strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ernia del disco e vene varicose

Ieri cadeva il bicentenario della nascita di Charles Darwin.https://i0.wp.com/www.philadelphia-reflections.com/images/darwin.jpg
Si è detto che negli ultimi anni si è dato troppo spazio alla figura di Darwin, a scapito di una vera e profonda comprensione della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale, e soprattutto a scapito dell’evoluzione della teoria.
Eccessivo successo personale di Charles Darwin, quindi, a scapito del contenuto delle sue scoperte.
Riduzione a icona.
Se c’è del vero in questa affermazione, è anche vero che una certa cultura (di solito di base umanistica, e apparentemente incapace a livello genetico di comprendere le implicazioni profonde della teoria darwiniana) ha acquisito la figura di Darwin come talismano contro l’avanzata delle forme più deteriori di demenza pubblica – la comparsa sulle nostre piazze esoprattutto nelle nostre amministrazioni di sostenitori del creazionismo prima, e dell’Intelligent Design poi.

L’argomento dei creazionisti è facilmente superabile.
Se ammettiamo che la vita sulla terra sia stata creata anziché evolvere, non abbiamo comunque modo di dimostrare l’identità del creatore.
Perché la divinità dei Cristiani?
Perché una divinità e non un essere alieno?

Proprio per superare i paradossi impliciti, il creazionismo è evoluto, diventando Intelligent Design.
La vita sul pianeta non si è sviluppata evolutivamente, dicono i sostenitori della teoria, ma è il frutto di un progetto intelligente.
Come spiegare altrimenti la perfezione di certi meccanismi?

Ma c’è un rovescio della medaglia, e cominciano ad avanzare i sostenitori dell’Unintelligent Design o, più francamente, del Malevolent Design.
Se qualcuno ci ha progettati per ciò che siamo, ci odiava.
In primis, perché solo una entità assolutamente malvagia porrebbe creature limitate nello spazio e nel tempo in un universo virtualmente illimitato, titillandone l’intelligenza con infinite possibilità, tutte irraggiungibili.
Il Malevolent Design ha altri antenati illustri – Hawthorne, Thomas Hardy, Stephen Crane, H.P. Lovecraft.

E poi, progetto intelligente?
La struttura umana mostra una quantità di imperfezioni che i nostri cugini scimpanzé, per dire, non condividono.
La postura eretta è accompagnata da ginocchia troppo deboli (mai avuti problemi di menisco? Li avrete), con una circolazione inadeguata (e vai di vene varicose).
La spina dorsale troppo lunga e dritta causa frequentemente l’ernia del disco, afflizione ignota a qualsiasi altro primate, e la posizione in cui teniamo la testa favorisce il soffocamento e rende necessaria la manovra heimlick.
La nostra intelligenza richiede un cranio grande e pesante – con conseguenti problemi alla cervicale, e tutte le difficoltà meccaniche del parto.
E comunque il cranio è troppo sottile e fragile.
Soffriamo di tendinite perché i nostri tendini di achille sono troppo allungati e sollecitati.
Il nostro addome è troppo esposto.
E soffriamo di emorroidi – sarà inelegante, ma è un fatto dovuto alla postura.

Insomma, se siamo stati progettati da una intelligenza, si tratta di una intelligenza con la quale mi piacerebbe molto fare due chiacchiere.

Sono pasati duecento anni dalla nascita di Charles Darwin, cento e cinquant’anni dalla pubblicazione de L’Origine della Specie, e ancora non esiste una alternativa intelligente.


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L’Origine della Specie in Blog

Sono centocinquant’anni quest’anno dall’uscita de L’Origine della Specie attraverso la Selezione Naturale, opera di un misconosciuto naturalista inglese (tale Charles Darwin, del quale quest’anno cade pure il bicentenario della nascita) che costituisce uno dei punti più elevati raggiunti dal pensiero scientificomoderno, e che da centocinquant’anni va contropelo a un sacco di gente.

Per celebrare l’avvenimento, la rivista scientifica Seed ha lanciato un blog intitolato Blogging the Origin, sul quale l’opera di Darwin verrà letta ecommentata, un capitolo alla volta, da qui al dodici di febbraio.
Ad occuparsi della facenda sarà un biologo dell’evoluzione, John Whitfield.

Per chi selo fosse perso, il dodici di Febbraio sarà come sempre il Darwin Day.
Ditelo ai vostri amici.