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Cinque case maledette

Prendo lo spunto da un lungo e interessante post su Malpertuis dedicato ad una delle pietre miliari della letteratura orrifica, per mettere giù la mia personale top five delle case infestate e o maledette della narrativa.
In fondo cosa c’è di meglio, nella calura estiva, di una bella lettura farcita di brividi?
E considerando che qui in casa mia fervono i preparativi per il trasloco, il tema della casa maledetta pare una scelta abbastanza azzeccata…

Quindi, cinque storie di paura, più una, come al solito.
Col solito disclaimer – magari queste non sono quelle che scegliereste voi.
Magari la mia scelta vi offende.
Non è mia intenzione.
Questaè la mia lista.
Sarò molto felice di leggere la vostra.
The House Next Door
The House Next Door, di Anne Rivers Siddons.
Citato a suo tempo nella Top Ten di Stephen king, Malpertuis dice tutto quello che c’è da dire su questo romanzo imprescindibile, opera orrifica di una nota autrice vicina al mainstream.
Southern Gothic, echi faulkneriani, l’orrore mai esplicitato, mai sbattuto in faccia.
Sofisticato, letterariamente molto soddisfacente, leggibile come puro intrattenimento o come metafora sociale e politica “forte”, il volume rimane criminalmente assente dai nostri scaffali (editori avveduti, prendete nota).
E non ne invidierei un ipotetico traduttore.

The Haunting of Hill House, di Shirley Jackson.The Haunting of Hill House (Penguin Modern Classics)
Uscito a suo tempo da noi col titolo La Casa degli Invasati, e successivamente come L’Incubo di Hill House.
Portato due volte su schermo – una volta come capolavoro da Robert Wise, una volta  come pattume da un regista del quale non voglio ricordare il nome, questo è il libro sulla casa infestata, ed ha certamente il mio voto come miglior libro del genere.
Orrore psicologico, delirio architettonico, la casa come mostro.
Il linguaggio è colto ma limpido, la minaccia grava inquietante ed inespressa. Vi terrorizza, e non sapete perché.

Hell House, di Richard Matheson.Hell House
Dovrebbe essere uscito nei nostri boschi col titolo di La Maledizione di Villa Inferno.
Sorta di update agli anni ’70 del libro della Jackson (uscito negli anni ’50), ne ripropone la trama e l’avvio in tono lievemente più trash.
Villa Belasco, alias Villa Inferno, non è Hill House, e l’orrore è molto meno manierato.
Ha il pregio di costruire una trama orrifica su un impianto fantascientifico.
Ne venne anche tratto un film.

Elsewhere, di William Peter Blatty.Elsewhere
La traduzione della versione breve del romanzo è uscita in Italia nel 1999 nell’antologia 999.
L’autore de L’Esorcista e de La Nona Configurazione propone la sua personale versione della casa infestata, senza scordare né la propria educazione religiosa, né i propri trascorsi come autore di commedie.
Un orrore leggero e quasi rassicurante, che riassume e compendia tutti i titoli fin qui citati, e nasconde il proprio pungiglione filosofico nella coda.
Da leggere due volte.

Haunted, di James Herbert, uscito in italiano (da Sperling?) anni addietro – controllate le bancarelle.Haunted
Solido professionista della narrativa orrifica britannica, Herbert sovverte le regole col suo Haunted, ma solo il minimo necessario per prendere in contropiede il lettore ormai rotto ad ogni trucco.
Dialogo ben costruito, una premessa insolita (un medium autentico ma che non crede all’aldilà e lavora per smascherare le frodi spiritiche), una buona successione dicolpi di scena.
Romanzo leggero ma competentemente scritto, rappresenta in questa lista una dovuta concessione al pulp.

E un outsider…

The House on the Borderland, di William Hope Hodgson.The House on the Borderland
Più volte tradotto e pubblicato nel nostro paese.
Il pioniere della forma fisica, primo narratore di pirati fantasma e padre di Carnacki il cacciatore di spettri deraglia in una storia di infestazione, caos, distorsioni di spazio e tempo, corruzione fisica e morale.
Talvolta appesantito da uno stile antiquato, allucinato e allucinante, è probabilmente il più lovecraftiano dei titoli qui citati, e dovete averlo sul vostro scaffale.
O non potete dirvi lettori seri di letteratura sovrannaturale.

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