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Il futuro secondo Krugman & Stross

L’ultima volta che partecipai ad una convention di appassionati (o fan?) difantascienza nel nostro paese, il punto più alto dell’evento venne rappresentato da una signora molto infervorata, che tenne una lunga ed articolata lezione su “Come scrivere Star Trek”.
Me ne andai quando tirò fuori la solita storia che un racconto narrato in prima persona non può concludersi con la morte del narratore.

stross.jpgkrugman.jpgAlla WorldCon di Motreal, il 6 agosto scorso, il punto più alto dell’evento è stato rappresentato da un lungo dialogo fra Charles Stross – scrittore di fantasicenza, premio Hugo – e Paul Krugman – redattore del New York Times, premio Nobel per l’Economia.
La trascrizione completa della faccenda è disponibile in rete – in attesa che venga pubblicato il filmato.
Ma poiché né Stross nè Pinker rispondono poi ai miei ideali di bellezza, leggere le loro idee mi interessa molto di più che non guardarli o sentire le loro voci.
E le loro idee sono, come ci si poteva aspettare, un po’ più stimolanti che una lezioncina su come si scrive una storia ambientata nell’universo inventato da Gene Roddenberry (mia opinione, ovviamente – YMMV).

CS: Working hypothesis. It’s a working hypothesis that I’m trying to get my head around. Back to 1970-ish, do you remember the book by Alvin Toffler called Future Shock?

PK: Yeah.

CS: My working hypothesis is that we are living in a future shocked civilization in fact the future shocked globe. There is a lot of evidence of it all around. The ascendancy of religious fundamentalism in all sorts of cultures is one particular response. People don’t like rapid change when it’s applied to them against their will, when it’s coercive, and when people don’t like something, an external stimulus, they tend to kick back against it. Religious fundamentalism boils down very largely to one thing: certainty in life. It’s one thing, someone will tell you how things are and this is the one way to live. And to people who are disoriented and distressed by the way the world around them is changing that’s got to be a source of … a very attractive offer of mental stability.

Incredibile vedere così ben delineata una ipotesi che io stesso facevo da un sacco di tempo.

E scoprirsi a pensarla come Charles Stross – se da una parte spiega perché le sue storie mi piacciono – dall’altra parte è abbastanza preoccupante.

E si scoprono cose interessanti sul mondo che ci circonda…

CS: Amazon’s Mechanical Turk … actually, Amazon is very big on human intelligence emulating AI. They have a system called the Mechanical Turk where they pay people piecework to do basic tasks and farm them out using the network and if you want to throw money at a problem, you can find a hundred thousand pairs of eyes to work on it if you can divide it up suitably.

PK: Whatever the algorithm that Amazon uses to make recommendations …

CS: That scares me.

PK: It scares me too because I took a look, once they started selling music, they started recommending music to me. And I’ve never bought music from Amazon. And they were mostly right.

CS: What scares me was … a friend of mine pointed out … people sell the most amazingly weird things on Amazon. There’s one seller who sells tins containing about an ounce of uranium ore. People who bought this product also bought one of my books.

Una lettura divertente e consigliata, che dimostra – ammesso che ce ne possa essere bisogno – che quelli in gamba non si sono limitati a leggere i tre testi fondamentali del loro genere/ambito, ma posseggono una curiosità vasta e multiforme.

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