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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Quando sei una spia…

Nelle ultime settimane passo il tempo, nel deserto televisivo che si schianta su di noi al calare del sole, guardando vecchi episodi di Burn Notice, una serie TV che scoprii anni addietro dal blog di Bruce Campbell, e che finora non mi ha mai deluso.
Sono praticamente a metà corsa, alla fine della Terza Stagione – ma ora pare faranno una settima, e la cosa mi sta benissimo.
Mi piace, Burn Notice.

La premessa è semplice.
Michael Westen faceva la spia, per il governo americano.
Poi qualcuno ha maneggiato i file, facendolo finire sulla lista nera.
Sospettato di tradimento e abbandonato a se stesso, senza danaro o documenti, bloccato a Miami, Westen decide di risalire a chi lo ha incastrato.
Frattanto, deve cavarsela facendo lavoretti come investigatore senza licenza e mercenario sui generis, accettando quel che capita per pagare i conti – ma senza poter lasciare l’area urbana di Miami.
Nella sua nuova esistenza, Michael può contare sull’appoggio della sua ex Fiona – che contrabbandava armi per l’IRA – del vecchio amico Sam, smobilitato dai Navy Seal – e che ora campa rimorchiando tardone – e di sua madre Madeline – anche se definirlo aiuto, quello della mamma, è abbastanza impreciso.

La serie è fatta con tre lire in croce (anche se col crescente successo le stagioni successive alla prima si nobilitano dal punto di vista del budget), ma le trame sono solide, la recitazione eccellente, il prodotto finito più che apprezzabile.
Il pilot della serie, nel 2007, vinse l’Edgar come miglior prodotto televisivo, e successivamente le varie stagioni hanno vinto premi per colonna sonora, sceneggiature, attori non protagonisti.

I motivi per cui personalmente trovo divertente Burn Notice sono molteplici. Continua a leggere