcosa che pare fatto assolutamente apposta:

Trovare una fidanzata steampunk

Come se fosse facile.


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Aspettando il 2010

Le risoluzioni di fine anno di solito vengono disattese.
La realtà è sempre sorprendente, ed ha la tendenza a sovvertire i piani meglio delineati.
Quindi queste NON sono risoluzioni di fine anno.
Sono più che altro linee guida.

Il 2010 sarà un anno importante, che porterà – si presume – una quantità di cambiamenti.
Sono seduto in una nuova casa, immersa in una realtà che non è quella urbana torinese nella quale ero cresciuto e nella quale avevo sviluppato una serie di strategie, contatti, allineamenti.
Tocca ricominciare da capo – senza però perdere i vecchi legami.

Poi ci sarà il lavoro di ricerca, del quale parlerò a suo tempo.

Relativamente alle mie attività notturne, invece, mentre Mistress of the Yamatai procede a rilento, e il corso sulla Cultura Zen ha ormai una cinquantina di slide pronte e altre duecento inpreparazione, altri progetti si dispongono sul mio desktop contendendosi tempo ed attenzione
.
Alia 6, tanto per cominciare, che irromperà sul mercato come il solito baraccone pirotecnico ed internazionale – quest’anno molto più internazionale, molto più pirotecnico.
Oltre al lavoro di traduzione e editing, tocca anche scrivere una storia – e per essere all’altezza della superba compagnia che si sta delineando, toccherà lavorare sodo.
Molto sodo.

Continuerà pure la collaborazione con LN – probabilmente sotto forma di saggi monografici, oltre che di recensioni.
È ora di fare di Storia Naturale del Fantastico qualcosa di solido.

Intanto, entro gennaio dovrà vedersi la chiusura definitiva e non sindacabile del testo di statistica sul quale ormai lavoro da un anno.
Il volumetto deve finire perché l’ho promesso (minacciato?) all’editore, perché le cose lunghe diventano serpi, e perché c’è un secondo libro in preparazione – su un argomento radicalmente diverso e molto più eccitante – che ho una gran voglia di mettere in cantiere.

E poi e poi e poi…
In campo ludico, c’è l’idea della campagna storica per Call of Cthulhu, che mi piacerebbe sviluppare e poi in qualche modo far arrivare al pubblico.
Tenete d’occhio questo spazio – potrei avere bisogno di playtesters, ma non prima di maggio.

E poi c’è un progetto in sospeso, che va per il momento sotto il nome di battaglia di “The Friends of Mr Cairo”.
Del quale probabilmente non se ne farà nulla fino al 2012 – ma è comunque bene cominciare a prendere le misure.

Sul delirio di mettere in piedi una band che faccia musica tiki, per il momento sorvoliamo.

E stando così le cose, vi lascio per il momento con gli amici del Signor Cairo.
Un po’ di musica per la fine dell’anno…

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Buoni propositi per il 2008

E’ pratica comune fare un elenco dei propositi per l’anno nuovo.
La si stila solitamente il 31 dicembre.
Io la posto il primo gennaio.
Fatemi causa.

Premessa – mi auguro che il 2008 sia l’anno del grande balzo in avanti….

Per il 2008 ho quindi intenzione di

  • spolverare il giapponese in modo da tornare ad essere in grado di espirimere concetti elementari
  • imparare finalmente a utilizzare R
  • mettere insieme un dignitoso corso di Statistica Bayesiana
  • riuscire finalmente a fare delle vacanze che siano vere vacanze
  • proporre e pubblicare il mio primo libro di divulgazione
  • riprendere le mie esplorazioni urbane

… e nient’altro.
Inutile ipotecare il futuro.
I pronostici e i propositi e i Piani Quinquennali esistono per essere disattesi.

Oh, già – gli ideogrammi dicono “Che la filosofia si trasformi in un’arma affilata nelle mani delle masse”.
Che non è neanche male, no?
Meglio fare a colpi di filosofia che a bastonate.