strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Un grado, forse due

Dal 14 al 21 ottobre sarà la Settimana del Pianeta Terra.
È la sesta edizione.
Da sei anni cerco di organizzare qualcosa qui in Astigianistan, ma pare che la weltanschauung locale non riesca ad arrivare oltre polenta e coniglio.
E allora?
E allora hai un blog, usa il blog.
Si comincia il 14, ma noi su strategie ci portiamo avanti col lavoro.

Immagino vi sia arrivata notizia del rapporto del comitato delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.
È uscito ieri.
E le notizie non sono buone.
E qualcuno dovrà pur parlarvene, no?
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L’ascesa e la caduta di Lady Marian

In un futuro prossimo, il cambiamento climatico ha trasformato gli Stati Uniti occidentali in una distesa brulla e senz’acqua. Il flusso di profughi verso est ha obbligato Washington a schierare la Guardia Nazionale, di fattoo trasfromando le Montagne Rocciose in un confine invalicabile.
A Portland l’acqua viene razionata, non c’è lavoro, la polizia mantiene un controllo precario su parte della città, i sobborghi orientali sono sprofondati nell’anarchia.
E ci sono i ricchi, che l’acqua ce l’hanno in barba al razionamento, servita da furgoni anonimi, perché il denaro è potere.
Poi, un giorno, un gruppo abbastanza velleitario di antagonisti attacca un furgone anonimo.
Renee è una laureata in storia senza lavoro, la cui qualifica più apprezzata è il fatto di saper ricamare sulla schiuma dei cappuccini – ha lavorato come barista, ma poi il bar ha chiuso.
Durante l’attacco al furgone viene quasi messa sotto. E quando una folla si raccoglie lì attorno, e comincia a strapazare l’autista, lei si mette a distribuire le bottiglie d’acqua.
Ripresa dalle telecamere di sicurezza, Renee viene trasformata dai media in “Maid Marion” – eroe popolare, personaggio mediatico, ricercata dalla polizia.
Renee deve fuggire.
Ma forse ora ha un arma per cambiare le cose.
Forse ora È un’arma per cambiare le cose. Continua a leggere


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I teo-con dell’Illinois!

La notizia è vecchia, ma è stata riportata all’onore della cronaca dal solito

c’era su YouTube…
YouTube l’ha cancellato, brutti bastardi!

E invece su Youtube c’è, come potte vedere, e ce n’è a sufficienza per farmi andare di traverso il té delle cinque (molto indicato, visto che fa un freddo insano).

Di cosa si tratta?

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Non tutto il male…

6a00d8341c630a53ef010534e52c59970b-800wi.jpgPost di natura ambientale, con l’ormai tradizionale Green Lady a farci da madrina – perché a noi piace così.

Ora, naturalmente, la crisi ambientale non esiste.
O se c’è, ci fa bene.
Lo ha deciso il governo, ricordate…?

E stando al National Geographic, i nostri padroni potrebbero non avere tutti i torti, in seconda battuta.
Ammesso che stiano parlando del Sahel (e chissà di cosa parlano i nostri padroni…)
Stando alle foto da satellite dell’area sahariana scattate negli ultimi 20 anni, infatti, risulta che l’incremento di piovosità causato dallo shift climatico abbia portato ad un incremento delle aree verdi in alcune porzioni del deserto.

If sustained, these rains could revitalize drought-ravaged regions, reclaiming them for farming communities.

This desert-shrinking trend is supported by climate models, which predict a return to conditions that turned the Sahara into a lush savanna some 12,000 years ago.

Un bilanciamento della crescente desertificazione dell’area mediterranea, e che innesca – o rischia di innescare, o dovrebbe/potrebbe innescare – la contrapposizione politica fra sostenitori e critici del cambiamento climatico.
Poiché se per gli abitanti delle nazioni isolane l’aumento del livello del mare è unapessima notizia, e se la siccità è una pessima notizia per Italia, Spagna e Grecia, per le popolazioni del Chad e del Sudan l’aumento di piovosità potrebbe invece rappresentare una opportunità.

Now you have people grazing their camels in areas which may not have been used for hundreds or even thousands of years. You see birds, ostriches, gazelles coming back, even sorts of amphibians coming back

Ma pare che i politici siano in catalessi, e finora l’unico che abbia affrontato il tema è, guarda guarda, un autore di fantascienza – Norman Spinrad, col suo Greenhouse Summer (pubblicato come Condizione Venere da Urania).
Ma anche lì, sono trent’anni che Spinrad pubblica narrativa stimolante – anche se non adatta ai gusti di tutti – e che il pubblico italiano se lo fila poco.

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